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11 novembre, 15 anni fa il dramma di Gabbo

Sono già passati 15 anni ma il dolore è sempre forte.

11 novembre 2007, un giorno segnato dalla tragedia in cui è morto Gabriele Sandri, giovane tifoso della Lazio, raggiunto da un colpo di pistola all’altezza dell’autogrill di Badia al Pino Est, sull’autostrada A1.

Sono passati 15 anni, ci sono stati pronunciamenti, sentenze e giudizi. Quel che rimane è il vuoto che questo ragazzo ha lasciato in tutti coloro che lo amavano e conoscevano.

Grande tifoso della Lazio, conosciuto da tanti per la sua attività da DJ, Gabbo rimarrà per sempre nei cuori e nel ricordo della gente come un antico mito, un eterno eroe, col suo sorriso a campeggiare sulle bandiere in Curva Nord e sui muri della città di Roma.

Sovranismo e Terzo Mondo: ipotesi per
“Nuove Frontiere” in un mondo in divenire

 SOVRANISMO e TERZO MONDO

una analisi di GABRIELE FELICE *

Nei diversi contesti del sud del mondo, prima dell’avvento del colonialismo, esistevano delle civiltà che ne permettevano la sopravvivenza e lo sviluppo. 
Uno dei dubbi più insistenti, emerso già al tempo della colonizzazione è quello del “grado di civiltà” il cui concetto pone il problema della questione antropologica dell’esistenza di una o di più civiltà e al connesso problema filosofico dell’assolutezza (affermata anche da Weber quando scrive: “gli ideali supremi che ci muovono nella maniera più potente si sono formati in tutte le età solo nella lotta con altri ideali”) o relatività dei valori (secondo invece P.K. Feyerabend).

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Guida Michelin 2023: Antonino Cannavacciuolo è il nuovo tre stelle italiano

Direttamente dalla Franciacorta sono stati annunciati per l’anno 2023 i premi della Guida Michelin e quest’anno i riconoscimenti sono stati molto sostanziosi. Molte le nuove stelle, quattro nuovi 2 stelle e addirittura un nuovo 3 stelle Michelin: il ristorante Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo.

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In ricordo di Lillio Sforza Ruspoli,
“andato oltre” il 25 ottobre 2022

 
Dopo un breve “pezzo” pubblicato il 27 ottobre u.s. “Roma rende omaggio al Principe Lillio Sforza Ruspoli”, la Consul Press inizia ad ospitare alcuni interventi di coloro che lo hanno personalmente conosciuto e stimato, per dedicare una “paginata” alla sua memoria, da raccogliere successivamente in un piccolo supplemento monografico in stampa tradizionale.  
 
RUSPOLI, GIORGIA MELONI, la DESTRA e la STORIA
postato  su “fb” il 28.10. 2022
da  FEDERICO GENNACCARI
 
Talvolta c’è un destino nelle date che sembrano celebrare un passaggio di testimone. Martedì, 25 ottobre, a Roma è morto a 95 anni Lillio Sforza Ruspoli, il Principe sempre vicino ad una destra sociale, nello stesso giorno che il governo presieduto da Giorgia Meloni ha ottenuto la fiducia alla Camera. 

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O ROMA O MORTE !:
impegno per la dignità della storia

Qualche giornalista, supponendo a torto che fosse un evento celebrativo, apologetico del Fascismo, l’aveva definita “la mostra della vergogna”, adesso, invece, possiamo affermare con soddisfazione che “O ROMA O MORTE. Un secolo dalla Marcia”, conclusasi a Predappio dopo sei mesi di apertura al pubblico, si è rivelata appieno una mostra della dignità della storia, raccontata e documentata con obiettività, imparzialità, insomma con grande rispetto della verità.

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Da 78 anni la falsa data partigiana
della “Liberazione di Predappio”

UNA  PRE-LIBERAZIONE LOCALE  DEL 28 OTTOBRE 1944
CHE ANTICIPA L’APOTEOSI NAZIONALE (?) DEL 25  APRILE 1945

una precisazione storico-cronologica di FRANCO D’EMLIO

Venerdì 28 ottobre un nostalgico corteo di partigiani dell’Anpi e dei sindacati festeggerà a Predappio la liberazione del paese dal nazifascismo, per l’ennesima volta una celebrazione volutamente e ostinatamente, sfacciatamente e falsamente in ritardo rispetto alla verità storica: Predappio fu, infatti, liberata il 27 ottobre 1944 ad opera dei soli soldati polacchi del valoroso generale Wladyslaw Anders e a conclusione di un’operazione militare iniziata il giorno 26 e intensificatasi, soprattutto, nella notte. 
Dunque, la liberazione partigiana del paese natale del Duce alla data del 28 ottobre 1944 è solo una panzana, insomma un falso storico, come dimostra ampia documentazione da fonti archivistiche, comprese quelle militari alleate, e certa diaristica, testimone dei fatti. Più volte, in passato, mi sono occupato di tale frottola, pure su questo giornale, ma non insisto oltre, con taluni è come lavare la testa all’asino, si perdono tempo e sapone.

