Non siamo più amati neanche dai turisti

Turismo: l’Italia perde il primato mondiale, colpa anche del degrado di molti siti d’interesse. Per la gestione e manutenzione dei beni archeologici e culturali si candidano gli agricoltori

 La Cia commenta l’articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera: abbiamo già chiesto al ministro Franceschini di poter realizzare progetti di riqualificazione di aree importanti sul territorio nazionale. Un patrimonio trascurato di luoghi che, se riportati alla luce, garantirebbero una ripresa del settore e nuovi posti di lavoro.imagesABBANDONO

 Il turismo in Italia perde posizioni e, nonostante resti in cima ai desideri di tutti, poi a venirci sono molti meno stranieri. Colpa dei prezzi e della mancanza di una visione strategica, ma anche dell’assenza di una politica di tutela e conservazione di quelli che sono i tesori archeologici e culturali “tricolori”. Per questo motivo gli agricoltori tornano a candidarsi a “custodi” del vasto patrimonio di beni archeologici e culturali disseminati sul territorio nazionale, molti dei quali attualmente in stato di abbandono. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, facendo seguito all’articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, che racconta come e perché il Belpaese è scivolato al quinto posto tra le mete mondiali passando da una quota del 19% di viaggiatori stranieri nel 1950 al 4,4% di oggi.

 Tra i motivi, appunto, la mancanza di “manutenzione” delle nostre bellezze, con gli esempi di degrado e quotidiana rovina di Pompei, Villa Adriana, o la Reggia di Caserta. Ma gli agricoltori possono intervenire -sostiene la Cia-. Del resto, l’attitudine multifunzionale delle aziende agricole si presta al ruolo, con molti degli oltre 20.000 agriturismi italiani che, di fatto, già ospitano all’interno dei loro terreni siti di grande interesse storico, culturale, paesaggistico.turismo verde

Quest’idea è già diventata in realtà una proposta, con una lettera inviata dalla Cia e dalla sua associazione agrituristica “Turismo Verde” al ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini. “Tra le attività connesse proprie dell’impresa agricola multifunzionale -si dice nel testo- individuiamo la possibilità di gestire centinaia di beni archeologici e culturali anche al di fuori della disponibilità dei terreni aziendali. Questo attraverso una specifica convenzione con il ministero. Siamo da sempre sensibili alla salvaguardia delle risorse ambientali e culturali oltre a un uso sostenibile del suolo”.  La Cia e Turismo Verde intravedono all’orizzonte grandi spazi di fattibilità, con vantaggi sostanziali sia in termini culturali che pratici ed economici, con siti riportati alla luce nel loro splendore, manutenuti adeguatamente, che genererebbero nuovo turismo, quindi indotto, economie e posti di lavoro.

Quote latte, la Cia ci tiene informati

Latte: dopo le “quote” si punti su sistema autoregolamentato eautodisciplinato dal mondo produttivo

 Convegno nazionale della Cia a Mantova per fare il punto della situazione di un settore in difficoltà alla vigilia dei nuovi scenari normativi.LATTE

 “In Italia dobbiamo passare dal sistema delle quote, che non ha funzionato, ad uno auto-regolamentato ed auto-disciplinato dal mondo produttivo. Occorre un progetto strategico che punti sulla crescita della competitività attraverso l’innovazione e l’organizzazione della filiera permettendo al comparto di espandersi sui nuovi mercati internazionali”. Ad affermarlo è stato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Dino Scanavino, intervenendo a Mantova ad un convegno intitolato “Oltre le quote latte. Il futuro del sistema lattiero-caseario in Italia” e parte di un ciclo di incontri promossi dalla Confederazione e denominato “Territorio come destino”. Al dibattito hanno preso parte gli assessori all’Agricoltura delle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna Gianni Fava e Tiberio Rabboni, i presidenti del Consorzio di tutela Parmigiano Reggiano e Grana Padano Giuseppe Alai e Nicola Cesare Baldrighi, nonché il direttore generale di Granlatte-Granarolo Andrea Breveglieri.

Da aprile 2015 in Europa il regime delle “quote latte” verrà superato: un fatto che viene da più parti considerato rivoluzionario per un settore caratterizzato da oltre un trentennio da una forte regolamentazione produttiva. Le quote, decise in origine per mantenere una politica di sostegno al settore evitando sovrapproduzioni, hanno, dalla fine degli anni ’80, di fatto cristallizzato le produzioni nazionali provocando forti squilibri tra i diversi Paesi. In Italia questa regolamentazione ha prodotto errori di gestione, conseguenti indagini della magistratura, multe salatissime da pagare alle casse comunitarie. Problemi, tra l’altro, non ancora del tutto superati.

L’eliminazione del regime delle quote arriva in un momento difficile per il settore, con una tendenziale crescita dei consumi, soprattutto di formaggi e prodotti caseari, specie nei nuovi mercati, ma accompagnata da una sensibile volatilità dei prezzi. In Europa si prevede una crescita delle produzioni (poco meno del 2% l’anno), che toccheranno nel 2020 i 150 milioni di tonnellate di latte, ma forti squilibri tra i paesi produttori: il rischio è un forte aumento della competitività e una crescita concentrata principalmente nel Nord Europa.

