venerdì, 22 Marzo 2019
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Tag: giappone

Sulla “Idea d’Europa” un dibattito
al Parlamento Europeo in Roma

Venerdì 15 marzo la Fondazione per l’Europa delle Nazioni e delle Libertà ha ospitato un evento che ha attratto moltissime persone per gli argomenti assolutamente attuali ed esplicativi della situazione presente, in attesa delle prossime elezioni.

Erano partecipi diverse ambasciate e non solo del mondo europeo, si trovavano infatti rappresentanti della Corea, della Bielorussia, del Congo ed altri ancora. Diverse pubblicazioni dei Lincei erano offerte per fornire approfondimenti sui vari temi trattati.

Danilo Oscar Lancini, ha introdotto il convegno citando le fondamenta del pensiero europeo, codificate dall’opera di San Benedetto da Norcia ed evidenziandone l’ essenza come comunità di genti diverse unite sotto un medesimo assetto giuridico e storico. E’ poi intervenuto Georg Meyer, Presidente della Fondazione, con alcune riflessioni sul Continente e sui principi di libertà su cui si deve fondare la sua stessa consistenza. L’ idea che ne è nucleo, oggi denaturata, dev’essere ripristinata dalla cultura e dalla spiritualità, rivelandola come potere e forza d’equilibrio. Mario Borghezio ha ricordato successivamente l’eccellenza delle sue imprese ed industrie, sottolineando la necessità della loro difesa, così come il lavoro e le tradizioni che da millenni ne fanno il cuore del mondo.

Edoardo Maria Anghinelli, riferendosi all’opera instancabile di Matteo Salvini, ha precisato gli obiettivi della Lega per evidenziare le attitudini e la consistenza delle Nazioni europee che devono essere autonome, stabilendo che ‘l’Idea d’Europa va a chi ha costruito l’Europa stessa’. Ciò vuol dire che l’Unione trae forza da tutti quegli uomini che hanno combattuto per formare un insieme di Stati non omogenei, ma lealmente e fattivamente collaboratori per un fine che è Cultura e Cristianità. L’Europa, dunque, non è la macchina tecnocratico-bancaria che attualmente viene forzata a poter essere, ma una spontanea ricerca di collaborazione e costruzione di un futuro fondato sull’unico ed invincibile comandamento di Cristo: ama il tuo prossimo.

E’ dunque da cancellare la via del ‘villaggio globale’ e la presunzione che l’Europa sia uno spazio economico pronto per la finanza internazionale protetta da Stati Uniti, Cina e Giappone, piuttosto bisogna ricordare che, come sostiene Nicolas Bay, ‘l’Europe est faconnée de la Rome antique pour la loi et l’histoire commune des Nations, qui a la capacité de nous faire rélancer le project que nous avons cherché et voulu. Pas selon Merkel et Macron, mais pour protéger notre économie: nous ferons de mieux’. Viene quindi letto un messaggio di Lorenzo Fontana, Ministro per la Famiglia che, non potendo intervenire personalmente,  ribadisce che ‘si deve riprendere dalle remote origini della storia per rinnovare il presente ed il futuro‘, i tre settori del tempo che muovono la vita, imprescindibili.

L’uditorio viene poi “coinvolto ed affascinato” dall’intervento di Marcello Veneziani, fresco di presentazione della forza del suo ultimo lavoro: La Nostalgia degli Dei. Con la stessa energia di un milite vittorioso, Veneziani afferma che bisogna salvare l’Europa dagli europeisti di professione, e basarsi sui singoli sovranismi nazionali per una unificazione europea. “L’Europa, dice chiaramente, è un fatto politico e non una moda. E’ doveroso reintegrare le nazioni che il globalismo vuole disintegrare, e che per questa azione negatrice si polarizza a cancellare le origini, cercando di farle dimenticare, ed a distruggere i confini per globalizzare tutto. L’Europa concepita come sovranista non è basata soltanto su economia e finanza senza il cuore. Deve rimediare a dolorosi difetti, e stabilire strategie militari e politiche, negare il concetto che sia concepita come interesse, fissare i confini e fermare l’immigrazione, cessare di essere vessatoria con il suo interno ed inerme verso gli estranei (Cina, migranti, poteri internazionali interessati), perché è da qui che si produce la frattura fra popoli e classi dirigenti, senza votanti alle elezioni, e senza idea di protezione verso l’esterno. Il Nazionalismo non è male da sradicare, ma è misura difensiva contro le crisi, le discrasie, l’occupazione incontrollata, decadenza, denatalità, gli egoismi. Nulla ha a che fare con l’Europa o con un’idea di 70 anni fa ormai slavata, il Nazionalismo non è nè causa, nè esito delle cause rovinose nostre, e dipende dalle nostre democrazie. Nessuno sa più cosa è, e che era crescita anche demografica, giovinezza, baluardo contro le solitudini e l’aggressività, malesseri, al contrario, tipici della globalizzazione. La Civiltà è Europa, il suo concetto è salvezza, ed ha radici greche, romane e poi cristiane. Il cammino dell’Europa dev’essere scandito così: protezione, proiezione, connessione.” Un lungo applauso ha salutato la relazione di Marcello Veneziani, quasi una “Lectio Magistralis”

