sabato, 23 Febbraio 2019
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Tag: governo

Andreotti e l’Europa

Il 5 febbraio è stato presentato al Circolo dell’Acqua Acetosa del Dopolavoro del Ministero per gli Affari Esteri il libro di Francesco Lefebvre d’Ovidio “Andreotti e l’Europa” , una rilettura dei rapporti delicati ed intricati insieme avuti fra il compianto Statista Giulio Andreotti ed i Paesi d’Europa, nel loro equilibrio spesso instabile e faticoso.

L’arguzia e la finezza politica di Andreotti sono state illustrate da tre eminenze dell’esperienza governativa attuale: il Ministro dello Sviluppo Economico Giovanni Tria, il Neopresidente della Consob Paolo Savona, già Ministro per gli Affari Europei, ed il Diplomatico ed esperto di Economia Umberto Vattani, con ampio successo ed interesse dell’uditorio che ha letteralmente colmato ogni centimetro disponibile.

Chiarissimi i riferimenti alle presenti scelte economiche ed ai loro rischi: recessione, non applicabilità di taluni scopi del programma, perdita di lavoro, angustianti orizzonti, dissestato futuro nazionale. Il Ministro Tria ha evidenziato, pur nella difficoltà presente, il cammino iniziato per risalire la china causata da governi precedenti miranti solo all’egoismo del proprio orticello. Savona è stato più circostanziato illustrando, invece, diversi passaggi economici che Andreotti aveva supposto e l’esito da funambolo che lo Statista democristiano aveva raggiunto più volte, sempre con il sorriso e la facezia. Più cauto ma profondamente padrone dei suoi assunti nel merito di visioni economiche dello Statista Umberto Vattani. Luigi Maria Vignali ha condotto l’evento intervenendo più volte con domande opportune sulla carriera politica ed il pensiero del soggetto descritto. Ottimo lo stile e la scorrevolezza della prosa usata da d’Ovidio, che rende accettabile anche a chi non è dell’arte la narrazione e le osservazioni sul momento storico passato. Andreotti si svela in ogni lato, ivi compreso quello delle sue oscurità, ma si cancella tutto quell’accumulo di falsità spesso fatte malamente aderire da calunniatori mirati a creare destabilizzazioni: viene ad evidenziarsi, così, per mano dell’Autore, un personaggio che vanta una genialità garbata, fissata su un notevole carattere così stabile da risultare talvolta odioso.

Ancora una serata al vertice dell’interesse e dell’attualità offerta in un luogo che non manca mai d’essere all’altezza ottimale per offrire conoscenza a chi lo frequenta.

Marilù Giannone

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Cari Fratelli Italiani

Cari Fratelli Italiani, attaccati da bombardamenti di TV e giornali di stile globalistico, cari lavoratori, madri, padri, figli, tenete alta e salda la memoria.

Ad alta voce, qui si dice e si rammenta quante volte, da Berlusconi in poi, è stato usato politicamente lo Spread dall’Europa per conto della cara sorella latina e germanica con gli affini, con le sole paure di essere oscurati dal genio italico e di tornare alla torbida sclerosi culturale ed economico-legale della fine dell’Impero Romano.

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Povertà è dignità

Breve informazione per tutti

L’Italia è occupata da migranti, che diventano immigrati soprattutto se economici, ma non solo: ad ogni enunciato di organi economici italiani e no, secondo i quali la povertà è in crescita, il PIL è visto stazionario o al ribasso, i prezzi al dettaglio aumentano, eccetera, si ha come conseguenza uno sparpagliarsi per le vie della Capitale di macerate creature che cercano di tirar truffe ai vecchietti, ragazze-madri eterne che di quando in quando non chiedono più una moneta, ma “una banconota” per un improbabile minore, ed altri colorati e repellenti “furbini” a caccia di grulli per sbarcare facilmente il lunario. E’ notorio, infatti, che un mendicante raccolga al giorno circa 80 euro. Di qui, un piccolo calcolo.

Forse perchè un cittadino medio sa bene cosa voglia dire, di questi tempi, far quadrare i conti familiari o semplicemente i conti ( tutti si ha diritto a vivere, non solo le famiglie) deve essere chiaro che chi è povero, come un pensionato statale, un ex artigiano, un colpito dalla sorte, cerca con tutto se stesso di lavorare, di risparmiare, di rinunciare, senza perdere il sia pur minimo amor proprio. Povertà, come il vecchio che esegue lavoretti anche faticosi per un pane, come la madre che non mangia per il figlio, come il giovane che non va nè in vacanza nè al cinema e magari studia come un bue, è dignità, solo e soltanto dignità, quella sorta di testa alta nel camminare per via, quel sorriso al conoscente mentre si ingoiano pensieri angosciosi in merito ai conti di casa.