E’ un’occasione importante per l’Italia, Paese non autosufficiente -importiamo quasi il 40% del latte che utilizziamo e consumiamo- ma anche produttore ed esportatore di formaggi di assoluta qualità, dunque fortemente esposto al fenomeno dell’italian sounding e della contraffazione. E’ necessario dunque dare stabilità al settore definendo un “prezzo del latte” (laddove non è stato ancora fatto) con un contratto semestrale o, al massimo, quadrimestrale, al fine di consentire agli allevatori di poter avviare la programmazione a medio termine. Per questo il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha aperto un tavolo di confronto che, negli auspici, dovrebbe dare risultati grandemente attesi dal mondo agricolo.LATTE3

“L’Italia -ha sostenuto il presidente della Cia- deve prima di tutto puntare sui formaggi a denominazione di origine che oggi hanno fatturato oltre 4 miliardi di euro, di cui ben 1,5 realizzati sui mercati esteri. Il pacchetto latte integrato nel Regolamento Ue 1308/2013, permette, come richiesto dalle organizzazioni, la programmazione delle produzioni da parte dei Consorzi. Ma -ha aggiunto Scanavino- sono necessarie strategie aggressive che guardino ai mercati in espansione e siano sostenute da efficaci campagne di promozione ed educazione alimentare”.

Attualmente su una quarantina di prodotti Dop e Igp, il fatturato è concentrato principalmente su Parmigiano Reggiano e Grana che rappresentano in valore più dell’80 per cento dell’intero settore. Anche per il latte fresco e i prodotti caseari non a denominazione è necessario avviare una nuova stagione di relazioni inter-, professionali che sfoci in uno strumento efficace ed autorevole -come previsto dalla regolamentazione comunitaria e già esistente in altri Paesi- che abbia la forza di regolamentare il mercato e favorire buone pratiche contrattuali. Il rafforzamento della filiera necessita anche di un forte potenziamento dell’aggregazione del prodotto con la creazione o lo sviluppo di organizzazioni di produttori di dimensioni adeguate e di progetti commerciali efficaci, promossi e controllati dagli allevatori.

“La nuova programmazione dello sviluppo rurale rappresenta -ha proseguito il presidente della Cia- un’opportunità da non perdere per avviare programmi di innovazione e investimenti. Questa però deve essere anche l’occasione per sviluppare efficaci sistemi di gestione del rischio e stabilizzazione dei redditi”.

Un occasione per dare delle risposte al comparto bovino in previsione dell’abolizione delle quote latte fissata per il primo aprile del 2015?

Adelfia Franchi

Bandiera verde in Campidoglio

  • BANDIERA VERDELa “Bandiera Verde” della Cia premia la multifunzionalità agricola. Idee innovative nel solco della tradizione per più reddito ai produttori

Il riconoscimento, giunto alla dodicesima edizione, va alle realtà più “creative” anche in chiave ecosostenibile: dal “ciclo chiuso” del farro dal campo alla confezione all’apicoltura “nomade”, dall’agricatering al vino biologico “antico” con riciclo delle barrique; dalla fattoria didattica specializzata nella corretta alimentazione alla vendita diretta itinerante in bus. D’altra parte, nelle aziende che diversificano il contributo della multifunzionalità sulle entrate complessive va dal 25% al 30%. L’assegnazione oggi a Roma nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. Premi speciali, tra gli altri, al regista Giulio Manfredonia e al professor Antonio Moschetta.

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Milano Fashion Global Summit

Si è svolto oggi il Milano Fashion Global Summit 2014 dal titolo “Fashion is food, food is fashion”. Il summit, organizzato da Class Editori con la collaborazione della Camera Nazionale della Moda Italiana e Bank of America, riunisce i più importanti esponenti del settore per discutere ed analizzare le nuove opportunità e sfide che il settore della moda e dei luxury goods affrontano in un mercato in continua trasformazione. 

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Brand Italy: le aziende italiane espongono in Qatar

Brand Italy è la prima esposizione del Made in Italy in Qatar che si svolgerà dal 10 al 12 novembre a Doha presso il Qatar National Convention Center. Sarà un percorso che darà la possibilità ai visitatori ed ai buyer di conoscere la vera eccellenza italiana e tutte le aziende che hanno fatto del Made in Italy un marchio sempre più apprezzato e di successo.

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Mangiare sano,parla italiano

Alimentare: per Dop e Igp è l’Italia la vera “locomotiva d’Europa”, con 266 prodotti certificati contro i 99 della Germania

La Cia in occasione dell’iscrizione della Piadina romagnola e della Salama da sugo nel registro europeo delle denominazioni protette: il nostro Paese resta leader indiscusso, ma si può fare ancora di più per sviluppare il segmento. Oggi il 97% del fatturato è legato solo a 20 prodotti, è necessaria più promozione e investimenti sui prodotti meno conosciuti.

