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Sinderesi

SINDERESI –  conoscenza innata di ciò che è bene e di ciò che è male.

Anche se a molti sembrerà strano un articolo riguardante la semantica, ossia quella parte della linguistica che studia il significato delle parole, vogliamo proporre la conoscenza di una parola che raramente si incontra: SINDERESI.

La nostra lingua è bellissima, anche se non apprezzata dai politici che spesso usano vocaboli inglesi, incomprensibili da parte una fascia non irrilevante della popolazione, e che – anche come vertici del Governo – non hanno inteso dare rilevanza e tutela costituzionale alla lingua italiana. Per quanti lo ignorano informiamo infatti che i Costituenti non hanno ritenuto opportuno di inserire l’italiano come lingua ufficiale della Repubblica e, come conseguenza, abbiamo una classe politica che spesso sproloquia con termini stranieri, tanto che l’italiano è scarsamente considerato dall’Unione Europea, che ad esempio privilegia lo spagnolo.

Ciò premesso, riteniamo utile rilanciare una parola, molto utilizzata nell’ambito della filosofia scolastica e la cui conoscenza risulta di estrema utilità ed attualità. Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnorea (attuale Bagnoregio – VT), tra i maggiori filosofi della scuola medioevale – che prese il nome di scolastica – la definirono come capacità naturale dell’uomo di conoscere immediatamente i principi universali dell’ordine morale, ossia il discernimento morale quale sentimento della coscienza che distingue il bene dal male.

Questo termine fu utilizzato dal biblista e teologo romano Sofronius Eusebius Hieronymus (noto come San Girolomo), nato nel IV secolo nella città istriana di Stridone (attuale Zreny in Croazia) e morto a Betlemme in Palestina,  famoso per aver tradotto la Bibbia in latino (la Vulgata, utilizzata ancora oggi dalla Chiesa Cattolica per le messe in rito tridentino), per il quale (Commento ad Ezechiele I,c.I)  la sinderesi sarebbe quella «scintilla conscientiae» (luce della coscienza) che permette all’uomo di avere la conoscenza innata del bene e del male. Conoscenza del bene e del male che oggi viene messa al rischio da religioni emergenti ed in continua crescita anche nel nostro Paese, come l’Islam, per il quale il concetto di bene è relativo ed è bene procurare un disagio (quindi il “male”) ai cosiddetti “infedeli“, con la sottomissione alla loro legge religiosa (sharia) contro la loro volontà o, nei casi estremi, togliere loro la vita.

Per comprendere l’attualità della sinderesi è bene rileggere Tommaso d’Aquino, il maggiore filosofo della scolastica, il quale partendo da concetti già presenti in Aristotele, la definisce (Summa II-II) come  tendenza verso il bene e fuga dal male ponendola al centro dell’etica cristiana (motus rationalis creaturae ad Deum).

Filippo Ortenzi