Appello della Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli per salvare l’opificio di San Leucio

Roma, 22/04/2015

Made in Italy, Fedeli : Salviamo l’opificio di San Leucio 
“Sapete cosa hanno in comune le stanze Quirinale e la sala Ovale della Casa Bianca? I saloni di Buckingham Palace, la residenza imperiale di San Pietroburgo e gli alti soffitti del Vaticano? Le meravigliose sete, i broccati e i damascati prodotti dall’Antico Opificio di San Leucio.SETIFICIO

Oltre due secoli fa, mesi prima che Thomas Jefferson stilasse la dichiarazione di indipendenza americana, l’Opificio era già attivo nella lavorazione di alcuni fra i tessuti più belli prodotti al mondo. Oggi, purtroppo, San Leucio sta vivendo un momento di difficoltà che rischia di impoverire il Made in Italy di uno dei suoi piccoli grandi poli di eccellenza portando con sé anche importanti ricadute occupazionali”. 

È quanto si legge nell’appello della Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli per salvare l’opificio di San Leucio, che oggi rischia di chiudere. Nel testo, inoltrato oggi a Claudio Marenzi, Presidente Sistema Moda Italia, Carlo Capasa, Presidente Camera Nazionale della Moda, e Mario Boselli, Presidente Onorario Camera Nazionale della Moda, si legge inoltre: 
“È fondamentale sostenere l’appello rivolto dalle maestranze artigiane e dalle amministrazioni locali agli imprenditori, alle organizzazioni del commercio e del turismo, al mondo delle associazioni a tutela del patrimonio culturale del Paese. Serve individuare rapidamente degli investitori credibili – italiani o esteri – in grado di rilevare lo stabilimento e la produzione, salvaguardando l’esperienza dei nostri artigiani tra i più qualificati.SETIFICIO3

Dobbiamo tutti insieme adoperarci per trovare chi, avendo a cuore questa eccellenza, che è patrimonio comune e occasione di sviluppo per l’Italia, vi investa. Per questo ritengo necessario che ci si mobiliti per la difesa e il rilancio di questa produzione; nella storia di eccellenza dell’opificio di San Leucio è indicata la strada per sostenere il nostro futuro di qualità”. 
 A causa di un’ordinanza di sfratto esecutivo, chiuderà definitivamente l’Antico opificio serico di San Leucio, gestito dalla famiglia De Negri. Avevano iniziato a lavorarvi nel 1895, perpetuando la grande eredità di  artigianato maturato proprio negli stessi locali dell’antico complesso industriale casertano, voluto da re Ferdinando IV di Borbone, con l’obiettivo di lavorare tessuti di seta qualitativamente superiori a quelli francesi, prodotti a Lione. Le stoffe De Negri hanno fatto il giro del mondo, arrivando ad arredare le sale di Montecitorio, alcuni paramenti papali e le pareti della Casa Bianca. “Chiude l’ultima seteria ancora attiva  Colonia della Seta fondata dai Borbone nel diciottesimo secolo”,   la Campania e l’intero Paese perderanno l’ultima testimonianza di una realtà culturale e sociale irripetibile, una pietra miliare della storia dell’artigianato italiano”. L’ordinanza di sfratto è stata emessa dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Un altro pezzo di storia e arte campana che se ne va. Dopo 120 anni di gloria  di arte e moda italiana, tutto finisce in mano al mercato cinese, la famiglia Negri spera nel Sindaco Del Gaudio che ha dichiarato:”Chiederò al governo un accordo di programma che preveda un’area da dedicare al comparto”  

Adelfia Franchi

 

 

NaturArte. Un week-end con i vip in Basilicata tra natura, cultura, sport e tradizioni

Manca ormai poco per l’appuntamento con NaturArte, Il “festival della natura” più famoso dei Parchi della regione Basilicata, che alla sua seconda edizione si svolgerà nel week-end del 24-25-26 aprile, tra il borgo di Lagonegro, il Monte Sirino e Il Micromondo – Parco Tematico Sulla Geologia.

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L’incantevole magia della natura del Monte Sirino, potrà essere vissuta a pieno percorrendo, domenica 26 aprile, il sentiero trekking di NaturArte, sulle sponde del lago Laudemio (il lago glaciale più a sud d’Europa) o il percorso in mountain bike lungo i sentieri più impervi della montagna. I visitatori conosceranno e scopriranno luoghi affascinanti in compagnia di una guida speciale. Si tratta del conduttore e autore Rai Massimiliano Ossini, che, aiutato dalle guide esperte, condurrà i visitatori sulle alture delle montagne dove, con il presidente AIDAP Andrea Gennai, si darà luogo ad un dibattito 2.0, sui temi della natura e della biodiversità.  A conclusione della passeggiata e dell’incontro all’aria aperta, i presenti brinderanno con Ossini e Gennai, gustando un estratto di benessere, ideale e consigliato per tutte le età. Sarà l’inizio di un secondo viaggio, questa volta di gusto, grazie alle prelibatezze culinarie preparate al momento con prodotti locali.

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NaturArte accenderà i riflettori sull’antico borgo di Lagonegro, ai confini con la Campania che, pochi sanno, conserva tele e affreschi rupestri di grande valore artistico. Tra queste la tela attribuita al Mattia Preti, allievo del Caravaggio, raffigurante i Santi Domenico e Francesco. Una delle sue opere più importanti è stata custodita nel Convento di San Francesco di Lagonegro e verrà esposta, per l’occasione, nello storico Palazzo Corrado. Suggestivo anche l’affresco rupestre medioevale di San Michele Arcangelo.

Lagonegro, oltre a custodire grandi tesori, è ha dato i natali a molte personalità rilevanti. Tra questi il famoso geologo Giuseppe De Lorenzo, al quale si attribuisce il manoscritto autografo, prima traduzione di un testo buddista. Sarà proprio la vita di De Lorenzo il filo conduttore della Tavola Rotonda nella sede de Il Micromondo di Nemoli dove figure istituzionali ed esperti di settore discuteranno dell’importanza dei geositi come attrattori turistici.

