libro di Ilaria Bifarini Grande Reset

Ilaria Bifarini e Diego Fusaro a confronto
sui temi de “IL GRANDE RESET”

Conversazione tra Ilaria Bifarini
e  Diego Fusaro sul Grande Reset

una video-conversazione  esaminata e commentata da Francesco Leccese

Nel nuovo libro di Ilaria Bifarini – (clik su>)Il Grande Resetl’autrice propone una sua analisi proiettata al futuro post-pandemico: cosa rimarrà della vecchia società, una volta che avremo finalmente debellato il Coronavirus? Ben poco, sostiene l’autrice. Secondo Ilaria Bifarini, «bocconiana redenta», la pandemia avrebbe accelerato il ritmo di un processo che era già in atto da tempo, introdotto con le politiche neoliberiste e finalmente possibile da realizzare in un clima di incertezza e di precarietà.
In una conversazione telematica, Ilaria Bifarini ha presentato i temi affrontati nel Grande Reset insieme al filosofo Diego Fusaro, cofondatore del movimento politico Vox Italia (1*), che si propone di unire «valori di destra e idee di sinistra». Fusaro e Bifarini condividono una severa critica alle politiche neoliberiste e alla gestione della pandemia da Covid-19.

Che cos’è il Grande Reset?

Klaus Schwab (sulla destra) e il presidente russo Vladimir Putin si incontrano al Forum economico internazionale di San Pietroburgo

Il titolo del libro di Ilaria Bifarini, Grande Reset, si riferisce a un programma economico post-pandemico avanzato dal Forum economico mondiale (WEF). Tra i suoi maggiori fautori vi è Klaus Schwab, fondatore del WEF, il quale sostiene che, una volta sconfitto il virus, gli Stati di tutto il mondo dovranno impegnarsi per rivoluzionare le proprie abitudini e le proprie priorità. Disuguaglianza sociale, emergenza climatica e tutela dell’ambiente: questi sono, tra gli altri, i temi sui quali occorre interrogarsi e intervenire.
La parola ‘reset’ risulterebbe per Schwab appropriata: occorre fare come nel secondo dopoguerra, ricostruire daccapo cercando di non commettere gli stessi errori del passato.
In un’intervista di Euronews del 19 novembre 2020, Schwab sostiene che le priorità da seguire in questo reset sono tre: rendere il mondo più resistente e pronto di fronte a future situazioni emergenziali (come quella che stiamo vivendo); lavorare per una maggiore inclusività; infine, rendere il mondo «molto più verde».
L’obiettivo è quello di inaugurare un’epoca di “capitalismo responsabile”, orientando gli investimenti all’insegna del progresso reciproco e della tutela ambientale.
Tra i simpatizzanti di queste proposte abbiamo il principe Carlo e il primo ministro Boris Johnson, così come il suo omologo canadese Justin Trudeau e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Prima di riassumere le principali critiche mosse dalla Bifarini al Grande Reset è bene chiarire una cosa: le decisioni discusse e approvate dal Forum economico mondiale non possono interferire direttamente con le decisioni e con la sovranità di uno Stato.

 

La teoria dello shock economy applicata alla pandemia

Il primo capitolo del Grande Reset di Ilaria Bifarini affronta la teoria dello shock pandemico. Sollecitata da Diego Fusaro, l’autrice spiega che ha voluto applicare la teoria della shock economy alla situazione sanitaria attuale. Shock economy è il titolo di un saggio pubblicato nel 2007 dalla giornalista Naomi Klein. Il libro della Klein riflette sull’applicazione delle teorie neoliberiste di Milton Friedman, le quali hanno trovato spesso applicazione in momenti di particolare shock: momenti di crisi e di preoccupazione, che rendono le persone più inclini ad accettare misure impopolari, come le privatizzazioni, i tagli alla spesa pubblica e la riduzione dei salari.
Ecco perché la pandemia da Coronavirus sarebbe una risorsa preziosa per i fautori delle politiche neoliberiste: si tratterebbe di un nuovo, inaspettato shock (al tempo stesso economico e sanitario) che renderebbe possibile l’attuazione di misure drastiche da tempo premeditate. È quindi questo il momento ideale per mettere in pratica il Grande Reset.
Quello del 2020, però, è un esempio di shock economy senza precedenti nella storia: si tratta di una crisi globale che ha coinvolto tutti i Paesi del mondo. L’Africa, tuttavia, sarebbe stata risparmiata, «o almeno è quanto ci viene comunicato e trasmesso dai principali media», sostiene la Bifarini. E prosegue: «Evidentemente, non è l’obiettivo primario di questo processo di reset totale».
Ascoltando queste parole, l’autrice non sembra convinta dell’esistenza di una pandemia. O meglio, ritiene che il tutto sia stato strumentalizzato. E dietro questa strumentalizzazione ci sarebbero, per esempio, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il suo finanziatore per eccellenza Bill Gates, dalla Bifarini definito – con un sorriso – «pseudo-filantropo».
Dunque, ricapitolando, qualunque sia la sua origine, il virus sarebbe stato utilizzato per attuare delle riforme neoliberiste radicali. A questo punto, l’autrice del Grande Reset fa un’affermazione che sarebbe stato utile chiarire meglio: «Gli attuali virologi stanno alla scienza proprio come gli economisti neoliberisti stanno all’economia». Purtroppo il suo interlocutore, Diego Fusaro, non ha ritenuto opportuno approfondire questa severa dichiarazione.

