domenica, 22 Settembre 2019
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Lorenzo Tagliavanti:
definire e completare la riforma delle C.C.I.A.A.

Alla vigilia dell’incontro tra i Vertici dell’ Unioncamere, 
il Presidente della Camera di Commercio parla della riforma.

Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma, intervistato, domenica 14 Luglio presso Agricoltura Nuova, Castel di Leva 371, Roma, in occasione della “Festa de L’Unità”, dove è stato ospite d’eccezione per discutere, insieme a Patrizia Prestipino di rinascita economica e civile per il Paese e per Roma, dice la sua sulla riforma delle Camere di Commercio.

 ” Si tratta di una riforma iniziata tre anni fa e lasciata in modo indeterminato; deve essere chiusa al più presto”, afferma il Presidente, che successivamente elenca le questioni irrisolte.  La riforma, approvata durante il governo Renzi, prevede innanzitutto l’accorpamento delle Camere di Commercio, ma questo accorpamento, come fa notare Tagliavanti, “si è fermato a metà”. “Per aumentare l’efficienza è utile che le Camere di Commercio più piccole si accorpino con quelle più grandi, ma questo processo si è interrotto, nel Lazio, ad esempio, siamo ancora in attesa dell’accorpamento definitivo delle Camere del Nord, Viterbo e Rieti, e del Sud, Latina e Frosinone”.

La seconda questione irrisolta, continua il Presidente, è quella relativa alle competenze. ” Sul tema delle competenze la prima lettura delle riforma è stata eccessivamente severa; questa ha tolto alle Camere di Commercio funzioni che considero fondamentali come l’internazionalizzazione, il sostegno al credito e allo sviluppo locale, senza le quali le economie locali ne sono uscite impoverite”. 

“Sono favorevole alla riforma? Si, se viene chiusa e corretta”, dichiara Lorenzo Tagliavanti, che continua “devono essere apposti dei correttivi; ad esempio, per quanto riguarda le risorse, le Camere di Commercio hanno visto dimezzare le loro entrate con un taglio del 50%, nessun altro ente pubblico ha avuto un taglio simile, le Regioni in passato hanno avuto tagli del 4%, i Comuni del 3%. Questo taglio deve essere rivisto. Anche perché le risorse delle Camere di Commercio non vanno a pesare sul debito pubblico, non è la fiscalità generale che finanzia le Camere, bensì i contributi delle imprese, che vogliono l’internazionalizzazione, vogliono il sostegno al credito e vogliono lo sviluppo locale”.

Riferendosi alla giornata di oggi 15 Luglio, durante la quale avrà luogo presso il Ministero dello Sviluppo Economico un incontro tra i vertici nazionali di Unioncamere, con il quale si vuole sensibilizzare le più alte cariche istituzionali ad apporre le modifiche suddette, Lorenzo Tagliavanti, afferma: “La giornata di domani  sarà molto importante, perché il Governo dirà se è disposto e disponibile a chiudere questa fase di riforma che ha lasciato per troppo tempo le Camere di Commercio in uno stato d’incertezza”.

EDOARDO MARIA FRANZA


Edoardo Maria Franza

Giornalista Pubblicista e Praticante Forense

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