Evento nell’evento, NaturArte darà spazio anche ad Artigianando realizzato con l’obiettivo di metter in risalto le specificità artigianali dell’area. Orologiai, lattonieri collaboratori del famoso architetto Renzo Piano, ma anche i più innovativi cake designer esporranno i loro capolavori nella rassegna dell’artigianato dalla storia antichissima.

La musica, come nelle precedenti edizioni, sarà, accanto alla natura, elemento immancabile di NaturArte. Con il suo piano, il famoso pianista e polistrumentista Giacomo Aula, sarà il protagonista indiscusso dell’evento Sofisticando in musica. Da non perdere anche i Libero ArbiTRIO, che si presenteranno ai visitatori di NaturArte con brani ispirati dai luoghi natii. Seguirà lo spettacolo del gruppo Smania Uagliuns che in una metamorfosi con la natura si esibiranno nell’Anfiteatro “Nicola Pesce” di Nemoli.

Programma di NaturArte 2015 dal sito: www.naturartebasilicata.it

 

Il territorio come destino, un percorso italiano di sviluppo

Expo: la Cia presenta “Il territorio come destino”, il contributo degli agricoltori italiani alla “Carta di Milano”

 

A Roma, nella Biblioteca del Senato, la Confederazione chiude il ciclo di iniziative “ad hoc” con un documento “di idee” per la costruzione di un modello economico, sociale e produttivo sostenibile. Il presidente Scanavino: “Di fronte alle sfide del futuro, risulta determinante il valore multifunzionale del settore, che innesca processi sempre più integrati con l’ambiente, il turismo, la cultura, il welfare”. Usare meno risorse per produrre di più con il supporto di ricerca e innovazione; accostare alle filiere dei grandi numeri reti “a maglie strette” adattate ai territori; rovesciare il rapporto città-campagna assumendo una dimensione “multideale”. Solo in Italia nei prossimi 10/15 anni le attività connesse all’agricoltura sposteranno oltre 40 miliardi con la prospettiva di garantire entro il 2020 più di 200 mila nuovi posti di lavoro.

 

Per arrivare a “nutrire il pianeta” di fronte alla competizione globale, agli scenari del cambiamento e alle sfide del futuro, la soluzione “non è un mondo senza agricoltori, un’agricoltura consegnata alle multinazionali alimentari, alle società finanziarie e ai fondi di investimento, ma un mondo con agricolture ‘plurali’ e con agricoltori più protagonisti, in grado di innescare processi più integrati con l’ambiente, il turismo, la cultura, il welfare, tra città e campagna, tra produttori e consumatori”. Con queste parole il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino ha presentato, oggi a Roma nella Sala degli Atti parlamentari alla Biblioteca del Senato, “Il territorio come destino”, un documento di sintesi del ciclo di iniziative che la Confederazione ha portato avanti nell’ultimo anno quale contributo degli agricoltori italiani alla “Carta di Milano”, il manifesto programmatico che rappresenterà l’eredità “morale” di Expo 2015.

Da Mantova a Bologna, da Napoli a Firenze, passando per Campobasso, Urbino, Fontanafredda, Gallipoli e Orvieto, la Cia nei suoi incontri ha discusso dei punti di forza ma anche delle criticità del settore primario, ha analizzato i dati e ricercato con istituzioni e rappresentanti della politica e del mondo accademico e imprenditoriale spunti e riflessioni utili per “identificare i caratteri di un modello economico, sociale e produttivo a cui auspicabilmente riferirsi nel futuro -ha dichiarato Scanavino- valido non soltanto a livello italiano ed europeo, ma per altre aree del Pianeta”.

Quel che è venuto fuori è che, rispetto alle nuove sfide che si prospettano, ancora una volta si rivela determinante il valore multifunzionale dell’agricoltura che “oltre ad assicurare la produzione di alimenti, svolge un ruolo cruciale nella produzione di beni di pubblica utilità -si legge nel documento- come l’affermazione e la salvaguardia della qualità dei paesaggi, il mantenimento della biodiversità, la stabilità del clima e la capacità di mitigare disastri naturali quali inondazioni, siccità e incendi”. Ma soprattutto “la sfida enorme che si pone di fronte all’umanità e che soprattutto gli agricoltori del pianeta dovranno contribuire a vincere è quella di usare meno risorse, per produrre di più, garantendo la sicurezza alimentare mondiale” e in questa sfida “sarà imprescindibile il ruolo dell’innovazione e della ricerca per contrastare e gestire i cambiamenti climatici, per utilizzare tecniche produttive più sostenibili, diminuendo l’impatto delle proprie attività, preservando la qualità e la fertilità del suolo per le future generazioni e utilizzando al meglio le acque” e anche “per approfondire meglio (scientificamente ed eticamente) le conseguenze del ricorso alle modificazioni genetiche”.

Ma l’agricoltura non insegna solo questo: “L’Italia, con il suo diversificato territorio, le sue mille storie e culture, sfata sul piano produttivo l’idea che l’agricoltura legata alle filiere dei grandi numeri sia più produttiva di quella delle maglie strette. Infatti essa o è estensiva (modelli nord americani) con basse rese e grandi superfici o intensiva, con forti input chimico ed energetici (modelli europei sempre più insostenibili). Ma soprattutto le filiere dei grandi numeri, basati su modelli standardizzati che non sanno adattarsi ai territori -si legge nel documento della Cia- spesso creano marginalità e abbandono”. E’ chiaro, quindi, che “sempre di più, tutte le comunità dovranno presidiare con grande attenzione i propri equilibri attraverso filiere e reti ‘a maglie strette’ in cui l’afflusso delle grandi derrate alimentari e la presenza dei grandi mercati sia integrato con produzioni (alimentari e non) coerenti con la vocazione, l’identità e la gestione organizzata del territorio, la possibilità di usufruire dei suoi paesaggi, della sua storia, delle sue strade, delle sue attrazioni, delle sue energie. Questo è vero nelle regioni dell’Africa centrale, come in quelle delle grandi aree metropolitane orientali e statunitensi, come nelle nostre regioni europee, così cariche di culture”.