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Quando i grandi della moda copiano spudoratamente …

I grandi della moda copiano spudoratamente idee che trovano sul web e, non hanno neanche la buona creanza di dire  “GRAZIE, abbiamo preso la vostra idea e, cerchiamo con la nostra notorietà di rendere pubblica tutto quello che può essere utile nel sociale su larga scala”. quello che già in piccole realtà lo è gia stato tanti anni fa, e continua ad esserlo e, senza andare troppo lontano, abbiamo trovato foto che risalgono al 1986 — fino al 2004, come noterete nell’ articolo scovato su internet della nostra collega Sabrina Bozzoni, le date dei copioni, sono molto più recenti. Ecco foto di abiti realizzati con materiali riciclati, abiti indossati da varie Miss Italia, per raccogliere fondi per beneficenza, altri esposti nei musei, alcuni hanno ricevuti premi in Campidoglio, tutti facilmente copiabili.

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27-11_2014 a Milano: Forum Internazionalizzazione Made in Italy

OLTRE IL MADE IN ITALY: CREATIVITÀ E INNOVAZIONE, DRIVER DEL SUCCESSO ITALIANO NEL MONDO

Messe Frankfurt Italia ha il piacere di invitarla a FIMI – 3° Forum Internazionalizzazione Made Italy

Milano, Giovedì 27 novembre 2014 ore 9:00
Spazio Magna Pars – Via Forcella, 6 – Sala Quintessenza

Ospiti di Messe Frankfurt: Carlo Alberto Carnevale Maffé (Docente al Dipartimento di Management dell’Università Bocconi), Philippe Daverio (Giornalista, conduttore televisivo e critico d’arte) e Andrea Cabrini (Direttore Class CNBC)*

Insieme a: ANIE Automazione, Gruppo Alluflon, Antoniolupi Design, Canepa, Comau, Farmen ICD, Fratelli Guzzini*

Messe Frankfurt si presenta come piattaforma ideale per l’internazionalizzazione. Aziende di primo piano nel panorama manufatturiero italiano si confrontano e testimoniano case history di successo.

*Programma e aggiornamenti su: fimi.messefrankfurt.it

In collaborazione con Gruppo Class

E… L’Italia se ne va

Un altro pezzo dell’agroalimentare italiano finisce in mani straniere. Come denuncia Coldiretti, la maggioranza del Gruppo oleario toscano Salov, proprietario di marchi prestigiosi come Sagra e Filippo Berio, passa infatti al sotto il controllo del gruppo cinese Yimin, sussidiaria del gruppoBright FoodimagesCINA

Con il passaggio di Salov ai nuovi proprietari cinesi il valore dei marchi storici dell’agroalimentare italiano finiti sotto proprietà straniere dall’inizio della crisisupera ora i 10 miliardi di euro, in quella che appare come una costante escalation nelle operazioni di acquisizione del Made in Italy a tavola da parte di gruppi non italiani.

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Brunello Taroccato: truffe e soldi per farci girare la testa

“NON BERE, CHE TI GIRA LA TESTA”: questa era la raccomandazione preferita della mia nonna quando avevo 18 anni, una litania che ha perseguitato me e le mie amiche per tanto tempo, oggi a far girare il capo, come direbbe lei è il soldo … La puzza dei soldi ci perseguita nelle nostre gite a Montalcino, a far merenda con pane casareccio, formaggio e un buon bicchiere di brunello doc

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Vino taroccato venduto da un enologo: è riuscito a commercializzare quantità enormi di vino scadente spacciandolo come Brunello o rosso di Montalcino doc.  Il valore del vino sequestrato, oltre 220.000 bottiglie di falso Brunello e rosso di Montancino, di annate comprese fra il 2008 e il 2013, avrebbe garantito all’enologo guadagni per 5 milioni di euro attraverso due società fittizie a lui riconducibili. L’enologo, molto conosciuto e apprezzato nella zona di Montalcino dove forniva consulenze tecniche, avrebbe raggirato una decina di aziende agricole, tutte di piccole dimensioni, facendosi consegnare dagli ignari produttori documenti per l’attestazione della docg (denominazione di origine controllata e garantita) e centinaia di contrassegni di stato (la Finanza ne ha sequestrati 2.350). 

 A supporto della frode l’enologo, molto esperto in informatica, è riuscito anche a inserire dati falsi nella banca dati di Artea, l’agenzia regionale, riguardanti vendemmie, garanzie contabili, dichiarazioni di produzione e cessioni di vino sfuso.   L’enologo è riuscito a entrare anche nel sistema di home banking di due imprenditori per trasferire tramite i loro conti bancari denaro all’estero. In uno di questi tentativi l’uomo ha cercato di portar via dai conti di uno dei committenti 350.000 euro.

 Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. “Abbiamo i mezzi giusti per difendere i nostri prodotti d’eccellenza e l’operazione della Guardia di Finanza in collaborazione con il nostro Ispettorato repressione frodi ne è la conferma. L’azione di contrasto messa in campo testimonia che i livelli di presidio della qualità ci sono e funzionano. Chi vuole operare fuori dalle regole – conclude – va messo fuori gioco e per questo ritengo importante l’esempio dato dal Consorzio del Brunello nel denunciare movimenti sospetti”.

