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L’ITALIA si deve salvare da sola,
….. con o senza questa Europa !

….. E CIO’ SI DEVE FARE SUBITO, 
se vogliamo sperare in una Rinascita Nazionale    

una tagliente analisi di RICCARDO PEDRIZZI  *

La partita sui corona bond è ancora una volta rinviata, si va a dopo Pasqua quando si riuniranno i 27 capi di Stato dell’Unione Europea. Eppure tutti invocano decisioni rapide, concrete e soprattutto immediatamente operative. 
Non bastano – si dice da più parti – né la liquidità della BCE né i finanziamenti previsti dal governo italiano, che a tutti gli operatori di qualsiasi settore merceologico appaiono insufficienti e difficili da ottenere e da restituire una volta erogati. In particolare quel che preoccupa sono la tempistica e gli adempimenti burocratici.

Tanto per fare qualche esempio: 

  1. Nel caso di garanzia al 90% l’importo del prestito, sottoposto a valutazione delle banche (di cui ancora non si conoscono i relativi tempi di  istruttoria), non potrà superare il 25% del fatturato del 2019 oppure il doppio dell’importo annuo dei salari sempre del 2019.
  2. I mini prestiti fino a 25 mila euro garantiti al 100% non potranno superare il 25% dei ricavi che dovranno superare perciò i 100 mila euro al di sotto dei quali scende il finanziamento. 
  3. La restituzione dei prestiti dovrà avvenire entro i 6 anni, perché “ce lo chiede l’Europa”. È evidente che 6 anni di ammortamento sono pochi perché almeno 3 serviranno a recuperare il crollo dell’attività ed i rimanenti 2-3 anni metteranno sotto pressione l’impresa ed impediranno investimenti, oltre a rappresentare un handicap di tipo competitivo.

Fondamentale importanza riguarderà l’erogazione di liquidità necessaria a tenere in piedi le varie filiere produttive e distributive. La Germania l’ha già fatta arrivare nei conti correnti bancari dei suoi operatori economici, la Svizzera sta impiegando solo 48 ore per pompare risorse nel proprio tessuto imprenditoriale, per non parlare di Francia e USA. 
Bisogna dunque non solo evitare di essere soppiantati dalla concorrenza estera, ma soprattutto di risolvere i problemi urgenti di liquidità immediata per la stessa sopravvivenza delle nostre imprese che – come ha dichiarato dal suo canto il Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero De Raho – potrebbero essere facile preda della criminalità organizzata. (*1)

Per questo non possiamo aspettare il prossimo Vertice Europeo di fine aprile, ma bisogna porre mano subito anche a strade alternative come quella indicata da economisti, banchieri, imprenditori ed esponenti politici, (*2) secondo i quali si potrebbe finanziare la ricostruzione della nostra economia reale con un prestito “libero” e non forzoso, a lungo termine, garantito dal consistente patrimonio dell’Italia, sottoscritto dai risparmiatori italiani che detengono soldi liquidi presso il sistema bancario per oltre 4200 miliardi di euro. 
Occorre perciò quanto prima riportare la fiducia del Paese nei confronti dello Stato italiano e, soprattutto, del destino futuro della nostra comunità nazionale.

                                                      *già  Segretario e Presidente nelle Comm.ni Finanza e Tesoro
durante  più Legilature presso i due rami del Parlamento

***** ***** *****

NOTE A MARGINE 
(*1)
Oltre ai pericoli provenienti dalla criminalità organizzata, potrebbero verificarsi anche probabili interventi predatori da parte di una finanza apolide ed internazionale o da parte di altri Stati Esteri per appropriarsi di importanti imprese italiane…. episodi non insoliti per il nostro Paese. Ed in tale scenario bisogna vigilare su azioni di “pirateria tributaria” da parte di alcuni Stati Canaglia che – anche in ambito dell’Unione (?) Europea –  gestiscono pseudo paradisi fiscali, lucrando sulla concentrazione di Sedi Legali nel loro territorio di realtà imprenditoriali di ben diversa nazionalità.  
(*2)  Al riguardo si desidera segnalare 2 interventi su percorribili strade alternative già pubblicati recentemente sulla Consul Press in data 01/04 – 31/03, che offrono interessanti argomenti di riflessione e di approfondimento per possibili soluzioni da autogestire. 
Qui di seguito si indicano i relativi link per una eventuale disamina ed un auspicabile confronto di idee, a prescindere dagli schemi imposti dal Pensiero Unico Dominante. ____________G.M.
  

01.04 MANIFESTO in 12 PUNTI

31.03 – PIANO SALVEZZA NAZIONALE

 


Riccardo Pedrizzi

Giornalista, saggista, autore di numerosi testi e direttore di importanti periodici.

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