Non bisogna credere alla mano tesa a coppa, alla finta vecchia sdraiata per terra, che trema solo quando la guardano, e sta sotto una coperta che la cela. Non credere al bangladino che chiede 37 euro “per comprarsi il tesserino da ingegnere” visto a via Flaminia: chi è povero cerca di sfuggire alla divorante sua catena e si dà da fare come può, ma non perde la stima di sè. I resoconti economici servono agli altri come veicolo per piccole delinquenze: cinque euro falsi, la lacrimuccia spremuta o i finti guai e malanni al fine di comprarsi la dose o la bottiglia.

Aiuto è un dovere per chi è veramente povero: abbassare le tasse sul lavoro, usare comprensione e donare piccole mansioni retribuite, riaprire l’interesse verso il “fatto a mano”, tornare a credere che l’arte non è perdita di tempo di “folli” (concetto romantico), ma una vitale forma di comunicazione, e, per chi va in pensione, un suggerimento allo Stato, a questo nuovo Governo chiaramente sociale: date loro lavoro, se lo desiderano, a forfait, senza contributi, come si fa in Germania. Qualche volta anche loro, forse innamorati per la bellezza dell’Italia, hanno delle idee veramente grandiose. Basta irrorare le strade della Capitale più bella del mondo, ed ogni altro luogo, di oscuri figuri tratti dalle storie bibliche, senza la minima voglia di fare null’altro che danno.

Marilù Giannone

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Bibbia, Germania, governo, italia, povertà, Stato

I 90 giorni più lunghi della Terza Repubblica

 CRONOLOGIA di un ITER  per un agognato cambiamento 

QUASI UNA RADIO-CRONACA, TUTTE LE TRATTATIVE MINUTO PER MINUTO 

Piccola doverosa premessa: nel corso di questa ricostruzione cronologia, vista la convulsa e frenetica alternanza di dichiarazioni e smentite, il lettore troverà possibili “flash back”, per usare un termine propriamente cinematografico, al fine di tornare su alcuni punti per comparare le fonti da cui abbiamo preso spunto.

Grazie e buona lettura, da effettuarsi con un pò di tempo a disposizione vista la mole di notizie raccolte.

Elezioni del 4 Marzo sarà la disfatta del PD, da qui inizierà l’era Martina. La coalizione di centrodestra ottiene il 37 per cento, trionfo della Lega che batte Forza Italia. Ma la vera sorpresa (forse preannunciata) è il M5s, primo partito, con oltre il 32 % dei consensi. Renzi annuncia che lascerà la segreteria del PD ma solo dopo la formazione del Governo. Fatica a nascere il nuovo esecutivo e così trascorrono quasi 90 giorni poi a pochissimi giorni dalle celebrazioni del 2 Giugno è fatta: l’Italia dopo lunga attesa ha un Premier ed un Governo.

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governo, politica, terza repubblica

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Un Errore Fatale

Il Presidente del Consiglio incaricato, Conte, si vede rifiutato un Ministro dell’economia, Savona, perché “anti-europeo”. A fronte di questa posizione, Conte rassegna l’incarico. Il “governo del cambiamento” non si fa più. Dopo tre mesi si torna da capo. Altro che terza Repubblica! Siamo nel peggio della seconda.

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Conte, DI MAIO, governo, matarella, salivini, Savona

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The day after: il giorno dell’impeachment

Ebbene sì, l’Italia ancora non ha un governo. Per questo bisogna ringraziare la sig.ra Merkel, alias sig.ra Europa, che con una serie di dichiarazioni “terroristiche” ha spaventato e fatto pressione su Mattarella che ha posto il veto su Savona.

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Conte, DI MAIO, Germania, governo, impeachment, italia, M5S, Mattarella, Salvini, Savona

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“Amici Nemici”

” AMICI MAI …! ”
Quando la politica diventa anche satira poetica!

 

Come volevasi dimostrare,

nessuno dei due vincitori vuole abdicare

alla ipotesi di governare.

Il presidente Mattarella ha ricevuto le delegazioni

ma non ha ancora  visto buone azioni,

tendenti alla nascita di un buon governo

che sia agile e moderno

nell’affrontare gli italici problemi,

senza grossi intoppi e patemi.

Il giovane Di Maio, chiuso nella sua corazza,

scalcia come un puledro di razza

e con la sua parlantina tutti imbarazza,

specialmente Silvio Berlusconi

che non considera i pentastellati degli amiconi.

Dal canto suo, il rampante Matteo

facendo il tosto e senza alcun piagnisteo,

non rinuncia tanto facilmente

a diventare del Consiglio dei ministri il presidente.

Ma i tempi oramai si sono allungati

e tutti gli animi sono esacerbati,

probabilmente avremo, meglio di niente,

il governissimo del Presidente,

buono per tutte le stagioni

 e speriamo capace, almeno, di grandi azioni.

