Intervista a Roberto Jonghi Lavarini:
“La vecchia Destra con la nuova Lega”

PER EDIFICARE “L’ EUROPA DEI POPOLI” una confluenza sinergica tra una “FORTE DESTRA ed una NUOVA LEGA ! così sostiene in una intervista Roberto Jonghi Lavarini (*1) – Dirigente Nazionale MSE

Dopo circa un anno la Consul Press incontra nuovamente Roberto Jonghi Lavarini, che ci espone in collegamento skype le sue valutazioni sull’ attuale situazione interna ed internazionale a pochi mesi di distanza dalla prossima consultazione elettorale per il Parlamento Europeo. Il precedente incontro, svoltosi a Milano, precedeva invece la consultazione per il Parlamento Nazionale, ove Roberto Jonghi si presentava come candidato alla Camera dei Deputati ottenendo un apprezzabile risultato ma, purtroppo, non il seggio.    

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1) D. // Roberto, lo scorso anno eri candidato alla Camera dei Deputati nelle liste di “Fratelli d’Italia” ma oggi sostieni la Lega di Matteo Salvini. Ci puoi meglio precisare la tua posizione?

R. // In realtà, già alle scorse elezioni europee del 2014, alla loro prima alleanza con Marine Le Pen, sostenemmo sia la Lega sia gli amici Mario Borghezio, Gianluca Buonanno e Angelo Ciocca. Poi abbiamo sperato nella riunificazione della destra italiana e nella sua successiva confluenza, insieme alla Lega, in un soggetto unico, un grande fronte nazionale come quello francese, appunto. Ma Giorgia Meloni ha legittimamente preferito fare altro, virare al centro, accogliendo numerosi notabili transfughi di Forza Italia, alleandosi con Raffaele Fitto, ed entrando a fare ufficialmente parte del gruppo moderato dei Conservatori Riformisti europei. Noi, invece, molto semplicemente, siamo e rimaniamo noi stessi, “nazional-popolari” (populisti, in termini giornalistici), a difesa della giustizia sociale, della identità e sovranità della nostra Patria. Ora dobbiamo concentrare tutti i nostri sforzi sulle elezioni europee, senza disperdere energie ma, subito dopo, la Lega deve consolidare il proprio consenso, organizzandosi bene sul territorio, aprendosi ad una reale partecipazione, dandosi una precisa struttura operativa e selezionando una adeguata classe dirigente. Noi siamo pronti a fare il nostro dovere e a dare il nostro contributo, confluendo nella Lega 3.0

2) D. // Quali sono, quindi, le tue valutazioni politiche sulla frammentazione elettorale a destra, Fratelli d’Italia ma anche Casa Pound e Forza Nuova…

R. // Nessun nemico a destra. Non polemizzo più con i miei vecchi camerati, con i quali ho percorso molta strada, anni di militanza, e con i quali è necessario continuare a dialogare e, possibilmente, anche a collaborare ed a convergere. Con molti di loro, peraltro, al di là delle diverse scelte strategiche e partitiche, continuo a mantenere un solido rapporto di amicizia, affetto e stima. Nordestra e il MSE sostengono, invitando tutti i patrioti a fare altrettanto, l’alleanza ed il progetto politico europeo della nuova Lega di Matteo Salvini, ovvero il “Movimento per l’Europa delle Nazioni e delle Libertà”. Unione nazional-popolare che, simbolicamente, è rappresentata da una bella aquila, regina dei cieli, come quella imperiale romana (ripresa dalla RSI) che vola in alto, forte e libera, al di sopra di piccoli orticelli e sterili polemiche. Le prossime elezioni europee, ripeto, saranno determinanti per il nostro futuro.

3) D. // Quindi sostenete anche questo governo? Ma preferite la vecchia coalizione di centro-destra o l’inedita alleanza populista giallo-verde con il Movimento 5 Stelle?

