Federalberghi, l’assurdo normativo delle nuove regole di viaggio

Rimandiamo al comunicato stampa pervenutoci da Federalberghi 

Turismo, crisi città d’arte e nuove regole di viaggio: Federalberghi Roma fa proprio l’appello al Governo dell’Assessore al Turismo di Roma Capitale Alessandro Onorato perché sostenga il tessuto economico e turistico della città, e denuncia “l’assurdo normativo” in base al quale dal 1° febbraio si entra in Italia dall’UE ed altri paesi con il Green Pass base ma per dormire in hotel resta l’obbligo del Super.

Federalberghi Roma sostiene con forza l’appello rivolto al Governo dall’Assessore al Turismo di Roma Capitale Alessandro Onorato perché sostenga il tessuto economico e turistico della Capitale, denunciando altresì l’incomprensibile dissonanza delle norme attualmente in vigore che dal 1° febbraio eliminano l’obbligo di Super Green Pass per entrare in Italia dai Paesi UE e diversi altri, ma lo mantengono per soggiornare nei nostri hotel e per avere accesso a quasi tutti i servizi legati alla filiera turistica (treni, ristoranti, musei, ecc.). Un evidente disallineamento normativo che penalizza irrazionalmente la ricettività ufficiale rischiando di favorire il sommerso. 

Per l’associazione più rappresentativa del comparto alberghiero romano è vitale che il grido dall’allarme dell’Assessore Onorato all’Esecutivo non sia ignorato, mentre ora la domanda da porsi è dove dormiranno tutti gli europei privi di Super Green Pass in arrivo in città e nel Paese da domani, 1° febbraio.  Secondo il Presidente Giuseppe Roscioli: “Se non si metterà subito rimedio alla distonia di disposizioni ad avvantaggiarsi sarà il Far West delle strutture ricettive che operano fuori dalle regole, la cosiddetta “shadow economy” composta da migliaia di alloggi fantasma che esercitano attività ricettiva eludendo sostanzialmente le leggi e che la nostra categoria denuncia da anni. Ci auguriamo che sia una semplice dimenticanza, non possiamo e non vogliamo credere che il Governo voglia deliberatamente affossare un settore già allo stremo, con centinaia di alberghi chiusi da quasi due anni e che storicamente concorre ad alimentare il Pil nazionale in misura pari al 13%, favorendo le economie turistiche di altri Paesi. Il sostegno reale alle imprese turistiche ed ai lavoratori che operano al loro interno, nei confronti dei quali sono state recentemente avviate numerose procedure di licenziamento, richiede uno sforzo maggiore da parte del Governo e soprattutto coerenza nelle disposizioni”.

“In tempi di Covid abbiamo sempre compreso e naturalmente rispettato ogni norma basata su un assunto razionale,” aggiunge Roscioli. “Anche quando, come spesso avvenuto, non andava nel senso da noi auspicato, ma di fronte a un disallineamento di disposizioni di tale rilevanza non possiamo non sottolineare il problema. In un momento tragico anche per l’occupazione, in cui a causa della non accettazione dell’Ema dei loro vaccini il settore rinuncia già a 5 milioni di potenziali turisti provenienti da Sud Est asiatico, Sudamerica e Russia – tali erano secondo i nostri dati i numeri complessivi di arrivi da tali aree nel 2019 – non possiamo permetterci che altre disposizioni danneggino la già fragilissima economia del turismo capitolino e nazionale. Come sottolineato da Onorato, abbiamo invece al più presto bisogno di aiuto da parte del Governo.”

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