Alberto Rosselli, storico e saggista, è intervenuto sostenendo come la depressione sorga dalla “mancanza dei credo” e soprattutto dalla polverizzazione degli europei per mancanza dell’idea di se’ stessi e delle proprie origini. Dopo aver citato vari  filosofi come il Vico e l’Abate Galliani, Rosselli ha proseguito consigliando di riempire il vuoto privo di valori – e stagnante in Europa – con le nostre radici, ribadendo che come ” l’accoglienza è rifiutare di amare se’ stessi”. 

Gianandrea Gaiani successivamente si è soffermato sulle inutili operazioni contro i trafficanti di carne umana, sulla mancata considerazione della forza dell’Islam che va contro i diritti umani, sull’assenza di una politica per la famiglia ed il dispendio del denaro non applicato per essa e devoluto, invece, per i migranti, e soprattutto sul trattato franco-tedesco che condanna a morte l’Italia, sommersa da cattive politiche ed economie vessatrici. L’esperto di Geopolitica evidenzia che le due nazioni-guida del trattato si armano tranquillamente e mettono a punto novità militari e strategiche senza la partecipazione italiana, che organizzano un Consiglio per la difesa e la sicurezza, mostrando un egemonismo rovinoso per tutti e di amara memoria.

Mario Borghezio è quindi intervenuto per concludere la prima parte del Convegno, ribadendo la necessità sia di utilizzare il  sovranismo come arma anti globalizzazione, sia di dotare questa Europa di una visione politica tutt’ora mancante, sia di estendere la sovranità alla natura e all’ambiente, curando e proteggendo maggiormente acque, mari, monti, boschi, monumenti, cattedrali.

L’evento è poi ripreso più tardi, nel pomeriggio, con lo studio su alcuni filosofi quali Ortega, con gli interventi del Dr. Giovanni Devoto e Pierpaolo Saleri, del Prof. Paolo Becchi e Nenad Krstic, nonché di Gilles Lebreton, Professore di Diritto Pubblico, per concludersi con le numerose domande di partecipanti e di giornalisti.
Il pensiero va e resta a questa parte di mondo infinitamente benedetta e creatrice, come Madre di tutte le genti e di tutte le Possibilità.

Marilù Giannone

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Studenti Giapponesi al Campo della Memoria di Nettuno

Sabato 2 Marzo 2019, il Campo della Memoria – Sacrario dei Caduti della RSI di Nettuno – è stato visitato da un gruppo di studenti e ricercatori giapponesi dell’Università di Tokyo guidati da un loro Professore, impegnati in una ricerca sui cimiteri militari in Europa.

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Giappone: da Holly e Benji ad uno spogliatoio immacolato

Uno spogliatoio splendente ed un cartello con scritto “Grazie”, in russo, sul tavolo. Questo è quello che lascia un paese sconfitto dalla rimonta del Belgio negli ottavi a Rostov.

La partita era iniziata con  una magnifica coreografia che rappresentava uno dei più famosi cartoni animati sul calcio: Capitan Tsubasa alias Holly e Benji. Holly nel cartone è risiuscì a portare il Giappone alla vittoria ma ieri purtroppo il Paese del Sol Levante non ha avuto la stessa fortuna.

La squadra ed i tifosi hanno però dato un esempio unico del calcio, premurandosi di pulire lo spogliatoio e gli spalti dello stadio, come già accaduto nelle scorse partite (anche i tifosi del Senegal si erano distinti per questa vicenda).