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“La Regione si costituirà parte civile, a difesa dei produttori di Brunello e per il danno subito con la violazione della banca dati dell’agenzia regionale Artea. Voglio ringraziare la Guardia di Finanza e le forze dell’ordine per aver scovato questa gravissima truffa ai danni di uno dei brand che più caratterizza la Toscana e l’Italia nel Paese nel mondo”. Così il 
presidente della Toscana, Enrico Rossi, commenta l’inchiesta “Vogliamo dare un segnale inequivocabile – prosegue – che stiamo dalla parte degli imprenditori per bene, dalla parte della legalità e della trasparenza. Va infatti sottolineato anche l’impegno del Consorzio del Brunello che ha segnalato alle forze dell’ordine la falsa certificazione. Il segnale è chiaro: chi produce eccellenza nel vino come in altri settori è danneggiato da questi criminali. Violano la legge – conclude Rossi – danneggiando la qualità e distruggendo posti di lavoro”.

L’operazione di oggi conferma ancora una volta che abbiamo buoni strumenti di contrasto alla contraffazione, ma anche che ove ci sono prodotti di qualità occorre vigilare ed attivare ogni antenna. Lo spirito di collaborazione tra Procura della Repubblica; Ispettorato antifrode del ministero delle Politiche agricole e Guardia di Finanza ha consentito di bloccare l’ennesima frode nei confronti del vino, settore fondamentale per l’economia nazionale, per l’export, quell’Export sul quale anche con il Decreto Sblocca Italia si cerca di investire, e uno dei simboli della qualità agroalimentare italiana. Ai corpi ed alle istituzioni impegnate, ancora una volta va un sentito ringraziamento. Dobbiamo continuare a tenere la guardia alta per colpire chi vuole agire fuori dalle regole, accelerare il percorso di applicazione di tutte le norme e gli strumenti anticontraffazione, attività evidentemente assai redditizia, a tutela della salute dei consumatori e del lavoro degli agricoltori”. Con queste parole interviene Susanna Cenni, deputata del Partito democratico e capogruppo democratico nella Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo.

«Ci vuole chiarezza, chi ha sbagliato deve pagare e, come sottolineato anche in passato, chiediamo tolleranza zero. L’operazione della Guardia di Finanza di Siena presentata oggi, è un elemento di grande positività, quando emergono truffe e contraffazioni che danneggiano l’immagine del nostro patrimonio agroalimentare di eccellenza, come in questo caso il Brunello di Montalcino. Truffe che rappresentano un danno di immagine assoluto ed economico per la nostra agricoltura, un danno che le nostre aziende agricole corrette e professionali non si possono permettere di subire; un danno anche per l’intero tessuto socio-economico, non solo di Montalcino, ma dell’intera Toscana». Con queste parole il presidente della Cia Toscana Luca Brunelli commenta la frode scoperta dalla Guardia di Finanza di Siena.
“Come Cia Toscana – aggiunge Brunelli – siamo e saremo sempre a fianco degli agricoltori onesti e corretti che ogni giorno con grande passione e sacrificio riescono a portare il nome della Toscana sui mercati mondiali; saremo a fianco di tutte le forze dell’ordine e dei soggetti preposti che operano quotidianamente nei controlli e a difesa della legalità, e per questo mi sento di ringraziare le Fiamme Gialle di Siena e l’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole (sede di Firenze) per l’operazione di oggi; ed un grazie anche al Nucleo Antifrodi dei Carabinieri di Roma per l’operazione di ieri, ad Arezzo, sul falso olio extravergine d’oliva venduto come biologico”.

