domenica, 15 Settembre 2019
Agenzia di informazione e approfondimento su tematiche economiche, professionali, aziendali, culturali e di attualità varie

Tag: papa francesco

Il cardinale Müller critica l’ “Instrumentum laboris”
del Sinodo sull’Amazzonia

SUL CONCETTO DI RILEVAZIONE,   
come riportato nell’ Instrumentum Laboris del Sinodo sull’Amazzonia

Il Cardinale Gerhard Müller, già Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha reso noto un documento in cui analizza alcuni punti chiave dell’ Instrumentum Laboris, la bozza di lavoro del Sinodo sull’Amazzonia pubblicata dalla Santa Sede lo scorso 17 giugno. Questo documento, secondo il cardinale Müller, contiene un “falso insegnamento” riguardante soprattutto le fonti della Rivelazione.  La dichiarazione del cardinale Müller, che appare il 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo, viene pubblicata contemporaneamente in quattro lingue: in italiano da Corrispondenza Romana; in inglese da LifeSiteNews; in tedesco da Die Tagespost, Kath.net e CNA Deutsch; e in spagnolo da Infovaticana
“Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello già posto, che è Gesù Cristo” (1 Cor 3, 11)

A seguire il testo trasmesso alla Redazione di Consul Press, da parte di 
“C R” – AGENZIA  CATTOLICA d’INFORMAZIONE 

***** ***** *****

1. Sul metodo dell’Instrumentum Laboris (IL)

Nessuno metterebbe in discussione la buona volontà di coloro che sono coinvolti nella preparazione e attuazione del sinodo per la Chiesa in Amazzonia e la loro intenzione di fare tutto il possibile per promuovere la Fede cattolica tra gli abitanti di questa grande regione e il suo affascinante paesaggio.  La regione amazzonica deve servire per la Chiesa e per il mondo “come pars pro toto, come paradigma, come speranza per il mondo intero” (IL 37). Già questo compito stesso mostra l’idea di uno sviluppo “integrale” di tutti gli uomini nell’unica casa della terra, per la quale la Chiesa si dichiara responsabile.
Questa idea si trova ripetutamente nell’Instrumentum Laboris (IL). Il testo stesso è diviso in tre parti: 1) La Voce dell’Amazzonia; 2) Ecologia integrale: il grido della terra e dei poveri; 3) Chiesa profetica in Amazzonia: sfide e speranza. 
Queste tre parti sono costruite secondo lo schema che anche la Teologia della Liberazione usa: Vedere la situazione – giudicare alla luce dei Vangeli – agire per stabilire condizioni di vita migliori.

2. Ambivalenza nella definizione dei termini e degli obiettivi

Come spesso accade quando si scrivono questi testi preparatori, ci sono sempre gruppi di persone con una mentalità simile che lavorano su singole parti con il risultato che ne derivano faticose ridondanze. Se si dovessero cancellare rigorosamente tutte le ripetizioni, il testo potrebbe facilmente ridursi a metà della sua lunghezza, e forse anche meno. 
Il problema principale però non è la lunghezza quantitativamente eccessiva, ma il fatto che i termini chiave non vengono chiariti e vengono utilizzati in modo inflazionistico: cos’è un percorso sinodale, cos’è lo sviluppo integrale, cos’è una Chiesa samaritana, missionaria, sinodale e aperta? Oppure una Chiesa protesa verso l’esterno, la Chiesa dei poveri, la Chiesa dell’Amazzonia e altro ancora? Questa Chiesa è qualcosa di diverso dal Popolo di Dio o deve essere intesa semplicemente come la gerarchia di Papa e Vescovi? E ne costituisce una parte, o si trova dalla parte opposta al popolo? Popolo di Dio è un termine sociologico o teologico? O non è piuttosto la comunità dei fedeli, insieme ai loro pastori, ad essere in pellegrinaggio verso la vita eterna? Sono i vescovi che dovrebbero ascoltare il grido del popolo, o è Dio che, proprio come fece a suo tempo con Mosè durante la schiavitù di Israele in Egitto, ora dice ai successori degli Apostoli di allontanare i fedeli dal peccato e di preservarli dall’empietà del naturalismo e dell’immanentismo secolarista per condurli alla salvezza per mezzo della Parola di Dio e dei sacramenti della Chiesa?

