domenica, 25 Agosto 2019
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Tag: governo

Il Movimento 5 Stelle si riorganizza introducendo
il “Mandato Zero” ed Alleanza con le Liste Civiche

LA PIATTAFORMA ROUSSEAU E LE SCELTE DEL POPOLO GRILLINO 

___________ di FABIANA LUCA
 
L’aveva annunciata il vicepremier, Luigi Di Maio, diverse settimane fa e ieri è stata approvata dagli iscritti M5S tramite piattaforma Rousseau, con 123.755 preferenze: la riorganizzazione del Movimento 5 Stelle si fa concreta e passa attraverso l’introduzione del mandato zero, delle alleanze con le liste civiche alle amministrative e dell’individuazione su base nazionale e regionale dei “facilitatori”. La riorganizzazione interna al Movimento – illustrata nel corso delle scorse settimane dal leader politico M5S, Luigi Di Maio – porterà ad alcune importanti modifiche strutturali, pensate soprattutto all’indomani della sconfitta alle ultime elezioni amministrative in Sardegna, quando il Movimento 5 Stelle non è riuscito ad accaparrarsi alcun comune.

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Sea Watch. La vera sconfitta è la Giustizia

Carola libera, Carola in prigione.

Roma – “Credo che la vita umana va salvata in qualsiasi maniera”, ha sottolineato il cardinale Parolin, segretario di Stato vaticano, rispondendo ai giornalisti sull’esito della vicenda della nave Sea Watch, della sua comandante e dei 40 migranti. “Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario”, ha spiegato il Segretario di Stato della Santa Sede. Questa posizione sta emergendo e sta diventando con molta forza e nettezza il messaggio positivo contro coloro che invece invocano l’osservanza della legalità da parte di Carola, dopo che per 17 giorni non si è fatto nulla. La legge dell’umanità contro una legge disumana e violenta, quella del decreto sicurezza bis, questo è ormai lo scontro di civiltà in atto. E qui non ci sono tifoserie sugli spalti, ma finalmente un profondo interrogarsi su cosa stia diventando questo Paese se segue le parole intrise di inciviltà e di barbarie di qualche ministro. In questo scontro di civiltà è purtroppo rimasta schiacciata la Giustizia, quella per la quale dovrebbero lavorare i magistrati di Agrigento, per troppo tempo tentennanti, intimiditi, in una giostra di pilatesche decisioni. Se si fosse seguita la massima del cardinal Parolin, e di coloro che in nome dell’umanità hanno stabilito un nesso profondo tra la capitana Carola e Antigone, lo straordinario personaggio creato da Sofocle, 2500 anni fa, molto probabilmente l’esito sarebbe stato diverso. E invece no, si è ceduto allo show mediatico, alla necessità di far vedere al mondo una donna coraggiosa in manette e in favore di telecamera, simbolo di una vittoria politica della destra più becera e sanguinaria, esibita, gridata, ma in effetti non ottenuta. Perché in questa vicenda ha vinto proprio lei, Carola, ha vinto il principio nonviolento della reazione contro le leggi ingiuste che pure porterà a sacrificare parte della propria vita e della propria incolumità. Chiunque, nella storia anche recente, ha voluto vincere battaglie di civiltà in modo nonviolento, ha subìto l’onda dell’oltraggio pubblico, da Cristo a Mandela agli eroi italiani, quegli obiettori che negli anni Settanta si sono battuti contro la leva obbligatoria. Un giorno del futuro, questa storia sarà raccontata diversamente, perché qualcosa è cambiato, qui in Italia, e là in Europa.

Intanto a quanto si è saputo, la capitana Carola è ospite di un’amica sull’isola di Lampedusa. Si sta cercando di non dare indicazioni precise su dove si trovi nel timore di attacchi contro la sua persona dopo che un gruppo di lampedusani, guidati dall’ex vicesindaco dell’isola Angela Maraventano, l’ha insultata, minacciata, derisa mentre applausi provenivano dai sostenitori della Sea Watch. “Carola è stanca e stressata”, fanno sapere i suoi legali Leonardo Marino e Salvatore Tesoriero i quali considerano “una follia” l’accoglienza “in assetto da guerra” della Sea Watch3 nell’isola siciliana. Per il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio invece “le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi lavora in mare per la sicurezza di tutti”. In attesa di un eventuale processo alla Rackete (smentito quello per direttissima di cui alcuni media avevano parlato), le Fiamme Gialle hanno elevato una sanzione amministrativa di 16mila euro ciascuno al comandante, all’armatore e al proprietario della nave che batte bandiera olandese. La nave è stata intanto affidata al vicecomandante e si dirigerà presto verso il porto di Licata dopo che stamattina la sua presenza ha provocato un ritardo di 45 minuto nel decollo di un aereo da Lampedusa a Palermo a causa dell’altezza del suo albero. “Ora tutto è nelle mani della Procura e sarà la Procura a fare le sue valutazione – riflette il sindaco di Lampedusa Totò Martello – Resta l’amaro in bocca perché, finito il ragionamento sulla Sea Watch, resta il problema degli sbarchi e sarebbe opportuno un tavolo europeo per capire il comportamento da tenere su questo fenomeno”.

