Daniel Pennac in un viaggio nella scuola

Diario di scuola è un libro che tutti dovrebbero leggere. Soprattutto gli alunni che credono di essere senza speranza e quegli insegnanti che credono davvero nel loro mestiere, che può essere il più bello del mondo.

“Il mal di grammatica si cura con la grammatica, gli errori di ortografia con l’esercizio dell’ortografia, la paura di leggere con la lettura, quella di non capire con l’immersione nel testo, e l’abitudine a non riflettere con il pacato sostegno di una ragione strettamente limitata all’oggetto che ci riguarda, qui e ora, in questa classe, durante quest’ora di lezione, fintanto che ci siamo”.

Ciò che l’autore fa in “Diario di scuola” è mescolare ricordi autobiografici di quando anch’egli era tra i somari al presente da insegnante. Riporta anche riflessioni sulla pedagogia, sulle cose da migliorare negli istituti scolastici. Si sofferma sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla società di ieri e di oggi. Ma soprattutto lancia un messaggio molto rilevante: nessuno deve essere lasciato solo. Nessuno deve essere abbandonato perché c’è sempre qualcosa che ognuno sa fare e che gli piace fare. Nel suo caso furono quattro insegnanti a cambiarli la vita. Si sono approcciati a lui in modo diverso, basando il loro insegnamento sull’alunno e non sulle materie. Anche per questo Daniel Pennac racconta di quanto ancora oggi lui stesso non smetta mai di imparare.

Il testo è in continuo movimento tra riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti. E da ampio spazio alla nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica. L’amore per la cultura, per il proprio mestiere, per gli alunni. Con l’amore si raggiunge la gioia di vederli vincere, trionfare sulle loro paure, ansie, vederli superare gli ostacoli che li fanno sentire negati in certe materie, indegni.

“Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. Il problema è che vogliono farci credere che nel Mondo contino solo i primi violini”.

Daniel Pennac, nato a Casablanca nel 1944, già insegnante di lettere in un liceo parigino, dopo un’infanzia vissuta in giro per il Mondo, tra Africa, Europa e Asia, si è definitivamente stabilito a Parigi. Quando comincia a scrivere scopre una particolare propensione per storie comiche, surreali ma ben radicate nelle contraddizioni del nostro tempo. Ha raggiunto il successo dopo i quarant’anni con la serie di Belleville, i romanzi editi in Italia da Feltrinelli tra il 1991 e il 1995 (Il paradiso degli orchiLa fata carabinaLa prosivendolaSignor Malaussène e La passione secondo Thérèse, oltre a Ultime notizie dalla famiglia), incentrati sul personaggio di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, e relativa famiglia. Nel 2017 è uscito l’ultimo libro della serie: Il caso Malaussène. Mi hanno mentito.

Sempre per Feltrinelli sono usciti: il saggio sulla lettura Come un romanzo (1993), il romanzo Signori bambini (1998), la storia a fumetti Gli esuberati (2000, con disegni di Jacques Tardi), il romanzo Ecco la storia (2003), il monologo Grazie (2004), la rielaborazione L’avventura teatrale. Le mie italiane (2007), il racconto La lunga notte del dottor Galvan (2005), i romanzi Diario di scuola (2008; Audiolibri “Emons-Feltrinelli”, 2011) e Storia di un corpo (2012; nuova edizione accresciuta, con illustrazioni di Manu Larcenet, 2014), nella collana Feltrinelli “Kids”, Ernest e Celestine (2013; nuova edizione con le illustrazioni di Benjamin Renner: 2019) e, nella collana “Feltrinelli Comics”, Un amore esemplare (2018; con Florence Cestac).

Pennac ha vinto il Premio internazionale Grinzane Cavour “Una vita per la letteratura” nel 2002. Il Premio Chiara alla carriera 2015 ed è stato insignito nel 2005 della Legion d’onore per le arti e la letteratura. Feltrinelli ha inoltre pubblicato L’amico scrittore (2015), una conversazione di Daniel Pennac con Fabio Gambaro.

Giorgia Iacuele

Daniel Pennac, Diario di scuola, libro, Recensione

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