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Autore: Matteo Platania

La droga sul dark web è aumentata del 500% durante il lockdown

Durante il lockdown l’offerta di droghe sul dark web è aumentata di circa il 500%. I prezzi di cannabis, cocaina e MDMA sono saliti alle stelle durante il lockdown, in quanto i rivenditori hanno cercato modi alternativi per vendere il proprio prodotto. Sembra assai strano parlare di tale argomento in questi tempi,  in ci tutto il mondo se non è fermo, è assai rallentato. Il giro della droga non si è mai fermato. Si è adattato al periodo storico, rispondendo alle nuove esigenze di mercato, ma soprattutto ai nuovi mezzi per venderla. Si può affermare che abbia copiato il modo di agire dei ristoranti con il “delivery service”.

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Il riciclaggio di Bitcoin

Un uomo californiano, per l’esattezza di Orange County, ha confessato di aver riciclato 25 milioni di dollari attraverso una rete di sportelli bancomat per Bitcoin senza licenza e tramite scambi effettuati di persona. Kais Mohammad, era a conoscenza di molti dei suoi clienti che riciclavano i proventi del crimine attraverso la sua rete di scambio di Bitcoin. Ma cosa sono i Bitcoin? Si tratta di una moneta virtuale, costituite da codici, ovvero da una serie di numeri.

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Da quando esiste lo spaziotempo?

Lo spaziotempo descritto dalla fisica attuale è iniziato subito dopo il Big Bang. Ma andiamo per gradi, lo spazio-tempo come lo intende la scienza è un modello che combina entrambi i concetti come un unico continuum inseparabile in cui si verificano tutti gli eventi fisici nell’universo. Quanto al Big Bang, è la grande esplosione con cui è iniziato il cosmo.

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Boris Johnson alla ricerca di un portavoce con un tono presidenziale

Boris Johnson si è spinto oltre per dare alla sua amministrazione un tono presidenziale americano. Il premier britannico ha avviato la ricerca di un portavoce che emuli quello della Casa Bianca, protagonista di una quotidiana apparizione televisiva, per mostrare “un impegno più diretto” del governo al pubblico.

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In memoria di George Floyd, quando la protesta contro il razzismo diventa globale

25 maggio, Minneapolis (USA), perde la vita George Floyd, durante un arresto. Le mobilitazioni contro il razzismo innescate negli Stati Uniti dalla morte dell’afroamericano George Floyd per mano della polizia si sono accese in Europa e in altri paesi fino a diventare un fenomeno globale.

USA, George Floyd, razzismo, solidarietà

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L’Unione Europea volta le spalle a Trump?

Donald Trump, politicamente parlando, appare come un animale ferito dalla gestione della pandemia, dai disordini razziali e dai suoi alti e bassi perenni nella politica internazionale. La maggior parte dei leader europei, come il cancelliere tedesco Angela Merkel, sembrano determinati a voltare le spalle al 45 ° presidente degli Stati Uniti almeno fino a quando non saranno decise le sue possibili rielezioni del 3 novembre.

UE, USA, Trump, Merkel

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Intervista alla mitica Sonia di Super3, una seconda mamma

Sonia Ceriola, televisivamente conosciuta come Sonia di Super3, è stata, per le generazioni nate tra gli anni ’80 e ’90, un pò come una seconda mamma. Con l’indimenticabile sigla della buonanotte ha messo a nanna tantissimi bambini, me compreso. Conduceva un programma su Super3, emittente privata del Lazio.

Sonia Super3, Birillo, anni 90

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Vollgar botnet e gli attacchi informatici.

Il team di “Guardicore Labs Cyber Security Research Team”, un gruppo di ricerca globale, composto da hacker, ricercatori sulla sicurezza informatica ed esperti del settore, ha scoperto una botnet, una rete di computer infettati da software dannoso in modo da poter esser controllati in remoto. I computer vengono forzati ad inviare spam, diffondere virus o lanciare attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) senza che i veri proprietari ne siano consapevoli. I DDoS sono una delle principali minacce a livello informatico. L’acronimo è traducibile in italiano nel seguente modo: Interruzione distribuita del servizio, ovvero mettere fuori uso un sito internet, dopo averlo tempestato di richieste.