Per Carola è attesa entro martedì la convalida dell’arresto da parte del gip. La Sea Watch si sposterà in provincia di Agrigento. “La nostra Comandante non ha rilasciato nessuna intervista. Quelle pubblicate oggi sono libere interpretazioni dei fatti” precisa la Sea Watch su twitter. “Carola è la donna più coraggiosa che abbia mai conosciuto, siamo tutti orgogliosi di lei”. Oscar, studente berlinese di 26 anni da due anni a bordo della Sea Watch, è uno dei venti tra uomini e donne dell’equipaggio della nave della ong tedesca che da ieri non ha più un comandante. Ma nessuno di loro pensa minimamente che Carola Rackete abbia sbagliato a decidere di forzare il blocco. A bordo sono tutti con lei, la “capitana coraggiosa”. Oscar racconta quando, attorno a mezzanotte, la comandante gli ha spiegato cosa stesse per accadere. “Gli ospiti a bordo, ci ha detto, non possono continuare a stare in queste condizioni, la situazione ci sta sfuggendo di mano”. Ma l’equipaggio ribadisce anche che non c’era alcuna volontà da parte di Carola di colpire la motovedetta. “Non volevamo assolutamente fare del male ai finanzieri. La loro imbarcazione all’improvviso si è messa tra noi e la banchina per impedire l’attracco. Posso dire al 100% – dice convinto Oscar – che Carola non avrebbe mai messo in pericolo la vita dei finanzieri”. A bordo sono invece rimasti “shoccati” dagli insulti partiti dal molo di Lampedusa. “Non ci aspettavamo quelle reazioni scomposte, non capivamo cosa dicessero ma avevamo capito che erano insulti. E’ stato terribile”. Insomma, non c’è stato alcuno speronamento ma una manovra fatta in condizione di estrema difficoltà, senza alcuna volontà di uccidere. Una manovra nella quale ci si è avvicinato forse un po’ troppo alla barca della Gdf ma non c’è stato alcun contatto o volontà di speronare la nave, ha poi confermato l’avvocato Salvatore Tesoriero, legale di Carola Rackete, incontrando i giornalisti a Lampedusa.

Il durissimo editoriale di Avvenire contro i “guardiani della legge costretti non a difendere i più deboli ma se stessi”

Scrive Marco Tarquinio, direttore del quotidiano dei vescovi Avvenire, “Povero è il Paese dove naufraghi senz’altro bagaglio che la propria pelle sono dichiarati nemici e chi li salva è trattato da fuorilegge e da fuorilegge si ritrova ad agire. Povero è il Paese dove i guardiani della legge sono costretti non a difendere i più deboli ma a difendere se stessi da un rischio grave e diventano scudo dei più forti. Povero è il Paese dove legge fa a pugni con la Legge, e il diritto si converte nel rovescio della morale. E poveri siamo noi. Come siamo potuti arrivare sin qui? E come possiamo rassegnarci?”. L’editoriale sul caso Sea Watch ha per titolo “Se soccorrere diventa reato. Il codice capovolto dei valori”. E così prosegue. “Povera Italia, povera Europa, povera legalità e povera la nostra anima”, afferma il giornale dei vescovi. “Non c’è ragione e non ci sono ragioni che spieghino e comprendano ciò che nella notte del 29 giugno 2019, notte dei santi Pietro e Paolo, è potuto accadere nel porto di quell’isola immersa nel Mediterraneo e che un po’ tutti negli anni – grazie alla generosità della sua gente e alla salda testimonianza della sua Chiesa – abbiamo imparato ad ammirare, amare e a chiamare ‘speranza’”. “Non c’è ragione e non ci sono ragioni che aiutino a capire perché una nave con a bordo 40 naufraghi abbia dovuto rischiare la collisione con la nave militare di una nazione come la nostra, che grazie alla sua civiltà – e ai valori che ha scolpito in Costituzione e nei Trattati e nelle Convenzioni che ha firmato e, prima ancora, ha contribuito a scrivere – ha saputo affermare e condividere con gran parte del mondo quei princìpi umanitari che dovrebbero dare luce e profondità alle regole immaginate per rendere il mondo stesso un posto sempre più accogliente e giusto per gli esseri umani. Soprattutto per i più poveri e i più deboli”, sottolinea Tarquinio. Infine, “se il soccorso è reato, chi s’impegna per salvare vite, in realtà le sta dannando. Chi tende la mano per aiutare, sta marchiando l’altro. Chi fa il bene, in realtà fa male…”, scrive Tarquinio per coloro che nei comizi, offendendo milioni di credenti, sbandierano come trofei il rosario e il vangelo.