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Soldi dall’Europa per l’Internazionale Partigiana?

ANPI:  DALLA “RESISTENZA” AD UNA “NOSTALGIA” SENZA FUTURO 

__________________ FRANCO D’EMILIO 

I nostalgici dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ancora cultori di un patetico, perché vetusto e anacronistico, amarcord resistenzialista antifascista, vedono o, forse, sono costretti a vedere sempre nero il futuro, soprattutto quello altrui, per giustificare ostinatamente la ragione della propria esistenza.
Naturalmente, il nero nell’ottica dell’ANPI è lo spauracchio che possa allungarsi ancora l’ombra del Ventennio ad opera di una destra sì moderna, liberalconservatrice e in doppiopetto, ma pur sempre scafata e spregiudicata, arrogante e autoritaria, dunque e, comunque, sempre identitaria di quel nemico fascista senza il quale gli obsoleti partigiani, vecchi e giovani che siano, dovrebbero solo chiudere bottega e togliere il disturbo.

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Gruppo Storico Romano: l’associazione leader
nel mondo della rievocazione storica sulla Capitale

Il 21 aprile 1994, in memoria della fondazione della Città Eterna, da un gruppo di amici uniti dalla passione per la storia, soprattutto quella dell’antica Roma, nasce il Gruppo Storico Romano, associazione culturale, apolitica e senza scopo di lucro. 
L’associazione nata quasi per gioco da una associazione pre-esistente chiamata “Ci divertiamo” nel corso degli anni è cresciuta notevolmente fino ad affermarsi nel mondo delle rievocazioni storiche diventando famosa in tutto il Mondo, non solo in Italia.

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Trombati, Tromboni e ….Trombette:
brevi note sulla riapertura del “Nuovo Parlamento”

LA XIX LEGISLATURA AI NASTRI DI PARTENZA

a cura di LIDIA D’ANGELO 

Da Di Maio e Cirinnà, passando per Azzolina e Bellanova, l’elenco dei trombati è non solo lungo ma anche sorprendente; all’interno si riscontrano noti personaggi che si ritenevano essere i “Salvatori della Patria” (*1) e come tali si sentivano inamovibili dal posto che occupavano; invece hanno dovuto fare in tutta fretta le valigie per lasciare il posto libero ai nuovi eletti.

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Xylella: una piattaforma  elettronica per individuare le piante infette

I ricercatori dell’Università di Bari e del Cnr, con il contributo di Agritest S.r.l. hanno realizzato una piattaforma elettronica capace di individuare le piante colpite dal batterio della Xylella fastidiosa in tempi molto rapidi.
 Grazie ad un innovativo biosensore elettronico, infatti, si riuscirebbe a rilevare anche il singolo batterio presente sulla pianta, direttamente in campo, il tutto in circa 30 minuti. I risultati della ricerca, pubblicata su  Advanced Science, si mostrano molto interessanti: grazie a questa piattaforma e alla sua rapidità di azione, si potrebbe scoprire il batterio anche prima che i suoi effetti siano riconoscibili, e questo significherebbe riuscire ad intervenire in modo tempestivo sulle piante.

