lunedì, 22 Luglio 2019
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Tag: POESIA

Giornata Mondiale della Lingua e Cultura Ellenica

Alla Sapienza di Roma, venerdì 8 , nella Facoltà di Economia e Commercio una grande festa per la Cultura Ellenica Italiana ha entusiasmato un numero così grande di persone da stupire veramente chi vi ha preso parte per mero interesse culturale: bambini delle scuole elementari, medie, ma soprattutto ragazzi dei migliori Licei di Roma e Lazio (ahimè il Giulio Cesare, decaduto a radical-chick con progetti di dubbia riuscita) hanno fatto rinascere quella base di pensiero e d’arte che tanto caratterizza lo Stato.

Guardandosi in viso si è trovato che l’anima italica è costituita da millenni di bellezza, scienza, poesia, teatro, ed i cellulari, vivaddio, sono serviti solo a fare la ola luminosa ai compagni seduti sotto la cattedra con chitarre, flauti, tamburi in mano, per accompagnare la recitazione di un incantevole Creonte (Flavio Tempesta) e, nella lingua grecoantica, di Antigone (Aurora Transelica) non meno coinvolgente.

L’Ambasciatore di Grecia, Thasia Afanasiou, che aveva aperto la manifestazione, era estasiata come tutti coloro che apprezzano altro che le disquisizioni politico-sociali in TV o le massaie recitanti una quotidianità non vera. L’apertura dell’evento era stato uno studio approfondito sulla lingua Neogreca, sviluppata dal greco antico in terra di Calabria, Puglia, Basilicata soprattutto ed ancora vivente ed attuale, nonostante le curiose limitazioni date da un’interpretazione malintesa del Nazionalismo fascista (Prof.Maria Olimpia Squillaci, autrice e relatrice della ricerca) per le quali si era giunto a vere e proprie repressioni anche violente a chi lo parlava. Luci ed ombre di un secolo, ancora da purgare e riscoprire, e per questo intelligenti discenti si sono impegnati l’anima per fare amare ed imparare la Cultura Greca, e dove questa eccellesse si è messa in luce senza risparmio. Magnifica, meravigliosa giornata, da far proseguire anche per la valutazione delle ombre della Cultura detta: maschilismo esasperato, che ancora fa brace nelle menti degli uomini, corroborato da religione; considerazione della poesia, che è la più libera e profonda espressione umana come il canto, come semplice teknè, cioè arte sottoposta a canoni o decadente perchè imitazione del vero (Erwin Panofsky): Due caratteristiche fra tante, ma importanti se si nota che ciò rivela una dicotomia sociale fra assolutismo e democrazia, quella vera, ben lontana dalla presente, cariata da un sinistrismo di tipo kennediano. Nessun filosofo greco “posava” come i politici dei tempi attuali, simulacri perfetti di un terribile vuoto di umanità. 

Ma i ragazzi hanno spazzato tutto. Citazioni e riprove delle maggiori correnti di pensiero greche e delle migliori loro applicazioni sono state la bandiera di un movimento sorto quasi in sordina, e recentissimo, che fa pensare con gioia che un’era trista è in agonia, e che si ricomincerà ad amare il vero uomo, quello che non l’erudizione o la preparazione finta, ma la conoscenza caratterizza e fa bello, quello che per economia sa che è la “scienza della casa”, la cura per la propria Nazione.

Marilù Giannone

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Accademia Tiberina: “rendez vous” con gli artisti russi

UN INCONTRO CULTURALE DA NON PERDERE 

La Cultura è il vero viale per la comprensione e la fratellanza fra i popoli! Ricordiamocelo, ed invece di restare fermi ai nostri onorabilissimi dolori, guardiamo al tessuto costruttivo di popoli che sono solo geograficamente più lontani, ma ricchi di talenti e carattere che possono ottimamente interagire con i nostri. Proviamo riscrivere la storia, vista da Papi, re, e despoti, e non diffusa secondo il reale ed effettivo agire e significato di Paesi grandi come il nostro.

_____________Marilù Giannone

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Il Fil Rouge delle nazioni d’Europa

 

COMUNICATO STAMPA

VOICE CHECK

spoken word

Luogo: Teatro Studio Uno (Via Carlo della Rocca, 6)

Data: 27 ottobre 2017, ore 21.00

L’evento prevede una lettura di poesie polache, slovacche, ungheresi ed italiane, un dialogo tra lingue, suoni, ritmi sulle onde della musica, con la partecipazione di Weronika Lewandowska (Polonia),Vlado Janček (Slovacchia), Péter Závada (Ungheria), Giovan Bartolo Botta (Italia), Dj Kisszántó (Ungheria).

L’iniziativa promossa dall’Accademia d’Ungheria in Roma, dall’Istituto Slovacco e dall’Istituto Polacco, si inserisce nella serie di manifestazioni previste in occasione della presidenza di turno dell’Ungheria al Gruppo Visegrád.

 

Weronika Lewandowska      

Poetessa, slammer, performer polacca, laureata in studi culturali. Weronika sperimenta le forme interdisciplinarie e performative della poesia, è fortemente legata alla scena internazionale dello spoken word e del poetry slam partecipando ad eventi importanti in Polonia ed oltre. Tiene workshops su spoken word, su performance letterarie e su storytelling digitale di formati trans-mediali. Come guest teacher collabora con P.A.S.- Performace Art Studies in Oslo.

 

Vlado Janček

Poeta e performer slovacco. È autore di aforismi e poesie brevi e minimaliste che pubblica con intervalli di tempo molto lunghi. Come autore di prosa è stato due volte finalista del concorso letterario “Racconto“ (1997, 2000), mentre in ambito drammaturgico è autore invece di brevi opere radiofoniche e teatrali. Partecipa regolarmente alle competizioni di poetry slam ceche e slovacche e negli ultimi anni ha avuto successo anche come autore dei testi, cantante e chitarrista della band Saténové ruky.

 

Péter Závada

Poeta, drammaturgo e traduttore. Consegue la laurea in letteratura inglese ed italiana, per proseguire poi con gli studi teatrali. Ex membro del gruppo Akkezdet Phiai, gruppo mitico della scena hip-hop magiara, persona chiave della prima generazione del poetry -slam ungherese. Dal 2009 pubblica poesie su riviste di letteratura ungherese contemporanea, autore di due volumi di poesie con cui ha ormai un ruolo confermato anche nella letteratura contemporanea.

 

Giovan Bartolo Botta           

Nasce a Belo Horizonte (Brasile), cuneese di adozione, si trasferisce a Roma al conseguimento della maggiore età. Autore e attore teatrale, poeta, sceneggiatore, vanta moltissime esperienze professionali e riconoscimenti. Alcune menzioni: Vincitore assoluto del contest letterario “Il Club dei NarrAutori” (2013), Spettacolo vincitore “Antigone fotti la legge” alla prima edizione del Festivale Teatrale Confronti Creativi (2013), Premio miglior attore della terza edizione del NopS Festival con lo spettacolo “In principio fu D.M.” (2014).

 

Dj Kisszántó  

Collezionista appassionato di vinili, membro della comitiva dub székház. È alla continua ricerca di sound inusuali e di forme musicali particolari e nello stesso tempo segue con grande attenzione le ultime attualità – con l’intento di evitarle. La sua passione da collezionista lo spinge dai rumori sperimentali alle melodie teatrali di idm e ai acid severi.

 

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