Liliana Segre, una senatrice discriminata

LILIANA SEGRE. classe 1930, SENATRICE ITALIANA *

di SERENA TRIVELLONI

Una vita spesa nella lotta di contrasto all’odio e alla discriminazione; una vita intensa, la sua, di quelle da custodire preziosamente. Una vita che andrebbe raccontata e riascoltata per ore e ore, una donna che invece si ritrova ad essere screditata, discriminata, insultata da chi non ha neanche il coraggio di metterci la faccia, o da chi, peggio ancora, si ritrova ad abbassare lo sguardo dinanzi a lei perché non reggerebbe quello di chi ha vissuto sulla propria pelle gli orrori dei campi nazisti, la sensazione di essere un numero, 75190, ancora tatuato sull’avambraccio.

Magari molti di questi “haters”, alcuni dei quali anche in giacca e cravatta, quando prendono un treno o passano davanti al binario 21 della stazione di Milano Centrale non sanno cosa abbia significato per Liliana, come per molti dei suoi compagni mai tornati a casa. Lei è tra i 25 bambini sopravvissuti di quei 776 partiti dal binario 21 per il campo di concentramento di Auschwitz.
Non dovrebbe essere necessario, oggi, raccontare chi sia questa persona, la sua esperienza dovrebbe essere parte della memoria collettiva, ma è bene ricordare cosa dovrebbe rappresentare per tutti noi, indipendentemente dalla fede politica.
A Liliana oggi è stata assegnata la scorta, per i vergognosi insulti e le minacce ricevuti – virtualmente o de visu, cosa cambia? 
Oggi si dice non più sicura di voler portare avanti la Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, perché impaurita, incredula e stanca.
Liliana però con tutto quello che ha vissuto sa bene che non bisogna dargliela vinta, perché è così che l’odio e la discriminazione si alimentano: con l’ignoranza e la paura di conoscere il diverso. D’altronde spesso si ha irrazionalmente paura di ciò che non si conosce.
La scorta per la Senatrice Segre ci lascia tanta amarezza e inquietudine, perché fa rendere conto di quanto i concetti di uguaglianza e tolleranza, principi alla base della nostra Costituzione, siano fragili come un bicchiere di cristallo, di come la storia rischi di ripetersi se non siamo noi i primi a tutelare il concetto non di razza, ma di essere umano: e lì, come di fronte alla legge, dovremmo essere davvero tutti uguali.

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* NdR – Il presente articolo a firma Serena Trivelloni  – e riportato sulla nostra Testata  per gentile concessione  della stessa autrice – è già stato pubblicato in data 9 novembre sul giornale online “Notizie in un Click” editato  da Ellebi Comunication di Loredana Buoso e diretto da Franco Cortese. 
Serena Trivelloni  attualmente collabora anche con lo Staff di “Only Italia” e di “Italia Madre” i cui comunicati sono apparsi più volte sulla Consul Press.    

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