Le aziende alberghiere sono al collasso: firma subito la petizione

È una catastrofe il settore alberghiero molte aziende non riapriranno

Raffaele Panico

Roberto Necci, imprenditore alberghiero e Presidente del “Centro Studi della Federalberghi Roma”, lancia l’allarme e il monito ad interventi straordinari per salvare il settore, l’indotto e le stesse città d’arte italiane. Molte aziende non potranno riaprire e paventa il rischio che i Nostri centri storici delle città d’arte e a vocazione turistica, per molto tempo ancora, vedranno gli hotels abbandonati o persino utilizzati per chissà quali altri usi. Ne vale la continuità del nostro Patrimonio storico culturale e paesistico dalle città fino ai borghi d’Italia. E con sue parole continua: “del resto dopo un anno di mancati incassi, un altro anno all’orizzonte simile a quello precedente, nessun settore economico riuscirebbe a rimanere in piedi, abbiamo denunciato questa situazione, dall’indomani dello scoppio della pandemia, il nostro settore non può essere considerato alla stregua degli altri che seppur limitatamente possono riprendere le attività, noi per funzionare abbiamo bisogno dei mercati internazionali”.

Il decisore politico certamente era ed è a conoscenza del problema, come anche quello inerente alla disoccupazione derivante dalla situazione.  “Senza aiuti concreti e senza sostegno oltre alle aziende chiuse ci sarà il dramma dell’occupazione”. Ancora su questa tragica situazione settoriale Roberto Necci afferma che “se oggi possiamo affermare che un hotel su quattro non riaprirà ogni mese questa soglia rischia di aumentare, il settore rischia di polverizzarsi, in città come Roma il turismo è il principale contributore del Pil, ad oggi è azzerato, c’è da agire subito senza indulgi”.

Un crollo quello del turismo alberghiero che “si porta dietro ovviamente tutta la filiera: ristoranti, professionisti, guide, noleggi e tutti quei servizi a disposizione del turista”. Pertanto occorre sostiene Roberto Necci valutare la situazione con straordinari interventi dato che non si tratta solo della pesante e protratta diminuzione del fatturato delle aziende che sono ferme da un anno. Il settore alberghiero e l’insieme dell’indotto come suddetto hanno bisogno “di un trattamento unico ed esclusivo da parte del legislatore al fine di mantenerlo in vita” […] “siamo fermi da un anno, alcune attività sono a fatturato zero e si sono dispersi anni di lavoro” è l’affermazione senza mezzi termini di Roberto Necci e, del resto, “tutto ciò era prevedibile visto che le nostre aziende dipendono dai flussi turistici internazionali”.

Continua pertanto la raccolta delle firme per la  Petizione della Federalberghi, poiché la situazione è tale che dovrebbe vedere coinvolti tutte le imprese e i lavoratori insieme, oltre a tutti i cittadini che ne hanno contezza della straordinaria gravità. Le aziende sono al collasso ed i lavoratori sono a casa sempre in attesa di quanto il governo aveva promesso in tema di ristori e cassa integrazione.

Aziende che per mantenersi vitali hanno bisogno di “ristori efficaci, proroga delle scadenze dei finanziamenti, elevazione sino a 20 anni dei finanziamenti garantiti dallo Stato, esonero di tasse ed imposte di qualunque misura, proroga del credito di imposta sino a tutto il 2021, aumento dei sostegni alla forza lavoro anche stagionale e riduzione dell’iva al 5% come già fatto dai competitors europei”.

In assenza di queste misure del resto conclude Roberto Necci difficilmente per le aziende, i lavoratori e l’intero comparto ci sarà un futuro.

Qui è possibile firmare la petizione di Federalberghi qui e ed ora   PETIZIONE

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