E ancora, di fronte alla sfida del cambiamento, “l’agricoltura deve rovesciare il tradizionale e (non più) subalterno rapporto città-campagna”, sottolinea il documento confederale, assumendo una “dimensionemultideale in cui, al di là dei prodotti alimentari e dei servizi materiali e immateriali, si afferma la centralità e il contributo dei valori per costruire un diverso modello di sviluppo, di società, di relazione tra i cittadini che pone al centro di ogni proposta l’uomo e il suo territorio. Essa, cioè, si fa carico delle più ampie problematiche della contemporaneità, riorganizzando la capacità di produrre in modo sostenibile, di assicurare equamente il cibo ridandogli valore e affermandolo come diritto, contribuendo attivamente all’educazione alimentare quale presupposto per contrastare le diverse forme di spreco alimentare, di gestire capillarmente le risorse naturali, di impostare un nuovo welfare”.

Insomma, “non esiste un futuro senza agricoltura -ha detto il presidente della Cia-. Il nostro contributo alla Dichiarazione finale di Expo è calato in una realtà che ci dice già questo”. Solo in Italia infatti l’agricoltura e l’agroalimentare producono un fatturato vicino ai 300 miliardi l’anno. Sono oltre 20 mila gli agriturismi disseminati sul territorio e oltre 80 mila le aziende che sviluppano molteplici attività, dalla produzione di energie agli agri-nidi, dalle fattorie sociali e didattiche alla manutenzione delle aree verdi anche urbane. Già oggi questo “movimento” multifunzionale produce molto, ma ci sono ampi margini di crescita economica ed è ragionevole stimare che nei prossimi 10/15 anni le attività connesse all’agricoltura sposteranno più di 40 miliardi di euro l’anno con la prospettiva di garantire entro il 2020 tra i 200 mila e i 300 nuovi posti di lavoro. Quindi “alimentazione, salute, occupazione, sostenibilità, diritti universali, equità e coesione sociale -ha concluso Scanavino-. Questo è il contributo dell’agricoltura al futuro che vogliamo”.luca sani

Oltre al presidente Dino Scanavino, sono intervenuti la vicepresidente vicario del Senato Valeria Fedeli; il presidente commissione agricoltura Camera dei Deputati Luca Sani; il presidente del Comitato scientifico di Expo 2015 Claudia Sorlini; il vicesindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris e il professore Francesco Adornato dell’Università di Macerata.

Riportiamo integralmente l’ intervento della Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli – XVII Leg.
Senato della Repubblica, Palazzo Madama

che gentilmente ci ha fatto pervenire in redazione.

“Autorità, Signore e Signori,

è per me un piacere essere qui oggi, in rappresentanza del Senato, per aprire i lavori di questo convegno, che costituisce la conclusione di un percorso iniziato lo scorso anno e che ha toccato le diverse tematiche che riguardano il comparto agro-alimentare italiano. Un percorso che ha attraversato idealmente il nostro Paese e che vedrà il suo naturale coronamento nella straordinaria esperienza dell’Expo, che si sta per aprire a Milano.

Il settore agro-alimentare costituisce il secondo settore industriale in Italia, dopo quello metalmeccanico, e rappresenta ben il 4% del PIL nazionale, fatturando 133 miliardi di euro e impegnando 1,3 milioni di persone. E’ un comparto che, nonostante la particolare congiuntura economica che stiamo attraversando, è particolarmente vitale e che, anzi, può rappresentare un importante volano di crescita economica per il futuro del nostro paese”.

Ciò che caratterizza, da sempre, il modello produttivo agricolo italiano è la dimensione familiare, la continuità con la tradizione e, nello stesso tempo, l’innovazione. Caratteristiche peculiari che hanno favorito un’eccezionale differenziazione dei nostri prodotti, conosciuti in tutto il mondo per la loro eccellenza.”

Adelfia Franchi

Xylella: dall’embargo francese una minaccia reale per l’ agricoltura italiana

Xylella: dall’embargo francese una minaccia reale per l’economia pugliese e l’immagine del “made in Italy”

 Il presidente della Cia Dino Scanavino: no allarmismi per evitare possibili reazioni a catena su altre produzioni e provvedimenti analoghi di altri paesi Ue. Servono interventi urgenti a livello nazionale e comunitario per scongiurare la situazione e indennizzare gli agricoltori colpiti. 

 L’embargo della Francia su 102 specie vegetali a rischio Xylella rappresenta una minaccia reale per l’economia pugliese e, più in generale, per l’immagine dell’agricoltura italiana. Lo afferma il presidente della Cia Dino Scanavino, commentando il decreto del ministero dell’Agricoltura francese già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, a poche ore dall’incontro in Salento tra il ministro Martina e le associazioni di categoria.

Si tratta di una decisione presa unilateralmente da uno Stato Membro al limite delle regole comunitarie -osserva Scanavino- che rischia di innescare un pericoloso effetto domino che andrebbe ad aggravare una situazione già di per sé difficile.ulivo

Ecco perché -continua il presidente nazionale della Cia- ora più che mai bisogna tenere alta l’attenzione per evitare possibili reazioni a catena e ingiustificati allarmismi nei confronti delle spedizioni pugliesi di altri prodotti oltre alle piante già inserite nel provvedimento del ministro Le Foll. Anche perché l’export della Puglia verso la Francia di uva, agrumi, alberi da frutto, pomodori, piante aromatiche, frutta tropicale vale circa 40 milioni di euro e rappresenta il 14% del totale nazionale. Se poi si aggiungono anche le colture agricole non permanenti (inclusi i cereali) e le piante vive,  il valore supera i 60 milioni di euro. Un patrimonio agricolo strategico che non può essere messo a rischio e che deve essere difeso con forza nelle sedi opportune.