R. // Il centrodestra governa bene regioni e comuni, dando prova di solidità politica e programmatica. Ma il vecchio centrodestra di Berlusconi e Formigoni è definitivamente e plasticamente finito. Bisogna ripensare ad una nuova alleanza di destra-centro, a trazione leghista, con Forza Italia, FDI, partiti minori e liste civiche. La Lega ha raggiunto probabilmente la sua massima espansione elettorale (parlo da studioso di scienze politiche) e, comunque, il dato storico e sociologico indica nel 35 il massimo consenso elettorale raggiunto da similari forze populiste in tutto il mondo europeo ed occidentale. Il sistema democratico parlamentare liberal-capitalista è appositamente congeniato per salvare se stesso, frammentando l’identità culturale ed il corpo elettorale delle nazioni. In sintesi, Salvini e la Lega non avranno mai il consenso necessario per governare da soli, quindi, devono forzatamente accordarsi con qualcuno, o un rinnovato centrodestra o il Movimento 5 Stelle o parte di esso. Personalmente, trovo che questo governo, attaccato da tutti i poteri forti italiani ed internazionali e dai mass media, al 90% da loro controllati, stia lavorando bene, rispettando programmi elettorali e patti politici, cercando di fare gli interessi del popolo italiano, pensando innanzitutto alla sua sicurezza (con il blocco della immigrazione clandestina) ed alla tutela delle fasce più povere (con la riforma delle pensioni ed il reddito di cittadinanza). Ma, soprattutto, questo governo ha mostrato i muscoli e fatto la voce grossa in difesa della nostra sovranità nazionale e popolare. Gesti rivoluzionari che hanno agitato i mercati (ed i mercanti del tempio) ma che hanno risvegliato e inorgoglito gli italiani.

4) D. // Parliamo appunto delle prossime elezioni europee e delle future prospettive…

R. // Le prossime elezioni saranno comunque una rivoluzione storica che cambierà positivamente questa Europa. Se va bene le destre nazional-popolari saranno al governo, insieme ai Conservatori ed ai Popolari o parte di essi. Se va male, comunque, la presenza populista e sovranista sarà quadruplicata e quindi assolutamente determinante in tutte le scelte e leggi future. Il prossimo Parlamento Europeo dovrà, insieme alle nazioni sovrane, riscrivere le regole di questa unione, dando più spazio alla politica rispetto alla economia, alle famiglie ed imprese rispetto al sistema finanziario della moneta unica. Solo una netta vittoria elettorale nazional-popolare potrà dare al governo nazionale quella forza politica e contrattuale necessaria, nei confronti dei grandi parassiti privati delle banche centrali, per abbassare finalmente i tassi e le tasse, rilanciando la sana economia produttiva: l’agricoltura, l’industria, il commercio, il turismo, quindi il lavoro e le famiglie italiane.

5) D. // E cambieranno anche i rapporti internazionali fra Europa e resto del mondo? So che Tu sei in buoni rapporti con il Prof.   Alexander Dugin, quindi naturalmente anche un attento osservatore della Federazione Russa e della Chiesa Ortodossa …..

R. // Sicuramente si. La NATO così come è organizzata oggi, è assolutamente inutile e persino dannosa, nel senso che non tutela gli interessi europei ma solo quelli economici degli apparati industriali militari e geopolitici degli USA che nel Mediterraneo, Balcani, Ucraina e Medio oriente hanno solo combinato disastri, rovesciato regimi stabili e laici, fomentando il terrorismo islamico e l’immigrazione di massa. O la NATO cambia rotta o meglio uscirne e costruire nuove alleanze. Ma il discorso è assai più complesso e bene espresso nella Quarta Teoria Politica del Prof. Alexander Dugin. Il mondo bipolare ideologico è finito. Il comunismo è morto ed il capitalismo finanziario è in profonda crisi. Dobbiamo pensare ad un nuovo sistema internazionale multipolare ed anche multi culturale. Da un punto di vista geopolitico l’Europa fa già parte dell’Eurasia e nella Russia di Putin vi sono, non solo straordinarie opportunità per le imprese italiane, ma saldi punti di riferimento culturali e spirituali. Ex oriente lux: Mosca è veramente tornata ad essere Terza Roma, fato di luce e di civiltà. Il mondo progressista liberale è solo un modello, una delle ipotesi di sviluppo, affatto inevitabile, noi siamo per una collaborazione fra nazioni e identità forti e consapevoli. Il capitalismo finanziario è una dittatura delle multinazionali (ovvero di poche famiglie di capitalisti privati che fanno solo i lori interessi economici) che cerca di imporre un pensiero unico relativista arcobaleno, distruggendo ogni differenza di cultura, religione, razza e persino sesso. Il mondialismo vuole comandare su un mondo di beoti consumatori tutti uguali. Noi siamo per la tutela delle differenze e per la loro pacifica convivenza e collaborazione.

6) D. // E come fermare l’invasione di immigrati extraueopei?

