Laura Antonelli una delle colonne della Bellezza femminile d’Italia

Nata a Pola il capoluogo della Penisola della più grande Penisola

Raffaele Panico

Oggi, 28 novembre è il genetliaco di Laura Antonelli. Nella storia culturale degli italiani è una delle colonne della Bellezza femminile d’Italia. Sta nel “corpo vivente” dell’immaginario degli italiani come in una galleria d’arte aperta del nostro patrimonio popolare e nazionale al mondo intero. È tra le più alte rappresentazioni dell’eterna Bellezza femminile come un dipinto ad olio, una marmorea scultura vellutata di manto e di drappeggi che le coprono le forme palpitanti che trasfigurano, senza tempo e sussurrano ai sensi: questa è Donna, vivente! L’Italia vibra tutta di Bellezza, sin dalla formazione storica culturale moderna. E teniamoci alla data della nascita di ognuno, di cui si discorre anche se non sicura, ma lasciamola passare. Necessitiamo di un nuovo nostro genetliaco e a quale genio d’Italia poniamo l’ardore per il prossimo anno? Al genio di Dante Alighieri, si dice sia nato nel 1265. Dante sì, nelle righe dell’omaggio oggi 28 novembre alla Antonelli.

 

Citato non a caso d’auspicio per il 2021, in quanto, il prossimo anno, corre il Settecentesimo della sua dipartita. E non a caso perché discorrendo di “corpo vivente” della storia degli italiani, la nazione Italia per lingua usi costumi arte in tutti i suoi aspetti come il delta di un fiume l’“Italia” che dalle Alpi agli Appennini sfocia in ogni dove nel Mare Nostrum, e lo fa a forma di delta! Perché? Pensiamo all’arte e alle arti liberali come dicevano gli antichi, arte degli orefici come opere di un Benvenuto (… 2021 auguriamoci!) Cellini e la sua saliera famosa che sta a Vienna, l’arte culinaria, l’arte dello Spettacolo, della settima arte e così via i rami del delta “Storia culturale degli italiani e d’Italia”.

Dante la cui vita corre tra il 1265-1321, siamo giusti Settecento anni dal Miracolo economico l’avvento del quale si dice attorno al 1963, e dell’anno prossimo, il 2021, dell’augurio e della speranza di un nuovo corso. Anch’egli ricorre al mito della sua Beatrice e la rincorre.  Che la vede tanto nel mondo vivente “nel mezzo del cammin di nostra vita” e nel viaggio nell’eternità accompagnato dal poeta Virgilio il padre dei nostri padri, latino romano e dunque italiano, anch’egli vivente nella contemporaneità filosofica della storia assunta da Dante. Beatrice è Donna di una bellezza tale che il nostro padre della storia della cultura degli italiani, padre per Sette secoli dal 1265 al 1963 e dal 1321 al 2021, tra settimane è il Settecentesimo della sua morte, al solo vederla Beatrice per giorni e notti rimaneva chiuso in casa, a dubitar di se stesso, al sentir vibrare l’intenso pieno e vuoto delle cose del mondo, luce e buio che si riverberavano e si perdono nella coscienza d’essere. Tanto è il genio italiano votato alla Bellezza! E la chiama Madonna, donna Beatrice, e la raggiunge sino alla visione finale della candida rosa al vertice del paradiso. L’arte moderna viene datata con il concorso della porta del battistero di Firenze del 1401 con la sfida tra Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi. Ricordiamo e teniamo alta l’autostima della storia della cultura degli italiani in questo diapason vibrante del doppio Sette centenario della nascita del Sommo Poeta 1265 e nella patria a metà degli anni Sessanta si era nel pieno del cosiddetto miracolo economico; e del 2021 per le entranti celebrazioni della scomparsa di Dante poniamo gli auspici che questo anno avvenire sarà una scatto d’onore coraggio e dignità per il posto che l’Italia nel Mondo torni a prendersi nobilmente con le sue magnifiche sorti. Non più essere nave senza nocchiero! Italia raccogliti in te stessa in una “Vita Nova”, esci dalla cantica dell’Inferno, comincia nuovamente con il celeberrimo verso “Nel mezzo del cammin di nostra vita” di doni speciali ne abbiamo avuti e ne avremo, a nessuno di Noi manca il modo di saperlo elaborare. Il pensiero della grande bellezza e sensualità di Laura Antonelli ha tutta la forza di togliere maschera e mascherina di un folle carnevale pseudo-veneziano, volto di questa attuale Italia di cui si è cinta e fasciata la testa. Costruito il nuovo mito per strutturate la nuova immagine nel Mondo, dall’Italia per l’Italia e con l’Italia, dobbiamo ricostruire ogni punto di appoggio, ogni leva per risollevar le sorti tristi del Mondo attuale. Dare una ragione all’essere ed esistere, dare il senso all’esistenza.

Nella bellezza e nello sguardo di Laura Antonelli appariva una attraente malinconia, come stato dell’animo, un velo di tristezza, forse una forzosa rassegnata dimenticanza e delusione per la sua città Pola, la nostra città istriana italianissima come la sua bellezza. L’Istria, penisola della Penisola, a forma di cuore nell’Adriatico dove essa si bagna e ci ricorda l’Italia che vorremmo veder solcare le acque dello scorrere dei tempi, come una nave messa a nuovo e varata ancora. Istria, penisola del bilinguismo, come sarà presto anche Fiume e come è stato ed è per l’Alto Adige e ci mancherebbe altro. Ogni Nostro turbamento dei tempi attuali sarà trasformato da inquietudine ad una potente consapevolezza di saperci sollevare ancora come araba fenice. Abbiamo corpo testa e strutture per agire e fare nel 2021 ciò che dobbiamo. È  prossimo all’uscio della porta di casa.  

Italia, Pola, Istria, genetliaco, Laura Antonelli

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