Aquileia 2200 all’Ara Pacis

UN LEGAME SECOLARE DAL MONDO ROMANO ALL’UNITA’ D’ITALIA

Una mostra dal titolo “Aquileia 2200. Porta di Roma verso l’Oriente e i Balcani”, è in corso al Museo dell’Ara Pacis a Roma, visitabile fino al 1° Dicembre 2019, per celebrare i 2200 Anni dalla Fondazione della città, curata da Cristiano Tiussi, Direttore della Fondazione Aquileia e da Marta Novello, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.

Il percorso espositivo attraversa le fasi più significative della storia di Aquileia, dall’Anno di Fondazione nel 181 a.C. all’atto conclusivo e simbolico della Cerimonia svoltasi nella prestigiosa Basilica di Aquileia, che diede avvio al Viaggio del Milite Ignoto nel 1921, a coronamento dell’Unità d’Italia. Dunque, un legame secolare dal Mondo Romano all’Unità d’Italia.

La storia di Aquileia è fortemente e simbolicamente legata ai destini di Roma. Ecco perché ospitare questa mostra nel cuore della romanità, nelle sale del Museo dell’Ara Pacis, simbolo della Pax Augusta, ara che nel 1937 fu collocata vicino al Mausoleo d’Augusto, significa mantenere viva la memoria della classicità e contemporaneamente richiamare in vita un contesto e un sacro legame tra Roma e Aquileia. Questa importante colonia romana, proprio negli anni trenta venne riportata alla luce, grazie a una campagna sistematica di scavi archeologici, che misero in risalto la maestosità e la monumentalità del Foro e di importanti Domus e reperti pregiati.

Aquileia definita la “Città Invincibile”, avamposto di Roma nel lembo estremo nord-orientale della penisola, porta nel suo nome il simbolo imperiale romano, l’Aquila. Una leggenda vuole che all’atto della Fondazione del sulcus primigenius si vide volteggiare un’aquila, segno propiziatorio, da qui il nome di Aquileia.

Nona tra le illustri città sarai chiamata, Aquileia, colonia italica che fronteggi i monti dell’Illiria, per le mura e per il porto famosissima  (Ausonio, Ordo Urbium Nobilium 64-72).

Nona tra le illustri città dell’Impero e quarta città più importante d’Italia dopo Roma, Milano e Capua. Fondamentale centro d’irradiazione del Cristianesimo per l’Italia settentrionale e per l’Est dell’Europa. Una leggenda racconta che la chiesa aquileiese risalga a San Marco. Nei secoli successivi rappresentò la Diocesi Metropolitica di un amplissimo territorio che andava dal lago di Como al lago Balaton, in Ungheria. Fu sede di un Principato Ecclesiastico e di uno Stato Patriarcale dal 1077 fino alla conquista veneziana nel 1420; il Patriarcato venne soppresso nel 1751, eredi le arcidiocesi di Udine e di Gorizia. Aquileia passò poi sotto l’Impero degli Asburgo fino alla Grande Guerra, per poi ricongiungersi all’Italia e a Roma.

L’obiettivo primario della mostra è quello di mettere in luce il significato non solo militare, politico ed economico, ma anche culturale e ideale del rapporto tra Oriente e Occidente. Questo obiettivo è stato, a nostro avviso, raggiunto egregiamente grazie alle opere pregevolissime che si possono ammirare in mostra come la “Testa di Vento” bronzea del I° sec. a.C., la “Testa di Apollo” del I° sec. d. C., due meravigliosi mosaici dai colori straordinari, uno raffigurante pesci e l’altro un pavone, la stele funeraria di Mirmillone, in calcare locale, che documenta nei minimi dettagli l’armamento del gladiatore. Interessante la sezione dedicata ai manufatti in ambra, che attestano l’alto artigianato artistico della città, punto d’arrivo della “Via dell’Ambra”, proveniente dal Baltico, resina che veniva usata nei corredi funerari di età imperiale, amata per le virtù magiche e curative. Notevoli le foglie d’alloro sottilissime, che venivano regalate a Capodanno con l’augurio scritto sopra