È urgente quindi -sottolinea Scanavino- che le istituzioni ora intraprendano tutte le iniziative nei confronti delle autorità francesi e comunitarie, per evitare di aggravare un’emergenza sanitaria di proporzioni senza precedenti. Inoltre, è altrettanto urgente l’adozione di misure di sostegno, in ambito nazionale ed europeo, per gli agricoltori che con sacrificio stanno rispettando gli impegni del Piano del commissario Silletti per contrastare il dilagare dell’emergenza e non compromettere la sostenibilità economica delle loro aziende.

A essere in gioco -evidenzia il presidente della Cia- è sia l’economia di un’intera regione che fa dell’agricoltura e dell’olivicoltura la principale leva di sviluppo, sia il valore paesaggistico legato alla presenza di ulivi secolari di inestimabile valore ambientale. xylella

Ragionando in prospettiva, infine, deve essere messa in atto una strategia comune che, attraverso un progetto di riforma degli strumenti di prevenzione e gestione delle crisi, possa consentire agli agricoltori di minimizzare l’esposizione al rischio cui sono soggetti. Le crisi nel settore agroalimentare, siano esse sanitarie, climatiche o di natura commerciale -conclude Scanavino- sono diventate sempre più frequenti e diffuse e le conseguenze sono spesso drammatiche per l’economia di interi territori.

ESPORTAZIONI PER ANNO DELLA PUGLIA  VERSO LE FRANCIA (VALORE)

 

Export (euro)

Incidenza puglia/Italia (%)

Prodotti di colture agricole non permanenti

20.992.023

12%

Prodotti di colture permanenti

39.132.272

14%

Piante vive

704.841

1%

 

UE, nuove regole nel mondo alimentare

Etichettatura carni, da oggi scatta l’obbligo d’origine anche per suini, ovi-caprini e volatili.

Risultato importante, ma restano fuori i conigli

 Il presidente della Cia Dino Scanavino: una scelta obbligata e non più rinviabile. Non abbassare mai la guardia in materia di trasparenza alimentare.450969175-310x206CARNI VARIE

Da oggi l’etichettatura delle carni europee sarà finalmente più chiara e trasparente. Con l’entrata in vigore del regolamento Ue n.1337/2013, che applica parte della normativa comunitaria in materia di informazioni alimentari ai consumatori, le carni suine, ovi-caprine e dei volatili non potranno più essere vendute in forma anonima senza che ne sia indicato il luogo di provenienza e di macellazione. Una conquista importante che completa e arricchisce di contenuti un percorso lungo e difficile avviato dall’Unione europea 15 anni fa con l’etichettatura delle carni bovine in risposta alla crisi della “mucca pazza”. Restano fuori dall’obbligo dell’indicazione d’origine solo i conigli, per i quali non esiste ancora un riferimento normativo. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

“Ora partire da questo risultato per continuare a tutelare la sicurezza e la trasparenza alimentare iniziando dalle produzioni che, a oggi, restano ancora escluse dalla normativa europea sull’origine dei prodotti agricoli”, è l’appello lanciato dal presidente nazionale della Cia Dino Scanavino. “Una scelta obbligata e non più rinviabile sia per assicurare competitività agli agricoltori e per premiare i loro sforzi, attraverso l’indicazione esclusiva del luogo di origine e il divieto di etichette anonime -spiega Scanavino- sia per rispondere alle attese dei tanti consumatori che sono sempre più interessati a fruire delle informazioni che accompagnano i prodotti al momento della loro scelta di acquisto”.

I cittadini, infatti, sono sempre più attenti all’etichettatura -ricorda la Cia-. Se in Europa è considerata prioritaria da 7 cittadini su dieci, secondo i nostri dati la percentuale in Italia arriva al 92 per cento.

“Per essere trasformata in valore, la distintività della produzione agroalimentare italiana, che ha pochi eguali nel mondo, necessita di riconoscimento da parte dei consumatori e trasferimento lungo la filiera produttiva. In questa direzione -conclude il presidente della Cia- le forme di tutela, come quella dell’etichettatura del luogo di origine delle carni che da oggi sarà obbligatoria su tutto il mercato unico europeo, possono rappresentare un importante strumento di valorizzazione e di sviluppo economico per imprese e aree rurali”.

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Vinitaly: ottimo risultato

Obiettivo centrato per il Vinitaly che si è chiuso dopo quattro intensi giorni. Molti gli eventi e l’affluenza, 150 mila visitatori, ed in crescita il numero di Paesi di provenienza con maggiori presenze da sudest asiatico, Messico e nord Africa grazie anche al richiamo dell’olio extravergine di oliva, esposto alla Sol&Agrifood.

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Cenerentola “Made in Rome”

La sua fortuna è che Cenerentola non è un cartone animato, come fu nel primo film Disney del ’50. Stavolta le attrici sono in carne e ossa, e quindi da vestire. E’ nato così il tocco ‘made in Roma’ dei 20 costumi indossati nella favola della sguattera gentile che diventa principessa, firmati da Annamode, sartoria romana che in 70 anni ha lasciato il segno (e l’etichetta) sugli abiti di quasi tutti i film del Neorealismo, passando per ‘Matrimonio all’italiana’, ‘Ultimo tango a Parigi’, ‘La grande bellezza’ di Sorrentino e conquistando spesso Hollywood.

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l’Expo 2015 – Milano

Il 2015 è l’anno dell’Expo a Milano sul tema “Nutrire il pianeta”

_______________________________________di RICCARDO ABBAMONTE

Il 2015 è l’anno dell’Expo a Milano. Il tema di questa edizione è quello attualissimo di “Nutrire il pianeta”. In un momento storico in cui oltre l’80% della popolazione mondiale vive in nazioni che utilizzano più di quanto i loro ecosistemi possono produrre in modo rinnovabile, il punto è quello di nutrire tutti i popoli della Terra. In questo senso l’Esposizione Universale di Milano vanta contenuti di portata storica per tutti. In questa occasione Milano diventa davvero una vetrina mondiale. Per questo sono attesi 20 milioni di visitatori e in effetti a fine 2014 si contavano già 10 milioni di biglietti venduti. L’auspicio è anche che l’avvenimento internazionale faccia da traino all’economia del nostro paese, grazie a investimenti e turisti.

