lunedì, 18 Novembre 2019

I controlli di sicurezza sui passeggeri a mobilità ridotta

L’IMPORTANZA DELL’ASSISTENZA delle G.P.G”

  PER LA  SICUREZZA SUI PASSEGGERI A MOBILITA’ RIDOTTA (PRM)

 A cura di FABIO PIRINA (G.P.G. Coopservice)  – Formatore per l’assistenza aeroportuale  e di  LEANDRO ABEILLEDocente

Sono considerati passeggeri a mobilità ridotta tutte quelle persone con deficit motori o sensoriali, con disturbi psichici e relazionali,con problemi di cuore o respiratori e coloro che si trovano in una condizione permanente di disabilità. Inoltre, occorre aggiungere le persone che si trovano in una condizione di diversa abilità, come le persone anziane e quelle con una momentanea disabilità, come le donne incinte e i malati o traumatizzati non permanenti.

Nessuno di questi passeggeri deve sentirsi ostacolato nel suo passaggio in aeroporto. E’ l’articolo 16 della costituzione italiana a ricordarlo: “ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza... Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge”. Il “liberamente” della Costituzione non deve essere interpretato solo relativamente alle restrizioni tipiche dei regimi dittatoriali ma anche a quelle barriere architettoniche che impediscono questo diritto ai cittadini che, per le più svariate cause, non possiedono una mobilità completa.

Viaggiare è un diritto fondamentale che non può essere limitato da nessuna disabilità, a questo propositoil Regolamento Europeo n. 1107/2006 si fonda sul principio che nel trasporto aereo, come negli altri aspetti della vita, le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini alla libera circolazione, alla libertà di scelta e alla non discriminazione. La costituzione e le regolamenti europei stilati fino ad oggi, pur nella cornice non discriminatoria citata, richiamano al concetto di “sicurezza”. In aeroporto, come è noto, i controlli di sicurezza sono effettuati dalle G.P.G. (Guardie Particolari Giurate) e consistono nel controllo dei passeggeri, dei loro bagagli a mano e da stiva, delle merci, dei varchi per l’accesso dello staff aeroportuale e di tutto quanto, previsto dalla vigente normativa in materia di security, possa facilitare o implementare la sicurezza.

Non c’è da dimenticare che dopo l’11 settembre, il sistema aeroportuale si è dovuto dotare di nuove e più stringenti misure di sicurezza, che sono volte a prevenire atti di interferenze illecite negli aeroporti italiani. Per “interferenza illecita” s’intende, che nessuno deve avere la possibilità di mettere una bomba o sequestrare un aereo, sia che sia un passeggero normodotato che a mobilità ridotta. La sicurezza non discrimina si applica a chiunque.

 

Sicurezza ed assistenza: non necessariamente agli antipodi.

I passeggeri PRM non sono esenti dai controlli di sicurezza, ma su di loro si applicano speciali procedure. Il controllo deve essere effettuato tenendo conto della natura della disabilità, devono essere informati sulle modalità di controllo a cui saranno sottoposti e deve essere offerta loro la possibilità di scegliere un controllo più riservato all’interno di una postazione remota che ne garantisce la necessaria privacy.

imagesIn caso si utilizzino carrozzine, ausili a mano come bastoni o stampelle ed altri aiuti alla mobilità, questi ultimi devono essere sottoposti a controllo radiogeno (ed eventualmente a con rilevatore di tracce d’esplosivo) previsto per il bagaglio a mano. La G.P.G. ha il principale compito di assicurare che nessun oggetto proibito entri nella zona sterile dell’aeroporto, ma questo non vuol dire che, grazie alla sua professionalità e ad un pizzico di empatia, non possa fornire una buona assistenza ai passeggeri.

Se è vero che la gentilezza, l’empatia, l’attenzione verso il prossimo non sono obblighi giuridici, è pur vero che fanno parte del necessario bagaglio professionale delle Guardie Giurate, troppo spesso dimenticando che un buon controllo di sicurezza è quello che, pur assicurando la certezza che nessun oggetto proibito entri in area sterile, non è percepito dal passeggero come sgradevole ed invasivo. Un passeggero sicuro e trattato con gentilezza, avrà un buon ricordo di quell’aeroporto e possibilmente ci viaggerà ancora, assicurando la sopravvivenza economica dell’operatività dello scalo aereo e di tutto il suo indotto. Vigilanza compresa.

