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Autore: Danilo Pette

Luce e Energia tra Uomo e le Macchine

a cura Danilo Pette

Un viaggio tra le grandi  Agostino d’Ippona, Veronica Socionovo, Kierkegaard e Teilhard de Chardin per comprendere come l’intelligenza artificiale stia riscrivendo il rapporto tra uomo, divinità e destino collettivo nell’era digitale, illuminando il ruolo trasformativo della tecnologia nel ridefinire la fede, la libertà e la relazione tra sacro e futuro dell’umanità.

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Il diritto all’opacità

La riflessione di Veronica Socionovo tra psicopolitica, spiritualità e resistenza culturale in un mondo dominato dalla trasparenza totale e dal controllo delle emozioni, per custodire il mistero e la complessità dell’essere umano.

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Il Corpo che Non Chiede

a cura Danilo Pette

Un’analisi critica delle implicazioni sociali e mediche di un mondo sempre più governato da tecnologie predittive, dove l’intelligenza artificiale ridefinisce i confini del controllo sulla vita e sulla salute attraverso meccanismi di sorveglianza invisibile, anticipazione statistica e profilazione algoritmica. Un percorso teorico che intreccia le riflessioni di Michel Foucault con le prospettive di Veronica Socionovo, Maurizio Lazzarato e Giorgio Agamben, esplorando le trasformazioni della soggettività contemporanea tra biopolitica digitale, governance della vulnerabilità e resistenza alla normalizzazione del vivente.

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Squali nel Mediterraneo e nei Laghi

Un approfondimento sulle caratteristiche uniche degli squali che popolano il Mar Mediterraneo e gli ambienti lacustri, confrontandone morfologia, comportamento, strategie di sopravvivenza e le implicazioni ecologiche e conservazionistiche derivanti dalla vita in ambienti chiusi o semi-chiusi rispetto agli squali degli oceani aperti.

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La città che brucia e Solaris 0152

a cura Danilo Pette

Quando un bus ibrido diventa il simbolo di una fragilità strutturale e culturale

Ore 13:00, martedì primo luglio 2025. Roma si trasforma in un forno a cielo aperto, con un’aria così densa da schiacciare ogni respiro, come se la città fosse sospesa in una coltre bianca immobile. Via Prenestina 276, un indirizzo anonimo, un angolo come tanti, ma quel giorno diventa teatro di un dramma che sa di déjà vu. Un autobus Solaris ibrido, appena consegnato, destinato a rappresentare il futuro della mobilità romana, prende fuoco. Fuori servizio, diretto verso la rimessa, con a bordo solo l’autista che scampa alla tragedia per un soffio.

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