La Mindfulness: percorso spirituale e non solo

La mindfulness è  un  tipo di meditazione radicata storicamente nella tradizione orientale che apporta benefici per il generale miglioramento della persona. A differenza della meditazione tradizionale, focalizzata su un oggetto preciso (il respiro, un mantra), la mindfulness prende consapevolezza di tutto ciò che circonda il momento presente. Il termine è la traduzione dell’antico sati, che vuol dire proprio consapevolezza, intesa come presenza mentale, emotiva e corporea. È infatti una profonda consapevolezza del cosiddetto “qui ed ora” in maniera distaccata e non giudicante.

Si fonda su due concetti: consapevolezza e concentrazione. La consapevolezza  comporta che  la persona agisce in modo intenzionale, osservando e non giudicando ciò che dice, che  pensa e che fa. La concentrazione invece allena la persona a dirigere la propria attenzione senza interferenze del pensiero, influenzato dai fantasmi del passato o dalle immagini sul futuro. In tal modo la mente rimane ancorata alla realtà del momento presente, non insegue il futuro, non rimpiange il passato, non soffre per le emozioni conflittuali vissute.

Infatti divenire consapevoli senza essere critici  nei confronti della realtà e nei confronti di se stessi consente di contenere tutti quei pensieri e quelle emozioni negative che portano a soffrire. La sofferenza psichica in un certo senso deriva da una visione della realtà errata; diventando consapevoli dei propri pensieri ed emozioni ostili e percependoli come prodotti della propria mente, li si può controllare. Questa pratica aiuta la persona ad accettarsi e ad accettare la propria realtà, evitando  giudizio e  critica, primi responsabili del malessere che al giorno d’oggi può giungere alla disperazione o alla depressione.

La mindfulness è, in breve, la capacità di essere e vivere consapevolmente, responsabilmenteautenticamente per un miglioramento continuo.

È bene sottolineare che con la mindfulness non si sfugge ai problemi della realtà che anzi viene compresa e  non giudicata.  Non è neanche una esperienza mistica o una forma di trance perché richiede invece la massima presenza della persona; come pure non è una psicoterapia sebbene la può supportare.

Attualmente infatti è anche un percorso ispirato da un protocollo medico avvalorato anche dalla comunità scientifica. Spesso integra altre discipline come la psicoterapia o la psico-farmacologia o anche approcci di cura della persona come il pilates o lo yoga. Le pratiche di consapevolezza hanno oggi un grande successo e si stanno diffondendo ovunque a significare il bisogno di ritrovare l’armonia con se stessi. Esse sono un valido strumento per prendersi cura di sé. Ci ricordano che abbiamo un mondo interiore lì dove la nostra cultura ci porta continuamente all’esterno: senza demonizzare uno dei due, bisogna trovare un equilibrio che consenta di sviluppare relazioni sane e mature.

Infatti, grazie alla mindfulness impariamo ad essere più autentici, responsabili, affidabili e ad adattarci a situazioni di incertezza come pressione, stress e responsabilità.              Queste pratiche meditative affinano la capacità di relazionarci con le nostre sensazioni fisiche, emotive e i pensieri nel momento stesso in cui si manifestano. È un portare l’attenzione dentro; infatti rivela un atteggiamento di accoglienza verso ciò che in un determinato momento si sta provando. È un po’ come dire: –Vedo un mio pensiero, sento una mia sensazione e l’accolgo per quello che è -.

 

 

 

 

 

 

 

 

La mindfulness apporta benefici psicologiciagisce sui disturbi di ansia e riduce lo stress poiché stimola il sistema nervoso simpatico a rilasciare sostanze antinfiammatorie e permette di gestire meglio lo stress. Inoltre previene la depressione o le sue ricadute ed aiuta nella gestione del dolore. Incrementa l’intelligenza emotiva e agevola il superamento delle dipendenze.

La mindfulness apporta anche benefici fisici. L’azione della meditazione contro lo stress comporta una diminuzione della pressione arteriosa e del cortisolo nel sangue, a beneficio del sistema cardiovascolare. Migliora la risposta immunitaria, agisce nella percezione del dolore e procede positivamente nei disturbi del sonno, di alimentazione, nelle tossicodipendenze e nelle dermatiti da ansia. Contribuisce a gestire meglio la malattia perché riduce la produzione eccessiva di pensieri che generano convinzioni distorte e negative. Contrasta l’invecchiamento perché la pratica meditativa provoca delle modifiche anatomiche nel nostro cervello a cominciare dall’aumento di materia grigia alla cui diminuzione di volume corrisponde il nostro invecchiamento. La mindfulness incrementa la capacità di attenzione e concentrazione, potenzia la memoria, aumenta la velocità di pensiero ed è quindi utile nelle prestazioni lavorative, in quelle relative allo studio e nelle sportive.

In ultimo apporta benefici emotivi. Consentendo la gestione delle emozioni, la meditazione interviene inibendo quei processi emotivi e cognitivi che generano o aggravano stress, ansia e depressione. L’ulteriore effetto di tutto questo si evidenzia a livello comportamentale: promuove azioni empatiche di compassione e altruismo che conducono allo sviluppo di amore e di pace interiore. La consapevolezza inoltre amplifica una rinnovata capacità di vedere se stessi, la vita, gli altri e migliora la salute emotiva. Infatti nutre l’autostima, la serenità, la gratitudine, la gioia, la compassione e riduce la negatività.

 

La mindfulness è senza dubbio una pratica meditativa che promuove cambiamenti salutari nello stile di vita. E non si tratta, come molti pensano, di un percorso adatto a pochi, vicini alle filosofie olistiche o orientali: tutti possediamo questa capacità. Recenti studi hanno evidenziato che i bambini che imparano alcune pratiche di mindfulness hanno sviluppato un atteggiamento più ottimista e collaborativo. Inoltre hanno dimostrato di avere una migliore capacità di regolazione e gestione dello stress. Quindi tecniche di mindfulness adeguate alle capacità dei bambini sono un utile strumento per crescerli più consapevoli di sé e delle proprie emozioni. E ne favoriscono anche lo sviluppo di abilità sociali ed emotive.

 L’importante è cominciare, all’inizio con pochi minuti, prestando attenzione al proprio respiro, ai propri battiti cardiaci, ai movimenti del proprio corpo. Quando si acquisisce la capacità di essere consapevoli del proprio respiro, tale capacità si estende alla consapevolezza di sé, dei propri pensieri, dei propri stati d’animo, della propria realtà. Con la pratica si riesce a raggiungere quello stato di rilassamento per cui le preoccupazioni si allontanano e i pensieri ripetitivi si accantonano. È un approccio che richiede di vivere la pienezza dell’esperienza in modo non giudicante, non respingendo e non negando nessun tipo di sentimento ed emozione.

 

                                                                                          ©Veronica Tulli

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