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Carnevale di Viareggio 2015

 

CARNEVALE DI VIAREGGIO
142esima edizione

Presentato il programma e i progetti dei giganteschi carri allegorici in cartapesta
che sfileranno sui Viali a Mare l’1, 8, 15, 22 e 28 febbraio
Tra i protagonisti Matteo Renzi, Angela Merkel e Papa Francesco

Stamattina presso la sede della Regione Toscana è stata presentata la 142esima edizione del Carnevale di Viareggio, la più imponente manifestazione folcloristica italiana nella quale sfileranno monumentali carri e mascheroni in cartapesta che vedono al lavoro da settimane, negli hangar della moderna Cittadella, decine di Maestri costruttori.missss

Ad anticipare il Carnevale, nel pomeriggio di sabato 31 gennaio, sarà una cerimonia di inaugurazione in piazza Mazzini: star sul palcoscenico il ballerino Francesco Mariottini. Tra i partecipanti, tra gli altri, anche Clarissa Marchese (Miss Italia 2014) ed i primi tre classificati del Festival di Burlamacco.

A decretare ufficialmente l’apertura del Carnevale sarà, domenica 1 febbraio, un triplice colpo di cannone sparato dal mare, che vedrà, dalle 15 alle 18, le gigantesche creazioni prendere vita tra movimenti, musica e balli. I corsi mascherati continueranno poi, sempre in pomeridiana l’8, il 15 e 22 febbraio mentre il 28 febbraio, dopo l’ultima sfilata (stavolta in notturna alle 18,30) il Carnevale si concluderà con la tradizionale premiazione dei vincitori di ogni categoria. In concorso ci saranno dieci carri di prima categoria, quattro di seconda, nove mascherate in gruppo e dieci maschere isolate.

Tra protagonisti e tematiche proposte spicca, come di consueto, la Satira che vede il premier Renzi caricaturato in molteplici sfaccettature: per Alessandro Avanzini è un illusionista in precario equilibrio sulla scheletrica tartaruga Italia, lenta come le riforme; per Simone Politi e Priscilla Borri è Trasformers, o meglio Riformers: mega robot pronto alla rottamazione; oppure Luke Skywalker, secondo Daniele Chicca, anche se dietro la maschera del padre Dart Vader c’è Silvio Berlusconi. Tra i protagonisti delle sfilate c’è anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel, ritratta in sala parto mentre dà alla luce tanti piccoli renzini. Debutta in cartapesta anche Papa Francesco, ai fornelli della cucina di Expo mentre, secondo Luca Bertozzi, prepara la ricetta giusta di Matteo Renzi per il Vaticano e l’Italia. Il Presidente Napolitano si gode il riposo, mentre Berlusconi fa cucù sognando il Colle.
Presenti anche temi sociali ed ambientali: guardano alla crisi economica i costruttori di origini francesi Gilbert Lebigre e Corinne Roger ne “Il grande freddo” in cui la finanza mondiale congela l’animo degli esseri umani, mentre il gigantesco elefante dei fratelli Bonetti è una denuncia contro lo sterminio di elefanti per il mercato di frodo dell’avorio.
Tra le maschere anche Mina, i personaggi dei fumetti di Alan Ford e i cartoni animati Minions.

A contornare la manifestazione itinerante, in tutto il mese, una nutrita serie di eventi collaterali a tema, tra feste notturne, spettacoli pirotecnici, veglioni, rassegne teatrali, appuntamenti gastronomici (moltissime le “cene in maschera”), concorsi di bellezza, incontri culturali, visite museali gratuite e grandi eventi sportivi.

Da segnalare il concorso video-fotografico “Scatta e filma la magia del Carnevale di Viareggio” (#viareggiocontest), realizzato in collaborazione con lo IED ed aperto a tutti i creativi che vorranno documentare la propria esperienza al Carnevale in corso. Il miglior video e la migliore fotografia verranno utilizzati poi per la campagna di comunicazione dell’edizione 2016 della manifestazione.

Spazio anche all’edutainment dei piccoli che potranno sperimentare dal vivo l’arte della cartapesta (quest’anno il suo novantesimo compleanno) attraverso laboratori interattivi incentrati sulla tecnica della più propriamente detta “carta a calco” in sei pomeriggi speciali (31 gennaio, 7, 14, 16, 21 e 27 febbraio, dalle ore 15 alle ore 16).

Due i grandi spettacoli pirotecnici sull’arenile di piazza Mazzini. Domenica 1 febbraio, al termine della prima sfilata dei carri, in anteprima mondiale il nuovo spettacolo piromusicale della ditta Morsani di Rieti. Sabato 28 febbraio, al termine della sfilata notturna, lo spettacolo pirotecnico di chiusura, firmato dalla ditta Mazzone di Orbetello.

Grande festa, infine, alla Cittadella del Carnevale in occasione del Martedì Grasso, che diventerà il palcoscenico della diretta televisiva nazionale su Rai Tre.

Un concentrato di creatività per tutto il mese atto a celebrare una delle massime e più originali espressioni della cultura umana che – in forme di dialogo intelligente e comicità dirompente – rappresenta un conclamato ed inimitabile esempio di eccellenza artigianale tutta “made in Italy”.

https://viareggio.ilcarnevale.com

Agricoltura, novità importanti in arrivo

Consumo di suolo: bene definizione nuovo testo base ddl. Ora avanti senza timori, legge in merito è necessaria e urgente

La Cia dopo l’approvazione a larga maggioranza da parte delle commissioni Agricoltura e Ambiente a Montecitorio: perdere terreno agricolo vuol dire colpire l’economia del Paese aumentando l’import alimentare, oltre a mettere a rischio un patrimonio paesaggistico da 10 miliardi. Ma soprattutto incuria, cementificazione selvaggia e degrado contribuiscono ad accrescere i fenomeni di dissesto idrogeologico. Adesso serve una vera politica di difesa e conservazione del territorio, con il protagonismo degli agricoltori. 