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Il pericolo dell’attuale “Nostalgia Antifascista”

RIFLESSIONI SULL‘ATTUALITA’ E VARIABILITA’ DELLA NOSTALGIA  

________________________a cura di FRANCO D’EMILIO 

Chi l’avrebbe immaginato che il 2022, ben oltre la ricorrenza del Centenario della Marcia su Roma, potesse segnare un ritorno così impetuoso del forte contrasto tra fascismo e antifascismo? Invece, improvvise sono sopraggiunte le elezioni anticipate, quindi una campagna elettorale dura e frontale, modulata sul dualismo destra-sinistra ovvero sull’antagonismo fascismo-antifascismo; poi, la vittoria, ampia e travolgente, del centrodestra.
Una vittoria soprattutto nella componente di Fratelli d’Italia, con la sconfitta, amara e umiliante della sinistra; infine, l’elezione a presidente del Senato di Ignazio La Russa, parlamentare del partito della Meloni con un importante trascorso missino,  il giorno dopo seguita a ruota dalla nomina a presidente della Camera di Lorenzo Fontana, deputato della Lega, cattolico ultraconservatore: tutto nel segno di una prossima presidenza del Consiglio dei Ministri, affidata a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e prima donna, quindi di destra, quanta stizza a sinistra tra le “compagne”, a ricoprire la carica di capo del governo.

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PIER PAOLO PASOLINI, “LA FINE DEL DIVERSO”. IL MISTERO DELLA MORTE IN UN LIBRO DI MARITATO.

Un personaggio controverso che ancora oggi, a cento anni dalla nascita, suscita dibattiti e discussioni. Un grande artista italiano Pier Paolo Pasolini, poliedrico nella sua opera di scrittore e poeta, regista, sceneggiatore e attore. La sua fine è ancora avvolta dal mistero e si ricevono minacce di morte se si prova a scrivere della sua drammatica scomparsa. Le stesse minacce che ha ricevuto l’autore del libro, Michel Emi Maritato, presidente di Assotutela, che nei panni di giornalista, drammaturgo e scrittore, venerdì ha presentato la sua ultima fatica letteraria.

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Le sorelle Fendi, una storia di successo femminile

 

fonte Kettj Talon via nssgclub.com

 

La doppia F di Fendi non è solo il simbolo di un’icona del lusso Made in Italy che riscuote da decenni popolarità in tutto il mondo e che molte celebrità amano sfoggiare su abiti e accessori, ma è l’esempio di un successo tutto la femminile che dura da quasi un secolo e si rinnova di collezione in collezione. La doppia F, il logo che oggi rappresenta a pieno il filone della logomania è nato dallo scambio di idee e suggestioni di 5 sorelle, unite dalla passione per la moda e da una visione comune insieme allo stilista a cui quest’anno sarà intitolato il Met Gala 2023, Karl Lagerfeld.

 

Le origini

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All’ex Gazometro di Roma torna “Maker Faire – The European Edition”

Torna nella Capitale il “Maker Faire Rome 2022 – The European Edition”. Dopo due anni in cui la manifestazione non ha potuto svolgersi in presenza, l’atteso appuntamento animerà nuovamente gli spazi dell’ex Gazometro nel quartiere Ostiense.
L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio di Roma e organizzata da Innova Camera, sua Azienda Speciale, si svolgerà nella Capitale, dal 7 al 9 ottobre, in uno spazio messo a disposizione dalla Main Sponsor Eni, che sta lavorando per riqualificare completamente l’area dell’ex Gazometro e renderla un “distretto dell’innovazione”.

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L’urgenza di un nuovo “cervello politico”
al Partito Democratico

UN PERCORSO DI METAMORFOSI DA  OVIDIO  A KAFKA

una analisi di FRANCO D’EMILIO 

Adesso, nel Partito Democratico si parla persino di cambiare nome, considerato che la denominazione attuale configura un’identità politica incerta, ostinatamente dominata dal mantenimento, dalla gestione del potere locale e nazionale, dunque lontanissima dal rispetto della prassi democratica sia all’interno che all’esterno della stessa formazione.
Si pone, quindi, un problema d’identità che, in questo caso, deve assolutamente e contemporaneamente riguardare il nome e la faccia: davvero non si può solo chiamare diversamente la stessa faccia, ormai nella disaffezione elettorale e politica di tanti italiani!

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La minaccia nucleare dopo i referendum nelle regioni separatiste

