Viktor Orban vince elezioni

Viktor Orbán supera Pèter Màrki-Zay nella corsa presidenziale

Per la quarta volta il premier Viktor Orbán a capo del partito Fidesz si conferma a guida del Paese

Noto per aver modificato nel corso della sua ascesa politica la sua posizione, partendo da una visione populista, arrivando a ideali di destra nazionalista. Spesso si è trovato al centro di controversie internazionali per il suo euroscetticismo, per la sua strenua lotta all’immigrazione.

Queste elezioni hanno visto concorrere con Orbán l’unico che sembrava avere le carte giuste per competere: il politico ed economista Pèter Màrki-Zay co-fondatore del movimento “Un’Ungheria per tutti”. Conservatore, cattolico praticante ed europeista convinto si è imposto sulla scena politica per aver vinto le elezioni comunali diventando nel 2018 sindaco della sua città natale Hódmezővásárhely, all’epoca un caposaldo del partito Fidesz.

Le elezioni del 3 aprile però hanno segnato un duro colpo per Marki-Zay, i cui voti della coalizione multipartitica si sono fermati al 32%. Orbán supera il 55% riconfermandosi per il quarto mandato alla guida del Paese rivendicando di aver vinto “contro tutti”.

«Questa nostra quarta vittoria è la più importante, perché abbiamo conquistato il potere contro un’opposizione che si era alleata. Si sono alleati tutti e noi abbiamo vinto contro tutti» ha commentato.

«Abbiamo ottenuto una vittoria così grande che si può vedere anche dalla Luna. Di sicuro pure da Bruxelles. Abbiamo vinto anche a livello internazionale contro il globalismo. Contro Soros. Contro i media mainstream europei. E anche contro il presidente ucraino. Fidesz rappresenta una forza conservatrice patriottica e cristiana. È il futuro dell’Europa. Prima l’Ungheria!». Con queste parole conclude il suo discorso per la vittoria elettorale, citando il noto “America first” di Trump.

Un discorso che non risparmia nessuno, neanche il presidente ucraino Zelensky che lo aveva definito “l’unico in Europa a sostenere apertamente Putin”. «Non ho paura a chiamare la guerra con il suo nome, questa si chiama onestà, cosa che manca a Viktor Orbán, forse l’ha persa da qualche parte nei suoi rapporti con Mosca».Viktor Orban con la moglie

Anche il conflitto russo–ucraino quindi entra di fatto tra i temi della campagna elettorale.

Marki-Zay ha, dal canto suo, riconosciuto la sconfitta, ma con parole di denuncia molto amare: «In un sistema ingiusto e disonesto come questo non potevamo fare di più», ha detto, contestando la fortissima propaganda governativa.

L’amarezza del commento apre al sospetto di possibili irregolarità nel voto. Alcuni giornalisti avrebbero denunciato che nei giorni precedenti, avrebbero rinvenuto delle schede bruciate in Romania.

Alcuni attivisti dell’Ong Hungarian Civil Liberties Union hanno denunciato che a Hortobagy il Governo avrebbe illegalmente organizzato e pubblicizzato dei pullman per portare la gente a votare

L’Ocse avrebbe inviato pertanto 200 osservatori per controllare il corretto lo svolgimento del voto. Non era mai accaduto in un Paese europeo.

Dal nostro Paese sono arrivate le congratulazioni per la vittoria da parte del leader della Lega Matteo Salvini che affida a Facebook il suo plauso: «Bravo Viktor! Da solo contro tutti, attaccato dai sinistri fanatici del pensiero unico, minacciato da chi vorrebbe cancellare le radici giudaico-cristiane dell’Europa, denigrato da chi vorrebbe sradicare i valori legati a famiglia, sicurezza, merito, sviluppo, solidarietà, sovranità e libertà, hai vinto anche stavolta grazie a quello che manca agli altri: l’amore e il consenso della gente. Forza Viktor, onore al libero Popolo ungherese». 

Gianfranco Cannarozzo

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