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Il nuovo consumatore cinese è cultore del Made in Italy

Elegante, appassionato di griffe e cultore del Made in Italy: ecco il nuovo consumatore cinese

Un’indagine realizzata da MFF ed Eccellenza Italia, intervistando oltre mille big spender dell’ex Celeste impero arrivati in Italia per fare shopping, ha tracciato il profilo del cliente maschile. Che al 65% sceglie come look tipo l’abito intero, dal fit moderno. Che ha un medio potere di spesa (60%). E che sta imparando a mischiare tra loro griffe occidentali e marchi orientali (20%). 

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Apple sceglie l’italiana Estel

Dopo due anni di competizione, l’italiana Estel ha vinto la commessa Apple da oltre 100 milioni di dollari. L’azienda vicentina fornirà le pareti antisismiche e gli accessori per il futuristico “Campus 2” a Cupertino, in California.

L’azienda di Thiene, 350 addetti per 60 milioni di euro di fatturato, installerà le pareti divisorie tra l’estate e l’autunno 2016 separando così lo spazio di 280mila metri quadri della struttura a forma di anello, che si sviluppa su una circonferenza di 1,5 chilometri, in uffici da venti persone l’uno. Le pareti accompagneranno nella forma l’andamento curvo della costruzione.

fonte pambianco

Parlamento Europeo OGM e, agricoltura italiana

Ogm: dal Parlamento Ue via libera a norma su autonomia Stati, salvaguardare le tipicità dell’agricoltura italiana

La Cia commenta l’approvazione definitiva dell’accordo raggiunto nelle scorse settimane tra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sulla riforma della Direttiva in materia. Oggi produttori e consumatori si muovono in direzione opposta agli Ogm: solo 5 Paesi in Ue li coltivano e la superficie dedicata non arriva allo 0,001%. Da parte nostra nessun atteggiamento oscurantista o contrario alla ricerca, ma bisogna tutelare la biodiversità delle produzioni nazionali, che rappresenta il nostro maggiore vantaggio competitivo sui mercati stranieri.

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Intervista all’Ambasciatotre d’Italia negli Stati Uniti – Claudio Bisogniero

Dopo l’anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti nel 2013, il Made in Italy con le sue eccellenze si afferma in molti settori tra innovazione e tradizione per un futuro ricco di scambi e collaborazione tra i due paesi.

Kansas City, Missouri, Stati Uniti – 17 Novembre siamo all’inaugurazione della Mostra fotografica ” War & Art” al National WWI Museum at Liberty Memorial, abbiamo appuntamento nella Sala Stampa per la Conferenza e l’intervista con l’Ambasciatore Italiano a Washington DC Claudio Bisogniero, con il quale ha avuto luogo una lunga “conversazione”, a tutto campo.  Il  nostro sentito ringraziamento va all’Ambasciatore per la sua cortese disponibilità e ai suoi stretti collaboratori: il Console Generale a Chicago Adriano Monti e il Vice Console Onorario a Kansas City Gino Serra.

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Agricoltura sempre più in mano alla criminalità

Agricoltura: la mano della criminalità si allunga sulle campagne. Un “business” da 50 miliardi l’anno, tra racket, usura, agropirateria, furti e controllo delle filiere

La Cia presenta a Roma il Rapporto sulla legalità e la sicurezza 2014 in collaborazione con la Fondazione Humus: otto reati ogni ora, più di 350 mila gli agricoltori coinvolti. Le mafie cercano di accrescere i propri affari illeciti esercitando il controllo su tutto il sistema agroalimentare, dai campi all’intermediazione dei prodotti fino alla tavola. Il presidente Scanavino: serve un’azione congiunta aziende, istituzioni, forze dell’ordine, magistratura. Rendere sempre più veloce ed efficiente l’assegnazione dei beni confiscati.IMG_20141218_124630

 (foto:ROBERTO BATTAGLIA,l’ imprenditore CHE HA DENUNCIATO la mafia, ora sotto scorta)

L’agricoltura è sempre più spesso nel mirino delle mafie. Dall’agropirateria alle truffe sulla Pac, dal caporalato al saccheggio del patrimonio boschivo, dall’usura al controllo delle filiere agroalimentari, la piovra della criminalità organizzata allunga i tentacoli sul comparto “coltivando” un business da 50 miliardi di euro l’anno, pari a quasi un terzo dell’economia illegale nel Belpaese. La denuncia arriva con il Rapporto sulla legalità e sicurezza 2014 della Cia-Confederazione italiana agricoltori, in collaborazione con la Fondazione Humus, presentato oggi a Roma all’Auditorium “Giuseppe Avolio” della Confederazione.

            L’infiltrazione nel settore primario di “Mafie Spa” produce più di 240 reati al giorno, praticamente otto ogni ora, e mette sotto scacco oltre 350 mila agricoltori -si legge nel rapporto-. Il fenomeno, fino a pochi anni fa concentrato soprattutto nelle regioni del Sud, ora si sta espandendo a macchia d’olio in tutt’Italia, Nord incluso, con un raggio d’azione che è sempre più ampio e dilatato. La lista dei reati perpetrati nelle campagne è lunga e ha un conto pesante: non ci sono solo i 14 miliardi l’anno delle agromafie in senso stretto, vanno aggiunti i 4,5 miliardi calcolati tra furti e rapine; e poi i 3,5 miliardi del racket e i 3 miliardi dell’usura; e ancora 1,5 miliardi per le truffe all’Unione europea e 1 miliardo solo per la contraffazione alimentare in Italia; infine 1 miliardo per le macellazioni clandestine e quasi 20 miliardi di euro legati alle ecomafie tra abusivismo edilizio, discariche illegali e incendi boschivi dolosi.

