Eroe dei nostri giorni salva sette profughi dalla guerra in Ucraina

Nelle scorse ore un imprenditore alessandrino di 39 anni, Ricky Favale, con un viaggio avventuroso dall’Italia, da Serravalle, all’Ucraina e ritorno, ha tratto in salvo dalle zone di guerra, sette profughi di cui due bambini, uno di appena 4 mesi e uno di sette anni.

Continua a leggere

San Marino: “La Serenissima” esce a lutto:
pagine nere per la ‘libertà di stampa’

Edizione speciale del Quotidiano Sanmarinese “La Serenissima” stampato su pagine nere per sottolineare il lutto per la “morte della libertà di stampa.

La pubblicazione, già esistente anche nella versione online, ha voluto protestare con questa edizione speciale per l’esposto riguardante l’ “esercizio abusivo della professione” da parte di un volutamente non menzionato Segretario di Stato.

Il direttore, Gian Maria Fuiano, è il solo a firmare gli articoli, spiega come tutti coloro che hanno scritto negli ultimi mesi per il suo giornale siano stati messi sotto inchiesta dal Tribunale d San Marino. 

Fuiano richiama la Carta Ue, sottoscritta dalla stessa Repubblica, sulla “libertà di espressione e di informazione“, annunciando il ricorso al Tribunale di Strasburgo: Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

om enrico paniccia

Social, il 2022 tra nuove sfide ed opportunità:
il white paper di GoDaddy

Nuove sfide sui social: il 2022 sarà un anno intenso e pieno di opportunità per i liberi professionisti e le piccole e medie imprese. Conoscere ed intercettare i trend sarà prioritario per ottenere un vantaggio competitivo: dall’era post-cookie (anche se la loro abolizione su Chrome è rinviata al 2023) al mondo dei micro-influencer e TikTok, il white-paper di Simone Cosimi per GoDaddy tratteggia possibili scenari e chance da cogliere per la crescita dei business.

godaddy, social

Continua a leggere

Pandemia, raddoppiate le truffe online: come evitarle

Internet ha sempre avuto i suoi pro e i suoi contro, e nel secondo caso è d’obbligo citare le truffe online. Sono sempre esistite, ma va detto che da quando la pandemia ha preso di petto la nostra vita i tentativi di hacking in rete si sono moltiplicati. E le vittime preferite sono state sia le aziende, sia i normali utenti. Ciò vuol dire che emerge la necessità di difendersi e di cercare di evitarle, ed è quanto vedremo oggi.

Continua a leggere

Un “Guaglione”, dal San Paolo di Napoli
a San Pietroburgo in Russia

STORIA VEROSIMILE DI UN  “JACK LONDON ITALIANO”,
CRESCIUTO A POMIGLIANO D’ARCO ED APPRODATO ALLA FARNESINA

in una narrazione di TORQUATO CARDILLI   

Avete presente Jack London, il giovane californiano che dopo essere stato strillone di giornali, pescatore clandestino di ostriche, lavandaio, cacciatore di foche, agente di assicurazioni,  pugile e coltivatore, alla fine si buttò a pesce nella corsa all’oro del Klondike in Canada e, fatto un tesoretto, si diede a scrivere romanzi e libri di avventura?
Bene!
Guardando alla politica italiana ed alla corsa per raccogliere il consenso delle masse in quella miniera d’oro scoperta dal fondatore del M5S con pepite come macigni di risentimento popolare per una classe politica di affaristi e di corrotti, viene subito in mente il percorso di vita di  Luigi di Maio.

Continua a leggere

PRESENTAZIONE DELLE PROTAGONISTE
DEL LIBRO “100 DONNE PER TUTTE”

PRESENTAZIONE DELLE PROTAGONISTE DEL LIBRO “100 DONNE  PER TUTTE”
PER UNA SOCIETÀ PIÙ APERTA E INCLUSIVA CONTRO VIOLENZA E DISPARITA’ DI GENERE 

a cura di Arianna Pigini

ROMA, 16 febbraio 2022 – Venerdì 18 febbraio, presso la Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, la scrittrice Arianna Pigini presenterà le protagoniste del suo ultimo libro “100 Donne per Tutte”. Parteciperanno all’incontro Fabio Capolei, consigliere regionale del Lazio, Maddalena Noce, assessore per le Pari Opportunità e la Famiglia del Comune di Nettuno, Antonio Parenti, Capo della rappresentanza della Commissione Europea in Italia, Gaetano Chiarella, Counselor dell’associazione “Abbraccio del Mediterraneo ets”, Mario Esposito, consigliere comunale di Nettuno, e tutte le protagoniste del libro.

