mercoledì, 19 Giugno 2019
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Tag: grande guerra

L’Altare della Patria: Dopo la Vittoria

Una spedizione esplorativa compiuta all’insegna

della Sovranità e dell’Identità Nazionale

Il Comitato Pro Centenario il giorno 1° Dicembre 2018, ricorrendo la Celebrazione della Vittoria della Grande Guerra, ha realizzato un incontro di studio e di ricerca al Vittoriano a Roma. Obiettivo: La Propaganda come Arma per la Vittoria.

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ALTARE DELLA PATRIA, Comitato Pro Centenario, grande guerra, Milite Ignoto, Vittoriano

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I cento anni di Montecitorio: alla Camera la mostra sul progetto architettonico di Ernesto Basile

L’aula di Montecitorio, un secolo tra Arte e Storia

di FABIANA  LUCA*

Era il 20 novembre del 1918. La Prima guerra mondiale si era conclusa da poche settimane e il 20 novembre di quell’anno si svolgeva, solennemente, la prima seduta della Camera dei deputati nella nuova Aula di Palazzo Montecitorio, realizzata dall’architetto palermitano Ernesto Basile.

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CENTENARIO, cultura, grande guerra, italia, PALAZZO MONTECITORIO, Roberto Fico, Sergio Mattarella

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Tramonti Tedeschi

Alla Libreria Antiquaria Rotondi un incontro con un germanista filosofo, presentato da Marino Freschi, Docente in Germanistica dell’Università di Trieste 

Relatore: Marino Freschi
Introduce: Angelo Bolaffi,
filosofo della politica e germanista
L’autunno del 1918 segnò la fine della Grande Guerra e il crollo degli Imperi Centrali, quello austro-ungarico e il Secondo Reich. Il grande sogno di una Mitteleuropa germanica tramontava rovinosamente. La disfatta era stata in realtà annunciata da opere intellettualmente e artisticamente importanti per la densità di concezioni ardite e per la straordinaria vastità del loro impianto. In esse la Germania, – la Germania “segreta” -, appassionatamente amata, era evocata quale scenario di un auspicato nuovo rinascimento della cultura, anzi della “Kultur”. Alcuni tra i principali scrittori – da Mann a Spengler, da Jünger a Bloch – si confrontarono con questa svolta epocale che avevano previsto e predetto in interventi quanto mai impegnativi. La loro rilettura, esattamente dopo un secolo, risulta più che mai attuale e intrigante anche per le diagnosi del nostro tempo, insicuro, disorientato, travolto da una crisi di identità, che era stata già percepita con intensa lucidità medianica da questi scrittori.

Marino Freschi: germanista triestino, si è formato a Roma, a Zurigo con Emil Staiger, a Berlino con Peter Szondi e Wilhelm Emrich. Ha insegnato all’Università L’Orientale di Napoli, e insegna ancora all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e, dal 1990  al 2014, a Roma Tre. Dal 2015 è Professore Emerito di Letteratura Tedesca, Università di Roma Tre. Autore di numerosi volumi e saggi. Tra i suoi libri più recenti: Goethe massone, Le luci del Settecento e Baron Knigge: dall’occultismo alla politica, tutti editi da Bonanno Editore/Tipheret Editore. Dirige la rivista «Cultura Tedesca».

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1918, bolaffi, Freschi, Germania, grande guerra, mann, spengler, Trieste

A Roma, in Convento, “Canti di guerra – Canti di Montagna”

I CANTI degli ALPINI nel Convento dei SS. XII APOSTOLI

Una delle tante eredità che una guerra lascia ai posteri è quella delle canzoni. Da sempre infatti la musica ha fatto parte della vita dei soldati nei campi di battaglia o nelle retrovie. Accompagnate da un testo facilmente memorizzabile, vennero composte per aumentare il senso di appartenenza ad un gruppo, per sollevare gli animi oppure per esorcizzare la paura della morte, sempre in agguato. Altre invece narrano di amori lontani, di speranze, di lontananza dalla casa e dall’affetto materno o glorificano le gesta eroiche esaltandone il coraggio e il sacrificio.