3. Ermeneutica al rovescio

La Chiesa di Cristo è stata forse posta dal suo Fondatore come una sorta di materia grezza nelle mani di vescovi e papi, che – illuminati dallo Spirito Santo – possono ora trasformarla in uno strumento aggiornato, con degli obiettivi anche secolari? 
La struttura del testo presenta un’inversione radicale nell’ermeneutica della teologia cattolica. Nella concezione classica, la relazione tra la Sacra Scrittura e la Tradizione apostolica da una parte, e il Magistero della Chiesa dall’altra, è stata determinata in modo tale che la Rivelazione è pienamente contenuta nella Sacra Scrittura e nella Tradizione, mentre è compito del Magistero – assieme al sensus Fidei di tutto il Popolo di Dio – di dare interpretazioni autentiche e infallibili. La Sacra Scrittura e la Tradizione sono quindi i principi costitutivi per conoscere la professione di Fede cattolica e il suo riflesso teologico-accademico. Il Magistero, per parte sua, agisce in maniera semplicemente interpretativa e regolativa (Dei Verbum 8-10; 24).
Invece, nel caso dell’IL, è esattamente l’opposto. L’intera linea di pensiero si trasforma in percorsi autoreferenziali e circolari attorno ai nuovi documenti magisteriali di Papa Francesco, nei quali vengono inseriti alcuni riferimenti a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. La Sacra Scrittura viene citata poco, i Padri della Chiesa a malapena e, quando lo sono, in maniera esclusivamente illustrativa e per sostenere tesi già preesistenti per altri motivi. Forse si vuole mostrare così una speciale lealtà al Papa, o si crede, in questo modo, di essere in grado di evitare le sfide del lavoro teologico, rimandando costantemente alle ben note e spesso ripetute parole-chiave di Francesco, che gli autori del documento chiamano – in un modo piuttosto sciatto – “il suo mantra” (IL 25). Questa adulazione viene poi portata all’estremo quando gli autori, dopo aver affermato che “il soggetto attivo dell’inculturazione sono gli stessi popoli indigeni” (IL 122), aggiungono la strana formulazione secondo cui “come ha affermato Papa Francesco: ‘La grazia suppone la cultura’”. Come se fosse stato lui a scoprire questo assioma – che è ovviamente un assioma fondamentale della stessa Chiesa cattolica. Nell’originale, però, è la Grazia che presuppone la Natura, così come la Fede presuppone la Ragione (cfr. Tommaso d’Aquino, Summa  theologiae, I, q. 1 a.8).

Accanto alla confusione dei ruoli sia del Magistero che della Sacra Scrittura, l’IL arriva addirittura a pretendere che ci siano nuove fonti di Rivelazione. IL afferma al n. 19: “Inoltre, possiamo dire che lAmazzonia – o un altro spazio territoriale indigeno o comunitario – non è solo un ubi (uno spazio geografico), ma anche un quid, cioè un luogo di significato per la fede o lesperienza di Dio nella storia. Il territorio è un luogo teologico da cui si vive la fede ed è anche una fonte peculiare della rivelazione di Dio. Questi spazi sono luoghi epifanici dove si manifesta la riserva di vita e di saggezza per il pianeta, una vita e una saggezza che parlano di Dio”. 
Se qui un determinato territorio viene dichiarato “una fonte peculiare della rivelazione di Dio”, si deve affermare che si tratta di un insegnamento erroneo, in quanto per 2.000 anni, la Chiesa cattolica ha infallibilmente insegnato che la Sacra Scrittura e la Tradizione Apostolica sono le uniche fonti di Rivelazione e che nessuna ulteriore Rivelazione può essere aggiunta nel corso della storia. Come afferma la Dei Verbum, “non è da aspettarsi alcun’altra Rivelazione pubblica” (4). La Sacra Scrittura e la Tradizione sono le uniche fonti di Rivelazione, spiega la Dei Verbum (7): “Questa sacra Tradizione e la Scrittura sacra dell’uno e dell’altro Testamento sono dunque come uno specchio nel quale la Chiesa pellegrina in terra contempla Dio, dal quale tutto riceve, finché giunga a vederlo faccia a faccia, com’egli è”. “La sacra tradizione e la sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa” (Dei Verbum 10),

Oltre a queste impressionanti dichiarazioni e riferimenti, l’organizzazione Rete Ecclesiale Panamazzonica (= REPAM) – che è stata incaricata della preparazione dell’IL e che è stata fondata proprio per questo nel 2014 – così come gli autori della cosiddetta Theologia india [Teologia indiana], nel testo citano principalmente sé stessi. 
È dunque una ristretta società di persone con la stessa visione del mondo, come si evince facilmente anche dalla lista dei nomi di coloro hanno partecipato agli incontri pre-sinodali a Washington e a Roma, dove troviamo un numero sproporzionato di europei per lo più di lingua tedesca. 
Questi uomini si sentono immuni dalle più serie obiezioni perché ritengono che esse si basino solo su di un dottrinalismo o un dogmatismo monolitici, così come su di un ritualismo (IL 38; 110; 138), o su di un clericalismo incapace di dialogo (IL 110), sul rigido modo di pensare dei farisei o sull’orgoglio della ragione degli scribi. Discutere con persone di questo genere sarebbe per loro solo una perdita di tempo e uno sforzo inutile.

Tra loro, non tutti conoscono il Sud America e partecipano solo perché pensano che ciò sia in linea con la strategia ufficiale e possa servire a controllare i temi dell’attuale percorso sinodale della Conferenza episcopale tedesca e del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (abolizione del celibato, accesso delle donne al sacerdozio e a posizioni chiave di potere contro il clericalismo e il fondamentalismo, adattamento della morale sessuale rivelata all’ideologia di genere e apprezzamento per le pratiche omosessuali). 
Io stesso sono stato attivo in campo pastorale e teologico in Perù e in altri paesi per 15 anni consecutivi, ogni anno per 2-3 mesi, principalmente nelle parrocchie e nei seminari sudamericani. Non sto quindi giudicando in una prospettiva puramente eurocentrica, come certamente qualcuno vorrebbe rimproverarmi. 
Qualsiasi cattolico concorderà con un’importante obiettivo dell’IL, e cioè che i popoli dell’Amazzonia non dovrebbero essere oggetto di colonialismo o neocolonialismo, né oggetto di forze interessate solo al profitto e al potere, a scapito della felicità e dignità degli altri. È chiaro nella Chiesa, nella società e nello stato che le persone che vivono lì – specialmente i nostri fratelli e sorelle cattolici – sono uguali e agiscono liberamente nelle loro vite e nel loro lavoro, nella loro Fede e nella loro morale, e in ciò sta la nostra comune responsabilità davanti a Dio. Ma come può essere realizzato questo?