All’inizio del convegno sarà trasmesso un videomessaggio realizzato per l’occasione dal Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.

Continua a leggere

Baci Perugina, cent’anni di storia celebrati dalla nuova veste firmata Dolce & Gabbana

Luisa Spagnoli, imprenditrice e fondatrice della Perugina insieme a Giovanni Buitoni, compagno di vita e di lavoro, ideò nel 1922 la ricetta dei famosi cioccolatini quasi per caso. L’idea nacque dall’esigenza di utilizzare la granella di nocciole avanzata dalle altre preparazioni. Così un ripieno morbido, a base di nocciole tritate, farciva una pralina sormontata da una nocciola intera, tutto ricoperto da cioccolato fondente Luisa. Ed ecco il cazzotto, un cioccolatino con il nome e la forma curiosa che ricordava le nocche di un pugno. Fu Giovanni Buitoni che in seguito cambiò il nome, ritenendolo poco adatto per un cioccolatino e poi, trovava più elegante che nei negozi venissero chiesti baci non cazzotti.

Qualche anno dopo, Federico Seneca, l’illustratore dell’azienda, realizzò l’incarto argento con le scritte blu e la confezione con i due amanti ispirati a celebre dipinto di Hayez. Merito di Seneca sono anche i famosi cartigli, ispirati, secondo la leggenda, dai veri bigliettini d’amore che Luisa inviava a Giovanni, nascondendoli proprio nei Baci.
Nel 1939 con l’apertura del primo punto vendita a New York i Baci diventano internazionali. Negli anni, accanto alla classica scatola, vennero affiancate nuove confezioni dai vari formati fino ad arrivare a quella a forma di tubo nel 1981: “Tubiamo?”

Anche la ricetta, che rimane sempre la stessa dell’epoca, si arricchisce aggiungendo delle interessanti varianti. Nel 2011 entrano ufficialmente nella famiglia dei Baci le versioni al cioccolato bianco, al latte ed il fondentissimo, successivamente le limited edition ruby, gold e l’ultima arrivata in collaborazione con Dolce & Gabbana la Dolce Vita con un interessante granella al gusto di limone.

Per celebrare questo traguardo le iniziative partono proprio da Perugia dove lo stabilimento si farà portavoce delle celebrazioni, attraverso un’installazione luminosa che avvolgerà la “Fabbrica dei Baci”. Parteciperanno anche i Maestri della Scuola del Cioccolato con la realizzazione di una torta speciale ed il Museo del Cioccolato Perugina, con l’allestimento di un’intera area dedicata proprio alla storia centenaria dei Baci. Tutto supportato da una campagna pubblicitaria che vedrà protagonista un nuovo spot sulle note di “Per un’ora d’amore” dei Matia Bazar, con la rinnovata creatività di Dolce & Gabbana.

Ovviamente, per il centenario, non poteva che rinnovarsi la collaborazione con Dolce & Gabbana. Il duo stilistico ha già realizzato la collezione per la Linea 100 Anni, che vestirà la versione classica della pralina durante tutto l’anno. Dall’incarto color argento a stelle blu si passa a quello con stelle oro su un fondo blu notte, mentre le confezioni riprendono l’elemento iconico delle maioliche mediterranee, celebrando la storia, l’artigianalità e l’eccellenza del saper fare italiano. Oltre a questa linea continuativa, sono appena uscite due novità pensata appositamente per San Valentino: la collezione speciale 100 anni Cupido con pralina classica racchiusa in una elegante confezione bianca e oro e la limited edition Amore e Passione, con il cioccolatino dal nuovo gusto e vestito di rosso.

La storia dei Baci è legata alla città di Perugia. Da 100 anni si realizza un prodotto rimasto inalterato nel tempo, sempre nello stesso stabilimento di San Sisto e sempre con soli otto ingredienti. Un prodotto, nato in un piccolo laboratorio, che è riuscito continuamente ad innovare, senza mai rinunciare alla ricetta originale. I Baci oggi non sono soltanto una delle realtà industriali più importanti del Paese ma sono considerati anche un’eccellenza in tutto il Mondo.

baci perugina, luisa spagnoli, san valentino

Da Meldola, Forlì, la voce di Bruno Stipcevich
> …….profugo dalmata

UN ABBRACCIO A BRUNO STIPCEVICH 
indomito italiano, profugo dalla perla dalmata di Zara!

