venerdì, 18 Ottobre 2019

Autore: Matteo Platania

La fiaba del Fonclea nel racconto di uno dei suoi:
la Consul Press intervista Francesco Ghidoli,

COME QUATTRO AMICI AL BAR,
CONVERSANDO CON FRANCESCO 

_______Intervista a cura di MATTEO PLATANIA

Il Fonclea è uno storico locale di Roma che rispecchia in pieno la filosofia del pub come luogo-casa, ove il pubblico non ha un età definita ed è un luogo d’incontro di giovani e meno giovani che si conoscono (…o non) per ascoltare insieme la buona musica (…anche di genere diversi).
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesco Ghidoli, uno degli “storici fondatori” ed oggi sempre socio del Fonclea, che ci ha accolto con una eccezionale cordialità.

Di seguito la nostra intervista.

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L’Agopuntura
una pratica di medica di oltre 6000 anni

L’AGOPUNTURA è un’inflessione di aghi nei tessuti del corpo secondo modalità tecniche particolari e viene considerata, secondo alcune tesi, una vera scienza; secondo altre tesi, una terapia medica complementare.   Tale pratica è sorta in  Cina circa 6000 mila fa ed il primo libro in cui viene esposto  questo “nuovo” modo di fare medicina è il Nei Ching So Wen. In questo libro Huang Di, “l’imperatore giallo” immagina di avere un dialogo con li suo medico che gli insegna a riequilibrare le forze opposte.

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A Roma Congresso Internazionale di Agopuntura:
una medicina antica per la salute nel terzo millennio

AGOPUNTURA: una  “Medicina Antica per la Salute nel Terzo Millennio

A Roma, nelle giornate 18-19-20 Ottobre 2019, presso la Pontificia Università Antonianum in via Merulana 124, avrà luogo il Congresso organizzato dall’ A.I.A – Associazione Italiana di Agopuntura, sul tema: “Una Medicina Antica per la Salute nel Terzo Millennio”.
Ai partecipanti verranno rilasciati crediti ECM, con valenza per tutto il territorio nazionale ed idonei per l’aggiornamento professionale obbligatorio per medici, odontoiatri e per tutte le professioni sanitarie sotto l’aspetto clinico, organizzativo o riguardante la sanità pubblica.  

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Venezuela: firma del Memorandum d’Intesa

L’ Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e il Governo del Venezuela hanno firmato un Memorandum d’Intesa.

Ginevra (24 settembre 2019) – L’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e il governo del Venezuela hanno firmato un Memorandum d’Intesa che istituisce delle linee guida per i dialoghi e la cooperazione futura, oltre che consentire una presenza continua nel paese di due funzionari delle Nazioni Unite per i diritti umani.

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FIABADAY 2019, per l’abbattimento delle barriere architettoniche

FIABADAY 2019, diciassettesima giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

La Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sita in via Santa Maria in Via 37, ospiterà giovedì 3 ottobre 2019 alle ore 11:00 la conferenza stampa di presentazione della “Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche – FIABADAY”, giunto alla 17esima edizione.

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Al Fonclea sbarca “Ma cos’è questa crisi”
…. a Roma una serata indimenticabile

MA COS’ E’ QUESTA CRISI ….. ?
 canzoni ed umorismo per divertirsi sulla crisi

____________ MATTEO PLATANIA

Giovedì 19 settembre alle ore 21:30, presso il Fonclea, storico locale nato il 29 settembre 1977, sito in via Crescenzio 82/a, ha avuto luogo lo spettacolo musicale “Ma cos’è questa crisi – canzoni ed umorismo per divertirsi sulla crisi”.
Il locale si trova in uno dei più bei quartieri della Capitale ed è stato fondato da quattro amici: Claude, Massimo, Francesco e Marco, i quali, più di quarant’anni fa, legavano il proprio destino alla musica, riproponendo canzoni celebri legate alla tradizione romana e non solo. 
In quei tempi, a Roma, giovani musicisti avevano ben poche occasioni per esibirsi in locali e confrontarsi con il pubblico. Il Fonclea fu uno dei primi locali a rispondere a questa esigenza ponendosi, allora e tuttora, come vero e proprio trampolino di lancio per molti artisti, come lo è stato per Giorgia, Lillo & Greg, Sergio Caputo, Dado, Riccardo Rossi, Max Gazzè, Niccolo Fabi, Max Paiella e Luca Laurenti.