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Alpini, camera musicale romana, esercito italiano, grande guerra

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L’Italia celebra la Vittoria della Grande Guerra

PAROLA D’ORDINE: UNITI SI VINCE

Per celebrare la Vittoria della Grande Guerra si sono svolte in tutta Italia una serie di iniziative molto significative, che hanno visto la partecipazione sentita di “CITTADINI E SOLDATI.

Nei giorni precedenti al 4 Novembre numerose cerimonie, nonostante il tempo atmosferico inclemente, hanno avuto luogo in Nord d’Italia, teatro delle operazioni belliche, nei vari Sacrari dedicati ai Caduti della Grande Guerra e in particolare a Vittorio Veneto, città che ricorda la battaglia conclusiva e vittoriosa del conflitto.

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A, ALTARE DELLA PATRIA, Assoarma, Circolo Rex, Comitato IV Novembre, Comitato Pro Centenario, Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, grande guerra, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Istituto Nazionale della Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon, Libreria Horafelix, Redipuglia, Umi, VITTORIA

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Un medico oltre il fronte: Dino Giannotti

Documenti: pubblicato inedito della Grande Guerra
con l’introduzione di Franco Cardini

Il libro, inedito ed insolito, fa parte di una collana dedicata alla Grande Guerra, della quale ricorre il Centenario

Firenze – A distanza di un secolo la storia della Grande Guerra presenta ancora capitoli poco conosciuti. Come quello dei medici militari italiani prigionieri che, dopo la sconfitta di Caporetto, prestarono servizio nei territori invasi dagli austriaci. Tra poche fonti disponibili emerge il diario di Dino Giannotti, oggi trascritto e dotato di un apparato critico da Ubaldo Morozzi e pubblicato da Sarnus col titolo Un medico oltre il fronte (pp. 288, euro 19). Corredato da immagini d’epoca esclusive e introdotto dallo storico Franco Cardini.

L’autore del diario, nato a Montepulciano nel 1889, fu catturato dagli austriaci il 26 ottobre 1917, durante i fatti di Caporetto. Dopo essere stato rinchiuso nel campo di concentramento di Sigmundsherberg, fu inviato ad esercitare la sua professione nel territorio italiano occupato, prima a San Daniele e poi a Pordenone, come membro effettivo dell’ospedale locale. Restò prigioniero fino al 1° novembre 1918, quando la città venne liberata dall’esercito italiano in avanzata dopo la battaglia di Vittorio Veneto. Il suo diario offre uno sguardo inedito sulla Grande Guerra, quello di un medico italiano che opera dietro le linee nemiche, a contatto con i militari austriaci e con la popolazione civile. Giannotti, nella sua doppia figura di medico e militare, è da una parte testimone delle terribili condizioni di vita dei prigionieri italiani nei lager e della popolazione nei territori invasi, mentre dall’altra osserva con attenzione le manovre del nemico, raccontando alcune delle pagine più significative del conflitto come la battaglia del Solstizio e quella di Vittorio Veneto. Molte sono le riflessioni di carattere medico e militare, ma anche sociale e politico, così come i riferimenti alla cultura del tempo. “Quella di Giannotti”, spiega Ubaldo Morozzi, ricercatore presso la Swansea University nel Regno Unito, “non è soltanto una cronaca giornaliera di avvenimenti stilata per esigenza personale, ma un documento ricco e variegato che ci permette di ricostruire un quadro straordinariamente fedele del contesto culturale delle classi abbienti dei primi anni del Novecento”.

 Gherardo Del Lungo

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caporetto, dino giannotti, Gherardo del Lungo, grande guerra, morozzi, Polistampa

A Roma, Concerto d’eccezione della Banda dell’Esercito Italiano

UN OMAGGIO ALLA VITTORIA DEL IV NOVEMBRE

L’Associazione “Salotto Romano” organizza uno straordinario appuntamento per Giovedì 8 novembre alle ore 16,30 nella Sala Capitolare del Palazzo dei Domenicani alla Minerva (p. della Minerva 42, Pantheon).