4. Il punto di partenza è la rivelazione di Dio in Gesù Cristo

Senza dubbio, la proclamazione del Vangelo è un dialogo, che corrisponde alla Parola (= Logos) di Dio indirizzata a noi e alla nostra corrispondenza, secondo il dono gratuito dell’obbedienza alla Fede (Dei Verbum 5). Poiché la missione viene da Cristo, l’Uomo-Dio, e poiché Egli ha trasmesso la sua missione dal Padre ai suoi apostoli, le alternative di un approccio dogmatico “dall’alto” versus un approccio pedagogico-pastorale “dal basso” non hanno senso, a meno di non rifiutare ciò che è definito il “principio divino-umano del caso pastorale” (Franz Xaver Arnold). 
Ma l’uomo è il destinatario del mandato missionario universale di Gesù (Matteo 28, 19), “il mediatore universale e unico della salvezza tra Dio e tutta l’umanità” (Giovanni 14, 6; Atti 4, 12; 1 Tim 2, 4 sgg .), e l’uomo può riflettere, con l’aiuto della sua ragione, sul senso della vita tra la nascita e la morte; la sua vita è scossa da crisi esistenziali ed egli, in vita e in morte, pone tutta la sua speranza in Dio, origine e fine di  ogni essere.

Una cosmovisione con i suoi miti e la magia rituale di Madre “Natura”, o con i suoi sacrifici agli “dei” e agli spiriti che spaventano il nostro intelletto o che ci attirano con false promesse, non può essere il giusto approccio per l’avvento del Dio Trino nel suo Verbo e nel Suo Santo Spirito. E ancor meno l’approccio può essere quello della visione del mondo scientifico-positivista di una borghesia liberale che accetta il cristianesimo solo in quanto comoda sopravvivenza di valori morali e rituali civili e religiosi. 
Ma davvero, nella formazione dei futuri pastori e teologi, la conoscenza della filosofia classica e moderna, dei Padri della Chiesa, della teologia moderna, dei Concili sarà ora sostituita dalla cosmovisione amazzonica e dalla saggezza degli antenati con i loro miti e rituali? 
Se l’espressione “cosmovisione” significa solo che tutte le cose create sono interdipendenti, si tratterebbe di un semplice luogo comune. A causa della sostanziale unità del corpo e dell’anima, l’uomo si trova al punto di intersezione del tessuto dello spirito e della materia. Ma la contemplazione del cosmo è solo occasione per la glorificazione di Dio e della Sua meravigliosa opera nella natura e nella storia. Non è il cosmo che deve essere adorato come Dio, ma solo il Creatore stesso. Non prostriamoci in ginocchio davanti all’enorme forza della natura e davanti “a tutti i regni del mondo e al loro splendore” (Matteo 4, 8), ma solo davanti a Dio, “poiché è scritto, il Signore Dio tuo adorerai e Lui solo servirai” (Matteo 4, 10). È così che Gesù respinse il diabolico seduttore nel deserto.

5. La differenza tra l’incarnazione del Verbo e l’inculturazione come via di evangelizzazione

La “Theologia indigena e l’eco-teologia” (IL 98) è una derivazione del romanticismo sociale. La teologia è la comprensione (intellectus fidei) della Rivelazione di Dio nella sua Parola, nella Professione di Fede della Chiesa, e non è una continua miscela di sentimenti e visioni del mondo o di costellazioni religiose-morali di un sentimento cosmico del tutto-in-uno, in un rimescolamento del sentimento del proprio sé con il mondo (hen kai pan). Il nostro mondo naturale è la creazione di un Dio personale. La fede in senso cristiano è quindi il riconoscimento di Dio nel Suo Verbo Eterno che divenne Carne; è illuminazione nello Spirito Santo, così che riconosciamo Dio in Cristo. Con la fede, ci vengono le virtù soprannaturali di speranza e carità. È così che comprendiamo noi stessi come figli di Dio, i quali, attraverso Cristo, dicono a Dio nello Spirito Santo, Abba, Padre (Rom 8,15). Se mettiamo tutta la nostra fiducia in Lui, Egli ci renderà suoi figli, liberi dalla paura delle forze elementari del mondo e delle apparizioni demoniache di dei e spiriti, che ci attendono malignamente nell’imprevedibilità delle forze materiali del mondo. 

L’Incarnazione è un evento unico nella storia che Dio ha liberamente determinato nella Sua volontà universale di salvezza. Non è un’inculturazione, e l’inculturazione della Chiesa non è un’incarnazione (IL 7; 19; 29; 108). Non è stato Ireneo di Lione, nel suo quinto libro di Adversus haereses (IL 113), ma Gregorio di Nazianzo a formulare il principio: quod non est assumptum non est sanatum – ciò che, non è stato assunto, non può essere sanato” (Ep. 101, 32). Ciò che qui si intendeva era la completezza della natura umana contro Apollinare di Laodicea (315-390), che pensava che il Logos nell’Incarnazione avesse assunto solo una natura umana, senza un’anima umana. Ecco perché la seguente frase è completamente astrusa: “La diversità culturale richiede unincarnazione più reale per assumere modi di vivere e culture diversi” (IL 113).

