La Consul Press intervista Edoardo Franza
candidato al Comune di Roma

EDOARDO MARIA FRANZA CANDIDATO A ROMA,
CON LA “LISTA CIVICA MICHETTI SINDACO” 

intervista a cura di Sveva e Giuliano Marchetti

Edoardo Maria Franza è un redattore della Consul Press, dove come pubblicista collabora da più di 5  anni.
In queste competizioni elettorali amministrative, E.M.F. ha deciso di impegnarsi personalmente nella “Lista Civica – Michetti Sindaco”, convinto che la uscente “Sindachessa” – così definita da Vittorio Sgarbi – debba essere rimossa dal suo trono in Campidoglio. 
In questa intervista vengono analizzate alcune tematiche incentrate sul mondo del lavoro. 

1) > D/ COSA PENSI SUI PROBLEMI CHE RIGUARDANO IL MONDO DEL LAVORO ?
R/ Che il mondo del lavoro in Italia sia problematico è agli occhi di tutti. Non è solo una questione di mancanza di lavoro o di lavorare in nero. Anche chi ha un contratto di lavoro vive situazioni al limite della correttezza che impediscono di crescere professionalmente e individualmente. 

2) > D/ SE È POSSIBILE, ENTRA MAGGIORMENTE NEI CASI SPECIFICI  
R/ La questione è molto semplice. I contratti che le imprese offrono ai lavoratori sono spesso contrari alla normativa. Penso, ad esempio, a quei contratti di lavoro a progetto che hanno ad oggetto mansioni ripetitive e che, quindi, per legge configurano un contratto subordinato.

3) > D/  A TUO PARERE,  ESISTONO STRUMENTI A PROTEZIONE DEL LAVORATORE ?
R/ Esistono certamente !  Per riprendere il mio esempio precedente, chi avesse un contratto di lavoro a progetto di questo tipo potrebbe andare da un giudice e farselo convalidare. Dal momento della firma avrebbe un contratto a tempo indeterminato. 

4) > D/ DUNQUE QUALE È IL PUNTO ?
R/ Il punto è che non tutti hanno le conoscenze adeguate a far valere i propri diritti. Oppure, avendole, non hanno la possibilità di farlo, perché altrimenti, perderebbero un lavoro da cui dipendono le loro famiglie o la loro indipendenza. Questo accade ogni giorno, specie nelle grandi città.

5) > D/ ECCO, A PROPOSITO DELLE GRANDI CITTÀ ….QUALE È LA SITUAZIONE DI ROMA ?
R/ Il rapporto sull’impiego di Roma Capitale parla chiaro. A Roma abbiamo una situazione preoccupante. 

6) > D/ EPPURE I DATI, CHE PER OVVIE RAGIONI SONO QUELLI DEL 2019, SEMBRANO BUONI. NELLA FASCIA DI ETÀ DAI 15 AI 64 ANNI L’OCCUPAZIONE È AL 64%. 
R/ Sì ho letto i dati. Li ho letti molto bene. Addirittura parlano di un aumento dello 0.3% dell’occupazione. 

7) > D/ DUNQUE ?
R/ Bisogna andare più nel profondo. Leggere meglio i dati. Se analizziamo la crescita di cui si parla, quello 0.3 per cento, che è comunque un dato residuale e inferiore agli anni precedenti, noteremo che dal 2008 al 2019, in un arco di soli 10 anni, le fasce di età più giovani sono diminuite, mentre quelle dai 45 in su aumentate. Un chiaro segno che Roma non assume più i giovani. Ma c’è di più. Di questo 64% l’85% sono contratti a termine che si risolveranno nell’arco dei tre anni. 

8) > D/ COSA POSSIAMO FARE PER MIGLIORARE QUESTA SITUAZIONE ?
R/  Controlli, informazione e soprattutto coordinazione con i centri dell’impiego, le università e i centri di formazione. Per farlo occorre, a mio avviso, un assessore per il lavoro e la formazione; un tavolo di studio e un ufficio che prenda le segnalazioni, che effettui indagini, ma che soprattutto, informi i lavoratori.

9) > D/ COSA PENSI SUL FATTO CHE NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI ANNUNCI/ OFFERTE-LAVORO SI CERCHINO ELEMENTI MOLTO GIOVANI – MA CON PLURIENNALE ESPERIENZA E CON VOTI DI LAUREA SUPERIORI A 105 – PER POI OFFRIRE LORO UN MODESTO STAGE ?
R/ 
Lo strumento dello stage è una forma contrattuale molto utile per inserire risorse non formate all’interno dell’organico.  Il problema però, è che molto spesso le aziende utilizzano questo tipo di contratto per pagare meno forza lavoro, e non per formarla.  Lo stage diventa così una scorciatoia per avere risorse a di qualità a basso costo. Gli stagisti  in linea con i titoli di studio che vengono richiesti dagli esaminatori, privi di un’esperienza lavorativa, accettano di buon grado le condizioni dell’impresa, sperando in una successiva assunzione. Purtroppo però, ed è  questa la normalità e non l’eccezione, lo stagista è considerato come una risorsa usa e getta. Così al termine del contratto, non si assume e  se ne cerca uno nuovo. 
In definitiva non sono contro a richiedere alti voti o determinati titoli, richiesta che rimane licita, sono invece contro al demansionamento. La risorsa una volta  formata deve, se valida, poter accedere a una posizione consona al titolo di studio. 
Quello che intendo è  che lo strumento dello stage dovrebbe essere inteso come uno strumento temporaneo, volto alla formazione on the job di una risorsa altamente qualificata, e non quello strumento che garantisce alle imprese di pagare di meno e avere di più.

10) > D/ LA CONSUL PRESS – PER QUANTO RIGUARDA IL MONDO DEL LAVORO, COME EVIDENZIATO NELLA SUA “LINEA EDITORIALE” – DA SEMPRE E’ SCHIERATA A SOSTEGNO DI ALCUNI PRINCIPI NON NEGOZIABILI, TRA CUI: a) LA CENTRALITA’ DELLA PERSONA; b) IL NECESSARIO RICONOSCIMENTO  AD UN’ETICA NEL LAVORO E AL RUOLO SOCIALE DELL’IMPRESA … PRINCIPI INVECE NON TUTELATI NE’ DALLE ISTITUZIONI, NE’  DALLE ORGANIZZAZIONI, NE’ DAI CENTRI DI POTERE. (VDS. NOSTRA DENUNCIA SULLA “DISUMANIZZAZIONE DEL LAVORO” – dicembre 2017). TU, IN MERITO, COME PENSI SI DOVREBBE OPERARE ? 
R/ 
Ai corsi business administration ti insegnano che le risorse umane devono essere motivate. La motivazione dipende molto da vari fattori che sono differenti da persona a persona. Per motivare una risorsa, dunque, è necessario un rapporto umano e un datore di lavoro che si comporti da leader e non da capo. Ovviamente non è possibile entrare nel merito di questioni private, che sono puramente di organizzazione aziendale; è però possibile, a livello statale e comunale, creare un sistema di vigilanza che permetta un ambiente lavorativo più umanizzante, dove il lavoratore torni ad essere una figura centrale. 
Per questo, sono convinto che garantire ai lavoratori un giusto contratto sia necessario al fine di motivarlo, creando così un ambiente lavorativo in cui sia possibile lavorare più serenamente e meglio. 

EDOARDO, anche a Te …. In bocca al Lupo !
…e poi l’acronimo “E.M.F.
(Edoardo Maria Franza)” si può anche leggere come “Edoardo Merita Fiducia !”
 

Edoardo Franza, il mondo del lavoro, elezioni capitoline

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