            “Attraverso il controllo nelle campagne -ha sottolineato il presidente della Cia, Dino Scanavino- le mafie cercano di incrementare i propri affari illeciti esercitando il controllo in tutta la filiera agroalimentare, dai campi agli scaffali del supermercato. Non c’è più in gioco solo il potere su un determinato territorio, la criminalità organizzata vuole far fruttare i patrimoni, introducendosi in quei comparti ‘anticrisi’ che si stanno dimostrando sempre più determinanti per la ripresa dell’economia nazionale, come appunto l’agroalimentare”.

            Ciò che emerge, anche dal Rapporto Cia-Humus, è l’estensione e la ramificazione operativa dei clan interessati e i legami ormai consolidati tra cosche campane, calabresi, siciliane e pugliesi per poter meglio presidiare il settore su una scala di livello industriale. Un “presidio” che avviene tramite l’accaparramento dei terreni agricoli, l’intermediazione dei prodotti, il trasporto e lo stoccaggio fino all’acquisto e all’investimento in bar, ristoranti e centri commerciali. “Ma gli effetti sono devastanti -ha spiegato Scanavino- perché questa presenza mafiosa ‘strozza’ il mercato, distrugge la concorrenza e instaura un controllo basato sulla paura e la coercizione. Le organizzazioni criminali, infatti, impongono i prezzi d’acquisto agli agricoltori, controllano la manovalanza degli immigrati con il caporalato, decidono i costi logistici e di transazione economica, utilizzano proprie ditte di trasporto, possiedono società di facchinaggio per il carico e scarico e arrivano fino alla tavola degli italiani, mettendo a rischio la salute dei cittadini e minando la credibilità dei prodotti italiani, con l’ingresso nella Gdo e nella ristorazione”.IMG_20141218_114001

            Ecco perché ora più che mai serve un forte impegno comune, azioni e strategie il più possibile condivise, per sconfiggere questa “piaga” che distrugge il tessuto sano e produttivo dell’imprenditoria italiana. Tenendo conto anche del fatto che l’agricoltura spesso mostra maggiori elementi di vulnerabilità, legati a quelle caratteristiche e inevitabili forme di “isolamento geografico” dei luoghi di lavoro e del livello di fragilità degli addetti. “La situazione è davvero grave. Non c’è settore dell’economica che non sia finito tra i tentacoli della criminalità organizzata -ha osservato il presidente nazionale della Cia-. Tantissimi sono gli imprenditori che, purtroppo, fanno i conti con il racket, con l’usura, con i furti e le rapine, con le estorsioni e le minacce. Senza contare i danni economici e d’immagine inaccettabili che i produttori e tutta la filiera di qualità pagano per colpa dei falsi e delle sofisticazioni alimentari”.

Per questo oggi serve una sorta di “rete” per contrastare la criminalità organizzata: “Bisogna mettere insieme tutte le associazioni di categoria e instaurare un rapporto continuo e costruttivo con le istituzioni, con la magistratura e con le forze dell’ordine”, ha detto Scanavino, a cui unire un cambiamento anche di carattere legislativo “rendendo sempre più veloci ed efficienti le norme per l’assegnazione e il riutilizzo dei beni confiscati alla mafia”. Solo così, “colpendoli negli interessi economici -ha chiosato il presidente della Cia- è possibile debellare questo ‘cancro’ odioso che sta corrodendo sempre di più la nostra economia”.

 

 

Natale: crisi e cibo made in Italy

Natale: a tavola trionfa il “made in Italy”, ma senza sprechi. Il 64% delle famiglie più attente al riciclo

La Cia spiega che le feste alle porte segnano il crollo finale delle mode esterofile in cucina, mentre vince la tradizione, con menù “tricolori” nel 77% dei casi. Per il cenone della Vigilia quasi 900 milioni di euro di spesa: protagonista il pesce, che proprio in questi giorni tocca il picco di consumo dell’anno. Lo spumante batte ancora lo champagne, scelto da meno di un italiano su dieci. Bene la vendita diretta in campagna e nei mercatini degli agricoltori (+7%), soprattutto nelle zone rurali e periurbane.natale

Tutto è pronto per le tavole di Natale. Tavole casalinghe e assolutamente “made in Italy”. A vincere anche quest’anno, infatti, saranno i “banchetti” in famiglia con prodotti legati alla tradizione e al territorio. Fatte fuori le mode esotiche e ridotti all’osso viaggi e vacanze, ben 9 italiani su 10 (oltre 43 milioni) hanno deciso di trascorrere le feste tra le mura domestiche con parenti e amici e di cancellare i menù esterofili, prediligendo portate “tricolori” nel 77 per cento dei casi. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

            Certo la crisi si fa sentire e le tredicesime sono già impegnate su tasse, bollette e mutuo. Ma le famiglie preferiscono stringere i cordoni della borsa sui regali (con una spesa in calo del 5 per cento) e sui viaggi (con 30 milioni di italiani che restano a casa proprio per motivi economici), piuttosto che rinunciare alla classica tavola natalizia, che mantiene quasi inalterato il budget del 2013. Secondo i nostri dati -spiega la Cia- solo l’11 per cento degli italiani spenderà meno per cibo e bevande, mentre l’89 per cento lascerà quasi inalterata rispetto all’anno scorso la spesa per gli alimentari.

La spesa complessiva stimata per imbandire le tavolate delle festività alle porte è pari a poco più di 3 miliardi di euro -osserva la Cia- di cui circa 900 milioni solo per il cenone del 24 dicembre. Ma gli acquisti saranno comunque più attenti, con il 64 per cento delle famiglie che farà molta più attenzione agli sprechi alimentari, adottando “trucchi” ai fornelli per “riciclare” gli avanzi natalizi e fare cucina di recupero non buttando via niente.

