Non dimenticare l’IRAN ! *

Non possiamo dimenticare l’Iran, il Paese mediorientale più vicino a noi di tante nazioni dell’indifferente “occidente”nordico. E’ un legame, quell0 che ci lega alla grande Repubblica che affonda le sue radici nei tempi dei tempi, quando i due Imperi, il Persiano ed il Romano, pur su fronti opposti, creavano cultura, progresso e, in una parola, civiltà  in un mondo di barbarie.

      In molte situazioni si è voluto sottacere, allo scopo di non valicare quel  fossato, costruito ad arte dalle esigenze della politica internazionale, l’evidente similitudine etnica e di pensiero, che dal Mediterraneo, bacino di incontri e scambi, giunge a lambire il Golfo Persico. Anche la storia più recente ha dimostrato come due mondi pur lontani, ma vicinissimi,  non abbiano smesso di comunicare sulla stessa lunghezza d’onda: dal 1862 sono iniziati i primi contatti diplomatici, coronati, da lì a pochi anni con l’apertura dell’Ambasciata d’Italia a Teheran.

       C’è  tra la nostra gente e la popolazione iraniana un rapporto collaudato di reciproca simpatia, che va ben oltre il comune interesse culturale;  è un rapporto che il tempo ha consolidato attraverso una linea di condotta fondata sul  recupero storico-archeologico di millenarie civiltà, mai in contrasto proprio per quella condivisa vocazione a  rendere, antiche vestigia, un simbolo vivo della umana intelligenza, artefice di pacifico progresso.

      Malgrado i quattromila kilometri che ci dividono dalla variegata Regione iraniana, oggi il turismo, anche per un capillare impegno del Governo dell’Iran , ha raggiunto un considerevole numero di presenze, che, le diverse zone climatiche attirano, non solo per i numerosi, antichi monumenti e per le moderne, ardite architetture, ma anche per salutari soggiorni idroterapici e marini.

      Viceversa la folta rappresentanza nelle università italiane di studenti iraniani è la conferma come la grande Nazione mediorientale nutra una favorevole considerazione per le nostre istituzioni culturali e scientifiche.

       Sarebbe un vero “vulnus”  se, il peggioramento  di eventi internazionali, affatto idonei a conservare una duratura pace nell’area compresa tra Mediterraneo orientale e Golfo Persico, incidessero nelle ottime relazioni, già fiorenti e suscettibili di ulteriori progressi: non saranno pressioni economiche, esclusivamente, peraltro, a danno delle popolazioni, a garantire interessi, più o meno larvati, nella Regione, né la Pace, per essere tale, può permettersi pericolosi strappi.

Alessandro P.Benini

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* “NON DIMENTICARE L’IRAN !” si ricollega ad un Seminario svoltosi il 12 febbraio presso la Camera dei Deputati organizzato dall’ Istituto “Vision & Global Trends” sullo specifico tema “Iran: patrimonio dell’Umanità – Le relazioni culturali tra Italia e Iran”

 


Alessandro P. Benini

Esperto di Finanza e di Storia dell'Economia.

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