Una Dissertazione sull’Islam

Islamofobia? No, solo “asimmetria morale”

di Leandro ABEILLE*

Dio e CesareNonostante gli attentati terroristici che si susseguono a ritmi incalzanti, c’è sempre qualcuno che vuole fare il distinguo tra Islam e terrorismo. L’unica differenza che c’è tra l’Islam e terrorismo è che il primo è una religione ed un credo politico (non c’è separazione infatti tra Dio e Cesare nell’Islam ma c’è Dio che impone a Cesare la sua politica), il secondo è una tattica di lotta politica.

Il problema dell’Occidente In Occidente siamo così supini alla mentalità del “politically correct” che ci sforziamo, in tutti i modi, di far sembrare l’Islam per quello che non è, che non è mai stato e mai sarà. Al contrario del cristianesimo praticato in Italia, l’Islam è una religione che è davvero seguita dai suoi fedeli. Non esistono, nell’Islam, “credenti non praticanti”, esistono dei credenti e questi praticano la religione insegnata loro da Maometto: l’ultimo ed il sigillo dei profeti.

L’Islam è anche una religione strutturata per prevalere, proprio perché si basa sul fatto imprescindibile che la verità “definitiva” data da Dio, sia stata quella tramandata dal suo fondatore. Gli occidentali, invece, nella smania di mettere tutto sullo stesso piano, commettono l’errore più grave possibile, nei confronti di una religione che ha gli strumenti e risorse umane per primeggiare sulle altre. Un cristiano difficilmente inserirebbe la religione tra i valori per cui verrebbe la pena “far getto della propria vita”, il musulmano invece, non avrebbe problemi a farlo (e questo dovere è volte richiamato dal Corano). Il cristiano, nella grande maggioranza dei casi, è un credente solo nei momenti difficili e nei riti di passaggio, il musulmano lo è sempre e come tale, considera l’Islam uno dei capisaldi della sua vita.

Asimmetria morale > Esiste poi una asimmetria morale applicata dagli occidentali nei confronti dell’Islam: nell’agosto del 2016 nell’isola di Lesbo, due operatori dell’ organizzazione non governativa Euro Relief, impiegati presso il locale centro per richiedenti asilo, sono stati accusati del tentativo di convertire al cristianesimo alcuni rifugiati musulmani (tramite qualche opuscolo e l’offerta del Vangelo di Giovanni tradotto in arabo). I responsabili della ONG hanno ordinato l’immediata cessazione della pratica di proselitismo, pena dei provvedimenti disciplinari verso gli evangelizzatori. A parti inverse, impedire l’attività di proselitismo fatta dai musulmani (tra l’altro una delle forme più alte del Jihad) sarebbe stato considerato islamofobo. Appare strano, ma ci sono occidentali che considerano il proselitismo per l’Islam un’azione “buona e santa” e chi lo fa per il cristianesimo, un’ingerenza culturale inammissibile. Con questo non si vuole sostenere una difesa d’ufficio del cristianesimo ma della simmetria morale che necessariamente deve esserci tra qualsiasi credo, sia politico, sia religioso. L’ipocrisia tutta occidentale è proprio questa, pure sostenendo la parità tra le religioni, c’è sempre qualche religione più “uguale” delle altre. Questa ipocrisia invece non esiste tra i musulmani perchè: “l’Islam è la migliore religione del mondo”.

Islam e cristianesimo > La differenza tra cristianesimo occidentalizzato e l’Islam e anche e forse soprattutto nell’applicazione della dottrina, in nessun passaggio del Vangelo si dice “Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati (Corano 9, 29)”. Dove un passaggio di questi, fosse scritto all’interno della dottrina cristiana, i fedeli di questa religione non lo applicherebbe di certo, anzi lo dimenticherebbero come sono stati dimenticati tanti altri dettami.

