Post Covid-19, il Fonclea intervistato dalla Consul Press

I “VIRUS  PASSANO, …. LE “STORIE  ED  I  RICORDI RESTANO 

Il Fonclea, storico locale, sito in via Crescenzio, è tra i più importanti pub di live music a Roma che, oltre ad offrire ottimo cibo, propone una vasta gamma di eventi tra esibizioni ed eventi musicali.
Già la nostra”Testata” a settembre dello scorso anno ha dedicato un paio di segnalazioni sullo spettacolo “Ma cos’è questa Crisi ?”, ricordando simpaticamente il grande Ettore Petrolini;  poi in ottobre la pubblicazione di una lunga intervista a tutto campo con Francesco Ghidoli, uno degli storici fondatori del Locale.
Purtroppo nel 2020, con l’inizio di marzo, il Covid 19 ha inferto un brutto colpo a tutto il comparto della ristorazione, specie a qualla congiunta con l’ intrattenimento musicale ed il piccolo palcoscenico. Dopo circa 3 mesi di assoluto black out (o lock down), verso fine maggio si è iniziato ad intravedere qualche accenno di ripartenza ed attualmente c’è solo da sperare e da lottare con un rinnovati impegno.

Si è pertanto ipotizzato di intervistare, insieme ad altri nominativi di prestigio, nuovamente il “Patron” del Fonclea sulla ripresa delle attività di ristorazione, le più colpite insieme a quelle turistiche / alberghiere. 
Qui di seguito si riporta l’intervista rilasciata da Francesco Ghidoli al “nostro” Matteo Platania, già redattore dei precedenti pezzi riguardanti il Fonclea nello scorso anno.

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Caro Francesco, come ha risposto il Fonclea al Covid ? 
Il Fonclea non è che ha potuto rispondere in modo del tutto differente da quella che, purtroppo, è stata la realtà. Noi siamo stati chiusi da subito, in ottemperanza alle disposizioni che ci sono state date, affrontando lunghi mesi di inattività. Il nostro è un tipo di locale, che si basa – non solo sulla ristorazione – ma anche sugli intrattenimenti musicali e concerti. 
Non abbiamo avuto la possibilità di incassare nulla pur avendo ingenti quantità di spese.

A livello personale, come l’hai vissuta questa situazione ? 
L’ho vissuta come la maggior parte degli italiani: stando a casa, con i miei figli, mia moglie. Stando insieme ci si riscopre, anche se alla mia famiglia non ho mai fatto mancare tempo, perché sono sempre riuscito a dedicare loro tempo. Ci sono stati alti e bassi: sentire da un lato la pressione della mancanza di attività e dall’altro cercare, nella quotidianità, un modo di poter superare questa situazione. Non è facile conciliare questi aspetti. Chi dispone di grandi risorse certamente è avvantaggio, chi, invece, vive di risorse che si basano sul lavoro quotidiano, nel momento in cui questo viene a mancare ….i problemi e i pensieri aumentano.

Come l’hai vissuta, invece, come proprietario-manager dell’attività ?  
Se sei costretto a chiudere per causa maggiore, chiudi. La cosa pazzesca è che se ci sono voluti 43 anni per creare qualche cosa, ti rendi conto che bastano 3 o 4 mesi di inattività per farti cedere e cadere in uno stato di grandissima difficoltà. Quando hai la responsabilità, nei confronti dei dipendenti, di dover ottemperare agli stipendi, hai una maggiore pressione. Vivi sperando che questa situazione finisca. Metto davanti le esigenze delle famiglie che lavorano per me.

Ci sono stati dei tagli al personale ? 
Tagli al personale sostanziali no, nel senso che ho delle figure che sono principali e poi ho rapporti occasionali, sempre ben inquadrati. In base al ruolo delle varie persone sono venuto incontro a tutti quanti in egual misura.

Ti ho posto questa domanda – forse per certi versi scomoda – perché recentemente ho sentito, via  radio, di un locale che ha quasi dimezzato il personale. 
In questo momento non si possono licenziare i dipendenti. La cassa integrazione, che comunque ti copre in modo parziale, è arrivata con mesi e mesi di ritardo; nel frattempo, non è che potevo non dare la possibilità al mio personale di non fare la spesa, sono intervenuto nei limiti delle possibilità.

Che cosa pensi del servizio a domicilio ? 
Il nostro locale non è un locale che può fare servizio a domicilio…. “Qui si viene per stare qui !” ed il nostro è un locale che non può prescindere dall’attività artistica. Anch’io ho ordinato pizza e sushi, ma in locali che possono offrire questo tipo di servizio, perché di questo vivono. Noi, invece, viviamo non solo delle cene, ma della fusione tra il cibo e l’evento musicale. Non potrei mai fare servizio a domicilio. È come dire che ho un teatro e vendo gelati e popcorn, ma il teatro rimane chiuso, non ha senso. La gente viene per lo spettacolo. È un abbinamento che non è scindibile.

Quando riprenderanno gli eventi ? 
Questo non dipende da noi, perché il problema è abbastanza articolato. Nella sala maggiore dove posso ospitare 80 persone che vengono a cena, adesso, con le distanza che vanno rispettate, posso ospitarne meno della metà, per cui non posso proporre concerti, musicisti, attrazioni e pagare la SIAE, perché non ho ritorno. Quando si supererà questa emergenza e quando ci sarà un allentamento di queste norme così rigide, possiamo sperare di tornare a quello che eravamo.  Vivo la grande speranza di poter riaprire con le caratteristiche che avevamo prima della pandemia.

Come stai vedendo lo scenario confrontandolo con il precedente ? 
Non ci sono turisti e siamo al centro. Tutti gli hotel navigano in difficili condizioni. Non c’è turismo. Gli italiani, avendo vissuto questo grande momento di difficoltà, non è che si possono permettere di concedersi particolari lussi. È cambiato tutto. Da qualche settimana si nota un po’ di traffico, dovuto solamente alla gente che si sposta per raggiungere il posto di lavoro. I negozi sono vuoti, alcuni neanche hanno riaperto.

Come abbiamo risposto a livello politico ? 
Se chiedi a persone diverse ognuno ha una propria idea. C’è chi dice che l’Italia non ha agito con un certo raziocinio, c’è chi dice che abbiamo sbagliato tutto. Quello che può dire un cittadino non è quello che direbbe un politico, che deve cercare di dare una risposta accattivante nei confronti della popolazione. Tutto sommato accetto quella che è stata la strategia italiana e mi ritengo soddisfatto. Nessuno era pronto a una cosa del genere, per cui come si fa a giudicare?

Che cosa ti auguri per il futuro ? 
Innanzitutto che questo virus venga debellato, prima la salute delle persone e che tutto possa ripartire. Spero nei vaccini, nella guarigione da questo virus e di conseguenza una ripartenza economica in tutto il mondo.

Caro Francesco – sia a titolo personale, sia a nome della Consul Press – mi associo al tuo augurio e spero poter ritornare al Fonclea, appena ci sarà un prossimo evento  ! 

  intervista a cura di Matteo Platania

pub, FONCLEA, Francesco Ghidoli

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