L’Europa contro il governo italiano 

“difendere i confini nazionali non è un diritto ma un dovere. L’Italia – ha chiarito – non prende lezioni da nessuno e dalla Francia in particolare: Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani”. Intanto, anche da Lussemburgo giunge una presa di posizione forte contro il “Salvare vite umane è un obbligo umanitario. Il salvataggio in mare non deve essere criminalizzato. Spetta alla giustizia italiana chiarire velocemente le accuse”. Non le manda a dire su Twitter il ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas, nel giorno dello sbarco della nave Sea Watch 3 a Lampedusa. Ma critiche sono arrivate anche dalla Francia e da Lussemburgo, a testimonianza del fatto che per il governo gialloverde sul fronte migranti la strada è in salita nei rapporti con gli altri Paesi dell’Unione europea. L’Italia “ha annunciato una chiusura dei suoi porti, in violazione del diritto internazionale del mare, anche se gli sbarchi di persone soccorse in mare continuano ad avvenire in Italia, sia da parte di navi di ong, sia di navi della guardia costiera italiana”, è il contenuto di un comunicato del ministero dell’Interno francese guidato da Cristophe Castaner. Si riaccende, quindi, la polemica fra Parigi e Roma, dopo le frizioni delle scorse settimane su Ventimiglia. È arrivata, infatti, a stretto giro la replica del titolare del Viminale, Matteo Salvini, secondo cui“difendere i confini nazionali non è un diritto ma un dovere. L’Italia – ha chiarito – non prende lezioni da nessuno e dalla Francia in particolare: Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani” nessuno e dalla Francia in particolare: Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani”. Intanto, anche da Lussemburgo giunge una presa di posizione forte contro il “Salvare vite umane è un obbligo umanitario. Il salvataggio in mare non deve essere governo. “Caro Enzo, ministro degli Esteri italiano”, “vorrei sollecitare il tuo aiuto” perché “Carola Rackete, che era ai comandi della nave battente bandiera olandese ed era in obbligo di far sbarcare 40 migranti a Lampedusa, oggi 29 giugno, sia rimessa in libertà”, ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri lussemburghese, Jean Asselborn, in una lettera indirizzata all’omologo Enzo Moavero Milanesi, in cui sottolinea che “salvare delle vite umane è un dovere e non potrà mai essere un delitto o un reato; non salvarle, al contrario, lo è. Come in passato il Lussemburgo resterà sensibile all’idea di solidarietà con l’Italia per quanto concerne la ripartizione dei migranti salvati dalle navi delle ong nel mar Mediterraneo”. E non si è fatta attendere la replica di Milanesi. “Nei confronti della comandante della Sea-Watch 3, Carola Rackete, è stata aperta un’inchiesta e adottate misure da parte della magistratura italiana. In base alla nostra Costituzione – ha sottolineato il ministro – i giudici hanno piena indipendenza dal Governo. Con rispetto e fiducia ne attendiamo, dunque, le decisioni”. Il titolare della Farnesina, ricordando lo “spirito dell’amicizia di lunga data che ci lega”, ha concluso così il suo messaggio su Facebook: “Desidero, peraltro, cogliere l’occasione per ringraziare, nuovamente, il Lussemburgo per la disponibilità ad accogliere alcuni dei migranti della Sea-Watch 3”.

 

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Carola Rackete, europa, Germania, governo, lampedusa, migranti

Roma, sabato 15 giugno, alla libreria “Eli” la presentazione di “La Vita”, opera della Psicoterapeuta Giovanna Breccia

Nata come sede editrice, la Libreria ELI è approdata ad uno stile nuovo ed attraente, per la cura dei libri offerti e per la frequenza quasi giornaliera dei suoi diversi eventi, volti alla scoperta di composizioni innovative e rivalutazione dei classici.

Sabato ha riunito conoscitori ed interessati alla presentazione di un recentissimo romanzo della Psicoterapeuta Giovanna Breccia, “La Vita”, a cura della Dottoressa Sabrina De Angelis e della Psicanalista Giuliana Zoppis ed il giornalista e critico letterario Fabrizio Federici.

la Psicoterapeuta è creatrice di una corrente medica che si è rapidamente affermata, la Psicoterapia Analitica Integrale, che ha come base inderogabile l’ascolto minuzioso del lessico del paziente che “nella sofferenza è suo proprio, nella gioia è comune a tutti”.

