Intervista a Marco Barbieri esperto di Comunicazione e pioniere dei nuovi Media

Percezioni e prospettive legate ai problemi di questi mesi d’emergenza.
Il futuro con le novità e le certezze, gli scenari  e i  cambiamenti possibili

Raffaele Panico  

Marco Barbieri, giornalista professionista dal 1982, è stato direttore dell’Uffico Stampa e Comunicazione dell’INPS, attualmente consulente di comunicazione e ghost writer, collaboratore di Ifel-ANCI, partner di Inarea. È ideatore della newsletter Welfare 4.0 edita da Askanews, e collaboratore de “Il Messaggero” e ha pubblicato su numerosi altri quotidiani e periodici. Esperto di Comunicazione Sociale sui temi della comunicazione e i nuovi media, è nato a Milano, nel 1958, è coniugato. Laureato in Lettere Moderne alla Cattolica di Milano con una interessante tesi dal titolo “Discorsi dell’arte poetica e del poema eroico di Torquato Tasso”. Fondatore e direttore responsabile del primo quotidiano cartaceo e online dedicato in Italia al mondo della comunicazione, “PuntoCom”.

Un’avventura editoriale nata sull’onda della prima “bolla” internettiana, con l’ambizione di creare un’unica piattaforma di connessione, dialogo e informazione della vecchia e della nuova comunicazione, vista fondamentalmente nell’ottica del business e dell’economia di settore: dalla carta stampata al web, dalla pubblicità alle sponsorizzazioni, dall’editoria alla televisione, e via dicendo.

Domanda. Esiste un asset legato alla comunicazione sanitaria?

Marco BARBIERI. Come asset in senso stretto in tema di comunicazione esiste un interesse di business tra pubblico e privato, in tema di integrazione, quindi la comunicazione diventa interessante. Il tema della comunicazione diventa una leva fondamentale, sia rivolta al consumatore finale, e quindi come integrare le assicurazioni sanitarie ed anche la comunicazione rivolta alla comunità. Quindi, in forma contrattuale, la comunicazione si collega alle aziende e ai settori d’intervento. Certamente la comunicazione è fondamentale per raggiungere i decisori, raggiunti da una buona comunicazione, e per la buona copertura fino al destinatario, al fruitore finale. La cifra nell’insieme oscilla, negli ultimi anni, intorno a 40 miliardi la spesa versata dai cittadini in forma privata di tasca propria (out of pocket), e di circa 112-114 miliardi è la spesa della fiscalità generale per il sistema pubblico (Servizio Sanitario Nazionale – SSN).

D. La salute come obiettivo prioritario e sostenibile del Paese è una priorità?

BARBIERI. Certamente, ovviamente l’emergenza Covid-19, se ce ne fosse stato bisogno, lo ha ribadito. È tema molto sensibile che genera una attenzione che, purtroppo in questo caso, è stata negativa in quanto è stata una emergenza inattesa, ma ha fatto riflettere su obiettivo prevenzione. In quanto l’obiettivo sensibile non è un presidio d’emergenza finale, ma occorre tenere a monte la priorità della salute – diremo – sostenibile. È da tenere presente con modi e stili di vita, quali l’attività motoria, non sempre certo sportiva, ma che si affianchi nel quotidiano, al fine di mantenere una buona salute, integrata alla buona alimentazione, con una sinergia di avvertito senso di benessere. Elementi che si vanno a maggior ragione affermando con attenzione sempre migliore. Stili di vita sono anche l’attenzione al consumo di elementi di morbilità aggiuntiva, uso o abuso di tabacco, di alcol, farmaci eccetera. La Polizza Sanitaria Integrativa, ad esempio, nel formulario viene sempre chiesto di tenere un genere di vita salutare…

D. La retrospettiva e le prospettive legate ai problemi di questi mesi di emergenza per la Covid-19. Cosa è cambiato durante il periodo passato e nel prossimo futuro, novità, certezze e quali scenari o cambiamenti?

BARBIERI. Indubitabilmente è aumentata complessivamente l’attenzione al tema della salute, ma anche in senso lato della sostenibilità, quindi un buon equilibrio dell’ambiente in cui si vive. Attenzione maggiore, forse esasperando sì, ma riproponendo anche nel contesto le buone norme di buon senso, una buona maniera talvolta dimenticata, di una corretta modalità di relazione con l’ambiente esterno di controllo e tra le persone. Comportamenti virtuosi che incidono sulla vita personale. Il tema dell’investire sui rischi pandemici sono la frontiera di investimenti da rivedere, investimenti con un buon utilizzo ad esempio della medicina a distanza, ed avere 24 ore su 24 un ricorso a distanza per potersi rivolgere al presidio medico per sintomatologie. Anche a distanza si possono controllare, da remoto come detto, i valori basali con l’integrazione tecnologica utilizzabile nell’orizzonte di buone pratiche. Il quotidiano supporto ludico della tecnologia è quindi riposizionato, rispetto al passato, su valori vitali; il Tec-Med è diventato decisivo per verificare i controlli di valori di base sanitari. Quindi è necessaria la copertura della rete che consenta la connessione, che faciliti il controllo della saluta a distanza. L’innovazione tecnologica è importante quanto più genera qualità e sanità della vita, così la tecnologia si è percepita importante, che sia diffusa, accessibile e finalizzata ai servizi alla persona. Investimento sulle infrastrutture pertanto, e preparazione delle persone fruitrici del servizio sanitario al cittadino e alla comunità in generale.

A conclusione vogliono ricordare i suoi saggi e libri editi di Marco Barbieri:  

“Tecnopolis. Una storia di impresa”, “Il Sole-24 Ore Libri”, 1985

“Il grande fratello orco. Biografia non autorizzata di Giuliano Ferrara”, Lupetti, 1987

“Pol Spot. Biografia non autorizzata di Giulio Malgara”, Lupetti, 1988

“Il primo della classe. Biografia non autorizzata di Giorgio Gori”, Lupetti, 1989

“Lo Stato aperto al pubblico. Trasparenza, ora o mai più”, “Il Sole-24 Ore Libri”, 2014.

Inoltre, ha fondato e dirige la testata on line “WeWelfare.it”

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