Questa voglia di esseri uguali a tutti i costi coinvolge anche la Chiesa, lo stesso dialogo interreligioso, avviato soprattutto in ambito cattolico, nei confronti dell’Islam, diventa opzione inutile, un miraggio ad uso e consumo di qualche spot giornalistico. Un esempio di enorme differenza tra le due religioni, è proprio uno dei pilastri del cristianesimo: la divinità di Gesù. Questa credenza cristiana è fieramente avversata nel Corano, è vero che i musulmani riconoscono nella figura di Gesù, il Messia, ma è altresì vero che ne rifiutano sdegnosamente la primogenitura da Dio: «Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!» (Corano 9,30). Adesso i progressisti “a tutti costi” potranno eccepire la traduzione o che magari l’annientamento è solo figurato, oppure che questa è parte delle “sure” più violente e che ce ne sono altre che lo sono meno (sono molti gli inviti alla pace nel Corano), rimane il fatto che, senza demagogia alcuna, il significato è assiomatico. E’ difficile trovare punti comuni tra Islam e Cristianesimo se si parte da quanto è scritto nel Corano ed in questo caso, si scontrano due visioni opposte: il Corano che, secondo i musulmani, è parola di Allah dice una cosa diametralmente opposta su Gesù che, secondo i cristiani è figlio di Dio. In pratica a distanza di 600 anni, Dio, nel Corano, ha disconosciuto suo figlio morto sulla croce. In buona sostanza o Gesù non è quello che dicono i cristiani, o il Corano è disinformato rispetto al figlio di Dio.

Una grande differenza tra Islam e cristianesimo è la perdita di terreno di quest’ultimo, non tanto per la straordinaria capacità di proliferare dei seguaci di Maometto, ma anche per le conversioni che propendono decisamente per la mezzaluna. Quando poi la conversione e i principi forti dell’Islam entrano in occidentali, già, in qualche modo, nemici del proprio sistema culturale, ecco che l’attività di radicalizzazione, intesa quale arroccarsi supposizioni forti, decise, sicure ed in contrasto con le altre, si sviluppa senza bisogno di raccomandazioni di qualche gruppuscolo terrorista sul web.

Islam e terrorismo > Tornando al terrorismo e all’Islam, alla fine, come è successo per al-Qaida, anche l’Isis verrà sconfitto, quello che non sarà annichilito è il terrorismo islamico, grazie ad ordini generali che traggono esempio e forza dal Corano e della Sunna. Un esempio è la fatwa (Dichiarazione del Fronte Islamico Mondiale che incita alla guerra santa contro gli ebrei) di Osama Bin Laden del 1998, basata su un’interpretazione che tanti musulmani definiscono attendibile del Corano e della Sunna: “la risoluzione di uccidere gli americani e i loro alleati, civili e militari, è un dovere individuale per ogni musulmano, che può espletarlo in ogni paese in cui è possibile farlo, allo scopo di liberare la moschea di Al-Aqsa e la moschea sacra dalla loro presa e allo scopo di scacciare i loro eserciti da tutti i paesi dell’Islam, sconfiggendoli e rendendoli incapaci di minacciare anche un solo musulmano. Questo in accordo con le parole di Dio Onnipotente: «E combattete uniti i pagani come loro combattono uniti tutti voi (9,36)» e «Combatteteli fino a che non vi sia più turbamento oppressione (fitnah), e fino a che prevalgano la giustizia e la fede in Dio (8,39)»”.

h_en_RamadanConcludendo > Approfondendo le fonti della sharia, di cui la principale è proprio il Corano, si  capisce che l’Islam è quello che credono che sia i terroristi islamici, più dei radical-chic nostrani. Se poi  qualche Iman progressista vuole farci credere che, quanto scritto, si riferisca ad una guerra non violenta, va  a cozzare con quelli che si prendono la briga di capire davvero l’Islam anche per bocca dei suoi fedeli, i quali,  per inciso, all’interno dei loro gruppi sui social, non hanno condannato affatto il recente attentato di Londra,  preferendo sottolineare che tra due mesi circa sarà Ramadan.

*Prof.  a c. Sociologia  UniRoma2 -“Tor Vergata”  # OSCE Law enforcement instructor  # Istruttore certificato di sic. Marittima  # Giornalista – Università degli Studi di Urbino Carlo Bo


Leandro ABEILLE

Giornalista, Saggista Libero Docente in problematiche internazionali, militari e sociali.

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