“La Vita” è il percorso di una persona comune che si rivolge ad uno psicoterapeuta perchè stanco e disincantato della sua esistenza, e vuole provare a trovare un’uscita positiva da essa. Non si cela che questo desiderio di rottura talvolta non presenti un intento negativo, ma è scansato dalla rara parola del medico e da un filo sottile in lui che non partecipa all’idea. Il protagonista è senza nome, perchè potrebbe essere chiunque o forse perchè non è riuscito a darsi un’identità, e questo fa pensare. Fa pensare, infatti, che la formazione recente -, salvando solo in parte quella arcaica dei remoti progenitori – , di un individuo, di infiniti individui, di un popolo, possa solo creare dolori e tragedie se non conduce ad una identità precisa, definita, codificata, secondo le caratteristiche infine personali.

Il sanitario ascolta: questo deve essere la posizione ottimale per la salvezza di una persona incerta e sbandata come è chi nel libro parla, che potrebbe essere uomo o donna, ma sicuramente è un’anima in pena. Egli accoglie il racconto e talvolta interviene brevemente, affidando all’ascolto del paziente la sua meditazione. E la Vita si evolve come un filo di fumo con le sue spirali verso l’alto, liberando infanzia incompresa e oppressa e dunque giovinezza sclerotizzata da dubbi e paure di errore, solitudine, disamore. In fondo è questo il sentiero del libro: come deviare da arcaiche convinzioni, come far tacere genitori insipienti nella coscienza che si scuote ai rimbombi o alle assenze delle loro voci, come infine puntellarsi ai caratteri singolari della propria psiche per formare quella vita che si vede lontana, ideale irraggiungibile eppure vivente. Il protagonista ci riuscirà? Ci riusciranno, amici, fratelli, figli? Ci riusciremo, i lettori?

L’immediato riferimento è, per gli astanti, anche all’ambiente ed al sociale: genitori e antenati prossimi sono ciò che ha voluto il Re, il Papa, il Presidente, o il Governo del momento che ha pensato solo all’interesse personale ed esclusivo: il libro non lo dice, ma è una correlazione logica del pubblico. La Vita non ha date, non definisce politiche, in quanto il risultato è quello che si legge negli esseri viventi e non nei giornali.

L’altra verità del testo è che ognuno, in base ai propri codici, vede gli accadimenti, le gioie, i contrattempi, le disgrazie, spesso diverse da come queste sono. Questo può essere motivo del fatto che si è infelici: non si riesce ad individuare, con la lettura imperfetta di un avvenimento, il perchè si vive e perchè in questo modo, quindi si è incerti nel procedere, spaventati da un dolore sofferto. La salvezza potrebbe essere il mistero della vita stessa, che insensibilmente offre un senso o sveglia un desiderio che non si percepiva. Ad ogni modo essa offre soluzioni, suggerisce svolte, Madre sempre e forse anche triste con il protagonista, ed anche felice al superamento dell’ostacolo, che, una volta meditato, si fa esperienza e fortezza a rideterminarsi ed a prepararsi ancora, come in un gioco di cavalloni.

Per i dubbi del vivere il critico letterario Fabrizio Federici osserva che la costruzione di “La Vita” fa trovare dei riferimenti con i classici russi amati dall’Autrice, soprattutto Dostojewsky o Tolstoj, con le lunghe descrizioni e meditazioni di “Guerra e Pace” ma, sostiene lo stesso ” l’incertezza fra il cosa fare e l’impossibilità di farlo ricorda il mito di Sisifo o il “Tempo di uccidere” di Ennio Flaiano“. E’ cioè una raccolta di pensieri affini per stabilire un punto dal quale terapeuticamente partire, che lo studio attento della parola ne facilita i passi.

Uno strumento valido di salvezza è l’amore del bello e la sua percezione, questo è detto chiaro qua e là nel testo, questo è ribadito dalla stessa presentatrice Sabrina De Angelis che sottolinea le parole della Dottoressa Breccia: ” io sono amante del bello. Chi non l’ha, non ha capacità creative. L’amore per l’arte fa trovare se stessi.” Ma questo asserto è condotto oltre dalla Dottoressa Zoppis:Si è più artigiani che artisti, quando si è psicoterapeuti. L’artigiano esegue lavori su commissione, dunque egli esegue, con il paziente, la dolorosa, talvolta, creazione della sua identità”.

Si comprende ancora quanto male si è potuta fare l’umanità accogliendo tesi livellatrici e politiche del “tutto uguale” che scompagina ulteriormente e nel mondo, le identità degli uomini in nome di un globalismo che, a questo punto, si osa definire demoniaco. Ma questa sera è la fiducia nella vita e non nella sua clericale bontà, il senso espresso dal volume e che incanta, e del resto non piace parlarne.

