Autore: Sveva Marchetti

Givenchy: gli abiti più celebri in mostra a Madrid

“I vestiti di Givenchy sono gli unici nei quali mi sento me stessa. Lui è più di un designer, è un creatore di personalità” diceva Audrey Hepburn del suo couturier preferito, Hubert de Givenchy,

91 abiti, 17 dipinti, bozzetti e  foto saranno esposti in mostra fino al 18 gennaio 2015 nel Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. La mostra, ideata e curata personalmente da Hubert de Givenchy (classe 1927) ripercorre mezzo secolo di storia, dall’apertura della maison nel ’52 (ceduta nell’1988 al Gruppo LVMH) al ritiro dalle scene nel ’96. In scena tutte gli abiti più significativi realizzate come l’abito nero lungo indossato da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany e quelli regali realizzati appositamente per Grace di Monaco.

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Jaeger-LeCoultre mecenate della Scuola Grande di San Rocco a Venezia

Per la salvaguardia del nostro patrimonio artistico, purtroppo sempre più decadente, dobbiamo ringraziare i nuovi mecenati ossia le grandi aziende private ed il loro imprenditori. Ricordiamo Diego della Valle (Tod’s) che finalmente dopo una lunga battaglia di appalti ha potuto cominciare il restauro del Colosseo, Fendi che con il progetto Fendi for Fountains si sta impegnando a restaurare le fontane di Roma a partire dalla Fontana di Trevi, Cucinelli con il borgo umbro di Solomeo, ed infine Renzo Rosso, patron di Diesel, con il Ponte di Rialto.

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Passaggio in India, l’eterna promessa della moda italiana

Si deve attendere la fine del mese per la Luxury Conference di Mumbai, organizzata da Hindustan Times e Mint, il magazine di lifestyle del quotidiano, per sapere se il made in Italy riuscirà a sbarcare anche nel subcontinente indiano. Verrà infatti riaperto il lungo dibattito sui temi della alte barriere tariffarie e della proprietà dei negozi sospeso a causa della campagna elettorale.

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Addio a Oscar de la Renta

Oscar de la Renta, lo stilista che ha vestito le star e ne è divenuto una a sua volta, è morto all’età di 82 anni. Con lui se ne va uno degli ultimi di quella generazione del fashion vecchio stile, audace e in grado di dettare tendenze. Lo stilista era malato dal 2006 ed è proprio in questo arco di tempo che la sua attività è esplosa, aumentando del doppio.

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How to Spend It

Come spendere i propri soldi? Ci pensa How to spend it una “guida” raffinata e lussuosa del Financial Times che da settembre, grazie alla collaborazione del Sole 24 Ore, è approdata anche in Italia. La scintilla che ha acceso la partnership tra i due gruppi, si basa sul fatto che quando si pensa al lusso, alla moda ed all’arte alla cima della classifica c’è il made in Italy.

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Shoeaholic: la mania delle scarpe!

La scarpa (femminile si intende!) è uno dei più grandi feticci del nostro tempo come sostiene Karl Kraus “Sotto al sole non c’è persona più infelice del feticista che brama una scarpa da donna e deve accontentarsi di una femmina intera” e come espone bene la stilista Tamara Mellon, “il trionfo degli accessori si spiega facilmente: le persone si vestono in modo sempre più destrutturato e casual e sono rimaste solo le borse e soprattutto le scarpe a dare il tocco diverso e personale ad ogni look”.

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Tasche XL per il nuovo iPhone 6 Plus

Il mondo della moda deve essere sempre al passo con i tempi ed ultimamente è anche al passo con la tecnologia. Il problema adesso riguarda principalmente le tasche dei pantaloni perché troppo piccole per il nuovo gioiellino di casa Apple. L’iPhone 6 Plus è a dir poco enorme e si può definire un phablet ossia una via di mezzo tra un telefono (phone) ed un tablet.

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Miss Jean Paul Gaultier 2015

Lo scorso sabato il Grand Rex, lo storico teatro cinema di Parigi, è stato protagonista dell’evento più atteso della fashion week: il saluto all’enfant terrible della moda. Jean Paul Gaultier non è andato via di scena con una semplice sfilata ma bensì con un vero e proprio spettacolo  “Miss Jean Paul Gaultier 2015”, facendo la parodia al famoso concorso Miss Francia. 

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Paris Fashion Week

Inizia oggi la Paris Fashion Week, dopo New York, Londra e Milano. Un appuntamento sempre molto atteso che vedrà, per 9 giorni, un susseguirsi di nuovi talenti emergenti, il ritorno di alcuni grandi nomi ed altri che invece lasceranno la scena.

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Luci da Oscar per i Fori Imperiali

Vittorio Storaro non lo possiamo di certo definire un semplice tecnico delle luci. Vincitore di diversi premi Oscar per film come Apocalypse Now, L’ultimo imperatore e Reds, è lui l’ideatore (insieme alla figlia Francesca –ndr) del progetto per la nuova illuminazione dell’area archeologica dei Fori Imperiali. L’obiettivo è quello di realizzare un impianto d’illuminazione artistica permanente che coinvolga il Foro di Augusto, il Foro di Nerva ed il Foro di Traiano; il tutto realizzato con faretti led e, ovviamente, in armonia con l’ambiente.

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Vivienne Westwood says “YES”

Siamo abituati alle sfilate stravaganti “colorate e colorite” di Dame Vivienne, ed anche in questa fashion week londinese non si è smentita. La causa, questa volta, è politica e riguarda il prossimo e storico referendum per l’indipendenza della Scozia che si terrà il 18 settembre. A favore della causa indipendentista, ha fatto sfilare le sue modelle con indosso la spilla (su fondo blu colore della bandiera scozzese) con l’inconfondibile messaggio “YES”.

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Un Ippopotamo nel Tamigi

Se per caso vi trovaste a Londra in questo mese , visita obbligata è la curiosa installazione dell’artista tedesco Florentijn Hofman: una gigantesca ippopotamo di legno che nuota nel Tamigi. con questa scultura l’artista da il suo contributo al Totally Thames, il nuovo evento annulla che celebra il fiume più lungo dell’Inghilterra.

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photo via honestly…wtf

Primark: il caso dei suoi “pizzini”

A pochi giorni dalla conferma dell’apertura dei primi tre punti vendita Primark in Italia (Roma, Venezia e Milano) scoppia il caso dei “pizzini”. Certo è che quando si parla di pizzini si pensa subito alla mafia ed all’ambiente malavitoso ma a quanto pare non esistono solo là. I pizzini in questione sono ben diversi dagli “originali”, non sono messaggi in codice da decifrare ma richieste di aiuto che si trovano all’interno dell’etichette di capi di abbiagliamento. Al centro della polemica c’è proprio il colosso inglese dell’abbigliamento low cost.

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