________________ di FRANCO D’EMILIO

Alla fine, sul filo dei suoi amari, tragici ricordi l’uomo si è commosso, quasi liberasse tutta l’emozione, suscitata dal ritorno della memoria a quei tempi difficili, tanto incerti per sé e la sua famiglia. I pensieri sono tornati alle sue vicende di giovane, poco più di un ragazzo, ritenuto colpevole della sua italianità, della sua marcata identità linguistica, culturale e religiosa di matrice italiana. 
Da un albero di marasche vicino al cimitero ho visto uccidere a sangue freddo due persone, prima costrette a scavarsi la fossa tra le tombe dello stesso camposanto e vanamente imploranti la pietà dei partigiani slavi assassini. … Ad una visita a mio padre, incarcerato senza motivo, ma italiano, sentii raccontare di altri prigionieri italiani, mani legate dietro la schiena ed un peso al collo, spesso portati con barche in mare aperto e là fatti affogare.

Continua a leggere

Sanremo 2022, vincono la 72esima edizione Mahmood e Blanco

Calato il sipario sul festival della «gioia e all’amicizia»

Per la seconda volta vincono i giovani a Sanremo. Dopo il trionfo dei Mneskin dell’anno scorso, a vincere l’ambito Leone di Sanremo sono stati Mahmood e Blanco con “Brividi”.

Ad accompagnare Amadeus, emozionato per la telefonata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella congratulatosi per la sua conduzione, è stata nell’ultima serata Sabrina Ferilli attrice romana cimentatasi in un non–monologo in cui ha parlato di temi importanti come la bellezza interiore, l’occupazione femminile, il femminismo, la body positivity, le dipendenze amorose e inclusione.  Argomenti che devono essere trattati da professionisti e da chi con essi «si sporca le mani».

«Io sto qua per il mio lavoro, le mie scelte, la cosa migliore che mi poteva accompagnare su questo palco è la mia storia. Credo che sia la cosa più bella che possa accompagnare le donne ovunque» ha concluso l’attrice.

Rompe il momento di serietà con una foto con il figlio di Amadeus. «Sono qui grazie a lui, se ho problemi in Rai ci sentiamo», ironizza.

A lui va il merito della presenza nella prima serata del comico Fiorello. Il quale ha raccontato in diretta che il giovane l’aveva aspettato sotto casa con un cartello con scritto “non abbandonare papà”.

Momento dedicato alla musica e allo sport con l’esibizione sulle note di Upside Down delle Farfalle Azzurre, le atlete della nazionale di ginnastica ritmica dell’Aeronautica Militare: Martina Centofanti, Agnese Duranti, Alessia Maurelli, Daniela Mogurean e Martina Santandrea.

Il cantante Marco Mengoni e l’attore Filippo Scotti hanno affrontato sul palco dell’Ariston il tema dell’odio sul web leggendo alcuni post raccolti sui social riguardanti il festival. Hanno poi concluso recitando gli articoli 3 e 21 della Costituzione e la poesia di Franco Arminio “A un certo punto”.

Come ha spiegato Drusilla siamo tutti unici, e nell’unicità è difficile comprendersi, ma bisogna provarci. Ha detto Scotti riferendosi al discorso fatto dall’attrice Drusilla Foer co-conduttrice della terza serata. Siamo animali sociali che sono stati messi a dura prova, abbiamo bisogno del contatto.

E questo bisogno ha caratterizzato soprattutto l’ultima serata in cui tantissimi sono stati gli abbracci. Come a voler esorcizzare il momento difficile che abbiamo e stiamo attraversando.

Non sono mancate durante questi cinque appuntamenti serali critiche: verso l’esibizione di Achille Lauro che apre il festival simulando un battesimo. E verso il discorso sul razzismo di Lorena Cesarini, attrice nota per la sua partecipazione a Suburra.

C’è anche chi inizialmente di era opposto alla partecipazione di Roberto Saviano che ha omaggiato i giudici Falcone e Borsellino in occasione dei Trent’anni dalla loro scomparsa.

Poco dopo la mezzanotte è andato in scena in anteprima “Ballo ballo”, musical tratto dal film Explota Explota su un medley di quattro brani dell’artista Raffaella Carrà venuta a mancare il 5 luglio scorso.

A vincere questa edizione con la canzone “Brividi” sono stati Mahmood e Blanco. Il voto è stato affidato al pubblico grazie al televoto e alla media tra le percentuali ottenute durante le serate precedenti.