Marilù Giannone

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Breccia, De Angelis, Dostojewski, ELI, governo, papa, Presidenti, psicoterapia, Re, Sisifo, storia, Tolstoj, Zoppis

Andreotti e l’Europa

Il 5 febbraio è stato presentato al Circolo dell’Acqua Acetosa del Dopolavoro del Ministero per gli Affari Esteri il libro di Francesco Lefebvre d’Ovidio “Andreotti e l’Europa” , una rilettura dei rapporti delicati ed intricati insieme avuti fra il compianto Statista Giulio Andreotti ed i Paesi d’Europa, nel loro equilibrio spesso instabile e faticoso.

L’arguzia e la finezza politica di Andreotti sono state illustrate da tre eminenze dell’esperienza governativa attuale: il Ministro dello Sviluppo Economico Giovanni Tria, il Neopresidente della Consob Paolo Savona, già Ministro per gli Affari Europei, ed il Diplomatico ed esperto di Economia Umberto Vattani, con ampio successo ed interesse dell’uditorio che ha letteralmente colmato ogni centimetro disponibile.

Chiarissimi i riferimenti alle presenti scelte economiche ed ai loro rischi: recessione, non applicabilità di taluni scopi del programma, perdita di lavoro, angustianti orizzonti, dissestato futuro nazionale. Il Ministro Tria ha evidenziato, pur nella difficoltà presente, il cammino iniziato per risalire la china causata da governi precedenti miranti solo all’egoismo del proprio orticello. Savona è stato più circostanziato illustrando, invece, diversi passaggi economici che Andreotti aveva supposto e l’esito da funambolo che lo Statista democristiano aveva raggiunto più volte, sempre con il sorriso e la facezia. Più cauto ma profondamente padrone dei suoi assunti nel merito di visioni economiche dello Statista Umberto Vattani. Luigi Maria Vignali ha condotto l’evento intervenendo più volte con domande opportune sulla carriera politica ed il pensiero del soggetto descritto. Ottimo lo stile e la scorrevolezza della prosa usata da d’Ovidio, che rende accettabile anche a chi non è dell’arte la narrazione e le osservazioni sul momento storico passato. Andreotti si svela in ogni lato, ivi compreso quello delle sue oscurità, ma si cancella tutto quell’accumulo di falsità spesso fatte malamente aderire da calunniatori mirati a creare destabilizzazioni: viene ad evidenziarsi, così, per mano dell’Autore, un personaggio che vanta una genialità garbata, fissata su un notevole carattere così stabile da risultare talvolta odioso.

Ancora una serata al vertice dell’interesse e dell’attualità offerta in un luogo che non manca mai d’essere all’altezza ottimale per offrire conoscenza a chi lo frequenta.

Marilù Giannone

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Andreotti, circolo MAE, d'ovidio, giovanni tria, governo, licia ottavi fabbrianesi, luigi maria vignali, Mario Vattani, mattia carlin, Paolo Savona

Cari Fratelli Italiani

Cari Fratelli Italiani, attaccati da bombardamenti di TV e giornali di stile globalistico, cari lavoratori, madri, padri, figli, tenete alta e salda la memoria.

Ad alta voce, qui si dice e si rammenta quante volte, da Berlusconi in poi, è stato usato politicamente lo Spread dall’Europa per conto della cara sorella latina e germanica con gli affini, con le sole paure di essere oscurati dal genio italico e di tornare alla torbida sclerosi culturale ed economico-legale della fine dell’Impero Romano.

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Povertà è dignità

Breve informazione per tutti

L’Italia è occupata da migranti, che diventano immigrati soprattutto se economici, ma non solo: ad ogni enunciato di organi economici italiani e no, secondo i quali la povertà è in crescita, il PIL è visto stazionario o al ribasso, i prezzi al dettaglio aumentano, eccetera, si ha come conseguenza uno sparpagliarsi per le vie della Capitale di macerate creature che cercano di tirar truffe ai vecchietti, ragazze-madri eterne che di quando in quando non chiedono più una moneta, ma “una banconota” per un improbabile minore, ed altri colorati e repellenti “furbini” a caccia di grulli per sbarcare facilmente il lunario. E’ notorio, infatti, che un mendicante raccolga al giorno circa 80 euro. Di qui, un piccolo calcolo.