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Pubblicità offline e online, tradizionale e moderna

Ogni giorno vediamo pubblicità di ogni tipo, ma non riusciamo a ricordarci di tutte. Secondo Red Crown Marketing pubblicizzare un prodotto o un’azienda non è affatto semplice.  Trent’anni fa le persone vedevano circa 2 mila messaggi pubblicitari al giorno, oggi, invece, ne vediamo circa 400 mila Domanda da porci è la seguente: Quali sono le pubblicità che ci colpiscono e che ricordiamo? Sono quelle intelligenti, semplici e, soprattutto, originali.

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Napoli ospita Transfrigoroute International

Venerdì 27 settembre Napoli ospita, nel suggestivo Castel dell’Ovo, l’Assemblea Transfrigoroute International, che si tiene una volta l’anno. Di questa fanno parte Associazioni e Imprese di diversi Paesi, che operano nel mondo del trasporto a temperatura controllata, nella costruzione e allestimento di veicoli refrigerati.
Quest’anno ad avere la rappresentanza unica in Italia di Transfigoroute è l’Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici (ANITA). L’Associazione ha curato il programma e l’allestimento dell’Assemblea che riunirà, per la prima volta nella nostra Penisola, i principali tecnici dell’industria e della logistica del freddo provenienti da tutta Europa.

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11 Settembre: ricordi di una strage

Sono già passati 18 anni, ma quel giorno lo ricordo come fosse ieri. Avevo poco più di 10 anni. Ero sul divano a guardare con mia sorella “la Melevisione“, programma per bambini che andava in onda su Rai 3. Ad un certo punto, però, ci fu una violenta dissolvenza e, al posto di Tonio Cartonio, comparve, come per magia, nello schermo, Josephine Franzelin che interruppe il programma.

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Cinema America: ragazzi aggrediti per una t-shirt

Le indagini sono scattate immediatamente dopo il pestaggio avvenuto nella notte tra sabato e domenica in zona Trastevere. Grazie alla visone delle telecamere la Digos della questura di Roma ed i carabinieri sono stati in grado di riconoscere e fermare i quattro aggressori. Alla base del pestaggio la maglietta del Cinema America, le vittime indossavano la t-shirt dell’associazione che proietta film nelle piazze del centro e delle periferie.

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A Palermo, MayDay per un futuro senza frontiere

PER UN POSSIBILE FUTURO
….. SENZA FRONTIERE 

Sabato 25 maggio sbarca nel capoluogo siculo, presso il Castello a Mare, in via Filippo Patti, il “MayDay”. Si tratta di un evento di dodici ore di arte, musica e cultura. L’iniziativa promuove un possibile futuro senza confini e barriere e si rivolge principalmente a tutti coloro che vogliono una realtà migliore senza differenze di sesso, colore della pelle e pregiudizi.

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Due deputati FI in manette nell’inchiesta tangenti

Due deputati FI in manette nell’inchiesta tangenti. Un Blitz di carabinieri e Guardia di Finanza ha arrestato 43 persone, tra politici e imprenditori, per associazione a delinquere aggravata e, in alcuni casi, per aver contribuito a favorire un’associazione di matrice mafiosa, corruzione e reati di turbata libertà degli incanti al fine di aggiudicarsi appalti pubblici. Pietro Tatarella, consigliere comunale di Milano e candidato alle prossime Europee, Fabio Altitonante, sottosegretario della Regione Lombardia, Daniele D’Alfonso, imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali della Ecol-Service srl, risultano nella lista degli arrestati . La procura indaga anche su Diego Sozzani, deputato di Forza Italia, per finanziamento illecito.