Annus Novum Faustum Felicem

Bellissima l’Ara votiva con rappresentazione delle personificazioni di Roma e Aquileia, la prima con corona turrita e scettro e l’altra inginocchiata ai suoi piedi, segno di fedeltà. Quest’Ara come molti altri oggetti presenti in mostra sono calchi di reperti aquileiesi realizzati nel 1937, in occasione della Mostra Augustea della Romanità, per il Bimillenario della Nascita di Augusto. Questi calchi e modelli in gesso, eseguiti a fini didattici, ancora oggi conservati nel Museo della Civiltà Romana, sono stati per l’occasione restaurati, grazie al contributo della Fondazione Aquileia. Nella mostra del 1937 Aquileia era la città romana più rappresentata dopo Ostia e Pompei.

Nella sezione dedicata al Cristianesimo segnaliamo la scultura del IV sec. d.C. su lastra in calcare con le raffigurazioni di due busti virili contrapposti di profilo, i due apostoli Pietro e Paolo, simbolo della Concordia Apostolorum, immagine che riprende l’iconografia della Concordia Augustorum.

La mostra si conclude con due spaccati storici sul Patriarcato di Aquileia e sul Milite Ignoto. A coronamento dell’interessante percorso espositivo è visibile la Bandiera Tricolore con il cuore, simbolo della Dinastia dei Savoia, artefice dell’Unità d’Italia; questo Sacro Drappo ricoprì il feretro del Milite Ignoto. Sulla parete di fondo viene proiettato il filmato dell’Istituto Luce, che racconta la commovente e simbolica Cerimonia nella Basilica di Aquileia nel 1921 del Milite Ignoto e del Viaggio in treno fino a Roma, dove verrà tumulato all’Altare della Patria, il 4 Novembre, Giorno della Vittoria della Grande Guerra, alla presenza del Re Soldato. Maria Bergamas, la madre di un disperso e irredento che scelse la salma del soldato ignoto tra 11 bare, riposa nel cimitero sito alle spalle dell’abside della Basilica insieme agli altri 10 Militi; primo cimitero della Grande Guerra, allestito nel 1915 per accogliere le “Primizie di Aquileia”. Da questo luogo sacro, da un punto preciso, segnalato da un monumentale arco è possibile vedere Redipuglia, dove ha sede il Cimitero Monumentale, inaugurato nel 1938.

Cento anni fa, in occasione dei 2100 anni della Fondazione della Colonia Romana, anno della Conferenza di Pace dopo la Grande Guerra, la Città di Roma fece dono ad Aquileia di una copia della Lupa Capitolina, collocata davanti al maestoso campanile della Basilica Patriarcale.

Il percorso espositivo si avvale di supporti multimediali che rendono la comprensione del racconto narrativo piacevole, immersivo, emozionante senza nulla togliere alla scientificità e analiticità dei contenuti. Ricordiamo che il giorno 20 Novembre (data da verificare) al Museo dell’Ara Pacis verrà presentato un Docufilm su Aquileia promosso dalla Fondazione Aquileia, dal titolo “Le tre vite di Aquileia”, che entrerà nella programmazione di Sky Arte.

Nelle sale al centro dello spazio espositivo sono visibili le fotografie del grande Maestro friulano Elio Ciol, che nel corso della sua vita (oggi ha superato i novant’anni), si è sempre dedicato ad immortalare questa città monumentale. Considerata un museo a cielo aperto ha attraversato il tempo, superando periodi difficili, ma ogni volta si è eternata, come Roma, lasciando traccia del suo Destino nella pietra e nel bronzo. Dalle grandi pietre del Foro o del Porto a quelle minuscole e policrome del mosaico paleocristiano più vasto al mondo, in uno scatto fotografico rivive il fascino della storia e si ravviva il desiderio di visitare Aquileia, per respirare il suo spirito ancora oggi incommensurabile, alla ricerca delle

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