 

La quarta rivoluzione industriale di Klaus Schwab

Il fine ultimo del Grande Reset sarebbe la cosiddetta quarta rivoluzione industriale. Un cambiamento epocale, senza precedenti nella storia, caratterizzato dalla sempre maggiore penetrazione dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite. A differenza della terza rivoluzione industriale, questa sarà di una portata e impatto senza precedenti. Avrà ripercussioni sull’esistenza stessa dell’essere umano, andando a cambiare tutto ciò che facciamo e anche ciò che pensiamo, attraverso una introduzione del modello robotico nella vita umana.
L’intelligenza artificiale, prosegue l’autrice, presto raggiungerà quella umana e la supererà. «Si prevede che l’intelligenza artificiale raggiungerà quella umana, fino addirittura a superarla attraverso la cosiddetta singolarità tecnologica. I guru di questo nuovo mondo sono molto vicini alla dottrina transumanista. Addirittura prevedono che sarebbe auspicabile una fusione tra essere umano e macchina». Tra questi guru, la Bifarini cita Elon Musk. L’intelligenza umana, grazie alla robotizzazione dell’essere umano, sarà «potenziata di miliardi di volte», sostiene la Bifarini.
L’«intrusione» dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite avrà ripercussioni anche sul mondo del lavoro. Se è vero che le macchine hanno sostituito il lavoro umano da oltre un secolo a questa parte, la quarta rivoluzione industriale permetterebbe di sostituire completamente l’uomo sul posto di lavoro.
In un futuro in cui l’uomo non dovrà lavorare, una ipotesi è quella di un reddito universale garantito: diverso da un reddito di cittadinanza, perché chiunque ne avrebbe diritto e non sarebbe un “salvagente” finalizzato al sostegno dell’individuo momentaneamente indigente.
Nel presentare questo scenario, Ilaria Bifarini riflette su quelle azioni che un tempo avvenivano in presenza e che ora sono filtrate da uno schermo. Per esempio, la medicina a distanza (attraverso la televisita) è uno dei modelli destinati a diventare nuova normalità. Occorre però precisare una cosa: la televisita non è una visita medica eseguita da un computer, bensì una visita di controllo a distanza eseguita da un medico tramite videochiamata. Questa non è una novità: pensiamo a tutte quelle volte che telefoniamo al nostro medico per riferire i sintomi o per aggiornarlo sul decorso della nostra malattia. L’ausilio del video è particolarmente utile per monitorare quelle patologie che hanno manifestazioni visibili, come la dermatite.
«Possiamo già intendere quale sarà il modello del futuro», – sostiene Ilaria Bifarini -ovvero «la nuova normalità». Basta osservare quello che si è verificato in quest’ultimo anno. Innanzitutto, prosegue l’autrice, la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza è cresciuta esponenzialmente. Mentre i colossi dell’e-commerce hanno fatto affari d’oro (insieme alle farmacie e ai commercianti di generi alimentari), le piccole e medie imprese hanno subìto gli effetti più devastanti delle restrizioni. «Le grandi piattaforme del web e le grandi industrie della farmaceutica hanno avuto un incremento colossale dei propri ricavi» e la finanza ha guadagnato durante questo periodo. È anche vero, tuttavia, che sarebbe stato inevitabile il contrario. Soprattutto in un momento in cui gli spostamenti sono limitati, le grandi piattaforme del web permettono ai cittadini di usufruire di svariati servizi: grazie al servizio gratuito di YouTube è possibile guardare (nonché condividere) il video della presentazione del libro di Ilaria Bifarini, che si può acquistare con un semplice clic su Amazon (2*) ed inoltre su Macrolibrarsi, Unilibro, il Giardino dei Libri ed altri, nonché anche sul blog personale (https:// ilariabifarini.com) con dedica dell’autrice.    

 

Il neo-ecologismo: un altro nemico da combattere?

