Givenchy: il debutto di Matthew M. Williams

Disegnare denim normalmente non sembrerebbe il modo più adatto per diventare lo stilista di una delle grandi case di moda francesi, ma è proprio questo il percorso di carriera di Matthew M. Williams, un americano a Parigi che domenica ha mostrato la sua collezione d’esordio per la maison Givenchy.

 

Alla fine quella di Williams si è rivelata una preparazione perfetta per questo suo nuovo ruolo. La sua collezione di debutto è perversamente elegante, realizzata in materiali inaspettati e con un’abbondante dose del glam elegante che caratterizzava lo stile di Hubert de Givenchy.

Da qui la presenza di jeans rosa con tessuto denim cotto tre volte o di jeans craquelé color cocomero ricoperti di resine lavabili in lavatrice. Il tutto accompagnato da una sartorialità elegante e sapiente.

Voglio realizzare abiti che amo davvero, rispettando i codici della maison e allo stesso tempo creando qualcosa di moderno, eccitante e inclusivo”, ha detto Williams, che ha cominciato a lavorare per la casa di moda negli ultimi 90 giorni.
 
Nato a Chicago, ma cresciuto in California, Williams è il sesto successore di de Givenchy, da quando Hubert si è ritirato nel 1995. Williams ha attirato l’attenzione su di sé a Parigi tre anni fa, con un’audace collezione street futurista per la sua etichetta, 1017 Alyx 9SM, allestita all’interno di un cantiere vuoto nella parte orientale di Parigi.
 
L’americano ha chiaramente una fertile immaginazione. Ha mostrato uno splendido cappotto bianco argenteo, tagliato non con un colletto, ma con enormi risvolti, e tenuto insieme con una cinghia sportiva alle clavicole, realizzato in organza ricoperta di seta tagliata al laser.
 

E sa anche prendersi molti rischi – come nei tubini trasparenti spolverati di fiocchi di neve fatti di cristallo o metallo, o nei mini poncho in pelle di serpente, per le donne. Invece, il suo abbigliamento maschile aveva un aspetto raffinato, ma con un feeling industriale, caratterizzato da molte cinture articolate con grandi fibbie.
 
Come l’eredità di Givenchy, la visione di Williams del DNA della casa francese è piuttosto composita.
 
“È questa idea di giocare con gli estremi. Hubert prenderebbe il tessuto ricamato e ricco più opulento per poi lavorare con qualcosa che sia abbastanza poco costoso. È stato anche la prima persona dell’alta moda a dedicarsi all’upcycling – come prendere un tessuto da Schiaparelli, dove lavorava, e farlo funzionare per lui in un altro contesto”, ha detto Williams, un 34enne padre di tre figli, attualmente con i capelli tenuti corti da sportivo e tinti di bianco.
 
L’altra grande novità è stata una brillante serie di calzature – in particolare il mocassino da viaggio “Trip-toe”, così chiamato dai cinturini a tripla punta, che è stato completato con tacchi rinforzati in acciaio, usati per la prima volta da Alexander McQueen, il secondo successore di Hubert. Anche le décolleté a punta venivano decorate con ganci argentati, mentre i ragazzi indossavano dei grintosi sandali da guerriero con spesse suole di gomma.
 
Williams ha scelto di non girare un video, ma ha mostrato un lookbook d’effetto, scattato da Heji Shin, fotografo tedesco-coreano che vive a New York, le cui immagini sono state esposte su enormi pannelli luminosi all’interno del grande showroom della casa di moda in Avenue Montaigne 2. Le immagini di Shin sembravano particolarmente adatte alla visione di Williams per Givenchy: grafica, sicura di sé, tagliente e tuttavia intima.
 

Givenchy, ricordiamolo, sarà sempre famoso soprattutto per aver vestito Audrey Hepburn quando interpretava la parte di Holly Golightly in Colazione da Tiffany. A prima vista, questa collezione sembrava molto lontana dall’iconico abitino nero di quel classico film. Eppure, se quella ragazza di una piccola città del sud che si trasformò in party girl fosse viva oggi, sospettiamo che adorerebbe profondamente questa collezione.

 

di  via FashionNetwork.com 

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