Al secondo posto Elisa con il brano “O forse sei tu”, al terzo posto Gianni Morandi con “Apri tutte le porte”. Il quale ha ironizzato come sul podio ci fossero tutte le generazioni della musica. Ovviamente lui rappresenta la più giovane.

A Elisa il premio Bigazzi per la miglior composizione musicale assegnato dall’orchestra, a Gianni Morandi il premio della sala stampa Lucio Dalla, a Massimo Ranieri il premio della critica Mia Martini, e a Fabrizio Moro il premio Sergio Bardotti per il miglior testo.

Dato l’enorme successo di questa edizione chissà se Amadeus tornerà anche il prossimo anno alla conduzione del Festival.

 

Gianfranco Cannarozzo

 

Penna d'oca

Scrittura: dalla penna d’oca allo smart writing

Un viaggio per scoprire la storia di questi piccoli strumenti che ci hanno migliorato e cambiato la vita

Leonardo da Vinci è senza dubbio una delle più grandi menti che siano mai esistite e un precursore nel campo delle tecnologie.

Tra i tanti prospetti giunti fino a noi c’è quello di una vera e propria penna stilografica: l’ingegno scrittorio, costituita da un serbatoio cavo che presentava all’estremità un pennino tagliato verticalmente. Quindi, sfruttando la gravità permetteva di far fluire l’inchiostro fino alla punta.

Oggi viviamo in una società sempre di fretta, siamo abituati a digitare sulla tastiera dei nostri smartphone o dei computer. 

I metodi di scrittura degli antichi

La penna come strumento per scrivere ha una storia che risale ai tempi più remoti, gli antichi egizi per scrivere geroglifici sui papiri utilizzavano cannucce munite di una punta che, come predecessore del calamaio, intingevano in una soluzione gommosa mescolata a polvere di carbone.

Continua a leggere

Individualismo, Anarchia Culturale
e Potentati Economici

INDIVIDUALITA’ ANARCOIDI-CULTURALI
“POTENTATI ECONOMICI

di  PIER LUIGI PRIORI *

E’ pervenuto in Redazione un interessante intervento di Pier Luigi Priori, con il quale  – conosciuto personalmente a Bologna in un Convegno organizzato il 14.02.2010 da Savino Frigiola –  era sorto un  bel rapporto di collaborazione e di stima, tramite la Consul Press. 
Una collaborazione forse non massiccia sotto l’aspetto quantitativo, ma decisamente di consistente spessore qualitativo,  per i  notevoli “saperi” di Pier Luigi come politologo e consulente manageriale, iniziata nel 2010 e proseguita sino al 2016 …..poi purtroppo smarritasi tra le nebbie del nord.  
Con vero piacere viene pubblicato questo pezzo  auspicando che sia seguito da altri e ….. Ad Maiora !

BUONA LETTURA ___________ Giuliano Marchetti

Continua a leggere

Festival di Sanremo 2022

Sanremo, partita la 72esima edizione

Amadeus torna alla guida del festival più atteso dell’anno con la presenza di grandi nomi tra artisti e attori

Dopo mesi di preparativi questa sera si è alzato il sipario dell’Ariston a Sanremo dando così inizio alla 72esima edizione del Festival della Canzone Italiana.

Dal suo esordio nel 1951 ha sempre rappresentato un evento mediatico estremamente importante. Infatti il Leone di Sanremo rappresenta per interpreti e artisti il premio più prestigioso del nostro Paese.

Continua a leggere

Di nuovo da Mattarella, con la coda tra le gambe

Se vogliamo che tutto rimanga come è,
bisogna che tutto cambi

UNA SINTESI A CURA DI FRANCO D’EMILIO 

Alla fine, sconfitti e umiliati dalla loro totale incapacità di giungere ad un accordo per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, tutti i partiti, presenti in Parlamento, sono tornati, coda tra le gambe, da Mattarella per chiedergli di accettare la rielezione alla massima carica dello stato.
Il Mattarella bis è stato così la conclusione della farsa grottesca, alla fine una volgare pagliacciata con la quale, per quasi una settimana, tutti i partiti hanno dato uno spettacolo indecoroso del loro ruolo, costituendo un pericoloso vulnus della democrazia parlamentare rappresentativa, cardine fondamentale della nostra repubblica.

