domenica, 25 Agosto 2019
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Ddl Cirinnà l’appello del Ministro Lorenzin alle donne in Parlamento

«Il corpo della donna non è un forno, che si accende per far cuocere una torta; la torta di un altro, che quando la torta è cresciuta al punto giusto, spegne il forno, prende la torta e la porta via. In tutto il mondo c’è un’antica battaglia da proseguire contro la mercificazione del corpo delle donne e dei bambini.» Sono le parole con le quali il Ministro alla salute Beatrice Lorenzin, ha iniziato la lettera indirizzata alle donne in Parlamento e postata nei su Facebook. Un appello accorato ed un richiamo alla sensibilità femminile, al senso materno e all’aberrazione di portare in grembo per nove mesi una creatura magari non sua e solo a fini economici.
«L’incubo peggiore per una donna – prosegue il Ministro – è vedersi strappare il figlio appena partorito. La donna ancora schiava, ieri come oggi, costretta a cedere ai padroni i propri neonati per non vederli mai più. Cambia il linguaggio, oggi lo chiamano “utero in affitto”, e la destinazione d’uso del nascituro, ieri forza lavoro, oggi diritto di soddisfare un bisogno individuale. È un nuovo commercio internazionale, di organizzazioni complesse e criminali capaci di produrre enormi guadagni,  tutto costruito sulla pelle delle donne in condizione di povertà, sui loro corpi fertili: ovociti che si comprano e si vendono su cataloghi, donne trattate come pezzi di ricambio in un mercato planetario.
Non c’entrano niente scelte personali, che non sono in discussione, come giustamente hanno ricordato femministe da tanti paesi diversi che si sono trovate ieri a Parigi proprio per chiedere che questa pratica diventi reato universale, che sia perseguita ovunque. Qua siamo davanti a un mercato di donne e bambini, una compravendita vera e propria, con tanto di contratti vessatori nei confronti delle madri surrogate, e con i neonati che, come ogni merce che si rispetti, vengono pure rifiutati se “difettosi” da chi li ha commissionati, se non rispondono alle richieste di chi ha pagato per ottenere un bambino in cambio di denaro. È il mercato che si impossessa della vita delle persone, è la forza del più ricco esercitata in danno del più povero, è la frantumazione di ogni etica.»
Nello scrivere di ultraprostituzione, la Lorenzin è convinta che, senza ipocrisia vada denunciato «ogni tentativo di regolamentazione che, in un regime di negoziazione del prezzo della gestazione e della vita stessa della mamma e del bambino, sarebbe illusoria.»
Il Ministro, rivolgendosi alle donne in Parlamento, ha chiesto aprire una discussione, che sia «franca e senza ipocrisie, sull’adozione da parte delle coppie dello stesso sesso del Ddl Cirinnà, che si traduce automaticamente nella legittimazione dell’utero in affitto e dell’eterologa. Tutto questo non ha nulla a che fare con il riconoscimento, giusto per me, delle unioni civili e del rispetto per le coppie omosessuali. In gioco ci sono i diritti dei bambini che ancora devono nascere ad avere una madre e un padre, e i diritti delle donne che in questo nostro tempo impazzito sembrano essere regrediti perché evidentemente abbiamo dimenticato le battaglie delle nostre madri. Questa è una frontiera tra tutte noi del mondo occidentale, privilegiate, istruite, ricche, e tutte le altre, costrette a subire abusi di ogni genere, private di diritti civili e istruzione, ridotte a schiave e oggi trattate come mere fattrici di organi e bambini da vendere sul mercato.»
Per la Lorenzin «la preoccupazione  deve focalizzarsi sui bambini che già ci sono e che hanno diritto a ogni tutela, al di là di come sono stati concepiti. Ma se il tema è questo, e solo questo – conclude la lettera – la soluzione noi donne di buon senso la troveremo senza fare entrare dalla finestra quello che giustamente abbiamo sempre detto di volere tenere fuori dalla porta. Non confondiamo le unioni civili con la stepchild adoption.»

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#figli, coppie di fatto, ddl Cirinnà, donne, italia, Lorenzin Beatrice, parlamento, sanità, utero in affitto

Parlamento Europeo OGM e, agricoltura italiana

Ogm: dal Parlamento Ue via libera a norma su autonomia Stati, salvaguardare le tipicità dell’agricoltura italiana

La Cia commenta l’approvazione definitiva dell’accordo raggiunto nelle scorse settimane tra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sulla riforma della Direttiva in materia. Oggi produttori e consumatori si muovono in direzione opposta agli Ogm: solo 5 Paesi in Ue li coltivano e la superficie dedicata non arriva allo 0,001%. Da parte nostra nessun atteggiamento oscurantista o contrario alla ricerca, ma bisogna tutelare la biodiversità delle produzioni nazionali, che rappresenta il nostro maggiore vantaggio competitivo sui mercati stranieri.

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cia, Ogm, parlamento, ue

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Tutela della Privacy

 Antonello Soro, presidente dell’Authority lancia l’allarme: i colossi del Web sono “oltre la democrazia”, l’impatto economico del cyber-crimine è impressionante.” downloadINTERNEETTTTI giganti di Internet tendono ad occupare, in modo sempre più esclusivo, ogni spazio di intermediazione tra produttori e consumatori, assumendo un potere che si traduce anche in un enorme potere politico. Un potere sottratto a qualunque regola democratica”. Ma Antonello Soro, presidente dell’Authority chiarisce i dubbi di tutti  “furto di identità fino alla più organizzata criminalità cibernetica. E’ una emorragia stimata in 500 miliardi di dollari l’anno tra identità violate, segreti aziendali razziati,  portali messi fuori uso e moneta virtuale sottratta”.

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Antonello Soro, Garante, Google, Hartbleed, NSA, parlamento, Privacy, Senato

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Un Governo Pink

Il nuovo Governo di Renzi è giovane ed al 50% rosa. E come si vestono le nuove ministre? Il giorno del giuramento, davanti al Presidente della Repubblica, diversi sono stati i look sfoggiati, alcuni grigi ma con quell’accessorio che fa la differenza, altri invece più colorati e sgargianti.

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fashion, governo, ministri, parlamento, renzi

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