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Coldiretti Toscana interviene spiegando il duro lavoro che si nasconde ad una dietro ad una bella bottiglia di vino : Vendemmia generosa ma “cara”. Un ettaro di vigneto costerà mediamente tra il 20-30% in più rispetto alla vendemmia dello scorso anno per effetto dell’intensificazione delle cure culturali, dei lavori manuali e delle lavorazioni di salvaguardia rese necessarie dalle anomalie climatiche e dall’eccezionale piovosità del mese di luglio (+490% rispetto alla media degli ultimi trent’anni). L’aumento dei costi di produzione non porterà ad un aumento dei costi per il consumatore. A dirlo è Tulio marcelli che prevede una vendemmia quantitativamente al di sopra delle aspettative (+10%) in linea con le previsioni di Assoenologiche dovrebbe portare nelle cantine dei viticoltori circa 2.7 milioni di ettolitri di vino, il 70% destinato alla produzione DocNon dovrebbe deludere la qualità. Prevista una produzione di circa 300 milioni di bottiglie. “L’abbondanza di acqua e l’eccessiva umidità – spiega Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – ha favorito l’insorgere di alcune malattie della vite come l’oidio, la peronospora e la muffa grigia che attacca i grappi maturi: imprevisti che hanno richiesto una cura più scrupolosa e quasi quotidiana dei vigneto ed un aumento dei costi. Dalla capacità di contrastare queste malattie dipenderà, in molte aree della nostra regione, la prossima imminente annata enologica. A tutto questo bisogna aggiungere la grandine che ha colpito alcune zone. E’ stata una stagione molto complicata e sofferta, ma alla fine – prosegue il Presidente di Coldiretti Toscana – riusciremo a consegnare alle cantine un millesimo interessante e coraggioso”. I primi grappoli ad essere stati staccati sono stati, nell’ultima settimana di agosto, in Maremma e lungo il litorale la vendemmia (Chardonnay, Pinot e Sauvignon). Per le altre varietà si dovrà ancora aspettare e pazientare un po’ di tempo. Alle uve Merlot e alla bacca bianca base della Vernaccia di San Gimignano toccherà dalla metà di settembre. Dal 20 dello stesso mese inizierà anche la raccolta delle uve rosse nelle zone di Bolgheri e di Scansano. In molte province la vendemmia decollerà ufficialmente tra mercoledì e giovedì: accadrà per esempio in lucchesia, due le Doc (Colline Lucchesi e Montecarlo), nel pisano e nel massese con il Candia dei Colli Apuani. Per la produzione del Chianti, Chianti Classico, Carmignano, Nobile di Montepulciano e Brunello le operazioni di raccolta avranno inizio a cavallo della fine di settembre e l’inizio di ottobre. Importante sarà la ricaduta occupazione del settore su tutto il territorio, indotto compreso. Per ogni grappolo di uva si attiveranno ben 18 settori. “Riguarda – spiega Coldiretti – sia le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia quelle impiegate in attività connesse e di servizio: dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie e molto altro. Un ulteriore spinta all’occupazione arriverà proprio dalla vendemmia, e dalla prossima raccolta di olive, che richiederà l’impiego di circa 4 mila lavoratori stagionali. Tra di loro di saranno anche molti studenti, pensionati e cassa integrati che sfrutteranno l’opportunità del voucher. Sono centinaia, di piccole e medie dimensioni, e principalmente concentrate nelle aree di prodizione di vino come il fiorentino, il senese, grossetano e livornese. Il consiglio – conclude Coldiretti – per chi vuole sfruttare l’occasione della raccolta è quello di individuare le aziende, inviare il proprio curriculum, consegnarlo direttamente a mano specificando la disponibilità al lavoro occasionale o iscriversi al portale

 

Fashion Pills: il Made in Italy sbarca in Polonia

Lo scorso 29 agosto in Polonia, a Rzgov, è stata inaugurata (presente anche Anna Fendi –ndr) la più grande città della moda europea: il Ptak Fashion City. La particolarità è che all’interno di questa immensa area, ad aprile, sarà ultimato il Centro della Promozione del Made in Italy, 30 mila mq dedicati non solo al fashion ma anche al design ed alla gastronomia del Bel Paese.

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L’ Agricoltura che ci piace arriva dalla Toscana


Ecco il materiale su EXPO RURALE, che si apre, domani, a Firenze. Il peso, le proporzioni sono rilevanti, una grande manifestazione aperta a tutti e che  intercetta stili e tendenze sempre più forti tra i giovani, soprattutto.


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domani giovedì 18 settembre si apre EXPO RURALE 2014, un’edizione speciale…
perché l’agricoltura non è mai stata tanto di moda
EXPO RURALE, la più grande e bella kermesse sulla campagna e la ruralità, Firenze 18-21 settembre

La Toscana si è accorta per prima che agricoltura e campagna sono già nel futuro

TOSCANA UN’ESPERIENZA DA COLTIVARE!

Parco delle Cascine

 

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La qualità italiana parla la lingua dei giovani

 

(Rinnovabili.it) – E’ l’Italia ad aver vinto la Solar Decathlon Europe 2014, la gara internazionale di architettura e urbanistica innovativa e sostenibile nata da un idea del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. Battendo altri 19 team provenienti da tutto il mondo con 840,63 punti, il progetto RhOME for denCitysi è, infatti, aggiudicato il primo posto sul podio europeo  grazie ad una soluzione di social housing low cost, alimentata al 100% con energia solare. Realizzato da un team di studenti dell’Università di Roma Tre, guidati dall’architetto Chiara Tonelli, RhOME for denCity racchiude nel suo stesso nome la sfida che si era posto: realizzare un prototipo di abitazione pensato per la ‘ridensificazione’ ecologica e sociale della periferia romana. I punti di forza del prototipo possono essere racchiusi in cinque “R”: rigenerazione, riduzione  relazioni, rapidità e riuso.

