Sindaco di Seoul, Park Won-soon, trovato morto sulla montagna Bukak

Il sindaco Park, il secondo funzionario più potente della
Corea del Sud trovato morto in montagna fuori della capitale

Raffaele Panico

Dopo sette ore di ricerca impegnati circa 600 agenti di polizia, vigili del fuoco, e tre cani da salvataggio, che hanno perlustrato la città, alla fine il corpo è stato trovato da un cane da salvataggio e identificato dai vigili del fuoco.

Park Won-soon trovato cadavere sulla montagna Bukak, nel quartiere Seongbuk-gu di Seoul, appena dopo mezzanotte di venerdì ora di Seoul. Il luogo è prossimo alla sua residenza ufficiale di Jongno-gu.

Alcune circostanze sono poco chiare. La polizia non ha rivelato come è morto il sindaco al fine di proteggere la privacy del deceduto, ma hanno escluso il gioco scorretto “but they have ruled out foul play”. Inoltre, non è emersa alcuna nota di suicidio, sul luogo, e i suoi effetti personali sono stati trovati nelle vicinanze, queste dichiarazioni di Choi Ik-soo, funzionario del dipartimento criminale della Seoul Metropolitan Police Agency.

Agenti di polizia trasportano il corpo di Park Won-soon [foto: Kim Hong-Ji / Reuters]

Park Won-soon di 64 anni era dato per disperso da sua figlia giovedì sera precedente, ha aggiunto un funzionario di polizia a conoscenza del caso.

Park era nato nel 1956, a Gyeongsang a sud della Corea del Sud. Dopo aver lavorato come procuratore, era diventato segretario di una grande ONG, per diversi anni, esattamente “Segretario Generale della Solidarietà popolare per la democratizzazione partecipativa”.

L’attivista civico di lunga data, era sindaco di Seoul dal 2011 ed era la speranza del suo partito, il Partito democratico liberale, in quanto era un esponente di punta e quindi visto come candidato per il paese nelle elezioni presidenziali del 2022.

Park era stato eletto con una vittoria schiacciante contro il partito al potere, era una novità, il nuovo che avanza, senza legami politici o esperienza aveva suscitato nuove speranze nell’opinione pubblica, la sua inaspettata salita era vista come un segno dei tempi per i sudcoreani stanchi della politica tradizionale.

Già avvocato per i diritti umani con autonomia e in modo indipendente aveva stretto un’alleanza con i partiti dell’opposizione. Aveva sostenuto i progetti di welfare della capitale ed era diventato il simbolo del rinnovamento per una città con circa 10 milioni di abitanti, così e stato rieletto sindaco più volte e il suo attuale mandato era in scadenza nel 2022. Accusato di molestie sessuali da parte di un’impiegata della municipalità della capitale Seoul, che lo aveva denunciato mercoledì scorso 2 giorni prima la morte, alla polizia. Sulla vicenda di accusa di molestie sessuali i media locali sostengono che sarebbe dovuto andare in onda in un programma di una emittente tv proprio la sera del giorno della scomparsa. Una persona della famiglia di Park ha rilasciato una dichiarazione: “era tempo di lasciarlo andare e così sollecitando le persone a evitare di diffondere dichiarazioni infondate”.

“Se gli atti di diffamazione continuano a prescindere dalla verità, risponderemo severamente con azioni legali”, ha dichiarato invece Moon Mi-Run, in precedenza questi ha ricoperto il ruolo di vice sindaco sotto amministrazione di Park. “Chiedo scusa a tutti”, riportano alcuni siti esteri sembra abbia scritto Park in una nota lasciata sulla sua scrivania e rilasciata dal governo della città con il permesso della sua famiglia.

E continua: “Ringrazio tutti quelli che sono stati con me nella mia vita. Mi dispiace così tanto per la mia famiglia, a cui ho solo causato dolore. Per favore, cremate il mio corpo e disperdete la cenere sulla tomba dei miei genitori”, dice la nota.

Secondo la legge sudcoreana, quando un sospetto muore, le indagini aperte sono chiuse in quanto i pubblici ministeri non hanno motivo di incriminare. La scomparsa del Sindaco di Seoul è stata denunciata dalla figlia che, ha raccontato alla polizia, come suo padre prima di uscire di casa abbia pronunciato cose che ha suonavano come le sue “ultime parole”. Quindi non vedendolo rientrare a casa, dopo aver provato a chiamarlo sul cellulare che risultava spento, la figlia a quel punto ha chiamato la polizia.

Si attendono i risultati dell’autopsia per accertare le cause della morte.

 

 

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