 

Per spiegare cosa è un attacco DDoS è necessario fare un passo indietro. Il nome originario era DOS (Denial of service). Infatti, come suggerisce il nome, l’obiettivo era quello di ingolfare i server di un sistema informatico. Server più colpiti sono quelli delle aziende. Si riesce a bloccare il server, esaurendo la banda di comunicazione e rendendo quindi inutilizzabile il sito. Questo principio viene utilizzato anche dagli attacchi DDoS, ma con la differenza che quando ci si trova davanti a un attacco DOS, bisogna difendersi da un’unica sorgente di attacco informatico.
Mentre quando si deve fronteggiare un attacco DDoS, le false richieste di accesso al server arrivano da più fonti. I server, essendo raggiunti da più richieste contemporaneamente e da fonti diverse, si intasano in minor tempo.

Tornando sul tema botnet, in apertura, abbiamo fornito la nozione. Entriamo nel vivo del discorso. Un noto esempio è la botnet Mirai, che nel 2016 è riuscita ad interrompere i servizi di colossi come Twitter e Amazon. E due mesi dopo, in Germania, è riuscita a mettere fuori uso le reti internet e telefoniche di un milione di persone.

Un’altra botnet, che attacca i sistemi operativi Windows è la Vollgar. Scoperta intorno a maggio del 2018, installava sui computer RAT (Remote Access Trojan), ovvero un malware in grado di aver accesso al pc delle vittime ignare da remoto, e silent miner, virus che sfruttano i computer per avere accesso ai bitcoin. Gli esperti del Guardicore Labs hanno scoperto che ora ogni giorno eseguiti attacchi contro server MS-SQL. Una volta violato il sistema vengono, vengono inseriti i malware RAT e silent miner. I database più colpiti sono quelli della sanità, aviazione ed istruzione. È assai difficile capire quali dispositivi sono stati attaccati e quali no.

Alcuni sviluppatori e ricercatori sono riusciti a creare un tool per trovare nei server se ci sono stati, o meno, attacchi. Quindi è possibile verificare se la macchina è stata infettata.

informatica, botnet

Coronavirus Finder, la truffa pandemica

L’emergenza coronavirus, passata oramai dalla fase 1 alla fase 2, sembra essersi ridimensionata, ma questo non vuol dire che siamo salvi. Le tv locali, soprattutto in questi giorni, stanno trasmettendo una pubblicità, che ha come tema principale il covid e tutta una serie di azioni da non commettere, in quanto potrebbero esserci nuovi casi. Adesso ciò che più preoccupa sono gli asintomatici, i quali potrebbero generare, senza nemmeno accorgersene, una nuova pandemia. In questi giorni alcuni sviluppatori stanno realizzando un’applicazione, che potrà permettere di individuare i contagiati e vedere con quali persone sono entrate in contatto. 

Il coronavirus con sé ha portato anche numerose truffe informatiche a tema covid, tra queste una delle più pericolose è il “Coronavirus Finder”. Ripercorriamo la storia del malware. Nome tecnico del malware è “Ginp”, un trojan mobile banking, nato originariamente come una sorta di finto Google Play Verificator. La sua creazione risale circa a giugno 2019. Da una prima versione basic, si è passati velocemente a una a pagamento, attraverso il conto corrente bancario e l’app è stata trasformata in un finto Adobe Flash Player, Sanpchat o Viber.

Gli sviluppatori di “Ginp” hanno preso la palla al balzo e, approfittando dei tristi avvenimenti dovuti alla pandemia, sfruttando il caos mediatico e le fake news, hanno chiamato il malware “Coronavirus Finder”. Le persone, prese da paura e sconforto hanno iniziato a scaricare l’app. Cosa fa questa applicazione?