Il presidente Putin ha annunciato un referendum per l’annessione delle zone sotto controllo russo. In particolare le Repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk e delle Regioni di Cherson e Zaporozhye, in Ucraina. I residenti delle due Repubbliche saranno chiamati a rispondere sulla seguente domanda: “Supportate l’annessione della Repubblica alla Russia in materia federale?”. Quelli delle due Regioni dovranno invece rispondere con un si o con un no alla domanda “Siete a favore della secessione delle Regioni dall’Ucraina, e alla creazione di un Paese indipendente e alla conseguente annessione alla Russia come soggetto federale?”. L’agenzia di stampa della Federazione russa TASS riporta che le quattro Regioni oggetto del referendum hanno dichiarato il loro impegno di massima trasparenza e legittimazione, aprendo al monitoraggio da parte di osservatori internazionali. Ma nonostante questa dichiarazione è ovvio che hanno poca credibilità, convocati nel giro di tre giorni in territori che sono o sotto occupazione o addirittura in pieno conflitto. Dopo la tenuta di questi referendum, indetti dal 23 al 27 settembre 2022, il cui esito è ovviamente scontato, la Duma, camera bassa del parlamento russo, potrà proclamare questi territori come parte della Federazione russa. Putin in conferenza stampa ha affermato: «Se l’integrità territoriale del nostro Paese è minacciata, utilizzeremo senz’ombra di dubbio tutti i mezzi a nostra disposizione per proteggere la Russia e il nostro popolo, e questo non è un bluff». È evidente dal discorso di Putin che “l’Operazione militare speciale” non ha funzionato. Da qui la necessità di adottare misure che dovrebbero servire per invertire la rotta. Prima fra tutte la mobilitazione di 300 mila uomini, come ha chiarito il ministro della Difesa Shoigu. Tale massiccio richiamo alle armi modifica notevolmente i rapporti di forza sul terreno anche se non si parla ancora di una mobilitazione generale, cui speriamo non si debba arrivare mai. Tuttavia si passa dall’attuale guerra fatta da militari professionisti a una guerra di popolazione di leva. Cioè di giovani attualmente impegnati in altre occupazioni che vengono richiamati alle armi. Il Governo russo dovrà far fronte a una nuova reazione interna che non si limiterà soltanto agli attuali sporadici segnali di protesta di pochi dissidenti. Si tratta piuttosto di un ben più grande numero di famiglie i cui ragazzi hanno ricevuto le cartoline di precetto e sono costrette a partire per la guerra. Naturalmente per poter fare questo Putin deve riconoscere in qualche modo che non è più un’operazione militare speciale ma che si tratta di difendere il territorio russo. I referendum servono appunto a trasformare lo status di quelli occupati o contesi in Regioni della madrepatria. E questo cambiamento di status, nell’ottica del presidente potrebbe portare anche al ricorso a ogni tipo di armamenti e di qui la minaccia del nucleare. L’alto rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri, Joseph Borrel ha dichiarato che «I referendum illegali sono un’altra sfacciata violazione dell’indipendenza e della sovranità territoriale dell’Ucraina e una seria violazione della Carta delle Nazioni Unite». A questo fa eco il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan che ha affermato: «I referendum annunciati dalla Russia sono una farsa e dimostrano debolezza. Gli Stati Uniti non riconosceranno mai il loro risultato e continueranno a fornire all’Ucraina l’assistenza militare necessaria per affrontare l’eventuale negoziato da una posizione di forza». L’occidente sta quindi, in maniera compatta, rispondendo all’escalation russa con l’intenzione di voler continuare a fornire armi all’ucraina. Volendo riassumere le soluzioni attualmente disponibili diciamo che da parte occidentale i leader auspicano un trionfo militare dell’Ucraina, mentre la Russia risponde sollevando di molto il livello dello scontro minacciando il ricorso al nucleare. La solidarietà politica, economica, e di assistenza di varia natura per ribadire che l’Ucraina non è sola, è sicuramente una attività da dover conservare e implementare. Però per tentare di riaprire il tavolo delle trattative è necessario che il contesto globale del conflitto sia preso in maggiore considerazione. Forse sarebbe necessario considerare con attenzione la politica delle sanzioni alla Russia e la fornitura di armi occidentali all’Ucraina. Mi sembra piuttosto ovvio che per riaprire i negoziati di pace si debba condurre l’opinione pubblica a considerare i rischi di un allargamento del conflitto piuttosto che continuare a sottolineare le ragioni di ciascuno dei contendenti. Gli ucraini stanno riscuotendo dei successi nella loro controffensiva a nord-est e a sud intorno a Kherson. Di conseguenza non hanno interesse a sospendere le ostilità e mettersi a trattare. E Putin, dall’altro lato, ha dimostrato con questa iniziativa dei referendum la sua volontà di mettere l’Ucraina, l’Occidente e il resto del Mondo di fronte al fatto compiuto. Vuole creare una seconda Crimea, e non sembra di voler recedere da questa intenzione. La situazione è in peggioramento e occorre un’inversione che può passare solo attraverso un cambio nell’opinione pubblica internazionale.