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E…che musica sia ma, musica popolare italiana

MUSICAPOPOLAREITALIANA.COM 
Nasce dal web un portale interattivo internazionale che racconta e promuove il Belpaese sull’impronta della Musica Popolare Italiana

 

Innovazione, creatività ed opportunità per tutti gli appassionati ed operatori del settore sono le linee guida del nuovo portale di musica popolare italiana che New Media Farm, in collaborazione con Triumph Group International, hanno lanciato oggi, martedì 22 luglio, sul web ed in una conferenza stampa di presentazione svoltasi all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Una piattaforma internazionale, in lingua italiana ed inglese, adibita ad ospitare un numero illimitato di artisti, agenzie, organizzatori, festival, consorzi ed istituzioni, insomma ogni possibile canale “attivo” nel ramo della musica “Made in Italy” che racconta e promuove l’immagine della nostra Penisola proprio a partire da una delle arti espressive che l’ha resa un’autentica antesignana in materia.

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1°: Sviluppo del “Made in Italy”

“Per sbloccare l’Italia occorre più lavoro,  promuovere lo sviluppo dei prodotti italiani ed i consumi interni” 

Condividendo in pieno una sintetica affermazione di Luca Ricolfi:  ” Manca una politica per 6 milioni di posti di lavoro”,  si può  senz’altro asserire che se una volta fatte le riforme – vogliamo trovare ancora le imprese – dobbiamo promuovere lo sviluppo dei prodotti italiani per sostenere le stesse imprese e dare lavoro ai nostri giovani.  Nei primi 3 mesi del 2014 hanno chiuso 36 mila imprese, 40 al giorno e contemporaneamente il c.d. bonus giovani ha registrato un bel flop: 22 mila assunti, contro i previsti 100 mila; stanziati 974/ml. ma spesi solo 160 ml.,  mentre il bonus degli € 80,00 sembra ancora non aver incrementato i consumi.

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Qualità italiana

 

SYMBOLA E GREEN BUILDING COUNCIL ITALIA INSIEME 

PER PROMUORE LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE IN EDILIZIA
LE DUE ASSOCIAZIONI SIGLANO PROTOCOLLO DI INTESA

Symbola – Fondazione per le Qualità Italiane e Green Building Council Italia hanno firmato un protocollo di intesa per promuovere attività di ricerca e iniziative comuni per  la sostenibilità ambientale in ambito urbano ed edilizio.
GBC Italia è un’associazione no profit membro della rete internazionale dei Green Building Council che accanto alle attività legate alle procedure di certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici  LEED-GBC, fra i più riconosciuti a livello mondiale, favorisce la diffusione di una cultura dell’edilizia sostenibile, della riqualificazione e della rigenerazione urbana.
Symbola la Fondazione per le qualità italiane, che promuove un’idea di sviluppo del Paese nel segno dell’innovazione e della sostenibilità, riconosce in Gbc Italia un soggetto attivo e  qualificato nella promozione di uno sviluppo edilizio ed urbano in direzione del “Green Building” basato su sistemi di rating riconosciuti a livello internazionale.
Con tali premesse Gbc e Symbola intendono promuovere la cultura della sostenibilità ambientale per la rigenerazione urbana ed edilizia attraverso ricerche, dossier, rapporti, incontri, seminari, azioni di comunicazione e di formazione sia in ambito nazionale che internazionale.
Per questo la prima iniziativa comune di Symbola e Gbc Italia sarà dedicata al recente protocollo di sostenibilità ambientale degli edifici storici GBC Historic Building – curato proprio da Gbc Italia – che rappresenta una eccellenza ed una “prima” italiana a cui la comunità dei Green Building Council internazionale guarda con profondo interesse ed apprezzamento.
“Un bell’esempio di green economy che incrocia la vocazione italiana alla qualità con la bellezza, la cultura, l’innovazione, la qualità della vita e la forza dei territori – commenta Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola -. Un’iniziativa, questa che vede protagonisti Symbola e Gbc Italia,  che rappresenta un’esperienza all’avanguardia nel Paese e nel mondo perché coniuga la valorizzazione del patrimonio edilizio storico con il miglioramento dell’efficienza energetica, della  qualità e della sicurezza in edilizia, riducendo sia le emissioni dovute al consumo energetico degli edifici che le bollette del nostro patrimonio storico. Tra una casa costruita bene e una casa costruita male passa, ad esempio, passa una bolletta di circa 1.500 euro l’anno. Anche per questo è importante stabilizzare il credito di imposta in edilizia. Proprio gli incentivi fiscali per ristrutturazioni ed efficienza energetica in edilizia sono stati la misura più efficace messa in campo dal governo nel 2013 per l’occupazione: secondo le stime di Cresme e Servizio studi della Camera hanno prodotto 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, garantendo quasi 340.000 posti di lavoro considerando anche l’indotto”.
Il presidente di Gbc Mario Zoccatelli esprime“Un sincero e profondo apprezzamento per l’inizio di una intensa collaborazione con Symbola – Fondazione per le Qualità Italiane ove la ricerca  e la produzione congiunta delle eccellenze sostenibili del nostro Paese si uniscono per confrontarsi con la realtà globale. Gbc Italia esprime  questa sua qualità italiana anche con la redazione di protocolli allineati alle direttive europee ed ai sistemi di rating internazionali per la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici storici (GBC Historic Building) e dei quartieri (GBC Quartieri). Non solo efficienza energetica ma attenzione alle risorse idriche,alla qualità ed al benessere ambientale interno ed esterno. L’Italia ha bisogno di esprimere ciò che sa meglio fare con lo sguardo rivolto al passato guardando al futuro”.
SU RICHIESTA E’ DISPONIBILE IL PROTOCOLLO DI INTESA
Ufficio stampa Symbola – Laura Genga – 380/7067441

Vino: che passione!

