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C.I.L.A. – nasce una nuova Confederazione a sostegno delle PMI, Professionisti e Lavoratori Autonomi

“C.I.L.A.” CONFEDERAZIONE ITALIANA LAVORATORI AUTONOMI IN CAMPO, A FIANCO DELLA CREATIVITA’, IMPRENDITORIALITA’ e PROFESSIONALITA’ DEL LAVORO AUTONOMO 

Mercoledì 22 dicembre 2021 – giorno del Solstizio d’Inverno, A.D. 2021 e ab Urbe condita 2774 – a Roma è stata costituita la C.I.L.A. – CONFEDERAZIONE ITALIANA LAVORATORI AUTONOMI, con atto stipulato a rogito del Notaio De Paola.
Tra i Firmatari dell’atto costitutivo risultano essere: l’Ing. Giancarlo Carlone, la Dr.ssa Raffaella Casalino ed il Dr. Claudio Cecchetti, rispettivamente come Presidente, Vicepresidente e Tesoriere.

La Confederazione C.I.L.A.  – Associazione senza scopo di lucro – è sorta con le finalità, gli obiettivi e gli scopi di promuovere lo sviluppo del “Sistema Imprese” attraverso azioni di rete per rafforzare le capacità operative ed organizzative delle imprese associate negli ambiti attinenti le proprie  specifiche attività.

La pandemia   ha messo a dura prova l’economia italiana e la situazione lavorativa di milioni di persone. Ci sono dei settori e delle professioni che, a causa di aspetti specifici e strutturali, hanno oggettivamente risentito più di altri della crisi in atto. Prime tra tutti, le partite Iva: in Italia, infatti, gli autonomi hanno visto negli ultimi anni un calo del loro lavoro o, quantomeno, un aggravarsi dell’instabilità del loro settore.

Vediamo i numeri: oltre 300mila partite Iva sono letteralmente scomparse nell’era Covid. Dal febbraio 2020, mese pre-pandemia, allo scorso agosto, il numero complessivo dei lavoratori indipendenti è sceso di 302 mila unità (-5,8%).  Lo rileva l’Ufficio studi della CGIA. Nello stesso periodo, invece, i lavoratori dipendenti sono diminuiti di 89mila (-0,5%).

Se, in termini assoluti, i primi sono scesi sotto la soglia dei 5 milioni (precisamente 4.936.000), i secondi hanno toccato quota 17.847.000. Un’analisi che ben racconta e testimonia come il Covid abbia messo a dura prova sì il mondo del lavoro italiano, ma in particolar modo il popolo delle partite Iva.

L’Italia, è tra i Paesi con più lavoratori autonomi in Europa considerando un aspetto importante: sempre più lavoratori, durante l’arco della propria carriera, svolgono e svolgeranno più lavori anche con diverse forme contrattuali. Per questo non è facile effettuare un’analisi valida nel tempo. Le informazioni oggi messe a disposizione da parte dell’Agenzia delle entrate e dell’Istat permettono però di fotografare alcuni trend utili per provare a tracciare un futuro ancora incerto.

Certamente, il settore non è statico, ma vive un’intensa trasformazione al passo con i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni in ottica di digitale, green e globalizzazione dei mercati. Software avanzati e intelligenza artificiale machine learning avranno sempre più un effetto dirompente anche sui servizi professionali.

Si andrà sempre di più verso l’esigenza di ridisegnare la libera professione già nella fase di formazione del futuro professionista e nell’attività di aggiornamento dello stesso.

La C.I.L.A., intende dar  voce ad un popolo di lavoratori non tutelati contrattualmente da nessuno. Molto spesso, hanno come unica fonte di reddito il proprio lavoro che viene considerato come ad un lavoro subalterno. Per questo motivo è nata la necessità di Tutelare in modo ampio tutta la categoria delle Partite IVA.

La C.I.L.A intende rappresentarla per costruire insieme un’identità forte, capace di affermare i propri diritti.

 La C.I.L.A intende difendere questi lavoratori che, molto spesso, vivono sotto la soglia di povertà, senza ferie o permessi pagati, senza il diritto di potersi ammalare. Un popolo di imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi precari, inascoltati e senza alcun diritto.

 Il Presidente della Nuova confederazione “ CILA “, ing. Giancarlo CARLONE,  afferma che: “Le sfide che stanno interessando il settore degli autonomi sono molteplici, ma non è detto che sia impossibile affrontarle e, soprattutto, vincerle”.

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