Nicola Sparvieri

Il caro-bollette e la guerra russo-ucraina

Dal 24 febbraio di quest’anno la guerra russo-ucraina ci sorprende col suo carico di atrocità e di morte. Oltre ai bollettini di guerra fatti di attacchi e controffensive sulle Città e gli obiettivi strategici, assistiamo anche allo scenario geopolitico globale che col passare dei mesi sta formando anch’esso due blocchi contrapposti. Inizialmente il Mondo ha condannato unanimemente questa nuova e pericolosa guerra in Europa ma dopo poco è emerso da un lato il compatto blocco occidentale NATO guidato da Stati Uniti e Comunità europea e un più frastagliato, ma via via più definito e solido, blocco di Paesi filorussi con una crescente presenza cinese, spinta anche dalla crisi di Taiwan.

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Diffusione e utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici – DAE. Una legge che salva la vita

Oltre un anno dopo l’approvazione della LEGGE del 4 agosto 2021, n. 116 – Disposizioni in materia di utilizzo dei DAE defibrillatori semiautomatici e automatici, parte il corso di formazione BLS-D con didattica American Heart Association internazionale e accreditata 118 presso la Camera dei Deputati; l’avvio dei primi corsi è un passo importantissimo che segna l’attuazione di una normativa fondamentale per garantire la ”maggiore” sicurezza dei nostri cittadini.

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Sulla vittoria elettorale
e la classe dirigente di Fratelli d’Italia

XXV SETTEMBRE DDXXII,  …. IN ITALIA
E’ CROLLATO IL MURO DI BERLINO

_________________FRANCO D’EMILIO

Giusti la gioia, l’entusiasmo di Fratelli d’Italia per l’indiscutibile successo elettorale che ha decretato il partito di Giorgia Meloni come forza principale della coalizione di centrodestra con un apporto di voti e seggi, utile ad assicurare al futuro governo meloniano un’ampia, stabile maggioranza in Parlamento. Dunque, in ogni dove d’Italia una gran messe di consensi sulla quale, credo, sia però opportuno, per senso di responsabilità e per realismo politico, fare qualche considerazione. 

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La XXIX Giornata Mondiale dell’Alzheimer, per essere più consapevoli dell’epidemia silente del ventesimo secolo

Il 21 settembre in tutto il mondo si è celebrata la Giornata dell’Alzheimer istituita per la prima volta nel 1994 dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer‘s Disease International (ADI). La finalità era ed è tuttora la sensibilizzazione della coscienza pubblica sulla natura di una malattia che colpisce un numero sempre crescente di persone (si parla, a livello mondiale, di una diagnosi ogni 3,2 secondi, 36 milioni di malati nel Mondo e un milione in Italia). Lo sforzo è quello di trovare i modi migliori per curare la malattia. Ritardarne l’insorgenza e impedirne lo sviluppo da un lato e sostenere i malati, i loro familiari e le associazioni a essa dedicate dall’altro.

Vediamo in cosa consiste la malattia. Il morbo di Alzheimer, dal nome del neurologo tedesco Alois Alzheimer che ne descrisse per primo le caratteristiche, è un tipo di demenza, la sua forma più comune, che compromette la memoria, e le altre abilità intellettuali legate al pensiero e al comportamento. Questa compromissione, dopo un iniziale sviluppo lento, peggiora progressivamente in forma talmente grave da interferire con la vita quotidiana.

Anche se è una malattia associata all’invecchiamento non è esclusiva della vecchiaia. Infatti, un’insorgenza precoce del morbo, che solitamente fa la sua comparsa intorno ai 65 anni, è possibile anche tra i 40 e i 50 anni. 

Si presenta come  una malattia degenerativa progressiva i cui sintomi nelle fasi iniziali sono lievi e difficili da individuare, come una leggera perdita di memoria, e in fase avanzata portano all’incapacità di reagire nel proprio ambiente.

La malattia al momento è incurabile: gli attuali trattamenti possono solo rallentare la progressione della degenerazione cognitiva, migliorando leggermente la qualità della vita della persona malata e anche dei familiari. Infatti è una patologia che impatta molto sulla famiglia su cui gravano quasi esclusivamente gli oneri assistenziali, economici e affettivi, con conseguenze sullo stato di salute di chi si prende cura del malato che possono giungere fino a forme di depressione. Sono anche lunghe e costose le procedure burocratiche per ottenere indennità e sostegni perché la perdita di autonomia che la malattia comporta è soggetta a larghi margini di discrezionalità.