ISTITUTO GRANDI MARCHI E ITALIA DEL VINO: AL VIA “ITALIA IN CINA”.PER LA PRIMA VOLTA NEL NOSTRO PAESE 45 DELEGATI “TOP” DA CINA E HONG KONG 

(3 luglio 2014). I 45 top wine influencer di Cina e Hong Kong sbarcano per la prima volta in Italia, dal 6 al 15 luglio, per “Italia in Cina”, la sei giorni itinerante promossa dai due più grandi consorzi privati per la promozione all’estero – Istituto Grandi Marchi e Italia del Vino – nell’ambito del piano triennale per conquistare il mercato del celeste impero. Obiettivo dell’educational tour: creare i futuri ambasciatori del vino made in Italy in Cina attraverso l’esperienza sul campo, le visite in azienda e la conoscenza diretta dei produttori.

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Il Made in Italy è ancora un valore?

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<L’attuale momento storico che tutti noi stiamo attraversando è caratterizzato da diverse contraddizioni: si parla di Europa, utilizzando una moneta unica ma esistono ancora campanilismi ed interessi privati, siamo circondati ed accerchiati dalle tecnologie più sofisticate, ma ciò ha distrutto e diviso le famiglie e gli individui>. Parole dure, in controtendenza con quanto più spesso emerge circa l’Unità di un Popolo, quello Italiano e l’abbattimento delle barriere mentali che vogliono ancora un Nord ricco ed evoluto ed un Sud che fatica a dimostrare il proprio valore, umano ed economico. Lo sa bene il dott. Massimo Urbani, esperto di cooperazione umanitaria in Africa, in Asia ed America centrale, che per circa un ventennio, lo ha portato a operare in aree remote e di crisi, collaborando ad operazioni speciali con le Nazioni Unite, con la Croce e Mezzaluna Rossa Internazionale di Ginevra e con il Ministero Affari Esteri italiano, nella regione dei grandi laghi in Africa, Algeria, Iran, Somalia, Zimbabwe, Libia, Haiti.

Unico operatore umanitario al mondo ad aver trascorso dieci anni nella Repubblica Democratica Popolare di Corea, meglio nota come Corea del Nord di cui ne diviene esperto con conoscenza adeguata e diretta. Insomma, il dott. Urbani rappresenta quel gruppo di persone che hanno portato concretamente un po’ d’Italia fuori dai confini europei, spinte dal solo amore per il Paese Italia e intenzionate a mantenere il made in Italy come valore e non come mera valuta per arricchire i pochi che sperperano.

Dott. Urbani, vista la sua pluriennale esperienza e la nascita del Progetto “C’è Italia”, qual è il vero problema?

<Pullulano enti, agenzie, istituzioni ma nessuno sa come comportarsi in ambito imprenditoriale o commerciale. Tali, diversi e variegati fattori colpevolizzano o impediscono la presenza italiana nel mondo.

Solo un secolo fa un Popolo alla deriva, umiliato e sconfitto, partiva con malsani piroscafi e senza, inoltre, sapere le lingue, raggiungeva posti sperduti, aree isolate, zone inospitali ed issando la nostra bandiera accomunata al Crocefisso, con lacrime e sudore, trasferiva la conoscenza italiana unica in ogni settore, creando da una parte benessere delle masse, dall’altro progresso per le Nazioni tutte. Dalle disgrazie nascono i benefici… pertanto le Comunità italiane espatriate nelle Americhe, in Oceania, nel nord Europa, talvolta in Africa da ultime divennero, nel corso di due generazioni, gestrici e Maestre nel Mondo. Sulla scia di tale colonizzazione il termine ITALIA, in mezzo secolo, diviene sinonimo di fascino, qualità, bellezza, armonia, equilibrio, innovazione. Solamente l’Oriente rimane evaso ed escluso da tale diaspora: troppo lontano, troppe leggi, troppe complicazioni. L’Oriente faceva paura ora attrae>.

Nonostante le molteplici eccellenze in ogni settore, perché l’Italia fatica ad emergere?

< I due soli e precipui aspetti della completa assenza dell’industria e commercio italiani: secoli fa Maestri ora alunni indisciplinati ma soprattutto svogliati, delusi. Solo una ridda di marchi, spot, logos, novellini ammaliati da facili guadagni presentano e ci presentano all’estero; mai una giusta immagine, conoscenza, analisi dei mercati e dei loro potenziali clienti. Nulla e niente corrisponde a realtà: si parte da soli, a malapena con l’amante che diviene interprete e procacciatrice di affari ma che poi sconvolge e travolge le nostre vite ed i nostri interessi. Alcuna realtà e conoscenza concreta del Paese che ci ospita dove a malapena ci affidiamo al primo autista trovato nelle notti degli aeroporti o al portiere che ci accoglie in alberghi dove si pratica sesso a buon mercato. Nella mitica Cina che ospitò ed accolse Marco POLO e Matteo RICCI, oggi nel 2014 siamo oltre il 20° posto in termini di affari>.

