domenica, 22 Settembre 2019
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Il Natale e la nascita di Gesù
secondo le diverse Religioni

Perchè il  “XXV DICEMBRE”

di Matteo Platania

Il Natale rappresenta la nascita di Gesù, ma non tutte le religioni concordano sullo stesso giorno della sua venuta al mondo. Per la maggior parte delle Chiese Cristiane Occidentali e Greco Ortodosse il Natale cade il 25 dicembre, seguendo il Calendario Gregoriano, dal nome di Papa Gregorio XIII in vigore dal 15 ottobre 1582 in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Polonia-Lituania, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e successivamente in Austria, Repubblica Ceca e Svizzera. Ippolito Romano nel suo testo “Commento a Daniele” scritto intorno al 204 data la nascita del Signore al 25 dicembre.

Prima del calendario gregoriano era già presente il Calendario Giuliano, introdotto da Giulio Cesare nel 45 a.C., appartenente alla Gens Iulia, che pone la festività natalizia tra il 6, per le chiese ortodosse orientali, e il 7 gennaio, per ortodossi che seguono il calendario giuliano. La differenza tra i due calendari consiste nel collocare le medesime festività a distanza di una decina o poco più l’uno dall’ altro, infatti, il calendario gregoriano è in anticipo su quello giuliano e l’equinozio di primavera torna ad essere festeggiato il 21 marzo. A seguire il secondo calendario sono le chiese ortodosse slave. Nella storia è stato presente un caso di cambio rotta di calendario da quello giuliano a quello gregoriano, rappresentato nel 1699 dall’Impero Svedese.

Il sopra citato Ippolito Romano era in contrasto con le tesi emanate dal filosofo Clemente Alessandrino, il quale, nel 165 circa, seguiva le tradizioni di Basilide, gnostico cristiano, che poneva la nascita del Messia in un periodo compreso tra il 6 ed il 10 gennaio. È presente anche una rilettura della Bibbia: il Signore, secondo i Vangeli, sarebbe deceduto in un periodo compreso tra il 25 marzo ed il 6 aprile. La sua morte, secondo alcuni studiosi, sarebbe avvenuta nell’ anniversario della sua nascita. Uno dei Padri della Chiesa, Clemente D’Alessandria, in uno scritto del 200 d.C.,  cita due scuole di pensiero di matrice cristiana: la prima colloca la data al 28 agosto, mentre la seconda al 20 maggio.

La domanda che allora ci poniamo a questo punto è: “Perché il 25 dicembre?” La risposta è riconducibile all’ anno 274 d.C., nel quale, quel giorno, avveniva il solstizio d’inverno. L’imperatore Aureliano aveva stabilito la festività del Sol Invictus, letteralmente “sole che ritorna”, in onore della divinità Mitra, vincitrice delle tenebre. Il 25 dicembre del 274 sarebbe stato il giorno del solstizio d’inverno.

La chiesa armeno-ortodossa festeggia il Natale il 19 gennaio.  Nelle feste ebraiche e musulmane, invece, non compare il Natale. In Bielorussia, Eritrea, Libano e Moldavia e Ucraina, il Natale si festeggia due volte: il 25 dicembre, come data ufficiale ed il 7 gennaio come Natale ortodosso. Moldavia e Ucraina hanno scelto di festeggiare il natale in queste due date per distanziarsi dal Patriarcato di Mosca.

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