L’Incarnazione non è il principio di un adattamento culturale secondario, ma è concretamente e principalmente il principio di salvezza nella “Chiesa come Sacramento della salvezza del mondo in Cristo” (Lumen gentium 1:48), nella professione di fede della Chiesa, nei suoi sette Sacramenti e nell’episcopato con in testa il Papa, nella successione apostolica. 
I riti secondari delle tradizioni dei popoli possono aiutare a radicare nella cultura i Sacramenti, che sono i mezzi di salvezza istituiti da Cristo. Possono, tuttavia, non diventare indipendenti, così che, ad esempio, improvvisamente le usanze matrimoniali diventano più importanti della parola-Sì [“Ja-Wort”] che è costitutiva del Sacramento del Matrimonio stesso. I segni sacramentali, come sono stati istituiti da Cristo e dagli Apostoli (parola e simbolo materiale), non possono essere modificati per nessun motivo. Il battesimo non può essere validamente amministrato in alcun altro modo che nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e con l’acqua naturale; e nell’Eucaristia, non si può sostituire con il cibo locale il pane fatto di grano e il vino della vite. Ciò non sarebbe inculturazione, ma un’interferenza inammissibile nella volontà di Gesù come fondatore [“Stiftungswillen”] e sarebbe anche una distruzione dell’unità della Chiesa nel suo centro sacramentale.

Se l’inculturazione qui si riferisce alla celebrazione esterna secondaria del culto divino e non ai Sacramenti – che sono ex opere operato, attraverso la Presenza vivente di Cristo, il fondatore e vero dispensatore di grazie in questi segni sacramentali – allora la frase seguente è scandalosa o perlomeno sconsiderata: “Senza questa inculturazione la liturgia può ridursi in un ‘pezzo da museo’ o in ‘un possesso di pochi’” (IL 124).

Dio non è semplicemente ovunque e ugualmente presente in tutte le religioni, come se l’Incarnazione fosse solo un fenomeno tipicamente mediterraneo. In realtà, Dio come Creatore del mondo è presente come un tutto e in ogni singolo cuore umano (Atti 17, 27sgg.) – anche se gli occhi dell’uomo sono spesso accecati dal peccato, e le sue orecchie sono sorde all’amore di Dio. Ma Egli arriva attraverso la sua auto-rivelazione nella storia del suo popolo eletto, Israele, e si avvicina molto a noi stessi nel suo Verbo incarnato e nello Spirito che è stato versato nei nostri cuori. Questa auto-comunicazione di Dio come grazia e vita di ogni uomo viene diffusa nel mondo attraverso la proclamazione della sua vita e del suo culto da parte della Chiesa – vale a dire, attraverso la missione mondiale secondo il mandato universale di Cristo. 
Ma Egli già lavora con l’aiuto e l’anticipazione della Sua grazia nel cuore di quegli uomini che ancora non Lo conoscono espressamente e per nome, così che, quando sentiranno parlare di Lui nell’annuncio Apostolico, potranno identificarlo come il Signore Gesù, nello Spirito Santo (1 Cor 12, 3).

6. Il criterio di discernimento: l’auto-comunicazione storica di Dio in Gesù Cristo

Ciò che manca nell’IL è una chiara testimonianza dell’auto-comunicazione di Dio nel verbum incarnatum, della sacramentalità della Chiesa, dei Sacramenti come mezzo oggettivo di Grazia invece di semplici simboli autoreferenziali, del carattere soprannaturale della Grazia, perché l’integrità dell’uomo non consiste solo nell’unità con una bio-natura, ma nella Divina Figliolanza e nella comunione piena di grazia con la Santissima Trinità in maniera tale che la vita eterna è la ricompensa per la conversione a Dio, la riconciliazione con Lui, e non solo con l’ambiente e con il nostro mondo condiviso.

Non si può ridurre lo sviluppo integrale ad una semplice fornitura di risorse materiali, perché l’uomo riceve la sua nuova integrità solo attraverso la perfezione nella grazia, ora nel battesimo, per mezzo del quale diventiamo una nuova creatura e figli di Dio, e un giorno nella visione beatifica nella comunità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e in comunione con i suoi santi (1 Giovanni 1, 3; 3: 1 sgg). 
Invece di presentare un approccio ambiguo ad una vaga religiosità e l’inutile tentativo di trasformare il cristianesimo in scienza di salvezza, sacralizzando il cosmo, la bio-diversità della natura e l’ecologia, si tratta di guardare al centro e all’origine della nostra fede: “Piacque a Dio  nella sua bontà e sapienza rivelarsi in persona e manifestare il mistero della sua volontà (cfr. Ef 1,9), mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, hanno accesso al Padre nello Spirito Santo e sono resi partecipi della divina natura” (Dei Verbum 2).

*****   *****   *****

NOTE A MARGINE – da parte della Consul Press si desidera segnalare che il Cardinale Gerhard Ludwig Müller ha partecipato come Relatore, con una sua ponderosa prefazione, alla presentazione del libro “Il Salvadanaio – Manuale per la sopravvivenza economica”, recensito recentemente anche dalla nostra Testata. Tale volume è l’ultima delle opere sino ad oggi pubblicate dal Senatore Riccardo Pedrizzi, Presidente Nazionale del Comitato Tecnico Scientifico dell’ UCID, scrittore e saggista, nonché cultore ed esperto della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica. Una Dottrina che meriterebbe essere maggiormente conosciuta, osservata ed applicata nel mondo imprenditoriale ed economico, costituendo un concreto correttivo ed una sana alternativa al neo-liberismo e alla finanza apolide di un capitalismo a volte becero e spesso senza anima.  Ed infatti tale Dottrina potrebbe costituire un “ponte” o comunque un percorso simile e/o compatibile con quella “Terza Via” più volte applicata od auspicata da vari regimi che si sono ispirati ai concetti dello “Stato Organico” ed incentrati su “L’Umanesimo del Lavoro”. 
A tale scopo, qui di seguito si riportano altre due belle recensioni apparse su qualificati Quotidiani, anche se di diversi orientamenti e collocazioni politiche, a dimostrazione che le Idee – se valide – possono ben superare le Ideologie ___________ G.M.