Martedì 7 maggio i carabinieri con l’ausilio di militari della Guardia di Finanza, che operano tra la Lombardia e il Piemonte, hanno condotto in modo magistrale un’operazione di grande entità che ha portato alla condanna di ben 43 persone. Tra queste 12 sono finite in carcere, altrettante all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria; tra questi compaiono imprenditori, funzionari pubblici e politici, accusati di diversi capi di accusa inerenti al favoreggiamento di associazione a stampo mafioso volta alla corruzione per l’aggiudicazione e spartizione di appalti pubblici. Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, non risulta indagato, anche se a lui sembrerebbe legato un episodio di istigazione alla corruzione, in quanto non avrebbe denunciato l’episodio. Gioacchino Caianiello, ex coordinatore provinciale di Forza Italia a Varese, ha contestato il reato di istigazione alla corruzione nei confronti del Governatore.

Il gip Raffaella Mascarino ha emesso 43 ordinanze di custodia cautelare richieste dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, a seguito di una lunga e organizzata indagine coordinata da Alessandra Dolci, procuratore aggiunto della Dda e dai procuratori Silvia Bonardi, Adriano Scudieri e Luigi Furno. Una di queste ordinanze riguarda gli appalti AMSA, azienda dei rifiuti milanese e parecchie partecipate pubbliche.

 

Tatarella e Altitonante, due deputati Fi in manette

Il numero di militari dell’Arma e quelli delle Fiamme Gialle impegnati nell’operazione, che è scattata tra le province di Milano, Varese, Monza e Brianza, Pavia, Novara, Alessandria, Torino e Asti, ammonta a quasi 250 unità. Tra le 43 richieste di custodia cautelare ci sono Pietro Tatarella, il consigliere comunale di Milano di Forza Italia e candidato alle prossime europee e Fabio Altitonante, sottosegretario alla Regione Lombardia, anche lui deputato Forza Italia. Tatarella è accusato di associazione a delinquere, mentre Altitonante di corruzione. Personaggio che, secondo investigatori e inquirenti, sarebbe a capo dell’inchiesta è Daniele D’Alfonso che secondo le ricostruzioni, con la sua azienda Ecol-Service, avrebbe, con appalti ottenuti in cambio di tangenti, favorito l’ndrangheta, dando lavoro alla famiglia calabrese dei Molluso di Buccinasco.

Richiesto l’arresto per Diego Sozzani

Altro nome illustre finito nel registro degli indagati è quello di Diego Sozzani, deputato di Forza Italia di Novara e vicecoordinatore degli azzurri in Piemonte. Condanna che gli viene attribuita è quella di reato di finanziamento illecito, ancora da verificare. Indagate 95 persone e solamente a 9 è stata contestata l’associazione a delinquere aggravata che riguarda il favoreggiamento di un’associazione mafiosa, finalizzata a corrompere, finanziare illeciti ai partiti, reati di turbata libertà degli incanti, false ricevute per lavori mai messi in atto.

Nicola Zingaretti, Show a Quarta Repubblica

Nicola Zingaretti, segretario del Partito democratico, ospite al programma Quarta Repubblica, condotto dal giornalista Antonio Porro, ha espresso un giudizio positivo sul reddito di cittadinanza, dichiarando “Io non abolirei il reddito di cittadinanza. Ma farei anche altre politiche per il lavoro. Il reddito di cittadinanza può essere corretto ma è una politica contro la povertà. Oggi in Italia mancano politiche per creare lavoro e sviluppo”. Sul Movimento 5 Stelle, invece, ha espresso un giudizio negativo “Dialogo con il M5S? Non finché ci sarò io come segretario. Innanzitutto perché non lo vogliono loro e poi perché se ci fosse una crisi di governo dovrebbero pronunciarsi gli italiani”.

Zingaretti, sul tema quota 100, appare molto sicuro affermando che la “quota 100 cadrà il prossimo anno perché la taglieranno loro, non ci sono i soldi per finanziarla”. Mentre alla domanda di Porro sulla possibilità di ripristinare l’articolo 18 risponde così “Così no, non è la priorità. Andrebbe riformato il mercato del lavoro”.