R. // L’Africa è un continente gigantesco e ricchissimo, gestito male, soprattutto dopo la fine del colonialismo europeo che, perlomeno, assicurava condizioni decenti alle popolazioni (che non morivano di fame), ordine, sicurezza e stabilità politica. Al colonialismo tradizionale di stampo ottocentesco, infatti, si è sostituito un colonialismo ideologico ed economico, più subdolo, che, fra utopia e corruzione, ha creato solo povertà, carestie, tremende guerre civili e tribali. Gli Europei devono tornare in Africa, in accordo con i capi tradizionali, religiosi e tribali locali, per elaborare precisi accordi con i governi nazionali, vincolando i nostri aiuti ad un loro preciso, chiaro e trasparente utilizzo. Fino ad ora abbiamo ingrassato, salve rare eccezioni, politicanti incapaci, ladri e crudeli, che si sono arricchiti personalmente, armando milizie private, facendo affari con le multinazionali e lasciando i loro popoli a morire di fame.

7) D.  // Alle prossime elezioni, sarai quindi candidato con il MSE  insieme alla Lega? 

R. // Sicuramente non alle prossime europee, dove sosterremo la rielezione di Angelo Ciocca e Mario Borghezio, poi vedremo quale sarà l’evoluzione generale del quadro politico e specifica della Lega e del fronte sovranista. Intanto, con la Lega, facciamo fronte comune, lasciando la nostra forte e chiara impronta culturale tradizionale nella loro dirigenza locale e base militante… Poi, in questo momento, oltre alla politica e ad Aristocrazia Europea (associazione nobiliare cavalleresca, con oltre 500 aderenti), mi sto occupando, con Docenti universitari ed Alti Ufficiali in congedo, del progetto culturale Sinergie – centro europeo di studi, analisi, formazione e consulenza; inoltre mi sto interessando professionalmente di comunicazione e mass-media,  tramite lo Studio Moai di Milano, in collegamento con un gruppo di giornalisti e di editori.

# // Bene Roberto, qui termina la nostra conversazione, augurandoti un sincero “Buon Lavoro e … in bocca al Lupo”, essendo in sintonia con Te su numerose tematiche ma, anche, in parziale dissenso su alcune proposte o soluzioni caldeggiate dal Movimento 5 Stelle. // INFATTI,  RITENGO CHE OPERATIVAMENTE  SIA NECESSARIO TROVARE  CONVERGENZE ANCHE TRASVERSALI   SU TUTTI QUEGLI OBIETTIVI “CONDIVISI O CONDIVISIBILI” ED ACCANTONARE INVECE, PUR SE TEMPORANEAMENTE, I VARI PUNTI DI CONTRASTO. //  AL RIGUARDO CREDO SIA QUINDI OPPORTUNO, A BREVE, PRECISARE (A MIO GIUDIZIO E FORSE  ANCHE A NOME DELLA NOSTRA “TESTATA”) I COMUNI OBIETTIVI CONDIVISIBILI  ED EVIDENZIARE I PUNTI DI DISSENSO DA RIMUOVERE O, ALMENO, DA MODIFICARE E MIGLIORARE.  // D’ALTRA PARTE LA “CONSUL PRESS” – DA VARI DECENNI IMPEGNATA IN AREA PROFESSIONALE, ECONOMICA E CULTURALE (PUR NON ORGANICAMENTE COLLEGATA A GRUPPI PARTITICI O A COALIZIONI DI LISTE, NE’ CONDIZIONATA DA FINANZIAMENTI ISTITUZIONALI O PRIVATI) – DESIDERA GIUSTAMENTE NON ABBANDONARE – SE NON PER MOTIVAZIONI DI UN SUPERIORE “BENE COMUNE” – LA SUA  “LINEA EDITORIALE” BEN DEFINITA E FORTEMENTE IDENTITARIA, FUORI DAL CORO E NON ALLINEATA CON IL PENSIERO UNICO – DOMINANTE.  (G.M)

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(*1) Roberto Jonghi Lavarini, classe 1972, sposato con tre figlie, laurea in Scienze Politiche, consulente nel settore edile ed immobiliare, cavaliere di diversi ordini cristiani, appassionato di tradizioni, araldica e antropologia, vivace opinionista radio televisivo, storico esponente della destra italiana (già dirigente MSI, AN e Fiamma), già tra i Fondatori dell’ Associazione “Aristocrazia Europea”, oggi presidente del Circolo Nordestra, dirigente nazionale del Movimento Sociale Europeo – MSE ed esponente del Movimento Internazionale Eurasiatico del Prof. Alexander Dugin, il consigliere geopolitico del Presidente russo Vladimir Putin.

 

 

 

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