La “Resa dei Preti” nella Notte di Natale

ITE … MISSA NON EST 

___________di FRANCO D’EMILIO 

Dunque, quest’anno la Messa della Notte di Natale non si svolgerà a mezzanotte, orario canonico di questa solenne celebrazione, ma sarà anticipata, perlopiù alle 20, perché non ricada nel coprifuoco tra le 22 e le 5 del giorno successivo, coprifuoco disposto dal governo italiano, pure nelle feste di fine anno, per contrastare l’epidemia COVID19. 
Insomma, l’inverso dell’ora legale: con quest’ultima si spostano avanti di un’ora le lancette degli orologi per sfruttare meglio la luce del sole; invece, con la prossima messa di Natale alle 20, indietro di ben 4 ore, si va in barba alla tradizione e alle disposizioni liturgiche, si fa, poi, carta straccia dell’accordo di Villa Madama del 1984 sulla revisione del Concordato che, fra l’altro, attribuisce alla Chiesa la disciplina del culto, infine si butta all’aria quel principio istituzionale liberale “Libera Chiesa in libero Stato”, già auspicato da Cavour per la soluzione della cosiddetta Questione Romana. 

Certo, resta incomprensibile perché mai la messa di mezzanotte dovrebbe risultare rischiosa rispetto a quella delle 20, considerato che, sin dalla prima ondata del COVID, durante le sue celebrazioni la Chiesa ha adottato opportune misure a tutela della salute dei fedeli. Forse alle 20 il virus è meno spietato e sacrilego? O, forse, non si è detto per pudore, ma si spera, sotto sotto, che alle otto di sera i fedeli dinanzi al dilemma cenone o messa anticipata, cedano alla gola e se ne stiano a casa, correndo solo il pericolo dell’eventuale contagio familiare?
Oppure, forse, i fedeli sono stati convinti dalla banale genialata pressapochista del ministro Boccia che non sia un’eresia far nascere prima Gesù Bambino? Fatto sta che, in proposito, c’è stata una resa, senza ohi e senza ahi, dei preti nella Notte di Natale: nessuno di loro ha fiatato, obiettato. Tutti genuflessi a questo silenzioso, quasi sotterraneo inciucio natalizio tra la Chiesa e il presidente Conte, già premuroso avvocato degli italiani, ora pure zelante chierichetto dei nostri parroci.

Ma ci rendiamo conto cosa rappresenta tutto questo? E’ un affronto alla liturgia, alla tradizione e al valore, religioso e popolare, della Natività: è bastato un Boccia qualunque per indurre supinamente i preti a cancellare secoli di fede e devozione nella rinascita del mondo con la messa natalizia della mezzanotte! E’ la rinuncia della Chiesa alla propria azione, alla propria libertà di organizzare e disciplinare l’esercizio del suo culto! Chissà mai se altre confessioni si piegherebbero o si sono piegate così passivamente? I fedeli si sentono gregge senza pastore. Davvero strani, amari questo silenzio e questa arrendevolezza senza pari dei nostri preti: tanto pronti a saltare sulla sedia se solo si ipotizza di far pagare l’IMU sui beni ecclesiastici, ma, ora, zitti e mosca sulla bella pensata che Gesù possa nascere prima della mezzanotte.
Forse, all’occorrenza, bontà del solito Boccia di turno, avremo presto Gesù nato prematuro.

 

 

 

 

 


Franco D'Emilio

Storico, narratore, una lunga carriera da funzionario tecnico scientifico nell'Amministrazione del Ministero per i beni e le atiività culturali

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