D’altronde, nessun accordo per un nuovo volto presidenziale poteva venire da chiacchere vane, perché improvvisate e contradditorie, da proposte dell’ultim’ora, dalla reciproca interposizione di veti, ma soprattutto dalla scarsa cultura politica e dalla insipiente pratica democratica da parte di partiti, alcuni dei quali preoccupati principalmente dell’esercizio e del mantenimento del proprio potere, anche fuori dal rispetto di ogni dignità istituzionale.

Continua a leggere

Alain Locatelli, due giorni a settimana senza i suoi croissant

articolo di Anna Prandoni via Linkiesta.it

 

Milano, il pasticcere Alain Locatelli segue le orme del colosso giapponese Panasonic chiudendo il suo laboratorio due giorni a settimana. Essere più operativo nei giorni di apertura, recuperare le energie, ma soprattutto, godersi di più la vita e preservare la salute fisica e mentale dei propri collaboratori. 

Il nodo cruciale del lavoro è sempre in primo piano: e se il colosso giapponese Panasonic decide di dare ai suoi dipendenti più tempo libero per studiare, fare volontariato e dedicarsi ai propri hobby, introducendo una settimana lavorativa di quattro giorni, il dibattito sul tema resta centrale anche qui da noi. Se per una multinazionale un discorso di redistribuzione del lavoro può essere comprensibile e attuabile, lo è anche per attività diverse, più piccole o addirittura familiari?

Il dibattito è aperto e la carta più alta questa settimana la mette sul tavolo Alain Locatelli, pasticcere-personaggio, bravissimo e dannato, che ha deciso di aprire in pandemia un nuovo locale a Milano, e oggi sceglie di chiudere due giorni a settimana, scatenando una serie di commenti negativi e non da parte degli affezionati ai suoi croissant. La decisione di condividere il suo pensiero su Instagram, lo strumento che gli è più affine, ci fa capire quanto il dibattito si possa esprimere ovunque e non sia per forza da relegare ai tavoli istituzionali: perché per attività familiari, o individuali come quella di Alain le decisioni da prendere sono personalissime, magari scomode, ma sicuramente possono tracciare una strada anche per altri.

«Questo post, non è sulle colazioni. E nemmeno sui dolci». – scrive il pasticcere «Serve per far comprendere agli addetti della ristorazione e non solo, che il doppio day off di riposo è da prendere in considerazione seriamente, se si vuole bene ai propri collaboratori o facenti parte del proprio team, per lavorare in completa serenità». La visione della salute mentale da preservare è sicuramente un nuovo ingresso nel dibattito sul mercato del lavoro, soprattutto in questo settore. E va avanti, Locatelli, nel suo post Instagram: «Lavorare più di 12 ore al giorno, senza nemmeno fare pausa, ritmi forsennati e prediche senza senso, perché non si “rende” mai abbastanza, è controproducente e tossico allo stesso punto. Figurarsi dare solo un giorno di riposo. Esso non porta a recuperare le energie, ma a far venire lo schifo per il proprio mestiere e la propria passione. Bisogna invece cercare di lavorare il giusto, così che uno possa organizzarsi anche nella propria vita e godersela appieno. Si vive una volta sola. Non ho mai incontrato nessuno che mi dimostri il contrario». 

Da qui la decisione di chiudere due giorni, e di essere ancora più operativo e disponibile negli altri giorni di apertura. Con la consapevolezza che confrontarsi e lottare contro i grandi colossi non è il compito dei piccoli negozi artigianali: «Viviamo in tempi con un sistema frenetico e logorante, che ci costringe a ragionare come se fossimo dei piccoli “Amazon” per essere sempre aperti e disponibili alla clientela, a discapito delle stesse persone che vi lavorano dentro. Siamo artigiani, non multinazionali». Il post accorato si chiude con una grande domanda che spesso in questo ambiente è sottovalutata, o mai posta: «Alcuni diranno che basta avere doppio personale di squadra o avere più stagisti per colmare il gap, ma siate sinceri: in quanti in effetti lo fanno, con quei costi sul lavoro assurdi?! Ma soprattutto..tutto questo, fa la vera felicità?». 

Le risposte sono varie, e vanno dalla completa condivisione alle riflessioni: perché se è vero che due giorni senza croissant non sono una tragedia, è altrettanto vero che è problematico ripensare completamente l’economia per come è strutturata oggi. 

Alcuni colleghi sottolineano come per il solo coraggio di iniziare un percorso simile in un negozio Locatelli sia da premiare, pagando di più per permettere di sostenere questa scelta, che appare migliore di molti altri che rimangono aperti solo grazie a stagisti non pagati o turni di lavoro imposti perché “si è sempre fatto così”. La mentalità da scardinare è quella dell’imprenditorialità portata all’ennesima potenza, del guadagno fine a sé stesso, che non tiene conto delle reali esigenze umane, spesso anche dei proprietari. 