Non manca l’attacco al vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini: “È molto bravo a raccontare i problemi. Peccato che non riesca a risolverli… Salvini pagherà un prezzo enorme, perché fa tante promesse ma in realtà sta portando l’economia di questo paese al disastro. Io non credo che bisogna chiedersi quanto ci metteranno gli italiani a rendersene conto. Io credo che saremo chiamati tutti tra qualche settimana a salvare l’Italia”.

L’ultima domanda di Porro riguarda ad una ipotetica crisi del governo e Zingaretti risponde facendo una stoccata al caso Siri “Se si dovesse arrivare alla crisi, convocato dal presidente della Repubblica chiederò che siano gli italiani a decidere chi deve guidare il Paese. Il governo si sostiene su una maggioranza di parlamentari. Se la maggioranza dei parlamentari Cinque Stelle dice che se ne deve andare, allora Siri se ne deve andare”.

E sei il governo dovesse cadere? “Convocato dal presidente della Repubblica chiederò che siano gli italiani a decidere chi deve guidare il Paese”.

 

Sottosegretario Siri indagato per corruzione

“Siamo alla follia”, queste le parole del sottosegretario al ministero dei Trasporti, Armando Siri della Lega, indagato per corruzione in un’inchiesta coordinata dalla Dia di Palermo e Roma.

Siri, secondo gli inquirenti, avrebbe intrattenuto rapporti, ancora da verificare, con Paolo Franco Arata, consulente della Lega sull’energia, docente universitario, ed ex parlamentare di Fi. Secondo i pm, Arata avrebbe offerto e ricevuto frequenti favori con Vito Nicastri, imprenditore nel settore eolico. Repubblica precisa che Nicastri si trovava ai domiciliari una vicinanza al clan di Matteo Messina Denaro.

Gli addetti ai lavori hanno portato avanti un’indagine accurata, dove emerge, da alcune intercettazioni, che Arata avrebbe promesso 30 mila euro a Siri modificare la legge sull’energia eolica. 

Per i pm di Palermo Siri e Arata avrebbero intrattenuto diversi rapporti. Perquisizioni hanno avuto luogo per provare le accuse mosse agli indagati e avere a disposizione elementi che potrebbero tornare utili in sede investigativa. Una decina, per ora, gli indagati, tra questi Alberto Tinnirello, ex funzionario del Dipartimento Energia della Regione, Giacomo Causarano, funzionario dell’assessorato all’Energia, e il funzionario del Comune di Calatafimi Angelo Mistretta.

Repubblica ha reso noto che la mattina del 18 aprile, le forze dell’ordine hanno arrestato Nicastri per violazione degli arresti domiciliari. Le indagini non riguarderebbero solamente il capoluogo siculo, ma anche quello laziale. Armando Siri respinge ogni accusa e parla di “follia”. Nelle prossime settimane, si potrà disporre di dettagli su questo episodio. Siri, circa 4 anni fa, era stato indagato per un reato penale, ma aveva patteggiato per una condanna per bancarotta.

Perù, quando uno Zio stupido costringe
il nipotino di quattro mesi a bere birra

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Durante una festa di compleanno, l’insegnante William Daniel Camacho Díaz, di una scuola di Ferrenafe, città del nord-ovest del Perù, avrebbe costretto il nipote di soli 4 mesi a bere birra. Un video, diventato immediatamente virale sui social, testimonia l’inquietante vicenda. A riportare l’evento il quotidiano britannico The Sun. Il video in questione immortala il piccolo seduto in braccio a una donna, presumibilmente la madre, a un certo punto lo zio si avvicina al nipote con la bottiglia di birra e la porta alla bocca del bimbo, che quasi infastidito si volta rifiutando la sostanza alcolica.