Quando si accede all’app in questione e si da un comando qualsiasi, l’utente viene reindirizzato verso una pagina web che mostra le persone infette vicine.

Finora sembrerebbe tutto normale, ma il problema risiede nel fatto che per avere accesso al database delle persone contagiate, si deve pagare 0,75 centesimi per conoscerne la posizione esatta. Come detto ad inizio articolo l’applicazione ufficiale è ancora in via di sviluppo. Dopo aver inserito i dati della carta di credito, per pagare quella somma irrisoria, in realtà, il credito rimane invariato, ma i criminali, di fatto, vengono in possesso degli estremi della tua carta di debito. Come si possono evitare le truffe nell’era digitale?

La prima cosa da fare è quella di scaricare le applicazioni direttamente da play store, per i dispositivi android, o dall’ apple store, per i dispositivi apple. Quindi è sempre meglio non andare a installare app da siti non ufficiali, spuntando l’opzione abilita per fonti sconosciute. Altro suggerimento è quello di non cliccare su link sospetti e non rivelare mai informazioni sensibili, come password ed estremi della carta di credito. 

coronavirus, coronavirus finder

Ezio Bosso

Un saluto a Ezio Bosso
…”Buon Viaggio, Maestro”

La Musica ci insegna la cosa più importante che esista: Ascoltare

Ezio Bosso, direttore d’orchestra, compositore e pianista, nato a Torino nel 1971, è morto giovedì sera a Bologna all’età di 48 anni, per complicazioni dovute a una malattia neurodegenerativa che si è accanita su di lui nel 2011. Il giorno prima della sua scompara, era stato ospite di Rai News 24 per sottolineare l’importanza di musica e sensibilizzare sulla crisi che il settore soffre a causa della pandemia. Dopo 24 ore da quell’intervista, la notizia della sua prematura scomparsa.

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David di Donatello 2020, un’edizione speciale

LXV EDIZIONE – PREMIO DAVID DI DONATELLO

Ieri sera, su RAI, Carlo Conti ha condotto la 65esima edizione del premio David di Donatello, organizzata dall’Accademia del Cinema Italiano. Quest’anno, la premiazione non è si è svolta in una sala, bensì in uno studio vuoto con collegamenti via Skype con i vari attori, scenografi e sceneggiatori.
La prima edizione del 1956 si svolse al cinema Fiamma ed il primo attore a ricevere il David di Donatello fu Vittorio de Sica per “Pane, amore e…”, mentre la prima attrice ad esser premiata fu Gina Lollobrigida per il film “La donna più bella del mondo”.

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Striscia la Notizia e Giovanna Botteri

Striscia la Notizia, programma di Antonio Ricci, oramai è arrivato alla frutta. Non sapendo più cosa mandare in onda, si limita a proporre servizi del tutto scadenti, salvo rari casi, limitandosi ad insultare persone, soprattutto sull’aspetto fisico. Il servizio andato del 28 aprile, ha preso di mira la corrispondente da Pechino, Giovanna Botteri, che ha dedicato la vita al servizio pubblico e alla sana e chiara informazione.

Facciamo un passo indietro. La giornalista era stata presa di mira sui social a causa della sua scarsa fantasia nello scegliere l’outfit. Ad ogni servizio, in giorni diversi, ha sfoggiato la stessa maglia nera e una capigliatura poco curata.
Sulla scia, Striscia la Notizia ha voluto dedicarle un servizio di cattivo gusto, mostrando Giovanna Botteri, con video montaggio di pessima qualità, in una vasca. Il servizio inizia sulle note della canzone Shampoo di Giorgio Gaber e l’ironia spicciola di Michelle Hunziker: “Si è presentata agli spettatori del TG1 più bella e più superba che prìa. Ecco ad un tratto la sua chioma curata e vaporosa, in risposta a tante frecciate velenose, di cui evidentemente ne aveva fin sopra i capelli.”