Giusto ma quale tutela ha un imprenditore che decide di “osare”?

<Questo il Secondo deleterio e terrificante aspetto: ogni imprenditore magari pronto e preparato per sbarcare in lidi lontani, trova nel bar sotto casa o in chiesa agenzie, movimenti, brokers, società, franchising, procacciatori, PR, business experts, enti, istituzioni, gemellaggi, uffici di consulenza, holding; un mercato di mercanti di merci fittizie, facili guadagni, surrogati e succedanei, sogni proibiti, procacciatori e faccendieri, truffe assicurate, costellate ed incorniciate da camere di commercio, libero scambio, uffici di rappresentanza, ambasciate, consolati semplici ed onorari, Ice, Sace, Simet, cooperative e cooperazioni che non solo non ricevono ma neanche si degnano più di rispondere a qualsiasi nostra richiesta o semplice domanda. Niente nessuno ci parla, ci indirizza, ci consiglia, niente nessuno, il vuoto più totale e terrificante>.

Esiste una soluzione? Cosa propone?

< ovviare a tutto ciò? Semplice, fattivo, a nostra portata e soprattutto alla portata di tutti, senza alcuna spesa: tornare alle Arti e Mestieri per cui siamo ancora in prima linea al mondo, presentarsi adeguatamente, conoscersi reciprocamente e conoscere altri imprenditori e soprattutto i Paesi dove si intende andare ad operare ma farlo direttamente ed in prima persona, essere totalmente coinvolti e conoscitori di quanto sta compiendosi e sviluppandosi, sine irae et studium – dicevano i romani – stabilire sani, solidi e concreti rapporti di qualità con tutte le controparti, basati sui valori e non esclusivamente sulla valuta, presentando, prevedendo e producendo attività, progetti, programmi e prodotti di certa e sicura qualità, inconfondibili ed imbattibili a qualsiasi livello su qualsiasi mercato estero. La qualità dei materiali, la fattura che li caratterizza e la cura dei dettagli hanno reso sempre, dovunque e con chiunque vincente la nostra Azienda Italia.

Porsi di fronte a politiche economiche o ad economie politiche a noi sconosciute senza mai innamorarsi di nessuno, poi consociarsi in modo completo diversificato ma integrato. Una spedizione, un ufficio o realtà estera ha bisogno di logisti, legali, interpreti fidati, esperti, informatici, maestri e poi partire assieme dando alla controparte il tempo adeguato e necessario per far sì che i nostri programmi, progetti, prodotti vengano studiati, assimilati accettati, modificati, corretti, diffusi e portino a dei proficui profitti che magari talvolta non collimano e/o corrispondono alle nostre iniziali aspettative. Non possiamo imporre nulla di noi ad altri senza un previo periodo di fattiva e produttiva collaborazione; la firma di semplici contratti non assicura il risultato, solamente la produzione di merci atte e rispettose dei popoli stranieri in nome dei comuni principi assicura un risultato certo e continuo>.

Nulla equipara  e supera il fascino e la cultura italiana di quegli uomini che, pur confrontandosi e scontrandosi con tutti i problemi legati all’emigrazione e al desiderio di preservare il Made in Italy come Valore, riesce a dare una lezione di vita che esula dalle strategie di marketing.

<Solamente il riavvio di arti e mestieri, fondamento di C’è Italia, in qualsiasi angolo della Terra, porterà ad unificazione delle diversità con creazione di prodotti adeguati, ad una Vita armonica ed equilibrata a favore di Individui che da una parte ancora non posseggono e/o gestiscono denari e dall’altra sono privati e privi del più semplice supporto ed apporto umano e materiale. Assieme, come armoniose e complete sono le dita di una mano per incontrare e stringere l’altra che ci attende ma che purtroppo non conosciamo assolutamente e quando dopo un po’ magicamente guardandosi negli occhi, sorridendo, stringendoci le due mani e smettendo una volta per tutto di essere presi o di fare a pugni; ecco così dovremmo partire come fecero i nostri Avi in silenzio, sorridenti, determinati e consapevoli delle nostre qualità umane e professionali>.

 

 Roberta Spinelli

Europa e scadenza dei cibi

Alimenti: Coldiretti, con data di scadenza Ue taglia anche qualità cibo

Ci sono momenti in cui non si capisce il perchè bisogna andare a votare, sopratutto per il Parlamento europeo, in un momento in cui , tutti noi siamo un pò arrabbiati, ma se prendessimo la buona abitudine di andare a spulciare altrove, forse capiremmo perchè . è importante votare alle prossime europee rappresentanti che vadano realmente in Europa a difendere gli interessi concreti del nostro Paeseimagesconsumarsiiii

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