PER ACCEDERE AI DUE ARTICOLI, CLIK  su 

IL MATTINO di Napoli – …..La parola al Cardinale Muller

IL FATTO Quotidiano- la via cattolica per l’economia

 

 

 

 

 

 
 
 

657 Visite totali, 6 visite odierne

Cardinal Gerhard Müller, Cardinale Muller, Dottrina Sociale della Chiesa, Il Salvadanaio, Instrumentum Laboris, Instrumentum laboris del Sinodo sull’Amazzonia, p, papa francesco, Riccardo Pedrizzi, Sinodo sull'Amazzonia

La Cultura Millenaria della Mesopotamia:
il Velo Verde al Campidoglio di Roma

Costruire ponti e creare un legame tra l’Italia e l’Iraq, per conoscere meglio la cultura millenaria della Mesopotamia, culla delle civiltà, attraverso la scrittura e le arti, dalla calligrafia araba alla danza, e così dare vita a un importante binomio culturale.
“Abbiamo iniziato lo scorso anno con un evento dal titolo “Il velo verde”, per poi ripetere quest’anno con “La Porta d’Oriente”.

563 Visite totali, nessuna visita odierna

Iraq, ISIS, Licia Romano, papa francesco, polonia, UNESCO

Continua a leggere

EuLeMa commenta il Documento di Abu Dhabi

Comunicato Stampa EULEMA sul documento di Abu Dhabi sulla Fratellanza Umana firmato da Papa Francesco e Shaykh Ahmad al-Tayyeb

A seguito della firma da parte di Papa Francesco e dello Shaykh Al Tayyeb dello storico «Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale della convivenza comune» di Abu Dhabi, molte sono state le reazioni da parte cristiana e cattolica. Trasmettiamo la traduzione italiana del comunicato stampa firmato da 17 autorità religiose musulmane d’Europa, membri del Consiglio Europeo dei Saggi Musulmani (European Muslim Leaders Majlis – EuLeMa).

Comunicato Stampa: Questa settimana, Lunedì 4 Febbraio, ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, una selezione di centinaia di saggi musulmani internazionali hanno partecipato alla Conferenza sulla Fratellanza Umana e all’incontro tra Papa Francesco e shaykh Ahmad al-Tayyeb.
Tra i partecipanti da ogni regione del mondo e da molte confessioni religiose erano presenti anche alcune rappresentanze dell’Islam Europeo che hanno ricevuto e trasmesso il Documento per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune ai colleghi di ogni Nazione d’Europa.

EuLeMa è un coordinamento di autorità religiose musulmane d’Europa che condividono responsabilità Istituzionali, teologiche e accademiche e sono seriamente impegnati nel dialogo interreligioso e nell’educazione interculturale.

Avendo letto con emozione e attenzione il Documento sottoscritto da Papa Francesco e dallo shaykh al-Azhar Ahmad al-Tayyeb questa settimana nella città di Abu Dhabi, desideriamo esprimere il nostro accorato sostegno e accompagnamento concreto a questa nobile iniziativa e ai contenuti di questo messaggio storico.

Siamo onorati di aderire al generoso invito rivolto a “tutte le persone che portano nel cuore la fede in Dio e la fede nella fratellanza umana a unirsi e a lavorare insieme, affinché esso diventi una guida per le nuove generazioni verso la cultura del reciproco rispetto, nella comprensione della grande grazia divina che rende tutti gli esseri umani fratelli” e rinnoviamo il nostro impegno alla testimonianza e alla messa in pratica degli insegnamenti contenuti in questa Dichiarazione.

Siamo completamente d’accordo e ben consapevoli che “Questa Dichiarazione, partendo da una riflessione profonda sulla nostra realtà contemporanea, apprezzando i suoi successi e vivendo i suoi dolori, le sue sciagure e calamità, crede fermamente che tra le più importanti cause della crisi del mondo moderno vi siano una coscienza umana anestetizzata e l’allontanamento dai valori religiosi, nonché il predominio dell’individualismo e delle filosofie materialistiche che divinizzano l’uomo e mettono i valori mondani e materiali al posto dei principi supremi e trascendenti”.

Nelle nostre funzioni di rapporti Istituzionali e di formazione educativa nel contesto della società Europea siamo da tempo responsabili nella trasmissione dei valori universali e comuni al Cristianesimo e all’Islam e alle dottrine delle altre comunità religiose. Siamo coscienti che solo la realizzazione di questa prospettiva di rispetto della sacra identità della vita potrà arginare i ghetti, il vittimismo, le discriminazioni e l’omologazione artificiosa e pretestuosa della natura umana.
Grazie a questa esperienza possiamo confermarvi che “Attestiamo anche l’importanza del risveglio del senso religioso e della necessità di rianimarlo nei cuori delle nuove generazioni, tramite l’educazione sana e l’adesione ai valori morali e ai giusti insegnamenti religiosi, per fronteggiare le tendenze individualistiche, egoistiche, conflittuali, il radicalismo e l’estremismo cieco in tutte le sue forme e manifestazioni”.