Decisamente alla Hunziker sta a cuore l’aspetto fisico ed apparire al meglio in televisione. Ricordiamo che nel lontano ’95, ancora minorenne, esordì come testimonial dell’intimo femminile Roberta. In quegli anni, in ogni città imperava la foto del suo di dietro, ma il volto era ignoto.
Rita Levi Montalcini in un’intervisrta disse: “il corpo faccia quello che vuole, io sono la mente”.

Giovanna Botteri, nel mondo dell’informazione contemporanea, è una delle firme più importanti. Dire che è una giornalista è riduttivo, è colei che scardina il rapporto tra la televisione e la bella presenza, intesa non nell’aspetto fisico, ma nel modo di apparire davanti alla telecamera e in mondo TV.
Tornando al servizio di Striscia la Notizia, Gerry Scotti, sempre con ironia conclude dicendo: “Brava Giovanna vai avanti così nel tuo importante lavoro e non badar a chi sta a guardare il capello.”

Giovanna Botteri in un comunicato risponde così: “Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettetemi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, hanno o dovrebbero avere secondo non si sa bene chi. Qui a Pechino sono sintonizzata sulla BBC, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono”.

Striscia la Notizia, in risposta, ha diramato un comunicato stampa per difendere il proprio servizio: “Dopo il servizio andato in onda nella puntata di Striscia il 28 aprile scorso, dove si dava conto della fresca messa in piega dell’ottima Giovanna Botteri, siamo stati accusati di aver fatto volgare ironia sul suo aspetto fisico. In realtà è da tempo che su alcuni media e nei social Giovanna Botteri viene presa di mira per il suo look, a detta di molti non particolarmente curato. E il servizio di Striscia, partiva proprio da questo per mostrare come Giovanna nell’ultimo collegamento da Pechino avesse sfoggiato una nuova pettinatura, quasi a smentire le critiche malevole piovutele addosso. Insomma, parliamo di cose serie e certamente il bodyshaming lo è e va combattuto con ogni mezzo, ma non confondiamolo con una messa in piega”.

Il programma di Antonio Ricci, anzichè fare un passo indietro e chiedere scusa alla giornalista, ha continuato a difendere il proprio servizio. Se i social hanno preso duramente di mira l’inviata della RAI, Striscia la Notizia non fa altro che continuare a girare il coltello nella piaga.
Infine Michelle Hunziker, in una delle sue stories instagram, ha invitato direttamente Giovanni Botteri a fare swipe-up per vedere il servizio di Striscia.

riconoscimento facciale

Riconoscimento facciale per uscire dalla pandemia?

Uscire dalla pandemia è una sfida complessa per i paesi europei. Un’applicazione di tracciamento del contagio sembra, ma solo apparentemente, la possibile via di un ritorno a una vita normale per la maggior parte dei paesi. Di questa app nessuno sa con certezza come funzionerà, se sarà efficace, quante persone dovranno scaricarla per risultare utile.

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“Il Palazzo dei Conti di Pombeiro”
…. la Sede Italiana in Lisbona

LA SEDE DIPLOMATICA ITALIANA A LISBONA
illustrata in libro a cura dell’Ambasciatore Gaetano Cortese

Un’altra sede diplomatica italiana entra nella collana curata dall’Ambasciatore Gaetano Cortese per la casa editrice Carlo Colombo di Roma con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio architettonico e artistico delle ambasciate italiane all’estero. È “Il Palazzo dei Conti di Pombeiro” a Lisbona, dal 1925 residenza dell’ambasciatore d’Italia in Portogallo. L’edificio – che al piano terreno ospita gli uffici e al primo piano la residenza del capo missione – è stato costruito tra la prima e la seconda decade del ‘700. Modificato un secolo più tardi, è impreziosito da tre grandi pannelli di azulejos ed è circondato da un giardino di oltre mezzo ettaro con salici piangenti, palme secolari, magnolie e ibiscus.

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