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Grande Guerra, un volo per l’umanità

Quando una Torretta, sull’Adriatico, scomparve

Un orrore senza fine, i grandi e spesso inutili massacri della Grande Guerra: un’ Italia con grandi appetiti e mediocri governi, un mondo che scriveva la parola fine a quel periodo ricordato con il nome di “Belle Epoque” e si gettava a capofitto nella micidiale fornace bellica. Un numero impressionante di Caduti, settecentomila, e di mutilati, un milione, per il costo della Vittoria, una vittoria, che, malgrado la continua opera di marginalizzazione effettuata da numerosi libri “storici”, rimane nella verità della storia, oltre all’esemplare comportamento delle Forze Armate, certamente inferiori per mezzi e strategie, l’unico esempio di unità e dignità nazionali nella vita del nostro Paese.

Quella guerra, lontana cent’anni, ebbe anche un altro merito, quello di mostrare al mondo un’umanità che in quel vortice di sangue e di fango sembrava cancellata per sempre. L’esempio di Gabriele D’Annunzio, del suo volo su Vienna, con il famoso lancio di manifestini tricolori anzichè ordigni, era la risposta alla crudeltà più volte mostrata dal nemico: non si dovrebbero dimenticare le atrocità subite dalle popolazione friulane e venete nel periodo compreso tra la disfatta di Caporetto e la battaglia di Vittorio Veneto, l’assassinio dei nostri soldati storditi dal fosgene e finiti a colpi di mazze ferrate; la risposta fu il lancio di volantini, proprio ad opera di quel D’Annunzio, ancora oggi, in alcuni ambienti, considerato un interventista sanguinario, un esaltato fautore della funzione purificatrice della guerra.

Un episodio della cronaca minore di quel tempo l’affidiamo al ricordo di un testimone, a maggior sostegno che la crudeltà contro i civili non fu una triste invenzione della seconda Guerra Mondiale.

Ancora dritto nel suo metro e novanta, il vecchio marchese, con lo sguardo fisso al grigio del mare d’inverno, prese a raccontare l’episodio di cui, bambino, era stato testimone. ” All’inizio dell’estate, credo fosse il 1916, sulla spiaggia di Grottammare, mi trovavo con altri ragazzini sulla riva; Il sole era alto e forte e noi giocavamo, mentre madri e governanti, sedute all’ombra, parlavano fra loro. All’improvviso, sulla linea piatta dell’orizzonte, apparve una sagoma scura, una nave con torri binate; teneva una rotta parallela alla costa, avanzava lentamente verso sud ed era lontana almeno un paio di miglia. Tutti i presenti, donne e bambini, presero ad agitare le braccia ed a sventolare, in segno di saluto, i fazzoletti e qualche – viva la Regia Marina! – si alzò dalla piccola folla dei bagnanti; in realtà, la grande unità da guerra non apparteneva alla Regia Marina Italiana, ma all’Imperial Regia Flotta Austroungarica; solo un istante, poi un colpo secco, qualcosa di simile ad un tuono e la torretta del nostro villino prospiciente al mare si piegò su se stessa e scomparve alla vista. Un fuggi-fuggi generale, sedie rovesciate, sporte abbandonate ed una pattuglia di anziani militi della Guardia di Finanza, accorsi sul posto, ginocchia a terra, presero a far fuoco con il nostro storico novantuno, in direzione di quella corazzata da cui non partirono altri colpi” .