Ne sono stati individuati alcuni sintomi. Il sintomo più precoce è la difficoltà di ricordare informazioni apprese di recente perché generalmente il morbo causa cambiamenti che riguardano la parte del cervello relativa all’apprendimento.

L’avanzare del morbo attraverso il cervello determina sintomi progressivamente più gravi: cambi repentini di umore e comportamento, disorientamento spaziale e temporale, confusione sempre maggiore tra eventi, persone e luoghi. La perdita di memoria peggiora e  gradualmente si perde la capacità di parlare, deglutire, deambulare.

Per spiegare  brevemente cosa avviene nel cervello si può dire che i neuroni, ossia le cellule nervose nel cervello, sono collegati tra loro in reti di comunicazione. Ciascun gruppo di essi svolge uno specifico lavoro: alcuni neuroni sono dediti al pensare, altri all’apprendere e al ricordare. Altri ancora consentono di vedere, di ascoltare e di distinguere sapori. I neuroni agiscono come piccole fabbriche che ricevono rifornimento, generano energia, costruiscono, eliminano rifiuti. Le cellule immagazzinano informazioni e comunicano tra loro cellule e tra altri complessi di cellule. Tutta questa attività richiede coordinamento e molto ossigeno. La malattia impedisce che parti della fabbrica della cellula funzionino bene e questo malfunzionamento si riverbera sulle altre. Progressivamente i neuroni smettono quindi di funzionare e muoiono provocando mutamenti irreversibili nel cervello.

L’Alzheimer è stata definita una malattia silente perché è difficile individuarne i sintomi se non quando la degenerazione è già avviata. Dall’elenco che segue si evince come il confine tra i normali segni di invecchiamento e i sintomi del morbo sia di difficile demarcazione. Di qui dunque l’importanza di salvaguardare la cosiddetta “riserva cognitiva” con un o stile di vita corretto, l’attività fisica, lo studio la lettura, le relazioni sociali.

  1. La perdita di memoria, soprattutto le informazioni recenti, cui segue la richiesta ripetuta più volte delle medesime informazioni.
  2. La difficoltà nel problem solving, la difficoltà nella concentrazione, la necessità di più tempo per fare le cose, la difficoltà nel ricordare procedure con cui si era familiari.
  3. La difficoltà nel completare azioni quotidiane o nel gestire piccoli budget.
  4. Il disorientamento spazio – temporale e la confusione sul senso delle date, delle stagioni; l’impossibilità di ricordare dove ci si trova o come ci si è arrivati.
  5. La difficoltà nella lettura e nella visualizzazione dei colori; la possibilità di non riconoscersi nello specchio.
  6. La difficoltà a seguire una conversazione, fermandosi senza idea di come continuare o ripetendosi frequentemente.
  7. Il dimenticare gli oggetti in luoghi insoliti o l’incapacità a ricostruire mentalmente i passi precedenti.
  8. La ridotta capacità di giudizio, la difficoltà a maneggiare denaro e la difficoltà a prendersi cura di sé.
  9. La rinuncia ad attività sociale o lavorativa.
  10. Il cambiamento di umore e di personalità che diventa confusa, sospettosa, depressa, spaventata, ansiosa, suscettibile fino a volersi ritirare in zone di comfort.

 

 

 Vorrei concludere riportando lo sguardo sull’Alzheimer visto con gli occhi del malato, sguardo offerto da un film del 2020, “The father – Nulla è come sembra”: è un potente dramma che mostra l’insorgenza del morbo di Alzheimer dai profondi recessi della mente deteriorata. Il film consente di entrare nella mente del malato per rimanere intrappolati accanto a lui nella prigione che è per lui diventata.

Un ineguagliabile Anthony Hopkins interpreta questo dramma della demenza senile, riuscendo a trasmettere l’angoscia e il disorientamento del proprio “io” che lentamente si frantuma tra momenti di lucidità e momenti di confusione. Emerge la natura feroce della malattia ove il malato rimane solo in un oblio perenne dal quale ogni tanto affiora un nome, un viso, un momento della propria vita. E attraverso gli occhi della figlia di Anthony, Anne (Olivia Colman), il registra Florian Zeller racconta anche il dramma dei familiari del malato che all’improvviso sono costretti ad assistere impotenti  e coscienti al progressivo distacco da se stesso della persona amata.

 

Veronica Tulli

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