Tag: COVID-19

Miulli: l’ottima gestione dell’emergenza sanitaria, il racconto del dott. Celani

Il periodo peggiore di questa epidemia sembra ormai lontano, anche se nelle ultime settimane stanno aumentando i casi di contagio da Covid-19 in tutte le regioni italiane a causa dei rientri di molti italiani dalle vacanze.

Sono diverse le strutture sanitarie italiane che nei mesi scorsi hanno dovuto gestire l’emergenza sanitaria, tra queste anche l’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti in provincia di Bari.

Il direttore sanitario, dott. Fabrizio Celani

A raccontarci in che modo lo stesso ospedale ha gestito la fase più difficile della pandemia, è il direttore sanitario dello stesso ospedale, il dott. Fabrizio Celani, che ci descrive i punti di forza con cui sono stati organizzati sia la struttura che il lavoro di medici e di tutti gli operatori sanitari.

Miulli, COVID-19, Emergenza sanitaria, Fabrizio Celani

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“Perchè devo laurearmi online quando è possibile andare al ristorante?”
la lettera aperta di una studentessa milanese

Lucrezia Velagic, studentessa della Bicocca di Milano, scrive alla redazione de Il Sole 24 Ore una lettera sfogo nella quale contesta il fatto che se adesso si può tornare al ristornate o in discoteca perchè non si può tornare anche all’università?

Riportiamo il testo:

“Ho deciso di scrivere queste righe per cercare di portare all’attenzione una dinamica che si sta verificando nel nostro Paese e che trovo priva di senso e di moralità.

Sono Lucrezia Velagic, una ragazza di 24 anni che vive a Milano, sono iscritta all’Università di Milano Bicocca e a ottobre conseguirò il titolo di Laurea Magistrale. Ho ricevuto oggi una comunicazione dall’Ateneo contenente le norme che saranno messe in atto nei mesi a venire in relazione all’emergenza Covid-19 e ho appreso con enorme dispiacere che le sessioni di laurea per i mesi di settembre, ottobre e novembre saranno svolte ancora in modalità online.

Non ci sto! Non così! Capisco l’esigenza e l’importanza di tutelare tutte le persone che vivono l’ambiente universitario, ma se sposto il mio sguardo un po’ più in là osservo una realtà ricca di contraddizioni. Il premier Conte chiederà la proroga dello stato di emergenza al 31 ottobre 2020, ma l’abisso che intercorre tra le parole e i fatti è davvero impressionante. La sensazione è che la maggior parte delle persone si sia già dimenticata i terribili mesi che abbiamo appena vissuto, si sia già dimenticata che un virus ha colpito fortemente tutti gli ambiti della nostra vita, si sia già dimenticata gli sforzi di coloro che sono stati impegnati in prima linea per combattere questa emergenza e soprattutto si sia scordata di tutti coloro, più di 35.000, che hanno perso la vita.

Per le strade delle città non vedo rispetto e buon senso. Dobbiamo chiederci, ora più che mai, quali sono le nostre priorità? È possibile prendere aerei, navi, treni per recarsi in vacanza, magari anche all’estero. È possibile che gli stranieri entrino nel nostro Paese. È possibile andare per negozi, cenare nei ristoranti, bere un drink nei locali. Ho visto personalmente, in diretta e sui social, immagini di persone che non curanti creano assembramento nelle strade della movida. Discoteche nuovamente aperte con migliaia di giovani stretti a ballare fino all’alba, però laurearsi in presenza quello no, non è concesso.

Non è concesso ad un singolo studente recarsi in università per sostenere davanti a una piccola commissione di docenti una delle prove più significative della propria vita. Non è possibile guardare negli occhi gli insegnanti che hanno guidato il nostro percorso universitario, non è possibile provare sulla pelle l’emozione, la tensione e la gioia di avere davanti una persona in carne e d’ossa in un giorno così speciale.

La tematica dell’istruzione ha accompagnato questi mesi frenetici, ma a parer mio senza ricoprire il ruolo fondamentale che dovrebbe avere. Ci si è preoccupati di tutto il resto e c’è stata tanta confusione su un aspetto come questo che caratterizza la vita di ogni individuo, dall’infanzia alla età adulta. Non interessa a nessuno? Non interessa a nessuno la tutela di un’istituzione che ha il compito di formare gli adulti del domani? Per tutti è più importante andare a mangiare una pizza con gli amici, prendere un volo per Ibiza, bere uno Spritz all’aperitivo, sì mi sembra proprio di sì.

Ho 24 anni e anche per me è importante la vita sociale e il divertimento, ma nel periodo storico che stiamo vivendo mi chiedo se è davvero questo quello che conta o se è più importante agire con giudizio e preservare gli sforzi fatti e i risultati raggiunti. Mi domando se sia più importante andare a ballare in discoteca o laurearmi. La mia risposta ce l’ho, forte e chiara! Comprendo le necessità economiche che hanno spinto tutte le attività a ripartire, ma non voglio tollerare le contraddizioni presenti ovunque. Non posso tollerare che il giorno della mia laurea, il coronamento di cinque anni di sforzi, dovrò stare seduta dietro a un computer, mentre il mondo fuori si comporta come se niente fosse successo.

Non chiedo di rinunciare a condurre una vita il più normale possibile, vita che io stessa cerco di vivere ogni giorno, ma chiedo che sia data la stessa importanza e attenzione a tutti gli ambiti, nel mio caso quello universitario. Se posso andare a cena fuori, se posso divertirmi in un locale, perché non posso recarmi in università per laurearmi? Chiedo di dare valore a quello che conta davvero e di eliminare tutte le contraddizioni, confido nel buon senso, anche se purtroppo pare non essere presente nella maggior parte delle persone.”

