A Casperia (Rieti), in scena Violetta Chiarini con “Guerra mondiale e guerretta metropolitana”

“LA GUERRA MONDIALE  E  LA GUERRETTA METROPOLITANA”
….. quasi  parodiando  “LA GRANDE E LA PICCOLA GUERRA SANTA” 

Al Teatro Comunale di Casperia (in provincia di Rieti), è andata in scena, con grande successo di pubblico, la pièce “Guerra Mondiale e Guerretta Metropolitana”, di Violetta Chiarini, attrice di teatro, tv e cinema, con regia e interpretazione della stessa.

Quest’ultimo spettacolo fa parte del più ampio progetto “Si vis pacem…” della Chiarini, ed è realizzato col sostegno di R.A.S.I. -Rete Artisti Spettacolo per l’Innovazione. E’ una pièce che tratta il tema, già tolstojano, di guerra e pace in una prospettiva nuova, dove la figura della donna, protagonista di questo XXI secolo dopo millenni di subalternità all’uomo, diventa la chiave di volta per la formazione della futura umanità.

“Guerra mondiale e guerretta metropolitana” è diviso in due parti, precedute da un prologo: nella prima parte, drammatica, l’azione si svolge in piena Seconda guerra mondiale, nell’autunno 1943.

Nella seconda parte, comico-umoristica, ancorché amara, l’autrice ripropone un suo personaggio radiofonico di successo, alle prese con la vita violenta e stressante della Roma fine anni ’90, tracciando una sorta di affresco satirico della capitale. La scrittura di questa seconda parte recupera soprattutto antichi linguaggi osco-umbro-sabelli, per valorizzare le parlate locali che oggi vanno scomparendo.

Perchè l’accostamento tra “Guerra mondiale” e “guerretta metropolitana”? “Perchè questo testo, spiega la Chiarini,  mette sullo stesso piano due forme di violenza apparentemente distanti tra loro, ma aventi in realtà la stessa matrice nell’incapacità di creare armonia e pace.

Guerra e guerretta nascono, in sostanza, dentro il cuore dell’essere umano, ed è lì che si deve fare veramente la rivoluzione oggi: altrimenti tutto l’enorme lavoro che il genere umano ha fatto, dalla metà dell’800 in poi, con conferenze internazionali sul disarmo, trattati internazionali, missioni e arbitrati di pace, ecc., non sarà servito a nulla.

Il teatro, deve essere inteso come teatro pedagogico nel senso migliore del termine, può fare molto in questo senso: specialmente se portato nelle scuole per iniziare ad educare i giovani alla pace sin da piccoli.

Un testo, quindi, che vuole evidenziare come due fenomeni tra loro molto diversi, la guerra mondiale e le “guerrette” che ogni giorno si accendono in città dove la vita è sempre più conflittuale e nevrotica (dalle liti che sfociano in omicidi al terrorismo e alla guerriglia urbana), hanno in realtà una radice comune nella pretesa dell’uomo contemporaneo di sentirsi, il più delle volte, portatore della verità assoluta, che non ammette il confronto con l’altro.

ROSSELLA DI PONZIO 

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