5 settembre 1972, le “Olimpiadi del Terrore”

Doveva essere una manifestazione sportiva che avrebbe fatto parlare di sé, riscattando il nome della Germania, invece l’attentato condotto da Settembre Nero ha irrimediabilmente sporcato le Olimpiadi di Monaco del 1972, passate alla storia come “Olimpiadi del terrore”.

 

A Roma, il 5 luglio alcuni esponenti del gruppo terroristico Settembre Nero, si incontrarono in un bar nel centro città, per discutere in merito al dirottamento di un aereo della compagnia belga Sabena, diretto a Tel Aviv, conclusosi con il decesso di tutti i dirottatori e il salvataggio degli ostaggi. Sentivano il bisogno di un atto forte che desse nuova linfa alla causa palestinese, così, dopo aver appreso la notizia da un giornale arabo, che alla Federazione Giovanile della Palestina, non era stata data risposta dal Comitato Olimpico Internazionale, in merito alla loro richiesta di partecipazione ai Giochi di Monaco, I tre hanno deciso che quello sarebbe stato il giusto obiettivo.

Le Olimpiadi di Monaco dovevano essere un riscatto per la Germania, rinata dopo le Olimpiadi del 1932, e Monaco sarebbe dovuta diventare capitale della fratellanza. Per quella occasione la sicurezza fu ridotta al minimo e si attendevano circa 7mila atleti provenienti da diverse parti del Mondo.

I terroristi, alle prime luci dell’alba poterono agire indisturbati ed entrarono, superate le recinsioni, nella palazzina dove alloggiavano gli atleti israeliani. Qui uccisero Moshe Weinberg e Yossef Romano rispettivamente allenatore di lotta greco-romana e atleta specializzato nel sollevamento pesi, giunti nella stanza, presero in ostaggio i 9 atleti e fecero pervenire le loro richieste alla polizia bavarese.

A un’ora dal sequestro degli atleti, iniziarono le trattative. Le richieste furono scritte su dei fogli di carta lanciati dal balcone della stanza in cui erano asserragliati. Queste consistevano nella liberazione di alcunifedayn” palestinesi, di alcuni terroristi tedeschi e di due elicotteri che avrebbero dovuto portare sequestratori e sequestrati allo scalo di Furstenfeldbruck, da cui poi avrebbero proseguito il viaggio verso l’Egitto.

Le richieste erano indirizzate al primo ministro israeliano Golda Meier, il quale chiuse immediatamente a ogni forma di trattativa, offrendo di rimando, l’invio di una squadra speciale per liberare gli ostaggi. Contrario l’allora Cancelliere della Germania ovest, Willy Brandt, che preferiva avviare le trattative con i terroristi che imperversavano con nuove richieste.

Intorno alle 22, i terroristi raggiunsero gli elicotteri che li avrebbero condotti alla meta designata insieme agli ostaggi, e ad attenderli, ci sarebbe stato un aereo per trasportarli in Egitto, al Cairo. Una volta giunto a destinazione, i terroristi scoprirono che ad attenderli c’era un aereo vuoto e capirono subito di essere in trappola.

Lo scontro armato durò oltre un’ora e in questo frangente morirono tutti gli atleti, alcuni terroristi e un poliziotto. I terroristi arrestati vennero utilizzati come merce di scambio nel corso di altre trattative in seguito al dirottamento di un aereo che sorvolava Zagabria ed era diretto a Tel Aviv. 

L’evento non ebbe ripercussioni sul normale svolgimento delle gare olimpiche, se non una breve interruzione in ricordo delle vittime. Questa decisione portò a numerose critiche da tutto il Mondo e macchiò irrimediabilmente le Olimpiadi di Monaco, portandole alla storia non come quello che sarebbe dovuto essere, un messaggio di speranza e fratellanza, ma l’ennesimo dramma, oltretutto avvenuto in territorio tedesco.

 

Gianfranco Cannarozzo

 

 

 

 

Lascia un commento

© 2022 Consul Press - Tutti i diritti riservati.
Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
Editore: Associazione Culturale "Pantheon" - Direttore Responsabile: Antonio Parisi
Sede: Via Dora, 2 - 00198 Roma (RM). Telefono: (+39) 06 92593748 - Posta elettronica: info@consulpress.eu