EuLeMa è lieta di esprimere profonda gratitudine a Papa Francesco e alla Chiesa Cattolica, allo Shaykh Ahmad al-Tayyeb e alla nobile Istituzione di Al-Azhar al-Sharif per i precisi richiami menzionati nel Documento alla Libertà, Giustizia, Dialogo, alla Protezione dei luoghi di culto, alla cooperazione tra Oriente e Occidente, alla condanna del terrorismo, al valore e alla dignità della Famiglia, della Donna, dei Bambini e dei poveri.

Come credenti musulmani e cittadini d’Europa aderiamo all’importante citazione sulla Cittadinanza: “Il concetto di cittadinanza si basa sull’eguaglianza dei diritti e dei doveri sotto la cui ombra tutti godono della giustizia. Per questo è necessario impegnarsi per stabilire nelle nostre società il concetto della piena cittadinanza e rinunciare all’uso discriminatorio del termine minoranze, che porta con sé i semi del sentirsi isolati e dell’inferiorità; esso prepara il terreno alle ostilità e alla discordia e sottrae le conquiste e i diritti religiosi e civili di alcuni cittadini discriminandoli”.

EuLeMa e i suoi membri si riuniranno prossimamente a Bucarest sotto la Presidenza dell’Unione Europea per studiare piste e programmi operativi per aggiornare le nostre attività alla luce dei punti espressi nella Dichiarazione di Abu Dhabi e favorirne il pieno successo.

 

 

351 Visite totali, nessuna visita odierna

eulema, papa francesco, Shaykh Ahmad al-Tayyeb

Passerelle politiche e spettacoli estivi

Passerelle politiche

” E nun ce vonno sta’! … e nun ce vonno stà!… “ così ritmavano i tifosi all’indirizzo della squadra avversa, scura per aver perso. Ebbene, i tempi non sono, in fondo, diversi da quelli di questa osservazione calorosa e scandita.

351 Visite totali, nessuna visita odierna

africa, apocalisse, australia, boldrini, di maio madonna, MAFIA, marocco, meloni, migranti, no way, papa francesco, Salvini, spagna, tratta degli schiavi

Continua a leggere

Il Denaro non governa

Il denaro governa se stesso, non certo il mondo: questo è, in sintesi, il concetto espresso dagli autori e dai relatori nel corso della presentazione, presso il Senato della Repubblica, del volume IL DENARO NON GOVERNA, di Andrea Tornielli e Pier Paolo Saleri (*)

IL DENARO NON GOVERNA
IL DENARO NON GOVERNA

Un compendio dell’analisi economica e politica di Papa Francesco, in un tempo di grandi difficoltà per tanta parte delle popolazioni del mondo. Gli interventi dell’On. Giancarlo Giorgetti e dell’On. Stefano Fassina, uno deputato della Lega, l’altro parlamentare di Liberi e Uguali, sono stati contrassegnati da un’identica visione dei discorsi del Pontefice e delle varie interviste che, Francesco, in modo estemporaneo, ha concesso durante i numerosi voli intercontinentali. È anzitutto la conferma, in toto, di quella dottrina sociale della Chiesa più volte richiamata nelle encicliche di Leone XIII e Pio XI, fino alle più recenti di Paolo VI, che, nelle circostanze dei nostri tempi, assumono particolare rilevanza.

La globalizzazione, figlia di un capitalismo senza confini, che si nutre di un potere del denaro sempre più opprimente, ha scavato profondi baratri fra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri: insomma, consumismo e finanza prepotentemente lontani dall’essenza dell’umanità sono oggi un indiscutibile oltraggio alla dignità dell’uomo.

L’iniziativa dell’UCID del Lazio, dell’Associazione Federproprietà e con la collaborazione della Associazione ex Parlamentari Repubblica ed anche per merito del Sen. Riccardo Pedrizzi, che ha aperto il convegno, ha il significato profondo di ricordare come la dottrina sociale della Chiesa, abbia, nella rinnovata attenzione del Pontefice, la capacità di unificare le più diverse opinioni politiche nella difesa della giustizia, intesa come equità e rispetto dell’individuo.

Alessandro P. Benini


(*) Andrea Tornielli è un giornalista cattolico, già collaboratore con IL FOGLIO e LA STAMPA come vaticanista. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui una circostanziata difesa di Pio XII. Pier Paolo Saleri è analista politico e coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Europa Popolare, collabora con L’AVVENIRE. Insieme hanno lavorato alla stesura di questo libro, raccogliendo il pensiero sociale di Papa FRANCESCO, riguardante la politica, l’economia e l’ambiente. Il testo è stato pubblicato dalla Casa Editrice PIEMME che, attualmente, fa parte del Gruppo Mondadori.

369 Visite totali, nessuna visita odierna

fassina, Federproprietà, giorgetti, lEONE XIII, PAOLO VI, papa francesco, Pedrizzi, Pio VI°, Pio XI, UCID

75° Anniversario Relazioni Giappone – Santa Sede

LXXV° ANNIVERSARIO  RELAZIONI DIPLOMATICHE
TRA GIAPPONE  E  SANTA SEDE

I rapporti diplomatici ufficiali fra Giappone e Santa Sede sono stati istituzionalizzati solo nel marzo del 1942, anche se le loro relazioni erano iniziate fin dal 1549, quando lo il sacerdote spagnolo della Compagnia di Gesù, Francesco Saverio, visitò l’Arcipelago e vantano quindi una storia di oltre 460 anni. Non si può non rilevare come tale ufficializzazione è avvenuta quando vigeva il patto tra le “Tre Potenze dell’Asse”: Italia, Germania e Giappone, noto anche come RO.BER.TO …. ROma–BERlino–TOkio.

