nella foto d’apertura, a Roma la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, sede della mostra “Il Tempo del Futurismo”
“Compagni! Noi vi dichiariamo che il trionfante progresso delle scienze ha determinato nell’umanità mutamenti tanto profondi, da scavare un abisso fra i docili schiavi del passato e noi liberi, noi sicuri della radiosa magnificenza del futuro. …”
Quando le Città diventano tutte uguali, purtroppo l’Umanità viene costretta a vivere in un’unica area territoriale “omologata” e sottoposta ad una forzata globalizzazione, trovandosi così esodata “da una città che era il mondo al mondo che è una città”, come acutamente esposto da Zygmunt Bauman.
La relazione tra Oriente e Occidente rappresenta uno dei temi più affascinanti e complessi della storia mondiale. Non si tratta solo di un incontro tra culture, filosofie, tradizioni e linguaggi, ma anche di un’interazione che ha dato vita a un continuo e fecondo scambio, talvolta contraddittorio, ma sempre ricco di significato. In particolare, la Cina e l’Italia hanno avuto una lunga e articolata storia di interazione che affonda le sue radici nei secoli medievali, quando i grandi esploratori e missionari europei iniziarono a tracciare le prime rotte verso l’Estremo Oriente. Due figure emblematiche di questo processo di interazione sono Marco Polo e Matteo Ricci, i cui impatti sulle relazioni tra Oriente e Occidente sono stati straordinariamente profondi e duraturi.
Esplorando le parabole di Gesù: un invito alla giustizia divina, alla misericordia e alla condivisione per costruire una società più giusta e inclusiva
L’Integrazione della Giustizia e della Misericordia nella Società: Un’Analisi Profonda del Modello Biblico del Figlio Prodigo e delle Sue Implicazioni Etiche e Sociali per Rivedere le Strutture della Giustizia Contemporanea, Promuovere la Riconciliazione e Rispondere alle Disuguaglianze Strutturali attraverso una Nuova Visione di Giustizia che Valorizza l’Accoglienza, il Perdono e il Rispetto per la Dignità Umana