martedì, 15 Ottobre 2019

Farefuturo: Evento sull’accordo
“la Via della Seta”

CINA:  Non scherzare con le armi cariche!

Mercoledì 20 marzo, nella Sala della Lupa, a Montecitorio, Farefuturo ha accolto esperti e visitatori per esporre i rischi e i vantaggi previsti nell’accordo da ratificare fra l’Italia e la Cina, la Via della Seta, proposto dal M-5S. L’interesse destato da questo tema ha raccolto numerose persone alle quali i Relatori hanno via via illustrato i molteplici lati che si evidenziano trattando l’argomento.

L’incontro è stato promosso dalla Fondazione Farefuturo presieduta da Adolfo Urso – che ha introdotto e anche commentato varie volte le voci degli esperti – con la Fondazione New Direction. L’auditorio è stato letteralmente calamitato da Giulio Terzi di Sant’Agata – già Ambasciatore e Ministro degli Esteri di una Legislatura trascorsa – che, con precisione assoluta e dovizia di particolari, ha rilevato come l’accordo con il gigante economico orientale potrebbe consentire la cessione delle “nostre chiavi” d’Italia ad una Nazione assolutistica e dalla mentalità particolare, mirante ad incatenare le menti e le volontà dei sudditi già in essere e di quelli probabili.

Adolfo Urso ha illustrato le già esistenti varie collaborazioni fra Italia e Cina – pur se scarsamente incisive – nonché la doverosa necessità di evitare ulteriori acquisizioni nelle infrastrutture e nella cibernetica, ove i cinesi e Huawei possono facilmente aggredire nuclei vitali di altre Nazioni, che verrebbero totalmente guidate dalla rigida esperienza e volontà impositiva degli orientali, giungendo a incastrare in una sorta di griglia perfino i più minuti comportamenti di ogni singolo individuo.

Per avvalorare queste opinioni, è intervenuta Helena Legarde, esperta spagnola, per sottolineare con slide e disegni l’andamento economico dei due continenti e l’avanzata lenta ma decisa della Cina nei mercati mondiali, soprattutto in fasi di crisi o incertezza economica e politica. Ha altresì precisato che le innovazioni e le tecnologie sarebbero “duali”, vale a dire sia civili che militari, dunque con un reale rischio per l’ Italia e l’Europa. Infatti, con piani organizzati, la Cina è in grado di stabilire minuziosamente tutti i processi per consolidare lentamente una maggior penetrazione nell’assetto economico e informatico degli Stati, essendo una assoluta potenza economica mondiale ed assolutamente lontana dal rispetto per la vita umana, come ribadito dal filosofo Corrado Ocone e come dimostrato  dalla situazione degli Uiguri, milioni di uomini in “campi di lavoro”. Il filosofo – dopo aver citato Giambattista Vico: “la natura delle cose è nel loro nascimento” – si è poi soffermato sulla storia e la mentalità cinese, impermeabile al Cristianesimo (accettato solo superficialmente), ben lontana dal concetto di individuo e libertà personale.

E’ ancora Adolfo Urso a raccomandare all’Italia di operare sia le verifiche opportune ed approfondite sulla sicurezza, sia i necessari screening per individuare i vari retroscena non chiari, data una certa mancanza di lealtà nel rispettare i trattati da parte cinese. Al riguardo Urso ha ricordato alcuni episodi personali quando era Ministro del Commercio con l’Estero, rivelando che lo Stato Cinese, quasi un impero di tipo marxista con caratteristiche particolarmente predatorie nei confronti del mondo (soprattutto nei settori strategici), è guidato “solo” dal Presidente Xi Jinping.

Andrea Margelletti – Presidente del Ce.SI, sottolinea la prevalenza dei rischi sui vantaggi per questo “Regolamento” che esautorerebbe di fatto il management per tutte le Aziende, sostituendo ad esso le sue procedure. Con riferimento alla robotica nelle acquisizioni di talenti, Margelletti precisa che ogni programma europeo potrebbe essere minato dall’esito di queste proposte od accordi, con la necessità di rimodulare tutto, con attenzione particolare al GPS, per impedire, vista la dualità d’uso, che i cinesi possano potenziare le eccellenze acquisite in forma militare.

Con ricchezza di riferimenti interviene quindi Alessia Amighini, Docente di Economia che – oltre al plauso per la costruzione della stazione di Shanghai (eseguita dalla collaborazione fra Italia e Cina) – fa notare come le menti cinesi si compiacciano di tenere sempre invariato il controllo sugli individui e nelle loro relazioni, giustificando di fatto l’azione da “Grande Fratello” di George Orwell, decisamente rigida e lontana da sentimenti creativi, artistici, umani. E’ possibile apprezzare un futuro come questo?…. 

Giorgio Ceschio – dopo aver posto l’attenzione sia sull’aspetto militare delle iniziative, sia sui conseguenti effetti – ritiene doveroso incitare Italia ed Europa a frenare e controllare una volontà invasiva, potenzialmente pericolosa, consigliando accordi con altri Stati per prevenire una scomoda ingerenza nel mondo. Con un‘affermazione sulla Cina: “non sappiamo bene cos’è bene e cos’è male per questo paese” (che, sinceramente, potrebbe anche spaventare), si conclude l’intervento di questa prestigiosa firma di Limes.

Giovanni Battista Fazzalari, di Fratelli d’Italia, sostiene la necessità di controllare le infrastrutture, lamentando come l’Europa non faccia nulla per contrastare l’egemonia della Cina, che spesso opera in concorrenza sleale – in particolare verso l’Italia – che  dovrebbe difendere i propri marchi e proibirne l’acquisto. Non prevede nulla di buono dalla “Via della Seta” per l’Italia, visto che già la Francia detiene la gestione dell’acqua, di Internet, di Telecom e di altre industrie italiane. Sarebbe un nulla per la Cina approfittarsene, sostiene, visto che già ha la signoria di importanti porti, anche in Francia, come quello di Marsiglia.”Purtroppo – mormora qualcuno del pubblico – l’Italia è qua e là stata venduta dai precedenti governi a grandi Nazioni”. Tristezza ma anche molte reazioni risentite dopo tutte queste esposizioni confortate anche da dati economici e statistici, con l’invito che il commercio sia equo e libero e ciò sia stabilito nel programma WTO.

A concludere questo evento impegnativo è Giulio Terzi di Sant’Agata, che raccomanda di non “desovranizzarci” com’è avvenuto nel sinistro Trattato di Osimo; non ritiene né prudente, né fruttuoso “buttarci oltre nei negoziati, come sotto dettatura, senza capire le contro-argomentazioni ottimamente fornite.” A suo giudizio, pertanto, l’Europa deve essere più vigile e controllare ogni sorta di rapporto con la Cina, dal finanziario al cybernetico, alla intelligenza artificiale. Terzi, infatti, è persuaso che la Cina voglia il dominio tramite il rastrellamento di dati per scegliere come muoversi, e consiglia di operare partneriati con Stati Uniti e Russia per evitare una ferrea egemonia a firma Cinese, già ben espressa nei programmi dei vari istituti Confucio, diretti da Pechino. E’ comprensibilmente contrario alla firma di questo accordo “Via della Seta”, che, dopo quanto esposto da lui e da tutti, trova il diniego di ogni partecipante, relatore e no. Cosa bisogna fare, per l’Italia: pregare i santi, gli angeli? Forse, ma soprattutto sentirsi figli d’Italia, amare questa unica Nazione e difenderla sempre, con pertinacia, con tutta l’abilità, la forza, e l’intelligenza possibili.

Marilù Giannone

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