Lo zio, a sua volta non accetta il rifiuto del nipote e lo costringe a bere, intingendo un dito nella birra e portandolo alle sue labbra. Successivamente posta il video su Facebook. Sicuramente l’uomo non si sarebbe mai aspettato una reazione così forte sui social; date le numerose segnalazioni, il video è stato immediatamente rimosso. Costringere un bambino così piccolo a bere può essergli fatale. Attualmente non ci sarebbero stati provvedimenti a carico di William Daniel Camacho Díaz, ma non si esclude che la triste vicenda possa essere già stata affidata ai servizi sociali.

In passato sono stati commessi simili gesti, probabilmente per far ridere amici e il pubblico dei social. Ma le cose sono sempre in tutt’alta destinazione. In Russia, ad esempio a Shebekino una madre di un bambino di otto mesi ha fatto bere al piccolo della vodka per farlo addormentare, ed anche in questo caso l’evento suscitò scalpore e scandalo.

…… Stultorum mater sempiter gravida !

Emanuela Orlandi, svolta storica sul caso

Il 22 giugno 1983 scompare nel nulla la quindicenne Emanuela Orlandi, mentre si recava a scuola di musica.

Oggi, a quasi 36 anni di distanza, il Vaticano avrebbe dichiarato l’autorizzazione per l’apertura di un’indagine interna. La notizia è stata data dal legale della famiglia Orlandi, Laura Sgrò “Stiamo seguendo gli sviluppi delle indagini delle Autorità vaticane auspicando in una piena collaborazione, proseguendo comunque nelle nostra attività di indagini difensive”. Alla notizia della riapertura del caso, Il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, ha commentato: “Dopo 35 anni il Vaticano finalmente indaga ufficialmente sulla scomparsa di mia sorella. Speriamo che sia arrivato finalmente il momento per giungere alla verità e dare giustizia a Emanuela”.

“Stiamo seguendo gli sviluppi e auspichiamo una piena collaborazione, proseguendo comunque nelle nostre attività di indagini difensive” ha successivamente aggiunto Laura Sgrò. La scorsa estate il legale della famiglia Orlandi aveva ricevuto una lettera anonima con allegata la foto di una tomba, recante un messaggio: “Cercate dove indica l’angelo”. La lettera si riferisce alla statua di un angelo, con l’indice puntato al basso, che sostiene un foglio riportante la scritta “Requiescat in pace” (riposa in pace).

La tomba in questione si trova nel campo santo dei Teutonici e dei Fiamminghi,accanto alla chiesa di Santa Maria della Pietà, all’interno delle Mura Vaticane. A intervenire sulla notizia anche Antonietta Gregori, sorella di Mirella, quindicenne romana scomparsa in circostanze misteriose il 7 maggio del 1983. “È una svolta importante. Sono contenta per la famiglia di Emanuela e spero si arrivi finalmente alla verità. Non credo che la vicenda della tomba nel cimitero teutonico riguardi mia sorella, ma spero che la sua scomparsa non rimanga nell’oblio. Io, come la famiglia Orlandi, sono qui a lottare per arrivare alla verità anche dopo 36 anni”.

La madre e il fratello di Emanuela, insieme al proprio legale, hanno presentato istanza al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano e ha richiesto l’apertura di un’inchiesta. L’avvocato ha precisato che Gian Piero Milano, promotore di giustizia del Tribunale vaticano, aveva annunciato che la Santa Sede avrebbe deciso di prendere in mano la vicenda.

  • La vicenda

Emanuela Orlandi era iscritta a una scuola di musica sita in piazza Santa Apollinare. Mercoledì 22 giugno 1983 Emanuela aveva terminato la lezione in anticipo e aveva contattato telefonicamente la sorella per comunicarle che un uomo le aveva offerto un piccolo lavoro come promotrice, retribuito esageratamente. Quella telefonata è stato l’ultimo contato che la ragazza ha avuto con un suo familiare. Le ultime notizie di Emanuela risalgono circa alle 19.30 di quella stessa sera, mentre attendeva l’autobus in Corso Rinascimento. La ragazza non salì mai sul bus e non fece più ritorno a casa. Di lei si persero le tracce.

