Bombe sul Vaticano

Il 1° Marzo del 1944, per la seconda volta, i “liberatori” colpirono la Santa Sede

Il lettore ci perdonerà se torniamo su un argomento che abbiamo già dibattuto. Quello dei bombardamenti angloamericani sulla Città del Vaticano che si registrarono durante la Repubblica Sociale Italiana, ai quali abbiamo dedicato un nostro studio: Santità, chi è stato? Bombe angloamericane sul Vaticano 1943-1944 (Fondazione della RSI, Bologna 2011).

Il 1° Marzo di quest’anno, nel silenzio più assoluto, è trascorso il settantatreesimo anniversario della seconda incursione e per questo ci è parso giusto ribadire il contesto storico durante il quale è avvenuto questo attacco. Come una goccia che picchia la roccia fino a sgretolarla, così noi continueremo a picchiare sulla vulgata antifascista, fino a quando questa si polverizzerà nelle sue falsità grossolane.

Dopo il primo bombardamento angloamericano del 5 Novembre 1943, la Santa Sede aveva visto rispettata la sua neutralità, anche se la Capitale era stata investita dalla morsa della “morte aerea”. Decine erano state le incursioni, migliaia i morti. La neutralità ostentata dal Vaticano non era andata giù ai Comandi angloamericani, impegnati a dipingersi in una sorta di crociata contro il “male assoluto”. E l’Abbazia di Montecassino già aveva pagato questa supponenza. Atrocemente. E in questo scenario si registrò un secondo attacco contro il Vaticano, quello del 1° Marzo 1944, per l’appunto.

Un attacco del quale si parla poco, perché mentre per il primo gli antifascisti hanno sollevato un fitto muro di falsità, arrivando ad incolpare addirittura Roberto Farinacci e l’ANR, per il secondo si è avuta meno fantasia e, sapendo che sparare stupidaggini a ripetizione è comunque rischioso, hanno sorvolato di parlarne. Anche se qualcuno non ha avuto timore di individuare con certezza la nazionalità dell’aereo: era italiano, della Repubblica Sociale Italiana! Un aereo che quella sera del 1° Marzo si divertiva a fare acrobazie per i cieli di Roma e finì per schiantarsi su un’abitazione uccidendo – ovviamente! – una povera donna. E come nei più classici film di fantascienza, l’aereo e il pilota vennero frettolosamente fatti sparire dalle Autorità governative, come l’UFO che cadde su Roswell nel 1947!

Siamo alle allucinazioni. In realtà, l’aereo era angloamericano e il morto un povero operaio, Pietro Piergiovanni. Uno delle migliaia attribuiti ai “liberatori” e, solo per questo, da dimenticare. Subito.

Il giorno successivo il Papa condannò l’insano gesto e, per tutta risposta, gli Angloamericani, il 3 Marzo 1944, si accanirono contro i quartieri popolari dell’Urbe in un bombardamento che merita di essere ricordato perché si tratta della prima incursione in cui venne fatto uso del napalm, armi chimiche vietate dalle convenzioni internazionali di guerra.

Pietro Cappellari


PIetro Cappellari

Laurea in Scienze Politiche, Master in Relazioni Internazionali, successiva Laurea Magistrale in Storia e Società, Coordinatore del Gruppo Ricerche Storiche Fondazione RSI. Autore di numerosi articoli di storia, di pubblicazioni scientifiche sul '900 Italiano, nonché vincitore di vari premi letterari e scientifici.

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