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berlusconi, DI MAIO, governo, Salvini

Terremoti: Ricordando due tristi eventi del 1930 e del 2009

Riportiamo di seguito una lettera inviata alla nostra redazione dall’ Ingegner GIULIO GIRI  il quale, in occasione dell’anniversario del tragico terremoto che ha colpito e devastato L’Aquila, ha fatto ritorno in una città purtroppo dimenticata.

Dopo aver visitato, in questi giorni, la città dell’Aquila e i paesi limitrofi, mi sono reso conto dell’inerzia dei governi che si sono succeduti a quel ferale evento

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aiuti, governo, investimenti, Irpinia, L'Aquila, Mussolini, politica, ricostruzione, soldi, terremoto

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Imu-L’Agia al Governo :basta slogan

Imu, l’Agia al governo: basta slogan sul sostegno ai giovani se poi si tassa anche la terra per coltivare

 La posizione dell’associazione “under 40” della Cia dopo l’Ufficio di Presidenza: con questa imposta iniqua che grava non sulla produzione, ma sullo strumento primario per produrre, non ci sarà nessun ricambio generazionale. In questo modo l’esecutivo scoraggia l’ingresso dei giovani nel settore, o li costringe a gettare la spugna cercando un’alternativa meno rischiosa dal punto di vista economico.terreni di maremma

   “L’Imu agricola non ha ragione di esistere. Come si fa a tassare uno strumento imprescindibile per la vita e il lavoro agricolo? Come si può pretendere una tassa su un bene strumentale per la produzione non solo di cibo, ma anche di benessere per la comunità tutta?”. Lo afferma l’Agia, l’associazione “under 40” della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che nell’ultimo Ufficio di Presidenza ha confermato la sua posizione di netta contrarietà all’Imu sui terreni agricoli, anche dopo le modifiche al decreto 4/2015 approvate dal Senato.

            “Il governo italiano continua a sbandierare slogan a favore del ritorno dei giovani in agricoltura, continua a dire che il futuro del nostro Paese siamo noi e che l’agricoltura sarà il volano per farci uscire dalla crisi -osserva l’Agia- ma poi ci obbliga a pagare un’imposta iniqua non sulla produzione, ma addirittura sullo strumento per produrre, a prescindere da quanto quel terreno abbia reso in termini economici all’agricoltore, a prescindere se sia stato vittima di calamità o altri eventi incontrollabili”.

            “Nonostante la dichiarata attenzione verso i giovani e la centralità dell’agricoltura per far ripartire l’economia -continua l’associazione ‘under 40’ della Cia- l’Imu si trasferisce per intero sul costo per l’utilizzazione del fattore terra, in mancanza di specifiche deroghe nel caso di uso a titolo gratuito o affitto per i giovani”.terra di maremma

            “Lo stesso governo ha sottolineato più volte come siano troppi a oggi i terreni rimasti abbandonati e poi, con questa Imu, incentiva l’abbandono del settore agricolo, esorta i nostri padri agricoltori a lasciare un comparto in perenne difficoltà e noi giovani a gettare la spugna e cercare un’alternativa migliore con meno rischi dal punto di vista economico -conclude l’Agia-. Quella stessa Italia che, con Expo, sta facendo dell’agroalimentare il suo punto di forza, che si sta facendo bella agli occhi del mondo anche con il lavoro degli agricoltori, li ricompensa con quest’indegna moneta. Ecco perché diciamo ancora una volta ‘no’ all’Imu agricola, anche se ci rendiamo, fin da subito, disponibili a collaborare alla costruzione di una fiscalità più equa e sostenibile per le imprese gestite dai giovani imprenditori agricoli”.

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Star Up tra Turismo e Cultura: la novità dal Decreto cultura

 Prevista dal Decreto cultura una nuova forma di start-up innovativa, che include le società aventi come oggetto sociale la promozione dell’offerta turistica nazionale, in particolare attraverso la predisposizione di servizi rivolti alle imprese turistiche. Si è concluso in Parlamento l’iter di conversione in legge del D.L. n. 83 del 31.05.2014, il cosiddetto “Decreto cultura e turismo”, contenente importanti misure a sostegno dell’economia del settore turismo e cultura, che puntano al rilancio ed alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, oltre che al rafforzamento del turismo per renderlo più competitivo.