Roma, è crisi Ama

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L’azienda non riesce più a coprire le spese inerenti il gasolio che fa andare avanti i camion, i pezzi di ricambio, il trasporto dei rifiuti al nord e così l’immondizia rimarrà per strada mentre i dipendenti rischiano di non percepire puntualmente lo stipendio. L’agonia per Ama potrebbe finire il 19 aprile, quando le banche, valuteranno la possibilità di riattivare il credito di 200 milioni se soddisfatte le  tre condizioni poste in precedenza.

I tre vincoli riguardano: approvazione del bilancio, nuovo contratto di servizio e lettera di pegno di Roma Capitale. Mauro Lonardo, presidente del collegio sindacale di Ama, alla domanda “poteva essere evitata la paralisi?” ha risposto: “secondo me sì, hanno avuto tanti mesi davanti. Si poteva evitare di arrivare fino a oggi”. 

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Senza percepire il credito l’attività dell’Ama va incontro alla paralisi, con un aggravamento della crisi della raccolta rifiuti. Lonardo sui tre punti si è espresso così: “bisogna fare presto nel rispettare le tre condizioni poste dalle banche. Ne abbiamo parlato l’altro giorno in Ama con il dg di Roma Capitale, Franco Giampaoletti, e con l’amministratore unico Massimo Bagatti. Non abbiamo discusso della macrostruttura e del cambio dei dirigenti”.  il Consigliere M5S Roma Capitale, Pietro Calabrese, in un post pubblicato su Facebook ha scritto: “Zero fatture sui 18 milioni/2011 Ama? La risposta è semplice: Roma Capitale non paga. Benvenuto al nuovo Amministratore Bagatti, e alla prima mossa sul cambio della vecchia dirigenza”.

Ricapitolando, siamo stati eletti per approvare bilanci estremamente limpidi, e legali, specie se in presenza di scheletri mantenuti in vita dai predecessori, per decenni. Anzi, quando apriamo i cassetti dei bilanci delle nostre partecipate con dentro i cadaveri non si fa finta di nulla, si prendono e si rispediscono al mittente.

A dicembre 2017, a chiusura del bilancio consolidato su debiti/crediti fra Roma Capitale e le sue partecipate, emergono due cadaveri, uno per Atac e uno per Ama. All’azienda dei trasporti non vengono riconosciuti ben 100 milioni perchè derivanti da fatture forfettarie. Ripeto, forfettarie. Significa che in passato i conti li facevano ‘alla carlona’, “quanto te devo dà? Tiè, tanto che ce frega, mica so soldi nostri”.

Il segnale era chiaro. Il tempo degli occhi bendati è finito. Non si fanno sconti a nessuno, nemmeno agli amministratori nominati da noi.

Invece Ama che fa? Nello stesso bilancio consolidato non gli vengono riconosciuti proprio quei 18 milioni, e le fatture non erano neanche forfettarie, non c’erano proprio. Ma niente, Ama li infila lo stesso nel bilancio che approva a marzo 2018. Incredibile. Il resto lo sapete tutti. La nostra amministrazione ha concesso il tempo necessario a chiarire, ma quei milioni sono rimasti nel bilancio, senza nessuna fattura.

Il colmo è che l’ex AD di Ama ora va in giro a dire che 18 milioni su un bilancio di 800 sono irrilevanti. No, ma proprio NO. Forse per alcuni non è ancora chiaro, per noi anche 1 euro fuori posto non è per niente irrilevante. A maggior ragione, visti anche i risultati al di sotto degli impegni: si accomodi, quella è la porta.

Ora quella porta, finalmente, si aprirà anche per la vecchia dirigenza. A tutti gli altri lavoratori dell’azienda ancora un grazie infinito, nessun passo indietro, rimettiamo a posto anche Ama”.

È importante che Bagatti approvi il bilancio, alla data prevista, durante la sua provvisoria gestione. Ama deve far fronte a 18 milioni di spese cimiteriali non riconosciute dal Campidoglio e 42 milioni per manufatti cimiteriali.

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