Va altresì rilevato che i rapporti tra la Chiesa e l’Oriente costituiscono un argomento che ha sempre stimolato gli interessi storici e culturali di numerosi redattori di questa Agenzia Giornalistica ….. in particolare se poi riguardano “Il Paese del Sol Levante”, sia per motivi di affinità elettive verso i valori della Tradizione, sia per la condivisione di una certa visione del mondo.

318 Visite totali, 3 visite odierne

Fumio Kishida, Masahiro Shimba, Orchestra Sinfonica Rossini, papa francesco, Saul Salucci, Shinzo Abe, Takayama Ukon, UNESCO, Vatican Kangin Noh

Continua a leggere

Seguendo BOLIVAR

HUGO CHAVEZ   narrato da  GIANNI MINA’  –  Sabato 5 marzo 2016 al Teatro Vittoria di Roma c’era il pieno di gente, ma non per uno spettacolo di successo …. si trattava di un’intervista su un punto cruciale della situazione sudamericana, forse anche europea e senz’altro mondiale spiegata a chiare note da un uomo semplice, un uomo del popolo dall’energia non comune e da un amor patrio che fa immiserire al confronto il nostro patriottismo …. “l’uomo del Popolo” era HUGO  CHAVEZ FRIAS.

290 Visite totali, nessuna visita odierna

Gianni MINA', Hugo CHAVEZ, Maylyn LOPEZ, papa francesco, Simon Bolivar

Continua a leggere

Il Manifesto dei “Numeri 1” Italiani

I 10 PUNTI del “MANIFESTO con cui il Made in Italy disegna il proprio futuro  TALE “DECALOGO” E’ STATO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO “ITALIA OGGI” A SEGUITO DI UN SUMMIT TRA I PRINCIPALI IMPRENDITORI ITALIANI, SVOLTOSI PRESSO IL PIRELLI HANGAR BICOCCA ED ORGANIZZATO DAL GRUPPO CLASS EDITORI in occasione del 35° Anniversario del proprio mensile Capital.  

418 Visite totali, nessuna visita odierna

giovanni gentile, Gruppo Class Editori, made in italy, Manager del Futuro, Matteo Renzi, Nuovo Rinascimento, papa francesco, Umanesimo del Lavoro

Continua a leggere

Concerto dell’Epifania su Rai Uno. I Fuoricontrollo si esibiscono al Teatro Mediterraneo di Napoli

L’Epifania, ultimo giorno delle festività natalizie, sarà tinta con note d’autore, unendo nel cuore di Napoli, grandi artisti, provenienti da tutto il mondo per il Concerto dell’Epifania.

Il tradizionale appuntamento con la musica, proposto dall’Associazione “Oltre il Chiostro”, condotto da Veronica Maya e con la partecipazione dall’Orchestra di Santa Chiara diretta dal Maestro Renato Seri, vedrà salire sul palco del Teatro Mediterraneo, tra i big della musica, i Fuoricontrollo che si faranno portatori di un messaggio in stile pop corale.

Il brano scelto per l’occasione è infatti “Mani”, di Migliacci-Mattone, con il quale i ragazzi di Cisterna di Latina, faranno giungere nelle case degli Italiani il pensiero espresso dal Santo Padre in occasione della XLVIII Giornata mondiale della pace: «Non più schiavi ma fratelli».

Con gli ospiti di fama nazionale ed internazionale, anche i Fuoricontrollo, saliranno sul palcoscenico per uno spettacolo che intreccerà musica, tradizione, modernità, cultura e religione.

342 Visite totali, nessuna visita odierna

band canora, epifania, fuoricontrollo, musica, napoli, papa francesco, rai uno, solidarietà

Estela Carlotto e PAPA FRANCESCO

PAPA FRANCESCO

Estela Carlotto, Presidente di Abuelas de Plaza de Mayo, é stata ricevuta dal Santo Padre in Udienza Privata questo pomeriggio nel salone principale dell’Aula Paolo VI.In questo speciale ed emotivo incontro la signora Carlotto è stata accompagnata da suo nipote Ignacio Guido, ritrovato i primi giorni dello scorso agosto, dopo 36 anni di instancabile ricerca. Successivamente, Papa Francesco ha ricevuto tutta la famiglia Carlotto che gli ha regalato diversi doni tra i quali un “poncho” portato dai nipoti.

 Inoltre Estela gli ha donato il Foulard delle Abuelas incorniciato, un CD di musica composta da suo nipote Ignacio Guido e una scultura che rappresenta i valori della Verità, la Giustizia e la Memoria.

 La signora Carlotto ha anche consegnato a Sua Santità diverse lettere personali inviate dagli abitanti della città di Olavarria dove suo nipote risiede.

Questa visita ha avuto un risvolto ancor più commovente per la presenza dei tre figli di Estela: Remo, Claudia e Guido e di tutti i nipoti

Papa Francesco aveva ricevuto la signora Carlotto nell’aprile del 2013, occasione nella quale questa coraggiosa Abuela gli aveva manifestato la profonda speranza di trovare suo nipote.