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cultura, decreto cultura, governo, Start-Up / Turismo, turismo

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XIII giornata nazionale del sollievo

XIII Giornata nazionale del Sollievo:  assegnata

all’Umbria la “Gerbera d’oro 2014”

Regioni: Marini, “lotta al dolore e cure palliative caratteristiche fondanti di un moderno servizio sanitario nazionale”

Roma, 23 maggio ’14, Va all’Umbria la Gerbera d’oro 2014. Il riconoscimento è assegnato dalla Conferenza delle Regioni e la fondazione nazionale “Gigi Ghirotti” a quelle strutture sanitarie che, proprio partendo dalla centralità della persona malata, si sono distinte nel sollievo e nell’affrancamento dal dolore inutile attraverso, non solo le cure palliative ma anche con il sostegno psicologico e quel bene prezioso che è la capacità di rapportarsi umanamente. Quest’anno sono stati valutati 22 progetti, giunti da 10 Regioni”.

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Catiuscia Marini, Gerbera d'oro, governo, lombardia, ministrero della salute, regioni, umbria

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Tagli sanità

Def, preoccupazione per tagli in sanità

Roma, 8 aprile ’14 (comunicato stampa)

“Siamo molto preoccupati per gli annunci di stampa di possibili tagli che colpirebbero la sanità attraverso il varo del Def da parte del Governo”. Lo ha sostenuto Carlo Lusenti, Assessore alla sanità della Regione Emilia-Romagna, che ha partecipato oggi agli Stati Generali della Sanità in corso a Roma. “La posizione delle Regioni è stata sempre chiara, assunzione di responsabilità e piena collaborazione istituzionale. Lo stesso ministro della sanità ne ha sempre dato atto e ha quindi confermato più volte l’impostazione del reinvestimento. Infatti siamo d’accordo che altri tagli lineari in sanità metterebbero a serio rischio i servizi resi ai cittadini e che il sistema vada razionalizzato.

Noi siamo pronti a fare alla nostra parte, ma i risparmi che saranno conseguiti con il nuovo Patto Salute dovranno essere reinvestiti nel sistema e non sottratti al finanziamento. Siamo già oggi uno dei Paesi dell’Ocse che spende meno in sanità.

L’accordo alla base del tavolo Patto Salute è fondato sul presupposto del reinvestimento, al fine di costruire insieme tutte le politiche di innovazione e riqualificazione della spesa sanitaria. Inoltre dobbiamo essere in grado di affrontare le sfide che abbiamo davanti: le innovazioni nei farmaci, quelle tecnologiche e scientifiche, e la presa in carico della cronicità. Il sistema non reggerebbe ad altri tagli e oltretutto stroncheremmo le possibilità di sviluppo del settore.

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il nuovo “Buon Governo”

 CAOS a MONTECITORIO / SPACCATURA nel P.D. / RABBIA in F.I. …..  per lo scacco subito dalle PARLAMENTARI in ROSA, che “giustamente” sono divenute VERDI di RABBIA ! Ma perché nei “Palazzi Istituzionali” anziché perdere tempo in discussioni sul sesso di chi dovrebbe rappresentare il “Popolo Sovrano” non si cercano di stabilire nuovi parametri per la compilazione delle liste elettorali basati – non sull’appartenenza al genere femminile o maschile – ma solo sulla competenza, sulla meritocrazia e sull’ onestà personale ? ??

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Un Governo Pink

Il nuovo Governo di Renzi è giovane ed al 50% rosa. E come si vestono le nuove ministre? Il giorno del giuramento, davanti al Presidente della Repubblica, diversi sono stati i look sfoggiati, alcuni grigi ma con quell’accessorio che fa la differenza, altri invece più colorati e sgargianti.

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In arrivo la nuova squadra “Governo Renzi”

Nasce il governo Renzi… “ i giornalisti possono correre casa a vedere San Remo”

Esecutivo giovane, composto per metà da donne. In tutto 16 ministri.

Poco prima delle 16,30 di sabato 21 febbraio Matteo Renzi è uscito dalla sede del Partito Democratico per recarsi al Quirinale dove è arrivato dopo pochi minuti per sciogliere la riserva e presentare al Capo dello Stato la lista dei ministri. Un colloquio durato oltre due ore e mezza nel corso del quale è continuato il totoministri.

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Governo con un maestro Zen

Il   governo  ha fatto “molto” nella situazione in cui è stato chiamato a operare. Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi: “Sono orgoglioso perché abbiamo realizzato molto per le condizioni date, e sono rammaricato perché quelle condizioni non ci hanno consentito di fare tutto quello che abbiamo voluto”.

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Un Popolo di “Politici Furbetti”

IL  “FESTIVAL” dei FURBETTI  e degli EVASORI

GIULIANO MARCHETTI

Chi ancora ricorda i famosi “Furbetti del Quartierino” ?

Beh, è difficile dimenticare la famosa battuta dell’allora celebre Stefano Ricucci, consorte dell’allora bellissima Anna Falchi. Nacque un polverone, poi seguirono gli accertamenti, gli arresti, i processi ed un interessante libro sull’argomento, con l’omonimo titolo, scritto da Paolo Panerai

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furbetti, governo, politica

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