domenica, 20 Ottobre 2019

Da Cassibile a Roma …. la “storia” si ripete?

Firmato un nuovo Armistizio?

Qualcuno, forse un po’ faziosamente, afferma: «L’Italia ha firmato un nuovo armistizio».  
La situazione è molto confusa ed i pareri sono molto discordi. C’è anche chi controbatte: «Come si fa a parlare di armistizio se non c’è alcuna guerra in corso?» 
In verità, in questo momento, non c’è alcuna guerra in corso ma, nel terzo millennio, di quale guerra parliamo? È ancora quella con la fanteria, i carri armati, le fortezze volanti o piuttosto è una guerra con l’utilizzo di droni?

È necessario consegnare la dichiarazione di guerra, richiamare il proprio ambasciatore e varcare i confini o, visti i mezzi messi a disposizione dalla nuova tecnologia, è sufficiente inviare un twit (o tweet) o mandare in onda una diretta Facebook?

Poi, siamo in estate. Il momento è particolare. Nel nostro Paese, ad esempio, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, è successo e succede di tutto. Lo stivale si bagna nel mare nostrum, chilometri e chilometri di bagnasciuga e isole grandi e piccole, tutti abbandonano le città per il mare. Si chiudono le fabbriche, i palazzi si svuotano, in quelli del potere, dopo la cerimonia del ventaglio, le porte vengono sprangate e va via anche il presidio d’onore delle forze armate.

In questi giorni, è successo che, un ministro sovranista, della “Padania”, in spiaggia, con una diretta Facebook, ha tentato un colpo di stato, voleva mandare a casa il capo del governo e prendere il suo posto. A Roma ha mandato le sue forze mentre gli altri erano lontani, preso il potere avrebbe iniziato la sua battaglia contro la Germania e la Francia, paladine dell’austerità e contrarie alla  flat tax.

Il colpo di stato è fallito. Il capo del governo ha richiamato immediatamente i suoi, c’è stata una dura lotta, decisivo è stato l’aiuto disinteressato (?) di un nuovo alleato. 
Il 5 settembre il capo del governo ha firmato l’accordo con il nuovo alleato e il ministro golpista è stato cacciato e mandato in “Padania”. La firma dell’accordo ha fatto il giro del mondo, al capo del governo sono giunte le felicitazioni da parte di molti capi di stato, tra i primi uno yankee di origine tedesca, sovranista, un po’ sovrappeso e con dei capelli “blorange”, una tinta tra il biondo e l’arancio.

Il giorno dopo, un quotidiano romano, a larga diffusione, in prima pagina, con un titolo su tutte le colonne ha scritto:Un governo per fare pace, è una capitolazione? C’è una novità, il capo del governo, dopo la firma dell’accordo, ha immediatamente inviato in Europa, un esponente di una nobile famiglia romana, persona molto “gentile” nei modi, a prendere contatti con una certa signora Ursula Gertrud Von der Leyen di origine tedesca.

L’incontro è durato circa un’ora, non c’è stato un comunicato stampa, la foto diffusa li ritrae mentre guardano una foto d’epoca, quella scattata a Roma, in Campidoglio, nella sala degli Orazi e Curiazi del Palazzo dei Conservatori, il 25 marzo 1957, allora, in Europa, c’erano tanti sogni, la signora era ancora nel mondo dei sogni, doveva ancora nascere e l’italiano aveva poco più di due anni.

In alcune regioni del nord, nella notte tra il 5 ed il 6 settembre, sono stati affissi molti manifesti che ritraggono il capo del governo mentre firma l’accordo con sovrapposta la scritta TRADIMENTO in rosso. Le forze dell’ordine hanno prontamente rimosso i manifesti, ma qualcuno, anche se un po’ strappato, è ancora visibile.

I governatori del nord sono tutti mobilitati per impedire l’arrivo in Italia di francesi e tedeschi, si sono ripartiti i compiti. A Lione ci sarà l’incontro con la signora Marine Le Pen, si prenderanno contatti con la Catalogna per arrivare all’autonomia, in Austria si parlerà con il primo ministro per evitare che stranieri entrino in Italia, ancora una volta, passando da quel confine.

Il giorno 9 settembre, il capo del governo ha spiegato agli italiani i termini dell’accordo, i sovranisti sono scesi in piazza, di fronte a Palazzo Montecitorio, con il tricolore, verde, bianco e rosso, senza simboli, con i tre colori che accomunano tutti gli italiani. Hanno partecipato alcune migliaia di persone, qualcuno ha parlato di circa 30 mila, la Questura non ha fornito cifre a riguardo.

Non ci sono stati incidenti, la polizia è intervenuta in assetto antisommossa, sono state bloccate alcune strade e ai manifestanti non è stato concesso di superare gli sbarramenti, la situazione è stata molto tesa, ma non è sfuggita di mano agli organizzatori e non ci sono state cariche da parte delle forze dell’ordine. 
E’ auspicabile che l’Italia non si divida nuovamente tra nord e sud, tra chi vuole la pace e chi vuole la guerra. Certe divisioni creano delle ferite profonde nelle popolazioni delle due parti, che durano per anni ed è difficile che si possano cicatrizzare.

Alessandro Ricci

Note a Margine – E’ comunque interessante evidenziare come la presentazione del “nuovo governo di pace” e la sua prima fiducia ottenuta alla camera dei deputati  abbia coinciso con la data del 9 settembre, cioè quella successiva all’ 8 Settembre, la data dell’ Armistizio, del Tradimento e della Vergogna. 
 …..Quindi un anniversario degno di essere festeggiato da Conte, Di Maio e Zingaretti, i tre nipotini di un certo Pietro Badoglio, ben noto anche per la disfatta di Caporetto. (G.M.) 

 

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