Finalmente è stato esaudito il suo desiderio, rappresentando il coronamento di un sogno dopo una lunghissima battaglia.

Roma, 5 novembre 2014

Ambasciata Argentina in Italia

 

230 Visite totali, 3 visite odierne

Estela Carlotto, papa francesco, plaza de mayo

Umanità…uniti x unire

La nostra vera e coraggiosa “Svolta” è che la religione diventi un punto che unisce e non divide nè genera paura e chiusura.

 La Comunità del Mondo Arabo in Italia e il movimento Uniti per Unire hanno tenuto martedì 20 maggio un importante incontro sul tema “In viaggio con Papa Francesco per la pace in Medio Oriente”. 

A moderare il dibattito sono stati Foad Aodi, Presidente Co-mai ed Uniti per Unire, Elisa Pinna, Vaticanista Ansa ed Ansa Med, Riccardo Cristano, Vaticanista Rai e Stefania Falasca, Editorialista dell’Avvenire faccendo anche una approfondita analisi sul argomento trattato. 

Molto significativa la scelta del luogo dove il convegno si è svolto: Chiesa S.Clemente Papa, luogo di preghiera comune.

Le numerose testimonianze dei cristiani del mondo arabo che sono intervenuti hanno posto l’accento sulla necessità di riportare l’attenzione mediatica sul conflitto mediorientale ed hanno illustrato la loro testimonianza sul dialogo interreligioso nei loro paesi – Palestina, Libano, Egitto, Siria e Giordania. 

“Il dialogo e la mediazione – ha detto Zouheir Zouari, Vice Ambasciatore della Lega Araba in Italia – siano strumento importanti per prosequire nel costruttivo dialogo interreligioso nei nostri paesi”.

Gli interventi di Marco Pacciotti, Responsabile immigrazione del PD e dei numerosi esperti  hanno fatto appello al valore imprescindibile della fratellanza e solidarietà tra popoli.

Il costituzionalista Tito Lucrezio Rizzo, Segretario generale della Presidenza della Repubblica ha parlato della libertà religiosa nella sua evoluzione dal Trattato di Lisbona alla VI conferenza di Doha.  

Serena Forni, Teologa e Coordinatrice dipartimento dialogo interreligioso Uniti per Unire, ha affrontato la questione dei cristiani arabi in Italia e nel mondo Arabo: “un milione di profughi su una popolazione di 3 milioni di persione – ha detto la Dott.ssa Forni – dimostrano l’assoluta mancanza di sicurezza e tutela”.downloadVATICANO

A fare sintesi e a condividere i prossimi appuntamenti è stato Foad Aodi che ha ricordato il viaggio che Papa Francesco farà in Medio Oriente intorno al quale si sta creando molta aspettativa.

“Auspico – ha detto il Dott.Aodi – che una preghiera comune da parti di  piu’ di 130 musulmani e cristiani diventi simbolo del superamento di ogni conflitto e scissione e funga da stimolo nella ricerca di soluzioni politiche durevoli e capaci di costruire una Pace solida in tutti i nostri paesi”.

Il confrontto e’ stato molto apprezzato dai numerosi partecipanti che hanno in questo modo approfondito un argomento molto importante ,che può avere diverse vedute.

L’impegno di Uniti per Unire prosegue con l’organizzazione di nuovi incontri che saranno dedicati al dialogo interreligioso nei paesi Europei dell’Est  in Sudamerica, in Europa ed in America, con la finalità di far conoscere la reale situazione e smentire ogni strumentalizzazione politica.

 

273 Visite totali, nessuna visita odierna

AVVENIRE, FOAD AODI, papa francesco, UNIREXUNIRE

11 Febbraio 2014 …. un anno dopo

Dimissioni ….. Un anno dopo ____________________________________________________a cura di Padre Rinaldo CORDOVANI * 

11 febbraio 2013, ore 11

Città del Vaticano. Era l’11 febbraio 2013 alle ore 11. Il Papa aveva riunito i cardinali per la Canonizzazione di alcuni Beati nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano. Un incontro di ordinaria amministrazione. Ad un certo punto Benedetto XVI inizia a leggere un foglio, scritto in latino e firmato da lui il giorno prima. Una giornalista dell’ANSA, che aveva frequentato il liceo classico, improvvisa una traduzione italiana. La notizia fa il giro del mondo: il Papa si è dimesso! Radio, Tv, internet, FaceBook, twitter, cellulari, agenzie giornalistiche e redazioni di tutti i mezzi di comunicazione entrano in fibrillazione. In tutto il mondo. Sì perché non c’è altra autorità simile a quella del Papa, che ha un piccolo  territorio che forma lo Stato della Città del Vaticano, ma è il successore di San Pietro, il Papa. Una decisione maturata “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio”.

281 Visite totali, nessuna visita odierna

benedetto XVI, bergoglio, papa, papa francesco, ratzinger

Continua a leggere

Newsletter

Iscriviti al Servizio Newsletter di Consulpress e riceverai via posta elettronica gli ultimi aggiornamenti dalla nostra Agenzia di Stampa.

Archivio Articoli

© 2013-2019 Consul Press. Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
Editore: Associazione Culturale "Pantheon" - Direttore Responsabile: Antonio Parisi
Sede: via Tagliamento, 9 - 00198 Roma (RM). Telefono: (+39) 06 92593748 - Posta elettronica: info@consulpress.eu

Le statistiche sulle visualizzazioni degli articoli, si riferiscono ad un periodo che inizia da gennaio 2019.