Rimembrando le Vite Parallele di Plutarco: un italiano e un russo. Almanacco di una ricorrenza il 18 dicembre in Italia e in Russia

Ironia della Storia in poche battute

 Raffaele Panico

Italia. 18 dicembre 1932 inaugurazione di Littoria, una tra le oltre 100 città di fondazione. In circa un decennio, di città, comuni rurali e borghi in totale saranno all’incirca 190 fondati e disseminati, dopo Littoria nel ’32, nel regno d’Italia e d’Albania, Dalmazia, Libia Nordafrica e Africa Orientale Italiana. Nel 1942 la celebrazione del Decennio con l’inaugurazione dell’EUR, Esposizione Universale Romana. Ed il piano di bonifiche integrali avviato nel 1928 doveva andare avanti per 30 anni. 
A guerra finita che, nei piani originari non doveva proprio tenersi (essendo – disse Mussolini – l’Italia una nazione sazia e soddisfatta dei suoi confini dalle Alpi all’Oceano indiano), Littoria sarà rinominata Latina.
Dal 1934 era una nuova Provincia d’Italia Littoria-Latina. Venne inaugurata da Mussolini, conosciuto meglio con l’appellativo di Duce, Fondatore dell’Impero del 9 maggio 1936 e Maresciallo D’Italia. A farla breve convertitosi al Nazismo “sulla via del Brennero” come Saulo di Tarso su quella di Damasco, divenne un presidente fantoccio di uno degli Stati satelliti del Terzo Reich dopo il 25 luglio 1943, l’8 settembre stesso anno in corso, non trovando il coraggio visti i suoi fallimenti nel reggere le sorti dell’Italia dal 1929, con le infami leggi razziali e l’alleanza con il pittore austriaco Adolf Hitler, con lo sbarco in Sicilia angloamericano di prendere atto che era arrivato il suo momento, un Duce, un Maresciallo o altro al vertice di una catena di comando, che apra il cassetto e si spari un colpo alla tempia. 
Avrebbe così risparmiato agli italiani circa 20 mesi di guerra civile, ancora non terminata.

Russia. 18 dicembre ricorrenza della nascita di Stalin, nato in Georgia. Di umili origini, figlio di un calzolaio, arriverà a diventare Presidente dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, meglio conosciuto dagli occidentali, in Occidente quindi dagli italiani, il compagno nato Iosif Vissarionovic Dzhugashvi poi detto Stalin “Uomo di ferro”. In verità Stalin volle essere definito ed era chiamato Duce dei Popoli Lavoratori, dato che l’Unione Sovietica era composta da oltre 100 etnie, da diverse repubbliche e nazioni ed era multietnica, inclusiva come diciamo oggi e capace di integrare i popoli. 
Popoli lavoratori che, se emarginavano, escludevano ed erano intolleranti, questo sì lo facevano e lo applicavano solo verso i parassiti, perché tutti dovevano contribuire al socialismo attraverso il lavoro. Autunno del 1943,
l’Armata Rossa vince su tutti i fronti contro i nazisti dopo Stalingrado, Hitler va su tutte le furie, manipolato dal dottor Morrel suo medico personale che gli forniva anfetamine e morfina a secondo dei giorni, decide di far eliminare con un sol colpo Roosevelt, Churchill e Stalin a Teheran in occasione del loro incontro, tra i tre leader alleati. Un fatto che, se fosse riuscito, per effetto mediatico mondiale di impatto devastante sul morale dei popoli in guerra è come per capirci la contemporanea eliminazione di Kennedy, Lady Diana e Aldo Moro o in tema di un russo diciamo un Trotsky. Tre leader mondiali in un sol colpo! La trama hitleriana venne svelata nonostante i tedeschi erano molto forti e avessero grandi appoggi di propri uomini, agenti, collaboratori infiltrati in Persia dai tempi della Germania del Kaiser, ma lo erano altrettanto i russi che, pur essendo Fuoriusciti, termine ripreso dagli italiani esuli dopo l’avvento del regime fascista, fuori usciti dalla patria dai tempi della Rivoluzione, quando si tratta di Patria, e di richiamo della Madre Russia, l’onore e l’amore dei suoi figli è sopra ogni credo ideologico. Per la Patria si dà la vita! Vennero pertanto arrestati centinaia e centinaia di tedeschi e loro affiliati, ed eliminati a decine e decine.

 

Epilogo da “convergenze parallele invertite”

Qui vediamo in una foto d’Archivio il Duce dei popoli Lavoratori con Churchill: è felice e commosso per tanto successo a Teheran

 

 

Qui, il Duce italiano che per una legge del contrappasso da Divina Commedia penzola a testa in giù come ha ridotto l’Italia e gli italiani

    

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