Usurocrazia e Signoraggio Bancario: un nuovo Libro di Cosimo MASSARO, intervistato dalla Consul Press

Presso il Caffè Letterario HoraFelix  

I PUNTI FERMI DI COSIMO MASSARO:
UN UOMO CHE  HA A CUORE I DIRITTI E LO SPIRITO

L’egemonia dello spirito sulla materia sta davvero a cuore al poliedrico Cosimo Massaro, esperto di politiche monetarie, classe 1971, che, lontano dai cerchiobottismi, crede anche nell’applicazione dell’adagio latino ‘in medio stat virtus’. L’antidoto contro le visioni distorte sia sulla forza della consuetudine e della tradizione sia sulla giustizia sociale ed economica risiede in un salto di paradigma. Bisogna trarre linfa, non partito, a parer suo, dalle cose buone provenienti da correnti di pensiero agli antipodi.

La sua ultima fatica letteraria, “Usucrazia svelata”, presentata nella libreria romana Horafelix, insieme ad Antonio Parisi, fior di galantuomo e giornalista di prim’ordine, guida i lettori al trasferimento del sapere. Una meta che, come stabilito dal Figlio di Dio, rende liberi. Grazie altresì all’humus della storia, della tradizione, appunto, e della capacità di conservare i valori ereditati dal passato. Un luogo affine alla forza mitopoietica della geografia emozionale, al pari dell’antica – ma non superata – terra dei Messapi. La casa degli avi. Gli preme pure la guerra del popolo contro l’oro, secondo il pensiero di Ezra Pound. Che fece poi un patto con antagonisti leali. Tipo Pier Paolo Pasolini.
Per cui il valore umanistico va a braccetto con quello spirituale. La panacea ai danni inflittici dall’inferno dell’Europa prospettato da Bettino Craxi e dall’empio signoraggio, che crea schiavi per mezzo di un falso in bilancio “legalizzato”, è individuabile nella destrezza di separare il bene dal male. Sulla stregua della tenacia di mettere in guardia gli amici.

Tali vede i lettori a cui risponde, uno per uno, anche per email. Perché il motivo della chiusura di ospedali, scuole, servizi pubblici vuole scandirlo a chiare lettere. Stessa cosa per le vicende avvenute nel piccolo stato del Vaticano, quando il blocco dei bancomat voluto dalla Deutsche Bank lasciò tutti di stucco. A illuminare le zone buie per Cosimo sono i princìpi che ci permettono di servirci del nostro intelletto per capire che le condizioni che si verificano per raggiungere il profitto non devono portare al “lato oscuro”. Si può dissentire in certi passaggi, giacché l’unico depositario della Verità assoluta resta il Padreterno, però il punto d’incontro e di confronto è costituito dal giusto riguardo per la sana audacia. Necessaria a praticare la virtù di dire ciò che si pensa e fare ciò che si dice. Nella consapevolezza che scendere a patti è abietto, ma stabilire un patto cementa l’intesa tra gente vera. A favore dei lettori. 