E le foto hanno fatto subito il giro del mondo.

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Tokyo: a scuola con Armani

Una diatriba particolare quella intercorsa tra il preside di una nota scuola di Tokyo, nell’esclusivo quartiere di Ginza, ed i genitori degli alunni. La discussione riguarda la scelta del consiglio di istituto della scuola elementare Taimei di adottare per il prossimo anno una divisa disegnata da Armani che costerebbe intorno agli 80 mila yen, circa 600 euro. 

La questione è persino approdata ieri nella Dieta, il parlamento nipponico. Il preside ha deciso di cambiare il design dell’uniforme scolastica “Con l’intenzione di avere un’uniforme degna di una scuola a Ginza”  così ha spiegato la scuola. Si è poi andati al confronto con l’Associazione genitori e insegnanti, e ci sono stati almeno cinque ricorsi.

La polemica è quindi arrivata in parlamento, dove Manabu Terada del Kibo No To (Partito della speranza) ha portato la vicenda all’attenzione della Commissione bilancio della Camera bassa. “Dovrebbe esserci un limite di prezzo”, ha detto il parlamentare. Il ministro delle Finanze Taro Aso ha risposto in quella sede concordando che “potrebbe essere pesante se uno studente non può affontare quella spesa” e il ministro dell’Educazione Yoshimasa Hayashi ha spiegato che vigilerà perché il costo sopportato dalle famiglie “non sia eccessivo”.

Il preside e la scuola mantengono, però, il punto. “Ho preso questa decisione pensando al futuro della scuola. Accetto umilmente la critica che non vi sia stata sufficiente informazione”. Ma il consiglio d’istituto precisa che gli studenti non sono formalmente obbligati a indossare quelle divise.

 

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Lo street food giapponese arriva a Roma

A Roma il prossimo fine settimana si parlerà, o meglio si mangerà, giapponese, grazie all’iniziativa promossa da Via Japan nello spazio poliedrico delle Officine Farneto.
Via Japan nasce dalla collaborazione di professionisti e aziende giapponesi operanti in Italia, che attraverso eventi ed iniziative, ha come obiettivo il rappresentare la cultura giapponese nel nostro Paese.

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giappone, roma, stereo food giapponese

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Il Raffaello del Giappone

ALL’ ARA PACIS  

                                                            

Mostra: Hokusai. Sulle orme del Maestro 

LA MOSTRA inizierà il 12 Ottobre,per terminare il 14 Gennaio 2018 

Promossa da ROMA CAPITALE, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto

dell’ AMBASCIATA GIAPPONESE 

Organizzazione a cura di MondoMostre SKIRA  e ZETEMA Progetto Cultura 

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arte moderna, giappone, hokusai

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Giappone

Il 18 giugno alla libreria Piave di Roma ha avuto luogo una presentazione di una coppia di libri della serie “Letti di Notte” a cura di ANNA MARIA MORSUCCI, tesi a farci conoscere i lati più familiari e meno tecnologici del Giappone. Il momento culturale ha avuto infatti come sfondo la famosa cerimonia del tè, un corso di carta washi ed esempi vari di terapie del benessere, eseguite da esperti.
La singolarità dell’evento è dovuto anche al fatto che di questo bellissimo Paese non si parla che per commercializzare alcune loro eccellenze, come la tecnologia, e la passione turistica che fa presenti i suoi cittadini in gran numero in Europa ed in Italia; si sono aperti così altri spazi conoscitivi ed attraenti di questa grande Nazione. I due libri sono entrati nel quotidiano del vivere giapponese, senza minimizzare i lati oscuri, con grande poesia e garbata sincerità.

Marilù Giannone

ls

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"LETTI di NOTTE", giappone, L:Piave, Morsucci

Koboshi Project for Fukushima

Una bambola che quando cade si rialza, per celebrare la capacità di risollevarsi del popolo giapponese, è questo  il senso del Koboshi Project for Fukushima: “Ho creato un’iniziativa per omaggiare le vittime della strage di Fukushima”, spiega  lo stilista Takada Kenzo, in occasione del quarto anniversario dal disastro di Fukushima, che del progetto è promotore.

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fukushima, giappone, kenzo, Koboshi Project for Fukushima, roma

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