I protagonisti del Forum economico mondiale si presenterebbero – sostiene la Bifarini – come dei salvatori dell’umanità. Lo farebbero strumentalizzando la paura e colpevolizzando il cittadino attraverso la sensibilizzazione nei confronti di temi quali il riscaldamento globale e l’ecologia. «Il neo-ecologismo è una ideologia fanatica e radicale», afferma l’autrice del Grande Reset, e sarebbe molto diverso dall’ambientalismo e dall’ecologismo tradizionale. Infatti, il neo-ecologismo (di cui Greta Thunberg sarebbe icona) non avrebbe, secondo la Bifarini, come obiettivo finale quello di vivere in un mondo più pulito. (*3)
Questo neo-ecologismo (definito talebano) vorrebbe imporre misure austere ai cittadini (come la sensibilizzazione nei confronti della raccolta differenziata, la riduzione dell’impiego di plastica negli imballaggi, la promozione di aziende dimostratesi virtuose nell’aggiornare la propria produzione nel rispetto dell’ambiente ecc.).
La contraddizione palese – che Ilaria Bifarini sottolinea – è come questo neo-ecologismo non abbia alcun interesse nei confronti dell’inquinamento dei mari, dell’atmosfera, dell’eccesso di produzione di plastica: il focus unico è quello del riscaldamento globale. A tal proposito, l’autrice cita il totale disinteressamento di Greta Thunberg nei confronti della dispersione in mare delle mascherine: anzi, Ilaria Bifarini afferma che Greta avrebbe detto che di questo non dovremmo preoccuparci.
Non è possibile recuperare questa presunta dichiarazione della Thunberg, quindi non sappiamo se sia vera, ma quello che afferma la Bifarini appare infondato e impreciso. In una intervista del 2019 condotta da Corrado Formigli, Greta sostiene l’importanza della sensibilizzazione dei cittadini. Questi avrebbero il potere di esercitare una pressione considerevole soprattutto nei confronti della politica e delle industrie.
È proprio questo passaggio – non considerato nella conversazione tra la Bifarini e Fusaro – che risulta in contraddizione con quanto affermato poco sopra. L’imposizione di misure austere ai cittadini e la loro costante colpevolizzazione, infatti, si scontra con questa dichiarazione di Greta Thunberg nella sopracitata intervista: «Ci sono molte cose che puoi fare a livello individuale, come cambiare il tuo stile di vita o le tue abitudini alimentari, il modo in cui ti sposti e così via. Molte delle emissioni, però, non sono prodotte dagli individui, ma dalle multinazionali e dagli Stati. Quindi, le persone devono fare pressione su di loro».
Insomma, la critica di Greta Thunberg è rivolta soprattutto ai big delle multinazionali, quelle «aziende giganti» di cui parlava la Bifarini (che sarebbero le beneficiarie del Grande Reset).
Anche il disinteressamento del movimento ecologista di Greta Thunberg nei confronti della plastica e del riciclo non è suffragato da fatti, anzi, chiunque può reperire dichiarazioni e prese di posizione in materia produzione e smaltimento di plastica, oltre che di disboscamento.

Al di là di queste divergenze, in conclusione Ilaria Bifarini avanza dei dubbi sulla cosiddetta green-economy, la cui mission non sarà la tutela dell’ambiente, ma la sola trasformazione di un ciclo economico in un altro.

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NOTE A MARGINE  
(1*) Vox Italia
si è trasformata in “AISD” – Ancora Italia per la Sovranità Democratica in data 27 febbraio, a seguito di una riunione costituente svoltasi presso l’Hotel Mercure in Roma.  Vox Italia era sorta il 14 settembre 2019 presentandosi come un Movimento d’Opinione in posizioni di contrapposizione alla UE ed alla Nato. La Consul Press ha già seguito a suo tempo alcune interessanti riunioni di Vox Italia ed è nei suoi programmi cercare prossimamente di intervistare i vertici di “Ancora Italia”
(*2) Personalmente desidero ribadire, ancora una volta, un mio fazioso ma orgoglioso dissenso dall’utilizzare Amazon per l’acquisto dei libri che dovrebbero essere visionati ed acquistati con ben altre modalità,  come suggerito in un altro intervento oggi pubblicato sulla Consul Press, ove viene indicata anche la mia personale non simpatia per Amazon (ed alcuni suoi comportamenti) …..clik su > “I Libri, in un contesto tra Spazio e Tempo”.  
(*3) Greta Thunberg, a mio giudizio, è solo una falsa icona e, contemporaneamente, una ottima (?) portavoce di argomentazioni predisposte da una ben abile regia, capace di far presa anche sui giovani intellettuali che vivono in colonie tipo “sardine” o su più maturi politicanti simili ai “grilli salterini”.
Mi spiace quindi dissentire forse su tal punto con Francesco Leccese, a cui va senz’altro il merito di aver redatto, dopo già una precedente accurata recensione, anche questa analisi ben approfondita.  

_____________Giuliano Marchetti 

 

 

SI RIPORTA QUI DI SEGUITO IL VIDEO INTEGRALE :

 

 

 

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