Forse perchè un cittadino medio sa bene cosa voglia dire, di questi tempi, far quadrare i conti familiari o semplicemente i conti ( tutti si ha diritto a vivere, non solo le famiglie) deve essere chiaro che chi è povero, come un pensionato statale, un ex artigiano, un colpito dalla sorte, cerca con tutto se stesso di lavorare, di risparmiare, di rinunciare, senza perdere il sia pur minimo amor proprio. Povertà, come il vecchio che esegue lavoretti anche faticosi per un pane, come la madre che non mangia per il figlio, come il giovane che non va nè in vacanza nè al cinema e magari studia come un bue, è dignità, solo e soltanto dignità, quella sorta di testa alta nel camminare per via, quel sorriso al conoscente mentre si ingoiano pensieri angosciosi in merito ai conti di casa.

Non bisogna credere alla mano tesa a coppa, alla finta vecchia sdraiata per terra, che trema solo quando la guardano, e sta sotto una coperta che la cela. Non credere al bangladino che chiede 37 euro “per comprarsi il tesserino da ingegnere” visto a via Flaminia: chi è povero cerca di sfuggire alla divorante sua catena e si dà da fare come può, ma non perde la stima di sè. I resoconti economici servono agli altri come veicolo per piccole delinquenze: cinque euro falsi, la lacrimuccia spremuta o i finti guai e malanni al fine di comprarsi la dose o la bottiglia.

Aiuto è un dovere per chi è veramente povero: abbassare le tasse sul lavoro, usare comprensione e donare piccole mansioni retribuite, riaprire l’interesse verso il “fatto a mano”, tornare a credere che l’arte non è perdita di tempo di “folli” (concetto romantico), ma una vitale forma di comunicazione, e, per chi va in pensione, un suggerimento allo Stato, a questo nuovo Governo chiaramente sociale: date loro lavoro, se lo desiderano, a forfait, senza contributi, come si fa in Germania. Qualche volta anche loro, forse innamorati per la bellezza dell’Italia, hanno delle idee veramente grandiose. Basta irrorare le strade della Capitale più bella del mondo, ed ogni altro luogo, di oscuri figuri tratti dalle storie bibliche, senza la minima voglia di fare null’altro che danno.

Marilù Giannone

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Bibbia, Germania, governo, italia, povertà, Stato

I 90 giorni più lunghi della Terza Repubblica

 CRONOLOGIA di un ITER  per un agognato cambiamento 

QUASI UNA RADIO-CRONACA, TUTTE LE TRATTATIVE MINUTO PER MINUTO 

Piccola doverosa premessa: nel corso di questa ricostruzione cronologia, vista la convulsa e frenetica alternanza di dichiarazioni e smentite, il lettore troverà possibili “flash back”, per usare un termine propriamente cinematografico, al fine di tornare su alcuni punti per comparare le fonti da cui abbiamo preso spunto.

Grazie e buona lettura, da effettuarsi con un pò di tempo a disposizione vista la mole di notizie raccolte.

Elezioni del 4 Marzo sarà la disfatta del PD, da qui inizierà l’era Martina. La coalizione di centrodestra ottiene il 37 per cento, trionfo della Lega che batte Forza Italia. Ma la vera sorpresa (forse preannunciata) è il M5s, primo partito, con oltre il 32 % dei consensi. Renzi annuncia che lascerà la segreteria del PD ma solo dopo la formazione del Governo. Fatica a nascere il nuovo esecutivo e così trascorrono quasi 90 giorni poi a pochissimi giorni dalle celebrazioni del 2 Giugno è fatta: l’Italia dopo lunga attesa ha un Premier ed un Governo.

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governo, politica, terza repubblica

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Un Errore Fatale

Il Presidente del Consiglio incaricato, Conte, si vede rifiutato un Ministro dell’economia, Savona, perché “anti-europeo”. A fronte di questa posizione, Conte rassegna l’incarico. Il “governo del cambiamento” non si fa più. Dopo tre mesi si torna da capo. Altro che terza Repubblica! Siamo nel peggio della seconda.

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Conte, DI MAIO, governo, matarella, salivini, Savona

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The day after: il giorno dell’impeachment

Ebbene sì, l’Italia ancora non ha un governo. Per questo bisogna ringraziare la sig.ra Merkel, alias sig.ra Europa, che con una serie di dichiarazioni “terroristiche” ha spaventato e fatto pressione su Mattarella che ha posto il veto su Savona.

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Conte, DI MAIO, Germania, governo, impeachment, italia, M5S, Mattarella, Salvini, Savona

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“Amici Nemici”

” AMICI MAI …! ”
Quando la politica diventa anche satira poetica!

 

Come volevasi dimostrare,

nessuno dei due vincitori vuole abdicare

alla ipotesi di governare.

Il presidente Mattarella ha ricevuto le delegazioni

ma non ha ancora  visto buone azioni,

tendenti alla nascita di un buon governo

che sia agile e moderno

nell’affrontare gli italici problemi,

senza grossi intoppi e patemi.