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Senza nulla togliere al salto di paradigma che illustri nel tuo ultimo libro, “Usurocrazia svelata”, la forza della consuetudine non lascia indifferenti. La ripartizione tra economia teorica ed economia applicativa è compatibile con quella umanistica o rischia di rimuovere certe ideologie? 
Nel capitolo dove tratto il salto di paradigma per oppormi  al  pensiero unico dominante, intendo evidenziare il fatto che bisogna cogliere il meglio delle  idee  della  sinistra, che  mirano alla distribuzione dei diritti sociali per  il raggiungimento del bene comune,   a   quelle di destra,  finalizzate a sostenere valori quali:   Stato  nazionale con senso patriottico, famiglia, lealtà, onore,  spiritualità e trascendenza in opposizione all’ateismo nichilistico.  Questa visione la ritengo necessaria per opporsi all’Usurocrazia Internazionale e apolide che sta dominando su tutti i popoli della terra, non solo il nostro. Motivo per il quale il poeta Ezra Pound definì la seconda guerra mondiale “la guerra del sangue contro l’oro”.
Quindi per opporci alla società fluida imposta dall’èlite dominante, dobbiamo valorizzare le nostre radici storico culturali che affondano  nella filosofia greca,   nel diritto romano e in duemila anni di valori cristiani. Per rispondere alla seconda parte  della tua domanda, ritengo  necessario che si debba  avere una visione umanistica dell’economia, altrimenti non si può parlare di economia secondo il senso originario greco del termine, cioè oikos che significa casa e nomos che significa dividere, cioè  ripartire per il bene comune.
Oggi viviamo un periodo storico dove i valori umani sono stati invertiti. Abbiamo la finanza collocata sopra l’economia, che  comanda sulla politica e in coda abbiamo messo i valori spirituali,  mentre dovrebbe essere esattamente il contrario. Collocare all’apice i valori spirituali per influenzare con giuste  idee la politica,  in modo da poter  gestire un’economia e  una finanza funzionali al bene comune.  

A molti professionisti interessano poco o niente i battibecchi tra europeisti ed euroscettici. Non vogliono domande, ma risposte: se si sapesse che l’Italia ha un piano B per uscire dall’euro – come sostiene Paolo Savona – equivarrebbe a bleffare o saremmo trattati con maggior riguardo?  
Secondo il mio punto di vista, per dare risposte  a tutta la società italiana non solo ai professionisti, è necessario organizzare  quanto prima un piano (B), attraverso l’attuazione (almeno parziale per ora) della Sovranità Monetaria iniziando ad emettere, senza debito, Biglietti Di Stato di proprietà del popolo italiano, per far ripartire tutta l’economia interna. Naturalmente a questo punto subiremmo forti attacchi da tutta l’oligarchia  del potere, infatti,   di solito, chi  ha toccato la tematica monetaria sappiamo bene la fine che ha fatto, pertanto occorre amplificare notevolmente queste tematiche, in modo da aumentare la consapevolezza del popolo e liberarlo dall’indottrinamento culturale subìto attraverso meccanismi di ingegneria sociale. Questo non sarebbe  bleffare, ma azione concreta.     

Chi vede il bello nei tempi lontani è accusato di avere un sentimento presbite. Negli anni però della prima Repubblica due politici, dalle ideologie opposte, come Ugo La Malfa e Giorgio Almirante s’intesero sulle questioni d’interesse nazionale. Nell’ambito di una dialettica tra conservatori e progressisti, può accadere ancor oggi?  
Dobbiamo prima fare le giuste analisi e considerazioni per poter rispondere correttamente. Porto un esempio che esula dall’ambito politico per far comprendere meglio il concetto. Il progresso scientifico raggiunto attraverso gli studi sull’atomo, che ha portato, di conseguenza anche alla costruzione della bomba atomica, possiamo considerarlo tale se poi in seguito ha fatto milioni di morti con la distruzione delle città di Hiroshima e Nagasaki?
La mia visione filosofica posso rappresentarla con questa metafora: un albero sano e forte deve avere delle radici radicate nel terreno, ma la chioma deve essere rigogliosa ed elevarsi in alto verso la luce. Queste due condizioni sono indispensabili per mantenere il giusto equilibrio e in buona salute il nostro albero che in questo caso rappresenta la forza un popolo. Sono per una visione organica della società, gestita da principi etici e in perfetto equilibrio tra passato e futuro, tra spiritualità e materialità. Pertanto sono convinto che ci debba essere dialogo tra le varie posizioni. Il problema è che tali posizioni e spinte ideologiche  sono falsate dalle logiche affaristiche dei grossi potentati che si servono delle ideologie per i loro loschi scopi. 