COVID-19, università

Il trojan del covid 19, ovvero il verme della paura 

Consguenze dell’ Emergenza Sanitaria:
come siamo cambiati …. o come non siamo divenuti “diversi”

riflessioni di  Massimo Rossi *

Il Covid 19 ci ha consegnato alla vita futura con un elemento in più: la PAURA. La nostra società occidentale aveva relegato la paura dell’estinzione, ormai da millenni. Noi vivevamo solo di profonde e collaudate certezze. Una di queste, forse la principale, era che ogni male poteva essere combattuto e che le medesime avrebbero ristabilito, senza timori o ritardi, la salute. Non è così!

COVID-19, Emergenza sanitaria, libertà

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“Kaos Squola” …. e non solo !

DAL M.I.U.R.  ALLO  SDOPPIAMENTO MINISTERIALE ….
I PROBLEMI RESTANO PARIMENTI INSOLUTI
 

LIDIA D’ANGELO *

L’anno scolastico 2019-2020 rimarrà impresso per sempre nella memoria collettiva degli italiani per essere stato il più nefasto e il più breve della storia … è durato infatti appena un quadrimestre: il primo !   …… (*1)
L’anno scolastico si è chiuso nel caos e il peggio verrà a settembre in quanto nessuno attualmente è in grado di prevedere le regole della  prossima riapertura: …..gli studenti dovranno alternarsi in classe? …..oppure dovranno essere rinchiusi in scatole di plastica trasparente? Genitori, alunni, professori, presidi ancora non hanno capito come si ripartirà a settembre, non è dato saperlo con certezza. L’estate del 2020 non lascia presagire nulla di buono sul destino del nuovo anno scolastico e, di preciso – ad oggi, non si conosce neanche il giorno di inizio ….probabilmente sarà il 14 settembre.

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Covid-19: l’intervista al Dott. Mario Rampa
sulle conseguenze dell’emergenza sanitaria

Partono su Consul Press una serie di interviste ai medici italiani su come hanno gestito nelle strutture in cui operano l’emergenza sanitaria causata dall’epidemia del Covid-19 nella fase del lockdown, mettendo in luce quali sono state le conseguenze che hanno coinvolto sia i pazienti che tutti gli operatori sanitari in questa fase così difficile per il nostro Paese.

 

Il Dott. Mario Rampa

La prima intervista è al Dott. Mario Rampa, specialista in prevenzione, diagnosi e cura del tumore al seno e Responsabile del servizio di Senologia della Clinica San Martino di Lecco. Svolge inoltre, la sua professione anche presso l’Ambulatorio Prevenzione della Lega Italiana per la lotta contro i tumori nella sede di Milano e nella casa di Cura La Madonnina sempre del capoluogo lombardo. Di seguito il suo racconto non del tutto ottimistico per il futuro. 

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Il carisma del complotto ovvero, una volta c’era la P2

CRECITA ESPONENZIALE  delle  TEORIE COMPLOTTISTICHE  

Dal virus sfuggito dal Wuhan National Biosafety Laboratory al brevetto per la creazione di un Coronaviridae attenuato del 2015 come ipotizzato dal Pirbright Institute, agli invii segreti di virus letali a Wuhan da parte di alcuni scienziati (ora morti o licenziati) del Canada’s National Microbiology Laboratory, alla simulazione di Ottobre 2019 (Event 201), fino ai ritardi delle misure di profilassi del presidente Conte (…vds. pag. 7 della G. U.  del 31 Gennaio 2020).

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Epidemie e Pandemie degli ultimi 100 anni

Dalla Spagnola al COVID-19, 102 anni di influenze aggressive. Per i nuovi virus paura di una Peste Nera.

Per migliaia di anni la Lebbra e la Peste hanno sconvolto il genere umano nel tormento e in abissali dimensioni di sconforto a tratti apocalittico. Documenti del passato hanno descritto la vita dei lazzaretti, paure e fobie dei contagiati rivolti alla morte certa, le sofferenze, e hanno spesso narrato le violente procedure degli enti di potere medievali che isolavano in luoghi deserti i moribondi, gente che aspettava unicamente la morte. Dalla fine della Grande Guerra, l’Influenza Spagnola fu la prima pandemia influenzale a rimarcare la tanto deprecata morte nera della peste. Da qui in poi non sono mancati per tutto il 900 e oltre nuove influenze aggressive, in grado di provocare morte sia in situazioni particolarmente aggravate per patologie che tra giovani e vecchi. Nuovi virus fanno comparse sulla Terra e molte volte gli animali sono portatori sani tra l’uomo e la nuova malattia.

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COVID-19

Il Coronavirus sta degenerando in una pandemia, l’allarmismo è troppo alto per la sua portata.

Cornavirus è la parola più ascoltata tra giornali e televisione

nell’ ultimo mese, in maniera sempre più ossessiva, di ora in ora. Dovuta alla sua diffusione in Italia, terzo paese più colpito al mondo. Un protagonista oscuro che sta gettando malessere e contrizione tra la popolazione, alimentato anche da immagini televisive di personale sanitario in maschera, totalmente coperto, come se stesse in una zona radioattiva. Probabilmente tale influenza sta degenerando in una pandemia, ma anche se forte rispetto a una comune influenza, rimane mortale solo in casi particolari. Nulla a che vedere con la Spagnola del 1918-19 di cui non si è mai saputo se fossero stati 50 o addirittura 100 milioni i morti, l’olocausto medico che eguagliò la terribile Peste Nera. Il male, tanto nominato attualmente, si differenzia pure tra altre influenze aviaria come l’Asiatica e l’influenza Suina. Appartiene a una famiglia di virus con il suo stesso nome.

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