Livelli altissimi di smog nel Mondo e in Italia

Lo smog, o inquinamento atmosferico è una preoccupazione che ormai dilaga ovunque nel Mondo. Si dipana attraverso l’atmosfera quindi non c’è una città esonerata completamente, e viene compromessa la qualità dell’aria anche nelle zone limitrofe.

Il particolato, il biossido di azoto e l’ozono troposferico sono attualmente considerati i tre elementi che incidono in maniera più significativa sulla salute umana. Le conseguenze, quindi, alle esposizioni prolungate allo smog varia dall’indebolimento del sistema respiratorio fino alla morte prematura.

Circa il 90% degli abitanti delle città è esposto a concentrazioni di inquinanti superiori ai livelli di qualità dell’aria ritenuti dannosi per la salute. Per esempio, si stima che il particolato sottile (PM2.5) riduca l’aspettativa di vita nell’Ue di più di 8 mesi.

A preoccupare molto è il benzo(a)pirene. Si tratta di un inquinante cancerogeno le cui concentrazioni sono superiori alla soglia fissata per proteggere la salute umana in diverse aree urbane. Colpite soprattutto l’Europa centrale e orientale.

L’inquinamento atmosferico ha diverse fonti, sia antropiche sia di origine naturale:

  • utilizzo di combustibili fossili nella produzione di elettricità, nei trasporti, nell’industria e nelle abitazioni;
  • processi industriali e utilizzo di solventi, per esempio nell’industria chimica e mineraria;
  • agricoltura;
  • trattamento dei rifiuti;
  • eruzioni vulcaniche, polveri aerodiffuse, spuma del mare ed emissioni di composti organici volatili provenienti dalle piante sono esempi di fonti di emissione naturali.

Il raggiungimento di livelli di qualità dell’aria che non comportino conseguenze o rischi inaccettabili per la salute umana e l’ambiente è il principale obiettivo dell’Ue. Infatti, opera su più livelli: la legislazione, la cooperazione con i settori responsabili dell’inquinamento atmosferico, nonché con le autorità internazionali, nazionali e regionali e le organizzazioni non governative e attraverso la ricerca. Le politiche dell’Ue mirano a ridurre l’esposizione all’inquinamento atmosferico diminuendo le emissioni e fissando limiti e valori obiettivo per la qualità dell’aria.

Secondo il Rapporto 2021 sulla qualità dell’aria dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) nei 27 Stati membri, nel 2019 circa 307.000 persone sono morte prematuramente a causa dell’esposizione a PM2,5, 40.400 per l’NO2 e 16.800 a causa dell’esposizione acuta all’ozono. I decessi per smog sono diminuiti del 16% rispetto al 2018 e del 33% con riferimento al 2005. “Almeno il 58% dei decessi da PM2,5 in Ue“, fa sapere l’Aea, “si sarebbe potuto evitare se tutti gli Stati membri avessero raggiunto il nuovo parametro Oms per il PM2,5 di 5 µg/m3. Con i parametri dell’Organizzazione mondiale della Sanità, infatti, l’Italia avrebbe 32.200 decessi in meno (-32.200) da PM2,5″.

Anche nel 2019 il Belpaese si conferma tra i Paesi Ue dove sono più alti i rischi per la salute, in termini di morti e anni di vita persi, per l’esposizione allo smog. Infatti, nel 2019 l’Italia era il primo per numero di morti per biossido di azoto (NO2, 10.640 morti, +2% rispetto ai dati del Rapporto Aea 2020). Inoltre, è il secondo dopo la Germania per i rischi da particolato fine PM2,5 (49.900 morti, -4%) e ozono (O3, 3170 morti, +5% sul 2018).

Secondo dati Istat, in riferimento all’ultimo Rapporto 2021 sulla qualità dell’aria in Europa, il Belpaese dispone di appena 33,8 metri quadrati di verde urbano per abitante. Quindi c’è bisogno di puntare su un grande piano di riqualificazione urbana di parchi e giardini che migliori la qualità dell’aria e della vita della popolazione, dando una spinta all’economia e all’occupazione. L’inquinamento atmosferico è considerato dal 47% degli italiani la prima emergenza ambientale. L’obiettivo è creare vere e proprie oasi mangia smog nelle città effettuando scelte mirate. Come ad esempio, alberi più efficaci nel catturare i gas a effetto serra e bloccare le polveri sottili.

A provocare lo smog nelle città è l’effetto combinato dei cambiamenti climaticidel traffico e della ridotta disponibilità di spazi verdi. Una situazione che peggiora nelle metropoli dove i valori vanno dai 15,2 metri quadrati di Messina ai 17,1 di Roma, dai 17,8 di Milano ai 22,2 di Firenze, dai 42,4 di Venezia ai 9,2 di Bari.

Nella manovra di bilancio 2021 c’è la proroga del bonus verde, e si spera che, entro i prossimi tre anni, vengano piantati oltre 300 mila nuovi alberi, creati quasi 8 milioni di metri quadrati aggiuntivi di parchi e giardini. Nonché, 16 mila nuovi terrazzi e balconi fioriti. Azione, questa, che porrebbe l’Italia all’avanguardia nella lotta allo smog e ai cambiamenti climatici.

Tallinn, capitale dell’Estonia, è stata recentemente nominata vincitrice del premio Capitale verde europea 2023. Aggiungendosi alla classifica con numerose altre città europee tra cui StoccolmaAmburgoCopenaghenGrenobleLubianaLisbona e Lahti. Il premio Foglia verde 2022, destinato alle città con una popolazione tra 20.000 e 100.000 abitanti, è stato assegnato a Valongo, in Portogallo, e Winterswijk, nei Paesi Bassi.

L’India, in questo 2021, si aggiudica un altro primato negativo. Dopo essere stata nei primi posti delle classifiche per morti e contagi da Covid-19 diventa il Paese più inquinato al Mondo. La capitale Nuova Delhi, infatti, entra in semi lockdown per tutta la settimana. Quindi, uffici chiusi e milioni di dipendenti in smart working.

La misura, che si affianca alla chiusura delle scuole e al blocco dei cantieri edili per quattro giorni, è imposta dalla Corte suprema per difendere i cittadini dall’inquinamento atmosferico e abbattere il traffico. Alcune immagini satellitari della Nasa hanno mostrato la maggior parte delle pianure settentrionali dell’India coperte da una densa foschia.

Nuova Delhi vive un’emergenza inquinamento dall’inizio di novembre, avvolta in una nube tossica di smog fortemente dannosa per la salute. Per l’abbassamento delle temperature, i fuochi d’artificio bruciati in tutto il Paese per la festa di Diwali, e le stoppie bruciate dai contadini a Delhi, l’Aqi, (indice medio di qualità dell’aria che misura la concentrazione delle particelle di PM2.5 per metro cubo) ha raggiunto il livello di 499. Secondo l’Oms il pericolo scatta già oltre il valore di 100. Ricordiamo che l’India è l’unico Paese che alla Cop26 a Glasgow ha chiesto di spostare il termine ultimo delle emissioni di Co2 dal 2030 al 2070.

Giorgia Iacuele

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