Pensi che ad alimentare l’energia positiva, che ti sta così a cuore, sia pure il piacere di denunciare i guasti della grancassa? 
Sono un uomo che crede in Dio, in un Suo atto creativo che ha generato tutto l’universo e che possiede in sè tutte le sue varie dimensioni. Un universo creato secondo un principio  dualistico e non monistico, ovvero positivo e negativo, uomo e donna,  yin  e yang, principio maschile e femminile e così via. Tale visione della creazione mette l’uomo nella condizione, secondo il libero arbitrio, di  dover fare delle scelte nella sua vita che necessariamente  porteranno a delle conseguenze  che potranno essere sia   positive  che negative.  Sta a noi scegliere  da che parte stare  e decidere se alimentare  una parte oppure l’altra.  

È ormai opinione diffusa, tanto per chi crede nell’egemonia dello spirito sulla materia quanto per chi punta al benessere collettivo connesso all’agire economico, che nella prima Repubblica si stava meglio. Era dovuto al fatto che, pur indebitandosi, lo Stato spendeva molto per sostenere le imprese? 
No, non dipende da questo ma quanto dal fatto che prima del 1981 il rapporto tra  Tesoro e Banca d’Italia era  totalmente interno, subito dopo, con la loro divisione, si mise la nostra economia dei Titoli di Stato in mano ai mercati.  Quella fu una delle  prime  tappe  delle devastanti politiche iperliberiste che prepararono il terreno alla futura globalizzazione e  al  suo turbo-capitalismo. Fu una decisione presa da Carlo Azeglio Ciampi e da Beniamino Andreatta  collocabile  in un progetto di più ampio raggio, una tappa di un accordo tra super logge massoniche internazionali. 
Prima del 1981, abbiamo il periodo del boom economico italiano, il rapporto “Debito Pubblico- PIL” era al 60 %, subito dopo invece  schizza al 120%, ma l’Italia, comunque sia, a fine anni ’80 e inizio anni ’90, diventò la 4° potenza economica mondiale. Ma purtroppo per noi, dopo, Romano Prodi firmò il trattato di Maastricht e da quel momento in poi iniziò il cosiddetto periodo dell’austerity per abbattere gli investimenti sulla spesa pubblica di interesse sociale.
A distanza di anni, dal punto di vista storico, si evince, senza ombra di dubbio, che esisteva una buona parte della politica nostrana,  in opposizione  alla  futura globalizzazione e a questa attuale Europa. Personalmente, penso che la caduta della prima Repubblica con tangentopoli, il trattato di Maastricht, la speculazione sulla lira e la sua conseguente svalutazione del 30%, la svendita di tutto il patrimonio pubblico italiano decisa sul Britannia, sono state solo delle tappe di una strategia, ben pianificata da una regìa occulta, mirata  ad abbattere gli ultimi ostacoli politici non allineati al neoliberismo sfrenato e al suo conseguente turbo-capitalismo per  conquistare economicamente l’Italia.
Oggi possiamo solo constatare le attuali condizioni in cui è sprofondato il nostro amato paese, totalmente svenduto a multinazionali estere, con una economia interna distrutta, con cinque milioni di poveri e una disoccupazione esagerata. Tale  base culturale, con le sue devastanti politiche economiche monetarie, è stata diffusa in tutto il mondo occidentale e non solo dalla  Scuola economica di Chicago e di Maastricht  attraverso una “filosofia iperliberista”, che ha  puntato tutto  sul pareggio di bilancio e sull’imposizione di un libero mercato senza regole.  Diretta conseguenza di tale pensiero economico-filosofico fu  la  “deregulation” iniziata verso la fine degli anni ‘70 con il presidente americano Ronald Reagan, seguito a ruota dalla Gran Bretagna con il Governo Thatcher.   