Nel ricordare questo episodio il marchese un po’ rise, e un po’ si commosse, per poi rabbuiarsi quando narrò che la medesima unità, la notte precedente, uscita dai sicuri porti della Dalmazia, era stata responsabile, probabilmente, del primo bombardamento su una popolazione civile. I proietti, infatti, sparati da quelle potenti bocche da fuoco, erano piombati su Ancona: circa duecento morti ed altrettanti feriti. In conclusione, se ci troviamo a passare sul Lungotevere delle Navi, con uno sguardo rapido all’edificio del Ministero della Marina, noteremmo, ai lati dell’ingresso principale, due grandi ancore: una apparteneva proprio a quella corazzata che distrusse, in un’assolata giornata estiva, la torretta del vecchio marchese.

Alessandro Publio Benini

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DANTE, in una mostra in suo onore
….. ricordando la Vittoria del IV Novembre

Il SOMMO POETA ancora oggi può indicare la Retta VIA

E’ in corso una mostra dedicata a Dante Alighieri dal titolo “La fortuna di Dante. Manoscritti, Libri, Opere d’Arte”, allestita nella prestigiosa Sala della Lupa, all’interno del Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, visitabile fino al 4 Novembre 2018.

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La Grande Guerra cento anni dopo,
nelle celebrazioni a Todi per la Vittoria

A CURA delle  FONDAZIONE UGO SPIRITO e RENZO DE FELICE

Nuovo appuntamento a Todi per l’iniziativa culturale “La Grande Guerra cento anni dopo”, organizzata dalla Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice con il patrocinio e la collaborazione del Comunenel quadro del Centenario del primo conflitto mondiale.
L’iniziativa si articola in una serie di conferenze-incontri di analisi e approfondimento di temi storiografici con particolare riguardo al coinvolgimento degli studenti degli istituti superiori oltre che della cittadinanza tutta.

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Armando Diaz, Duca della Vittoria, al Museo dei Granatieri di Sardegna

L’Italia di Vittorio Veneto:
dal “Pensiero e Azione” al “Libro e Moschetto”

Per i Cento Anni dalla Grande Guerra è in corso al Museo Storico dei Granatieri di Sardegna una mostra dal titolo “Diaz – Una Stirpe di Militari, Mostra di Cimeli e Documenti Storici Inediti”, fino al 31 Luglio 2018, organizzata dai Granatieri, nella persona del Direttore del Museo, il Colonnello Bruno Camarota con il sostegno della Famiglia Diaz e del Ministero della Difesa.

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Importante “inedito” pubblicato dalle Edzioni Pagliai

Ancora un inedito da non perdere dell’ EDITORE PAGLIAI, sempre alla ricerca di “Perle Editoriali”

“Documenti: inediti sulla Grande Guerra” con introduzione di Franco Cardini

Trattasi di interessante reportage della Grande Guerra, corredato da immagini insolite e commentato con l’icastico e preciso stile di Gherardo del Lungo –

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17 Marzo 1861 “Giornata Nazionale dell’Unità, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”

DANTE  DOCET

Il 17 Marzo del 1861 è una data fondamentale per gli Italiani, è il giorno della Proclamazione del Regno d’Italia Dal 2012 è stata indicata come la

GIORNATA NAZIONALE dell’UNITÀ, 
della COSTITUZIONE, dell’INNO e della BANDIERA, 

concetti chiave e fondativi per la Storia d’Italia.

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Convegno su Giovanni Gentile

GENTILE OGGI: l’attualità del suo Attualismo

L’Intellettuale Militante tra Pensiero e Azione

Si è svolto presso la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice il 23 ottobre scorso un Convegno molto interessante su “Gentile Oggi”, occasionato dai cento anni della pubblicazione dell’opera di Giovanni Gentile “Teoria generale dello spirito come atto puro”.

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PICASSO durante la Grande Guerra

TRA CUBISMO E CLASSICISMO 

Dal 22 Settembre al 21 Gennaio del 2018 alle Scuderie del Quirinale a Roma è in atto una mostra dal titolo “Picasso. Tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925”. La mostra approfondisce un tema preciso, non ripercorre l’intera produzione artistica del Pittore, ma il primo viaggio di Picasso in Italia all’età di 36 anni, già pittore affermato e conosciuto per il cubismo.

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