Il giovane Di Maio, chiuso nella sua corazza,

scalcia come un puledro di razza

e con la sua parlantina tutti imbarazza,

specialmente Silvio Berlusconi

che non considera i pentastellati degli amiconi.

Dal canto suo, il rampante Matteo

facendo il tosto e senza alcun piagnisteo,

non rinuncia tanto facilmente

a diventare del Consiglio dei ministri il presidente.

Ma i tempi oramai si sono allungati

e tutti gli animi sono esacerbati,

probabilmente avremo, meglio di niente,

il governissimo del Presidente,

buono per tutte le stagioni

 e speriamo capace, almeno, di grandi azioni.

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berlusconi, DI MAIO, governo, Salvini

Terremoti: Ricordando due tristi eventi del 1930 e del 2009

Riportiamo di seguito una lettera inviata alla nostra redazione dall’ Ingegner GIULIO GIRI  il quale, in occasione dell’anniversario del tragico terremoto che ha colpito e devastato L’Aquila, ha fatto ritorno in una città purtroppo dimenticata.

Dopo aver visitato, in questi giorni, la città dell’Aquila e i paesi limitrofi, mi sono reso conto dell’inerzia dei governi che si sono succeduti a quel ferale evento

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Imu-L’Agia al Governo :basta slogan

Imu, l’Agia al governo: basta slogan sul sostegno ai giovani se poi si tassa anche la terra per coltivare

 La posizione dell’associazione “under 40” della Cia dopo l’Ufficio di Presidenza: con questa imposta iniqua che grava non sulla produzione, ma sullo strumento primario per produrre, non ci sarà nessun ricambio generazionale. In questo modo l’esecutivo scoraggia l’ingresso dei giovani nel settore, o li costringe a gettare la spugna cercando un’alternativa meno rischiosa dal punto di vista economico.terreni di maremma

   “L’Imu agricola non ha ragione di esistere. Come si fa a tassare uno strumento imprescindibile per la vita e il lavoro agricolo? Come si può pretendere una tassa su un bene strumentale per la produzione non solo di cibo, ma anche di benessere per la comunità tutta?”. Lo afferma l’Agia, l’associazione “under 40” della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che nell’ultimo Ufficio di Presidenza ha confermato la sua posizione di netta contrarietà all’Imu sui terreni agricoli, anche dopo le modifiche al decreto 4/2015 approvate dal Senato.

            “Il governo italiano continua a sbandierare slogan a favore del ritorno dei giovani in agricoltura, continua a dire che il futuro del nostro Paese siamo noi e che l’agricoltura sarà il volano per farci uscire dalla crisi -osserva l’Agia- ma poi ci obbliga a pagare un’imposta iniqua non sulla produzione, ma addirittura sullo strumento per produrre, a prescindere da quanto quel terreno abbia reso in termini economici all’agricoltore, a prescindere se sia stato vittima di calamità o altri eventi incontrollabili”.

            “Nonostante la dichiarata attenzione verso i giovani e la centralità dell’agricoltura per far ripartire l’economia -continua l’associazione ‘under 40’ della Cia- l’Imu si trasferisce per intero sul costo per l’utilizzazione del fattore terra, in mancanza di specifiche deroghe nel caso di uso a titolo gratuito o affitto per i giovani”.terra di maremma

            “Lo stesso governo ha sottolineato più volte come siano troppi a oggi i terreni rimasti abbandonati e poi, con questa Imu, incentiva l’abbandono del settore agricolo, esorta i nostri padri agricoltori a lasciare un comparto in perenne difficoltà e noi giovani a gettare la spugna e cercare un’alternativa migliore con meno rischi dal punto di vista economico -conclude l’Agia-. Quella stessa Italia che, con Expo, sta facendo dell’agroalimentare il suo punto di forza, che si sta facendo bella agli occhi del mondo anche con il lavoro degli agricoltori, li ricompensa con quest’indegna moneta. Ecco perché diciamo ancora una volta ‘no’ all’Imu agricola, anche se ci rendiamo, fin da subito, disponibili a collaborare alla costruzione di una fiscalità più equa e sostenibile per le imprese gestite dai giovani imprenditori agricoli”.

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Star Up tra Turismo e Cultura: la novità dal Decreto cultura

 Prevista dal Decreto cultura una nuova forma di start-up innovativa, che include le società aventi come oggetto sociale la promozione dell’offerta turistica nazionale, in particolare attraverso la predisposizione di servizi rivolti alle imprese turistiche. Si è concluso in Parlamento l’iter di conversione in legge del D.L. n. 83 del 31.05.2014, il cosiddetto “Decreto cultura e turismo”, contenente importanti misure a sostegno dell’economia del settore turismo e cultura, che puntano al rilancio ed alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, oltre che al rafforzamento del turismo per renderlo più competitivo.

