“Kaos Squola” …. e non solo !

DAL M.I.U.R.  ALLO  SDOPPIAMENTO MINISTERIALE ….
I PROBLEMI RESTANO PARIMENTI INSOLUTI
 

LIDIA D’ANGELO 

L’anno scolastico 2019-2020 rimarrà impresso per sempre nella memoria collettiva degli italiani per essere stato il più nefasto e il più breve della storia … è durato infatti appena un quadrimestre: il primo !   …… (*1)
L’anno scolastico si è chiuso nel caos e il peggio verrà a settembre in quanto nessuno attualmente è in grado di prevedere le regole della  prossima riapertura: …..gli studenti dovranno alternarsi in classe? …..oppure dovranno essere rinchiusi in scatole di plastica trasparente? Genitori, alunni, professori, presidi ancora non hanno capito come si ripartirà a settembre, non è dato saperlo con certezza. L’estate del 2020 non lascia presagire nulla di buono sul destino del nuovo anno scolastico e, di preciso – ad oggi, non si conosce neanche il giorno di inizio ….probabilmente sarà il 14 settembre.

La scuola una volta non chiudeva mai, neanche d’estate, anzi il periodo estivo è generalmente quello in cui si delineano gli scenari per il nuovo anno scolastico, grazie a tutto un lavoro propedeutico al buon avvio di settembre. E’ il periodo in cui i Presidi inviano agli uffici scolastici regionali le richieste degli organici per avere i docenti, il personale amministrativo e ausiliario in proporzione al numero delle classi; vengono formate le nuove classi in ingresso sulla base dei criteri definiti dagli Organi collegiali, tra cui l’equa distribuzione degli alunni tra maschi e femmine, tra alunni con diversi stili di apprendimento, oppure alunni disabili o portatori di bisogni educativi speciali.

Tutto ciò non può essere trascurato e dovrà essere espletato anche nella situazione di emergenza in cui tutti siamo coinvolti; in questi giorni si è tenuta la Conferenza unificata che ha approvato il Piano Scuola del Ministero contenente le linee guida da seguire in vista della riapertura della scuola in presenza e in sicurezza.

Le classi saranno divise in più gruppi di apprendimento con un 15% di studenti in meno; le lezioni si svolgeranno in spazi alternativi: laboratori, palestre, aule speciali; anche spazi esterni alla scuola, parchi, archivi, teatri, cinema, saranno utilizzati attraverso “patti con il territorio”, oppure attraverso il recupero di oltre 3000 edifici scolastici abbandonati o dismessi in seguito al dimensionamento.
Tutto questo per garantire la distanza di almeno un metro tra le “rime buccali” degli studenti. 
La curiosa espressione, che indica semplicemente la bocca, ha suscitato una facile ironia da parte delle opposizioni; “Rime buccali? Possiamo chiedere lumi all’Accademia della Crusca (*3) per sapere il significato dell’espressione”, si interroga la deputata Manuela Gagliardi (Lista “Cambiamo), mentre Andrea Del Mastro Delle Vedove (Fratelli d’Italia), sottolinea il rapido passaggio dalle classi pollaio alle classi acquario e poi alle classi a metà; Alessandro Morelli (Lega) ironizza così: “A scuola passiamo dalle rime baciate alle rime buccali”.

La “rima buccale” ingenera confusione perché il distanziamento fisico considerato non è tra i banchi ma va misurato da una bocca all’altra; i presidi col centimetro in mano avranno la metà delle classi a norma ma non dispongono dei fondi necessari per rinnovare e rimodulare gli spazi (*3); dovranno inventarsi soluzioni per gli studenti che non potranno rientrare in classe, aspetteranno l’ampliamento degli organici che la “ministra” ha promesso, sicura di poter contare su un miliardo di euro in più destinato al suo Ministero dal Premier  Giuseppe Conte.

Una volta conquistato l’agognato banco, lo studente dovrà indossare o no la mascherina? 
Secondo il Comitato Tecnico Scientifico sono esclusi dall’obbligo della mascherina i bambini fino ai 6 anni e i disabili (che si sentiranno perciò ancor più discriminati ….”perché tutti gli altri portano la mascherina ed io no?), mentre le maestre e il personale di assistenza dovranno indossare i guanti e la visiera. 
Insomma la scuola riaprirà nel caos, la Ministra per caso, senza un briciolo di competenze, sta portando l’istruzione alla rovina.

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NOTE A MARGINE 
1) Ciò tanto per non smentire il vecchio detto popolare recitante: “Anno Bisesto… Anno Funesto”…… ed il CoronaVirus, alias Covid 19, ha pienamente suffragato un’altra teorizzazione circa un presunto “Pericolo Giallo”.  A questo punto –  ed in piena globalizzazione, già iniziata ed imperante da circa mezzo secolo – vale anche la pena di ricordare il film “La Cina è vicina” (Marco Bellocchio, 1967). 
2) Ma quale credibilità può avere questa nobile “Accademia della Crusca” se da più anni ad oggi continua a: 2.a) consentire l’orribile utilizzazione di termini quali la Ministra o la Sindaca ? 2.b) incoraggiare l’abbandono del congiuntivo, per non mettere in difficoltà una certa parte degli attuali scolari e studenti, nonché una ampia parte dei parlamentari e ministri pentastellati ? 2.c) non opporsi ad una sempre più invasiva Yankeizzazione della lingua italiana ?
3) In realtà il problema – a mio giudizio – potrebbe essere molto facilmente risolvibile, ritornando ai “doppi turni”, cioè alle classi suddivise con orari antimeridiani e post meridiani, come quando noi – oramai ultra maturi, adulti o vecchi – frequentavamo la scuola media o le superiori, dalla metà degli anni ’50 in poi. Con i doppi turni si avrebbero molte più classi senza un affollamento di studenti che, quindi, sarebbero meglio seguiti dai rispettivi insegnanti ! Ma come affrontare i doppi turni se mancano i professori di ruolo ? Semplicemente con una massiccia assunzione di nuovi e qualificati docenti, creando così molte nuove cattedre e riducendo la disoccupazione!  Al diavolo le teorie neo-liberiste, i vincoli di bilancio, le direttive EU, ecc.ecc. ! 
I costi per l’istruzione sono “investimenti” e non spese improduttive !

________GIULIANO MARCHETTI

COVID-19, scuola, Azzolina, Accademia della Crusca

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