lunedì, 14 Ottobre 2019

Incontro con Sri Sri Ravi Shankar

Contro la violenza, un volo dentro di noi

Mercoledì 31 ottobre, presso l’Hotel Minerva, l’ambasciatore della pace e dell’accordo Sri Sri Ravi Shankar ha accettato un’intervista per far conoscere le basi del suo metodo, fondato sull’amore reciproco che si trasmette tramite la disciplina della non violenza e sulla meditazione fautrice della comprensione per se stessi e l’altro.

Sri Sri Ravi Shankar è riuscito, tramite questo difficile e delicato credo, l’Art of Living, a spegnere il fuoco di guerre e guerriglie che caratterizzavano il F.A.R.C. dopo 52 anni, e con il tristissimo numero di 250.000 morti; è riuscito allo stesso modo a creare equilibri fra numerose nazioni che ne erano lontane, e la sua disciplina ben presto ha raggiunto una diffusione mondiale, di 160 Paesi e milioni di seguaci, su base volontaria. Il 30 ottobre ha avuto un colloquio con la Presidente della Commissione Affari Esteri, Marta Grande, ed è atteso a giorni a Milano per la Unveiling Infinity. Il suo sistema ha un programma di benessere interiore, che toglie lo stress agli individui, e la sua arma è l’azione spirituale.

La domanda iniziale dell’intervista è se il metodo del Maestro sia una religione, cosa che nega, rispondendo che si fa fondamento sulla spiritualità, che tutte le religioni sono fondate sullo spirito, e comunicandomi che nell’Assam, a Bangalore, il grande tempio ha su ogni colonna l’emblema di ogni religione. (Come il Pantheon, si pensa) E’ spontaneo guardarlo, un uomo giovane, con grandi occhi, il sorriso incantevole. Continua, rispondendo alla seconda domanda su Dio, che è Principio che tutto fa giungere ed al quale tutto ritorna, lasciando riferirsi così alle antiche religioni europee, quella etrusca ad esempio, a Vertums (vertere) ovvero l’eterno passaggio vita-morte-ritorno. A questa frase si dichiara ammiratore di Roma antica e della sua civiltà, e prosegue, dicendo che ognuno può diventare un Maestro, un Gu-ru ( togli- oscurità) vivendo e meditando, fondandosi sulla nota di spiritualità che è in ognuno: quando si insegna, gli altri ascoltano, e da ascoltatori o studenti essi possono a loro volta divenire Maestri, con l’esempio, con la vita, e non dai libri, la saggezza è meditazione da questi due.

Una domanda che tutti si fanno, quando pensano alla potenza della saggezza che spinge non più ai conflitti, ma alla pace, è come agire di fronte ad un attacco violento e non atteso, e sorridendo, Sri Sri dice che sebbene il violento abbia un dolore, quando attacca inatteso o ci vuole il medico o la Polizia: soprattutto bisogna difendersi. Non è come i pacifisti pensano, e questo fa piacere perchè la pace non è sottomissione indegna, avendo ogni uomo un confine personale che va protetto.

Per conoscere del tutto il pensiero di Sri Sri Ravi Shakar ci vuole tempo, le domande affollano la mente infinite, e tutte insieme. Quando si chiede come considera il suo programma spirituale le donne, dice tranquillo che le donne stanno un gradino più su dell’uomo. E’ strabiliante, e si vuole sapere di più. Dice: la vita ha quattro fulcri: la madre, il padre, il guru e l’ospite. Meraviglioso. Non si riesce quasi a pensare alla religione indu’, o alle varie religioni che vedono e trattano la donna in modo indegno. Il ritorno alle antiche fedi è inevitabile, ma di quelle dell’Antica Europa: la prima Creazione si riaffaccia alla mente decisa.

A proposito di violenza, il Saggio racconta che ha lungamente provato con l’ISIS a dialogare con lui, a cercare un punto di accordo per la pace, ma si è visto recapitare un corpo senza testa, pertanto ha tralasciato il contatto. Infine ha ribadito che la politica è lontana dal suo metodo, perchè distorce la comprensione, fa antagonismo, che, insieme al possesso, rovinano i viventi. Sta provando un incontro, piuttosto, anche con Israele, ma è ancora non definito, in quanto la religione ebraica impregna la loro politica da secoli .

Una calma inusitata, una gioia leggera segna il commiato di questa intervista, con l’augurio che raggiunga lo scopo che si è prefisso e con la voglia di collaborare con lui.

Marilù Giannone

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