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cultura, decreto cultura, governo, Start-Up / Turismo, turismo

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XIII giornata nazionale del sollievo

XIII Giornata nazionale del Sollievo:  assegnata

all’Umbria la “Gerbera d’oro 2014”

Regioni: Marini, “lotta al dolore e cure palliative caratteristiche fondanti di un moderno servizio sanitario nazionale”

Roma, 23 maggio ’14, Va all’Umbria la Gerbera d’oro 2014. Il riconoscimento è assegnato dalla Conferenza delle Regioni e la fondazione nazionale “Gigi Ghirotti” a quelle strutture sanitarie che, proprio partendo dalla centralità della persona malata, si sono distinte nel sollievo e nell’affrancamento dal dolore inutile attraverso, non solo le cure palliative ma anche con il sostegno psicologico e quel bene prezioso che è la capacità di rapportarsi umanamente. Quest’anno sono stati valutati 22 progetti, giunti da 10 Regioni”.

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Catiuscia Marini, Gerbera d'oro, governo, lombardia, ministrero della salute, regioni, umbria

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Tagli sanità

Def, preoccupazione per tagli in sanità

Roma, 8 aprile ’14 (comunicato stampa)

“Siamo molto preoccupati per gli annunci di stampa di possibili tagli che colpirebbero la sanità attraverso il varo del Def da parte del Governo”. Lo ha sostenuto Carlo Lusenti, Assessore alla sanità della Regione Emilia-Romagna, che ha partecipato oggi agli Stati Generali della Sanità in corso a Roma. “La posizione delle Regioni è stata sempre chiara, assunzione di responsabilità e piena collaborazione istituzionale. Lo stesso ministro della sanità ne ha sempre dato atto e ha quindi confermato più volte l’impostazione del reinvestimento. Infatti siamo d’accordo che altri tagli lineari in sanità metterebbero a serio rischio i servizi resi ai cittadini e che il sistema vada razionalizzato.

Noi siamo pronti a fare alla nostra parte, ma i risparmi che saranno conseguiti con il nuovo Patto Salute dovranno essere reinvestiti nel sistema e non sottratti al finanziamento. Siamo già oggi uno dei Paesi dell’Ocse che spende meno in sanità.

L’accordo alla base del tavolo Patto Salute è fondato sul presupposto del reinvestimento, al fine di costruire insieme tutte le politiche di innovazione e riqualificazione della spesa sanitaria. Inoltre dobbiamo essere in grado di affrontare le sfide che abbiamo davanti: le innovazioni nei farmaci, quelle tecnologiche e scientifiche, e la presa in carico della cronicità. Il sistema non reggerebbe ad altri tagli e oltretutto stroncheremmo le possibilità di sviluppo del settore.

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def, governo, Lusenti Carlo, regioni, sanità

il nuovo “Buon Governo”

 CAOS a MONTECITORIO / SPACCATURA nel P.D. / RABBIA in F.I. …..  per lo scacco subito dalle PARLAMENTARI in ROSA, che “giustamente” sono divenute VERDI di RABBIA ! Ma perché nei “Palazzi Istituzionali” anziché perdere tempo in discussioni sul sesso di chi dovrebbe rappresentare il “Popolo Sovrano” non si cercano di stabilire nuovi parametri per la compilazione delle liste elettorali basati – non sull’appartenenza al genere femminile o maschile – ma solo sulla competenza, sulla meritocrazia e sull’ onestà personale ? ??

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Un Governo Pink

Il nuovo Governo di Renzi è giovane ed al 50% rosa. E come si vestono le nuove ministre? Il giorno del giuramento, davanti al Presidente della Repubblica, diversi sono stati i look sfoggiati, alcuni grigi ma con quell’accessorio che fa la differenza, altri invece più colorati e sgargianti.

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fashion, governo, ministri, parlamento, renzi

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In arrivo la nuova squadra “Governo Renzi”

Nasce il governo Renzi… “ i giornalisti possono correre casa a vedere San Remo”

Esecutivo giovane, composto per metà da donne. In tutto 16 ministri.

Poco prima delle 16,30 di sabato 21 febbraio Matteo Renzi è uscito dalla sede del Partito Democratico per recarsi al Quirinale dove è arrivato dopo pochi minuti per sciogliere la riserva e presentare al Capo dello Stato la lista dei ministri. Un colloquio durato oltre due ore e mezza nel corso del quale è continuato il totoministri.

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governo, ministri, renzi

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Governo con un maestro Zen

Il   governo  ha fatto “molto” nella situazione in cui è stato chiamato a operare. Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi: “Sono orgoglioso perché abbiamo realizzato molto per le condizioni date, e sono rammaricato perché quelle condizioni non ci hanno consentito di fare tutto quello che abbiamo voluto”.

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