Pensi che la BCE abbia sbagliato a fornire aiuti alle nostre banche senza la ‘condicio sine qua non’ di finanziare la produttività? 
Draghi con il quantitative easing  ha finanziato solo le banche specializzate nell’acquisto dei Titoli Pubblici,  permettendo loro di fare enormi guadagni con la speculazione finanziaria. Non un solo euro è arrivato all’economia reale, pertanto le aziende hanno continuato a chiudere e la nostra  piccola e media impresa, a causa dell’anemia monetaria, viene spazzata via e tanti imprenditori sono arrivati al gesto estremo del suicidio. 

Sulla Chiesa se ne sentono di cotte e di crude. Ritieni che la curia debba tornare al clero o che la fuoriuscita di figure laiche comunque competenti sia deleteria per la Banca Vaticana?  
Papa Leone XIII° nelle sua enciclica Rerum Novarum, affermò che gli uomini dovessero essere  “tutti proprietari e non tutti proletari” e per proprietari si intende che anche la moneta deve essere di proprietà del popolo e non delle banche private come ha fortemente sostenuto il Prof. Giacinto Auriti grazie ai suoi studi che lo hanno portato  alla “scoperta del valore indotto monetario”. Oggi lo IOR svolge un semplice ruolo come tutte le banche commerciali, non ha il potere di poter emettere moneta come una Banca Centrale, se non solo quello di moltiplicare la massa monetaria attraverso la riserva frazionaria.  Ma questo, comunque sia, la tiene sempre sottoposta all’Usurocrazia Internazionale che gestisce tanto le Banche Centrali quanto le camere di compensazione internazionali tipo “SWIFT”. Secondo un’ipotesi dello scrittore Maurizio Blondet, Papa Benedetto XVI fu costretto a dimettersi perché furono bloccati i conti dello IOR,  di fatto la banca vaticana fu esclusa dal circuito dei pagamenti internazionali tramite piattaforma SWIFT.  Così facendo, il Vaticano, non avrebbe più potuto comprare, vendere e fare transazioni finanziarie. Solo pochi giorni dopo le sue dimissioni i conti furono riaperti. La stessa identica minaccia venne fatta a Putin durante le tensioni scoppiate per il caso della Crimea. 

Un tempo anche le persone semplici, desiderose di riscattare  l’umiltà  delle origini dando una mano sul versante sociale secondo le proprie possibilità, amavano la politica. Oggi c’è disinteresse. Credi in un ritorno di fiamma oppure la disinformazione ha acuito pure la diffidenza? 
Nonostante tutto, sono un inguaribile ottimista.  Non bisogna mai perdere la speranza: quando  Pandora aprì il vaso facendo uscire tutto il male nel mondo, in fondo al vaso rimase appunto la speranza. La vera forza risiede in noi, dobbiamo solo destarci dall’indottrinamento culturale per riaccendere le nostre coscienze.Amerai il prossimo tuo come te stesso” è l’insegnamento principale che ci ha lasciato Gesù Cristo, il fulcro dell’etica cristiana, con un ruolo primario in tutto il Nuovo Testamento. Bisogna operare per il miglioramento sociale  nel giusto equilibrio con il bene personale. Dobbiamo ritornare a pensare secondo i valori cristiani, cioè “conviene essere giusti”, invece di pensare secondo i valori  economicistici  che affermano  “è giusto ciò che mi conviene”. 

MASSIMILIANO SERRIELLO

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“USUROCRAZIA SVELATA – Attacco alla Civiltà Cristiana” è l’ultima opera di Cosimo Massaro, fresca di stampa, essendo il Libro uscito nel precedente mese di aprile.
Il Testo, pubblicato da GINKO EDIZIONI, risulta arricchito da una bella ed interessante prefazione di Alessandro Meluzzi
La presentazione presso il Caffé Letterario HoraFelix, innanzi ad un auditorio numeroso e molto attento, è stata aperta da Antonio Parisi che, al termine dell’ intervento dell’ autore, ha coordinato altresì il successivo dibattito.  

Nella foto Cosimo Massaro ed Antonio Parisi

 

 

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