Niente spese folli, insomma: salmone, ostriche, frutta esotica verranno consumate con il contagocce. Mentre sarà un trionfo di prodotti e tipicità locali: ragù, bollito, tortellini in brodo, torte rustiche e dolci artigianali. E per il cenone della Vigilia, che vedrà al centro del menù il pesce (che registra proprio in questi giorni il consumo più elevato dell’anno), le famiglie compreranno alici, pesce azzurro, orate, spigole, trote, capitone invece del costoso caviale d’importazione.biscotti

E poi ancora una volta lo spumante trionferà sullo champagne, con il 91 per cento dei brindisi “tricolori” e una netta prevalenza nei gusti di quello dolce (57 per cento delle preferenze) rispetto ai secchi e “brut” (34 per cento) -aggiunge la Cia- mentre meno di un italiano su dieci sceglierà le bollicine “made in France”.

            A crescere quest’anno è anche la “spesa in campagna”, con un incremento del 7 per cento rispetto al 2013 -ricorda la Cia-. Sono milioni gli italiani che in questi giorni si stanno recando nelle aziende agricole che fanno vendita diretta e nei mercatini di Natale allestiti dagli agricoltori, soprattutto nelle zone rurali e periurbane. Una scelta che premia non solo la qualità, la tipicità, la freschezza e la salubrità dei nostri prodotti agricoli, ma alleggerisce lo scontrino. Nelle aziende agricole, infatti, si acquista a prezzi molto più contenuti, con un risparmio che può arrivare fino al 30 per cento.

 

Valentino e Fornasetti insieme a New York

Un’edizione limitata, pochissimi pezzi esclusivi (soltanto 5, una custodia per occhiali, uno sgabello, un foulard, un piatto ed un vassoio – ndr) e messi in vendita solo per poche ore nella ex sede del Whitney Museum. Si tratta di una limited edition firmata da Fornasetti e Valentino, lanciata a New York in occasione della mostra “Five senses” e della sfilata di haute couture completamente bianca della maison romana.

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“Made in”: nessun accordo, tutto rinviato al 2015

ll Consiglio Europeo sulla competitività ha rinviato la questione “Made in” alla prossima presidenza, che passerà dall’Italia alla Lettonia (da gennaio a giugno 2015).

“Non c’è accordo” tra i 28 sul ‘Made in’ perché “non siamo riusciti a trovare una mediazione” in quanto “diversi stati membri tra cui la Germania non hanno una visione comune”. E’ quanto ha riconosciuto il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi al termine dell’ultimo Consiglio UE competitività da lei presieduto.

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Natale, gli italiani sognano il cibo

Natale: con la crisi vince il regalo utile, 9 milioni di italiani sognano cesto enogastronomico sotto l’albero

Secondo la Cia, la crisi taglia i budget di spesa per le feste (-5%) ma il cibo resiste e, anzi, cresce come idea regalo. Un italiano su tre dichiara di voler optare per doni “da tavola” a parenti e amici. Sempre più famiglie si recano nelle aziende e nei mercatini allestiti dagli agricoltori (+7%), dove si può risparmiare fino al 30%.   

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Non siamo più amati neanche dai turisti

Turismo: l’Italia perde il primato mondiale, colpa anche del degrado di molti siti d’interesse. Per la gestione e manutenzione dei beni archeologici e culturali si candidano gli agricoltori

 La Cia commenta l’articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera: abbiamo già chiesto al ministro Franceschini di poter realizzare progetti di riqualificazione di aree importanti sul territorio nazionale. Un patrimonio trascurato di luoghi che, se riportati alla luce, garantirebbero una ripresa del settore e nuovi posti di lavoro.imagesABBANDONO

 Il turismo in Italia perde posizioni e, nonostante resti in cima ai desideri di tutti, poi a venirci sono molti meno stranieri. Colpa dei prezzi e della mancanza di una visione strategica, ma anche dell’assenza di una politica di tutela e conservazione di quelli che sono i tesori archeologici e culturali “tricolori”. Per questo motivo gli agricoltori tornano a candidarsi a “custodi” del vasto patrimonio di beni archeologici e culturali disseminati sul territorio nazionale, molti dei quali attualmente in stato di abbandono. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, facendo seguito all’articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, che racconta come e perché il Belpaese è scivolato al quinto posto tra le mete mondiali passando da una quota del 19% di viaggiatori stranieri nel 1950 al 4,4% di oggi.

 Tra i motivi, appunto, la mancanza di “manutenzione” delle nostre bellezze, con gli esempi di degrado e quotidiana rovina di Pompei, Villa Adriana, o la Reggia di Caserta. Ma gli agricoltori possono intervenire -sostiene la Cia-. Del resto, l’attitudine multifunzionale delle aziende agricole si presta al ruolo, con molti degli oltre 20.000 agriturismi italiani che, di fatto, già ospitano all’interno dei loro terreni siti di grande interesse storico, culturale, paesaggistico.turismo verde

Quest’idea è già diventata in realtà una proposta, con una lettera inviata dalla Cia e dalla sua associazione agrituristica “Turismo Verde” al ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini. “Tra le attività connesse proprie dell’impresa agricola multifunzionale -si dice nel testo- individuiamo la possibilità di gestire centinaia di beni archeologici e culturali anche al di fuori della disponibilità dei terreni aziendali. Questo attraverso una specifica convenzione con il ministero. Siamo da sempre sensibili alla salvaguardia delle risorse ambientali e culturali oltre a un uso sostenibile del suolo”.  La Cia e Turismo Verde intravedono all’orizzonte grandi spazi di fattibilità, con vantaggi sostanziali sia in termini culturali che pratici ed economici, con siti riportati alla luce nel loro splendore, manutenuti adeguatamente, che genererebbero nuovo turismo, quindi indotto, economie e posti di lavoro.

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Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
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