ADC-ANC: sospensione degli adempiti per i professionisti nelle zone del coronavirus

EMERGENZA SANITARIA: PER I PROFESSIONISTI NON SOLO SOSPENSIONE DEGLI ADEMPIMENTI

Il 25 febbraio, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri ha apposto la firma sul decreto che sospende, tramite un accordo con ABI, tutti i versamenti e gli adempimenti fiscali dovuti da cittadini e imprese nelle cosiddette zone rosse.

Un atto dovuto verso una parte del Paese in difficoltà, che in questo momento non può essere in grado di adempiere a quanto dovuto.

Ritenendo la misura necessaria, ma non ancora sufficiente, le associazioni ADC e ANC chiedono che si valuti lo slittamento delle scadenze degli adempimenti fiscali (Liquidazione periodica 4° trimestre, Certificazioni Uniche e Dichiarazioni dei Redditi tardive) anche nelle zone gialle (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria), almeno al 16 marzo. Tale provvedimento dovrebbe essere esteso anche alle Marche.

I colleghi di quelle regioni non sono in questo momento in condizione di adempiere al proprio lavoro; alle difficoltà e al disagio insite nella situazione straordinaria dovuta allo stato di quarantena, si aggiunge la chiusura dei servizi e degli uffici pubblici, che di fatto impedisce il normale svolgimento della vita professionale.

Nel caso in cui si adottino misure che prevedano l’erogazione di contributi alle imprese, si chiede di ricomprendere nel provvedimento anche i professionisti i quali lavorano a fianco delle aziende e il cui destino economico è ad esse indissolubilmente legato.

Riteniamo necessario che Le Regioni interessate valutino l’utilizzo dei fondi strutturali con l’emissione straordinaria di bandi urgenti e che il  MISE consideri di destinare parte dei fondi 4.0 per l’acquisto e l’implementazione di software per il lavoro telematico a distanza da parte di professionisti o imprenditori in difficoltà.

Riteniamo, inoltre, che sia necessaria la riattivazione della CIG in deroga anche per gli studi professionali, vista anche la massiccia assenza del personale dipendente causata dalla chiusura delle scuole e delle attività ludico-sportive.

Si tratterebbe di un aiuto concreto e lungimirante, i cui effetti benefici andrebbero anche oltre il termine della crisi.

Dalle segnalazioni che riceviamo sappiamo che è l’intero comparto delle professioni ad essere in difficoltà. Anche i residenti in zone non colpite, infatti, lavorano con le attività delle zone rosse e gialle e quindi, pur non essendo direttamente interessati da provvedimenti di quarantena, ne soffrono le conseguenze.

Siamo certi che il Paese, attraverso misure adeguate e coesione sociale, supererà   efficacemente questo momento di particolare emergenza, soprattutto se ci sarà la consapevolezza della necessità di sostenere coloro che, in questo eccezionale frangente, sono oggettivamente impossibilitati a svolgere le proprie funzioni.

 

ADC- ANC Comunicazione

 

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