Se non si promuove questa mentalità non si cambierà mai il sistema. D’altro canto, è anche vero che bisogna potersi permettere di pagare di più: e se lavoriamo meno, forse anche il nostro potere di spesa scenderà, impedendoci di sostenere queste scelte imprenditoriali coraggiose. Il livello sempre più basso degli stipendi italiani non aiuta, ma ci sono ormai esempi di Paesi, soprattutto nel Nord Europa, che hanno provato e dimostrato che può diventare sostenibile se c’è davvero un cambio di cultura. Forse, in Italia non siamo strutturalmente predisposti, forse il peso fiscale che grava sulle aziende è davvero troppo elevato, e il costo del lavoro troppo alto. Forse, semplicemente, non siamo ancora pronti, non siamo abbastanza maturi per queste scelte così radicali.  Ma il solo fatto che se ne parli è il segno tangibile che la strada è tracciata, che il futuro è vicino, e che – forse proprio grazie all’accelerata di riflessione data dal Covid – anche questo settore cambierà volto a stretto giro, più rapidamente di quanto ci saremmo aspettati.

Con buona pace di chi vuole mangiare il croissant di Alain tutti i giorni della settimana.

alain locatelli, settimana corta

Musica, il settore discografico tra i più colpiti dalla pandemia

Musica dal vivo, il ruolo centrale delle esibizioni per la sopravvivenza degli artisti

Impossibile immaginare un Mondo senza la musica. Quando la pandemia ha colpito il nostro Paese la musica sembrava una valvola di sfogo collettiva che ci faceva sentire tutti un pò più vicini.

Dagli artisti alla gente comune, i tetti, le strade, erano tutte diventate il nostro palcoscenico regalandoci momenti emozionanti.

Eppure nonostante anche in questo caso la musica si sia rivelata una panacea, un metodo per esorcizzare questa situazione difficile, il settore discografico è stato ed è tutt’ora una delle vittime più colpite dal Covid-19.

Tutte le manifestazioni musicali, dai concerti ai festival hanno subito una battuta d’arresto improvvisa in tutto il mondo.

Continua a leggere

Bengalesi, bengalini e…altri uccelli migratori

BANGLADESH A ROMA

Il Bengala è una vasta regione geografica del subcontinente indiano; il territorio, prevalentemente pianeggiante, è attraversato da due grandi fiumi: il Gange e il Bramaputra. Il clima è quello monsonico, portatore di alluvioni e piogge abbondanti che mettono a dura prova la popolazione.

Le attività principali cui la popolazione è dedita sono quelle legate principalmente all’agricoltura che però non è sufficiente per far decollare il paese, le cui condizioni socioeconomiche sono ancora in via di sviluppo.

Continua a leggere

Eclario Barone e Jacopo Ravenna in Lettera ad Amerigo

La doppia mostra alla Galleria Arte e Pensieri in memoria dell’artista Amerigo Schiavo

E’ stata inaugurata in questi giorni la doppia mostra degli artisti Jacopo Ravenna ed Eclario Barone, fortemente voluta in ricordo dell’amico Amerigo Schiavo. Artista e sculture salernitano classe 1963 che, spinto da Guttuso a perseguire questo percorso artistico, vi dedicò tutta la vita, diventando mentore per le nuove generazioni di artisti locali.

Continua a leggere

Panizzeri.Quando lo street food diventa una filosofia del mangiar bene

Il sogno di due giovani imprenditori nato dall’amore per la cucina e i prodotti di qualità

Seduti a un tavolo, avvolti dal profumo del pane da poco sfornato, abbiamo chiesto di raccontarci come da due giovani ragazzi sia nata questa attività riuscita a diventare col tempo un franchising.

Daniele Scalzo, questo è il nome di uno dei due giovani, sorride e ci inizia a raccontare che tutto nacque da una semplice domanda che lui e il suo amico Emanuele si sono sempre posti: Cosa c’è di più buono del pane se non la pizza? 

Continua a leggere

© 2022 Consul Press - Tutti i diritti riservati.
Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
Editore: Associazione Culturale "Pantheon" - Direttore Responsabile: Antonio Parisi
Sede: Via Dora, 2 - 00198 Roma (RM). Telefono: (+39) 06 92593748 - Posta elettronica: info@consulpress.eu