Considerando le specifiche necessità dei passeggeri a mobilità ridotta, è necessario ricordare che:

  • La guardia giurata dovrà valutare, con attenzione, il passeggero ed in base alle specifiche esigenze di quest’ultimo, legate alla disabilità, nonché al grado di autonomia, assumere un atteggiamento legato all’agevolazione del processo (empatia, disponibilità e cortesia), utilizzando un linguaggio chiaro e semplice, anticipando ogni movimento con la spiegazione delle procedure di controllo che si stanno ponendo in essere.
  • Nella maggior parte dei casi è meglio rivolgersi al passeggero e non al suo accompagnatore; ciò rappresenta un importante atteggiamento di rispetto per la persona e mette a proprio agio le persone, confermando appunto l’autodeterminazione e la capacità gestionale del passeggero in questione.
  • Nel caso di disabilità motorie con l’utilizzodella carrozzina, accertarsi sempre se il passeggero possa alzarsi, se utilizzi bastoni o stampelle come sostegno echiedere se possono farne a meno durante il controllo. Nulla vieta di sedersi per un attimo e permettere cosi di comunicare dalla stessa altezza (come si dovrebbe fare con i bambini).
  • La persona ipovedente, non è in grado di cogliere le informazioni contenute in cartelli, video e non è in grado di leggere le espressioni del vostro volto o cogliere i gesti, quindi bisogna farsi comprendere principalmente mediante l’utilizzo delle parole che presentino la giusta connotazione paraverbale (toni, volume etc.), nel presentarvi alla persona richiamate la sua attenzione chiamandola per nome, oppure toccandola leggermente sul braccio, avvertendola se vi allontanate o se siete tornati.Se la persona chiede di essere guidata, offritele il vostro braccio e procedete con lui.Per descrivere la posizione di oggetti, fatelo dando riferimenti spazialiin relazione alla posizione della persona stessa, se accompagnata da un cane guida anche l’animale dovrà avere accesso a tutti gli spazi.
  • Nel caso di una persona sorda, essa non può sapere se avete iniziato a parlare, a meno che non vi stia guardando, ponetevi sempre di fronte in modo che possa leggervi il labiale per capire. Se occorre attirare l’attenzione della persona, è consigliabile farlo con un movimento della mano (non sbracciatevi!) o richiamate l’attenzione, con un lieve tocco al braccio o alla spalla, così potrete parlare una volta ottenuta l’attenzione. Non alzate troppo il tono della voce, perché involontariamente distorcete i muscoli del volto rendendo la lettura delle labbra più difficoltosa per il passeggero. E’ meglio non parlare né troppo in fretta, né troppo lentamente e non esagerate con i movimenti della bocca, usate le espressioni del viso e i gesti, ma fate attenzione a non porre le mani davanti alla vostra bocca altrimenti impedirete la lettura del labiale al passeggero. Sarebbe utile fare attenzione, a non usare termini in dialetto, né parole troppo complesse o simili tra loro nella pronuncia, perché possono creare confusione all’interlocutore, usate frasi brevi e siate pronti a ripetere ciò che avete detto o a scriverlo. Se non riuscite a farvi capire al primo tentativo, provate a ripetere più lentamente la frase, magari sostituendo alcuni termini con dei sinonimi. Accompagnate le frasi con alcuni gesti, magari indicando l’oggetto di cui state parlando. Le persone anziane, spesso non dicono di avere problemi di udito e anche se non hanno capito non chiedono di ripetere, è quindi necessario accertarsi, sia nel caso di una persona sorda o con problemi di udito, che abbiano effettivamente compreso quanto è stato loro detto.
  • Con i passeggeri con difficoltà di parola, tentate di instaurare un rapporto basato su frasi brevi e di più facile comprensione, non abbiate timori nel chiedere di ripetere ciò che vi dice, ripetete la frase sentita e chiedete conferma, non date segni di insofferenza perché chi vi parla sa perfettamente che non è facile comprenderlo. Ponete (preferibilmente) domande in modo che vi possano rispondere con si o no.
  • Con persone con disabilità intellettive è relazionali è utile da parte della g.p.g., una maggiore disponibilità e più tempo da dedicare al passeggero, se vi sono problemi di comunicazione, come difficoltà di linguaggio o di ascolto, si consiglia di essere più pazienti nell’ascoltare o nel ripetere i messaggi, magari utilizzando parole diverse, usare frasi semplici e brevi, magari abbinate a immagini che siano significative del messaggio.È importante, comunicare con una persona con ritardo mentale, in modo semplice ma non con termini “infantili”, quindi curare in modo particolare la comprensibilità delle informazionie delle indicazioni,semplificandole quanto più possibile anche con l’aiuto dell’accompagnatore.Spesso queste persone, hanno una maggiore sensibilità nel percepire situazioni di disagio, di stress o di panico, quindi è importante assumere un atteggiamento, disponibile ed illustrare brevemente che cosa è previsto durante il controllo,per non lasciare margine ad incertezze o disorientamento.
  • Per i passeggeri con disturbi allo spettro autistico bisogna, usare un linguaggio chiaro, essenziale e positivo, utilizzare un tono di voce calmo, spiegare le procedure di controllo mostrandole prima, dare se possibile il tempo necessario alla persona, per eseguire le varie procedure senza forzarne l’esecuzione, non agire fisicamente se non in caso di grave pericolo e fare riferimento, alla persona che li accompagna in caso di difficoltà.

Gestire situazioni complesse con i passeggeri a mobilità ridotta richiede più tempo e più abilità nel problem-solving rispetto a gli altri passeggeri. Oltre alle citate empatia e gentilezza, il sorriso deve essere considerato un “must”. Un addetto alla sicurezza aeroportuale che non accoglie il passeggero a mobilità ridotta con un sorriso non ha capito una parte fondamentale del suo lavoro.

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